Consiglio Valle dell’11 e 12 febbraio 2026
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Il Consiglio valle riunito l'11 febbraio 2026
Il Consiglio Valle è riunito mercoledì 11 e giovedì 12 febbraio 2026 per esaminare 53 punti, di cui 7 rinviati dalla eduta precedente.
In apertura è stato commemorato il Giorno del Ricordo, con interventi dei gruppi consiliari e del presidente della Regione, che hanno offerto letture diverse ma concordi nel condannare le violenze delle foibe e nel richiamare il valore della memoria. L’Assemblea ha quindi convalidato l’elezione di Andrea Campotaro in sostituzione di Cristina Machet, ridefinendo la composizione di alcune Commissioni. Ampio spazio è stato dedicato alle interrogazioni: carenza di personale negli uffici giudiziari, spazi mensa per i dipendenti Usl, applicazione della legge sugli uffici stampa, controllo sulle società partecipate, aggressioni sui bus, funzioni prefettizie regionali, gestione dei porteur al Casino de la Vallée, uso dei metal detector nelle scuole, progetto “Una scuola che ascolta”, collegamento intervallivo Cime Bianche e sostegno alla mobilità ciclistica.
Comunicazioni del presidente del Consiglio
Il Consiglio Valle ha commemorato il Giorno del Ricordo, celebrato martedì 10 febbraio e istituito con la legge n. 92 del 2004 per commemorare le vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nel secondo dopoguerra. Il 10 febbraio 1947 furono, infatti, firmati i trattati di pace di Parigi, che assegnavano alla Jugoslavia l’Istria, il Quarnaro, la città di Zara con la sua provincia e la maggior parte della Venezia Giulia, in precedenza facenti parte dell’Italia.
Il presidente dell’Assemblea ha ricordato che, in questa occasione e nel solco di quanto già realizzato il 27 gennaio, si è voluto dare spazio al lavoro di un giovane, Lorenzo Rocchi, laureato all’Università della Valle d’Aosta, che ha dedicato la sua tesi ai profughi giuliano-dalmati arrivati in Valle d’Aosta, restituendo voce a storie spesso trascurate e contribuendo a inserirle nella memoria della comunità. Ha evidenziato che valorizzare le ricerche e il punto di vista dei giovani non è solo un gesto personale, ma un impegno politico volto a rafforzare la consapevolezza collettiva e la formazione di cittadini responsabili.
Il gruppo Lega Vallé d’Aoste ha evidenziato che sul tema c’è stato un silenzio colpevole per decenni: la scuola e le istituzioni non ne hanno parlato perché quegli omicidi avevano una matrice politica evidente, i partigiani comunisti di Tito. Oggi si è abbattuto il muro di omertà: ci sono un Comitato 10 Febbraio e un parco dedicato ai Martiri delle Foibe ma, in occasione della commemorazione, assistiamo ancora sui social a una vera e propria “fogna” di commenti giustificazionisti su quanto accaduto. Una “fogna” libera di esistere, in virtù della libertà di espressione, ma che proprio per questo rende necessario celebrare il Ricordo per non dimenticare.
Per il gruppo PD-Federalisti Progressisti, l’Europa è stata ed è un progetto di pace nato per impedire che le tragedie del Novecento tornassero a segnare il destino del nostro continente. Eppure, guardando all’attualità, comprendiamo quanto questa lezione resti fragile: oggi il modo più autentico per onorare questa giornata è rafforzare la cultura della convivenza, rifiutare ogni nazionalismo aggressivo e custodire la qualità delle istituzioni democratiche, ricordando che il contrario della memoria non è soltanto l’oblio, ma il suo uso politico, perché una democrazia che perde memoria diventa più fragile, e una democrazia fragile è una democrazia più esposta alle paure.
Il gruppo AVS ha parlato di una pagina di storia segnata da violenze e sofferenze che è giusto ricordare, riconoscendone il dolore umano che quelle vicende hanno prodotto. Per il gruppo, sono necessari rigore e responsabilità nel modo in cui questa ricorrenza viene commemorata. Ridurre quei fatti a una narrazione unilaterale o a uno scontro politico, senza analizzare la storia del confine orientale, alimentando nazionalismi contrapposti, come avviene spesso, tradirebbe il senso stesso del ricordo. Netta la condanna dunque dei massacri delle foibe e di tutte le violenze del Novecento, comprese quelle compiute dal fascismo nei Balcani. In una regione come la Valle d’Aosta fondata sul rispetto delle minoranze, occorre riaffermare la necessità della convivenza, il rifiuto di ogni violenza e l’impegno per una lettura storica seria, critica e completa.
Il gruppo Forza Italia ha ricordato le migliaia di italiani vittime di una violenza brutale e disumana nel silenzio dell’indifferenza. Ricordare oggi significa affermare una verità: le foibe furono il frutto di un totalitarismo violento e ideologico. Il gruppo condanna ogni forma di totalitarismo indipendentemente dal colore politico e afferma che il ricordo è un atto di giustizia verso gli esuli e le loro famiglie, ma anche un impegno culturale, affinché le giovani generazioni conoscano questa pagina di storia. Solo attraverso il rispetto e la consapevolezza si può costruire una società davvero libera e democratica.
Il gruppo Centro Autonomista ha rivolto il pensiero alle vittime delle foibe e agli esuli, costretti a lasciare le loro terre non per ciò che avevano fatto, bensì per la loro identità e presenza. Ha quindi sottolineato come questa rappresenti una pagina dolorosa della storia italiana, a lungo trascurata, che va ricordata con rispetto e verità, non per alimentare divisioni ma per rendere giustizia alle sofferenze patite e riaffermare il valore della dignità umana.
Per il gruppo Fratelli d’Italia, il dibattito in Aula ha dimostrato come i momenti di ricordo e di memoria, invece di unire, continuino a dividere: ecco perché ha scelto di chiudersi in un silenzio che si spera assordante, esprimendo cordoglio e vicinanza per tutte le vittime e ferma condanna di ogni estremismo – nazista, fascista, comunista o religioso – che ancora oggi attraversa il nostro tempo.
Per il gruppo Union Valdôtaine è un dovere morale ricordare le vittime delle foibe e le migliaia di italiani delle terre di confine orientale travolti dall’odio e dalla violenza, così come gli oltre 300 mila esuli che, dopo il Trattato di Parigi del 1947, lasciarono case e radici per non rinunciare alla propria identità. In una regione autonoma e di confine come la Valle d’Aosta, si conosce ancor di più il valore profondo del legame tra popolo, lingua e territorio. Per questo, l’UV ritiene che questa memoria non appartenga a una parte politica, ma sia patrimonio comune.
Il presidente della Regione è intervenuto a nome del Governo con una riflessione istituzionale. La legge del 2004 ha voluto riconoscere dignità e vicinanza a persone che attendevano un segno concreto delle istituzioni: è questo il senso delle iniziative promosse e dei gesti simbolici, come il diploma e l’insegna con la scritta “La Repubblica Italiana ricorda”: non formalità superate, ma testimonianze autentiche di presenza delle Istituzioni accanto a chi ha sofferto. Una vicinanza che rafforza la coesione e il valore della comunità.
Convalida dell’elezione di Andrea Campotaro

L’Assemblea ha preso atto della convalida dell’elezione di Andrea Campotaro alla carica di consigliere, in sostituzione di Cristina Machet (UV), a seguito della sentenza del Tar della Valle d’Aosta che ha assegnato il seggio al gruppo Alleanza Verdi e Sinistra. A seguito della convalida il Consiglio ha ridefinito la composizione di tre Commissioni consiliari, che risultano così composte.
I Commissione Istituzioni e Autonomia
Marco Viérin (Presidente), Loredana Petey (Vicepresidente), Corrado Jordan (Segretario); Eleonora Baccini, Corrado Bellora, Marco Carrel, Fulvio Centoz, Aurelio Marguerettaz, Pierluigi Marquis, Michel Martinet, Chiara Minelli, Laurent Viérin, Alberto Zucchi.
III Commissione Assetto del territorio
Corrado Jordan (Presidente), Luisa Trione (Segretario); Josette Borre, Andrea Campotaro, Marco Carrel, Michel Martinet, Chiara Minelli.
V Commissione Servizi sociali
Luisa Trione (Presidente), Marco Sorbara (Segretario); Aldo Domanico, Clotilde Forcellati, Andrea Manfrin, Pierluigi Marquis, Loredana Petey.
Le Commissioni terza e quinta saranno ora chiamate a nominare il proprio Vicepresidente.
Interrogazioni a risposta immediata
Con un’interrogazione a risposta immediata, i gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno posto l’attenzione sulla carenza di personale amministrativo alla Procura e al Tribunale di Aosta, anche alla luce dell’aumento dei reati commessi nella regione evidenziato nel bilancio sociale della Procura.
Ricordando che, fino al 2023, erano stati distaccati sei dipendenti regionali nei due enti e che di recente è stata sottoscritta una convenzione con la Regione per impiegare al Palazzo di Giustizia personale inserito nelle graduatorie regionali in attesa di un ruolo, i gruppi hanno chiesto chiarimenti sulla situazione dei distacchi e delle assunzioni. In particolare, hanno voluto sapere se, vista l’urgenza del problema, siano previsti interventi di questo tipo per colmare la carenza di personale amministrativo, evidenziando che in Procura, a fronte di 30 posti in organico, ne sono coperti soltanto 12, e una situazione analoga riguarda il Tribunale.
Il Presidente della Regione ha precisato che l’Amministrazione regionale non ha responsabilità dirette nelle criticità segnalate, avendo sempre collaborato attivamente con il Ministero della giustizia. Tra il 2008 e il 2023 la Regione ha messo a disposizione ogni anno circa dieci dipendenti in distacco al Tribunale e alla Procura di Aosta, sostenendo una spesa media annua di circa 500 mila euro, per un totale di circa 8 milioni di euro.
Dal 2023, anche a fronte delle difficoltà negli organici regionali, è stato avviato con il Ministero un percorso alternativo al distacco, sfociato nel 2024 con l’avvio da parte del Ministero della mobilità nei propri ruoli del personale regionale distaccato negli uffici di Aosta, alla quale hanno aderito 2 delle 7 unità distaccate. Nel maggio 2025 è stato sottoscritto un accordo quadro per collaborare su selezione e reclutamento tramite graduatorie regionali: ad oggi è stato sottoscritto un accordo tra il Ministero della giustizia e l’Unité Walser per l’assunzione di due persone con profilo professionale di collaboratore amministrativo-contabile (categoria C posizione C2) una delle quali andata a buon fine. È stato recentemente coperto un posto vacante all’Ufficio del Giudice di pace con una mobilità dall’Amministrazione regionale e si sta svolgendo un concorso regionale per 60 assistenti amministrativo-contabili, con l’intenzione di consentire al Ministero di attingere alla graduatoria qualora questa si dimostri sufficientemente capiente.
I gruppi Lega VdA e La Renaissance hanno reputato interessante lo scorrimento delle graduatorie per far fronte alla carenza del personale. La richiesta è di fare qualcosa al più presto perché la situazione sta diventando insostenibile, provocando un danno enorme per i cittadini.
Spazi pausa pranzo dipendenti Ausl
Carenza personale negli uffici giudiziari
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sulla mancanza di spazi per la pausa pranzo dei dipendenti dell’Usl e di un adeguato servizio mensa.
Il gruppo ha spiegato che lo scorso 6 febbraio 2026 alcune organizzazioni sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori dell’Usl, denunciando una situazione ormai insostenibile per quanto riguarda gli spazi insufficienti per le pause pranzo e la mancanza di un servizio mensa adeguato. A ciò si aggiunge il divieto dal 31 dicembre scorso di acquistare cibo da asporto nei locali convenzionati, soluzione utilizzata dai dipendenti che hanno una pausa pranzo di 15 o 30 minuti. A fronte della richiesta di avviare con urgenza un tavolo di confronto con l’Azienda e di avere per tutti i dipendenti (circa un migliaio sul territorio) un servizio mensa adeguato e/o spazi per consumare il pasto portato da casa o da asporto, AVS ha chiesto al Governo come intenda affrontare la situazione.
L’assessore alla sanità ha spiegato che a seguito dello stato di agitazione – riferito essenzialmente ai dipendenti che lavorano presso le strutture di via Guido Rey -, il 27 gennaio scorso l’Azienda Usl ha incontrato le organizzazioni sindacali, delineando già una serie di impegni concreti verso i lavoratori: allestire rapidamente un locale interno per consumare i pasti a via Guido Rey, già individuato e attualmente in fase di allestimento; aumentare i punti ristoro convenzionati nelle vicinanze dei presidi di via Guido Rey e consentire la cessione di alimenti senza necessità di sedersi, comunicando le modalità ai punti convenzionati; attivare una Commissione mensa con rappresentanti aziendali e sindacali per valutare il gradimento e raccogliere proposte di miglioramento del servizio, sia ospedaliero che extraospedaliero; avviare un Tavolo tecnico con figure aziendali e sindacali per definire l’applicazione del Contratto collettivo in tema di pausa mensa e aggiornare il regolamento di mensa.
L’assessore ha ritenuto utile precisare che non è stata disposta alcuna sospensione del servizio di asporto, in quanto lo stesso non è un servizio contrattualmente previsto. Il capitolato dell’attuale contratto di servizio prevede che la ditta aggiudicataria assicuri la consumazione del pasto nei punti di ristoro convenzionati dietro consegna di apposita card da parte del dipendente o del soggetto convenzionato con l’Usl. Di questo, così come dell’elenco dei punti convenzionati, sono stati portati a conoscenza i dipendenti anche a mezzo di pubblicazione sulla intranet aziendale. La consumazione del pasto nei locali dei punti di ristoro è stata prevista anche per assicurare la giusta pausa lavorativa, in quanto l’Azienda, sino ad oggi, non poteva assicurare all’interno di tutti i presidi la presenza di mense con le caratteristiche previste dalla normativa statale.
Per il gruppo AVS, la priorità è allestire punti all’interno delle strutture dove i dipendenti possano consumare i pasti. Il problema riguarda non solo via Guido Rey, ma anche il territorio, al di fuori dei due presidi ospedalieri. Non basta aumentare i punti ristoro vicini alle strutture, perché comunque con soli 15 minuti di pausa, e con molte persone che mangiano nello stesso orario, diventa difficile spostarsi, evitare code e garantire una consumazione serena. Ben venga quindi questa disponibilità, nella speranza che si concretizzi rapidamente, così che tutti possano esercitare pienamente un diritto riconosciuto a tutti i lavoratori.
Attività ispettiva
Legge regionale sugli uffici stampa
Con un’interrogazione, il gruppo Autonomisti di Caentro ha chiesto chiarimenti sull’applicazione della legge regionale sugli uffici stampa.
Richiamando la norma approvata dal Consiglio Valle il 27 aprile 2021 e l’intenzione del Comune di Aosta di esternalizzare il servizio, il gruppo ha voluto sapere quanti siano attualmente i dipendenti che lavorano all’ufficio stampa regionale; se siano previsti dei concorsi per l’assunzione di collaboratori addetti stampa o l’avvio di una procedura di mobilità interna al comparto; quante siano le persone attualmente assunte nel comparto unico in possesso dei requisiti per assumere il ruolo di collaboratori addetti stampa.
Premettendo che il Comune di Aosta sta procedendo temporaneamente a individuare un responsabile esterno dell’Ufficio stampa in attesa di un concorso, perché non ci sono risorse interne con i requisiti richiesti, il presidente della Regione ha spiegato che per l’Amministrazione regionale, la legge regionale 22 del 2010, modificata dalla legge regionale 8 del 2021, prevede un Ufficio stampa guidato da due dirigenti fiduciari (capo e vice capo) integrabile da un numero massimo di tre addetti stampa (categoria D con laurea) o collaboratori addetti stampa (categoria/posizione C2 con diploma di scuola superiore di secondo grado), iscritti negli elenchi dei professionisti e dei pubblicisti dell’Albo nazionale dei giornalisti.
Il presidente ha sottolineato che l’Amministrazione intende coprire i posti vacanti procedendo prima con un avviso di mobilità interna all’Ente, poi, se non dovesse portare risultati, un avviso di mobilità di comparto, e infine, in caso di ulteriore esito negativo, una selezione pubblica. Non sono, invece, disponibili informazioni sul numero di dipendenti del comparto unico regionale che possiedono i requisiti per il profilo di collaboratore addetto stampa. Gli avvisi di mobilità serviranno a raccogliere manifestazioni di interesse da parte dei lavoratori idonei, ma ciò non esclude che altri dipendenti possano avere i requisiti senza manifestare interesse a trasferirsi negli Uffici stampa.
In replica, il gruppo AdC ha sottolineato che, nonostante la legge 8 del 2021 avesse seguito un iter accelerato per completare gli Uffici stampa, dopo cinque anni l’Ufficio stampa della Giunta regionale conta solo due figure, mancando il capo Ufficio stampa e due collaboratori addetti stampa. AdC ha ribadito l’importanza di coprire questi posti per garantire una comunicazione efficace della Regione e ha auspicato che si proceda al più presto con le manifestazioni di interesse prima tra i dipendenti regionali e poi del comparto, e solo in caso negativo con un concorso pubblico.
Ruolo della Regione nei confronti delle partecipate
È stata discussa un’interrogazione del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA sul ruolo di indirizzo, coordinamento e monitoraggio della Regione nei confronti delle società partecipate.
Nel dettaglio, il gruppo ha chiesto quali strutture dell’Amministrazione regionale siano oggi titolari di rapporti con le partecipate regionali e per quali funzioni; se la Struttura controllo delle società e degli enti partecipati sia l’unico punto di raccordo tra la Regione, in qualità di socio, e le società partecipate o se esistano ulteriori canali; quali informazioni periodiche vengano trasmesse dalle società e con quali modalità; se sia prevista una sintesi strutturata di tali dati a supporto delle decisioni della Giunta regionale in qualità di socio pubblico.
Nella risposta, il presidente della Regione ha ricordato che – come confermato anche da giurisprudenza recente – il controllo esercitato dagli enti pubblici, anche se soci di maggioranza, sulle società partecipate non è gerarchico ma limitato alle decisioni fondamentali del soggetto controllato, alle linee strategiche e alle principali scelte operative. In generale, è la Struttura controllo delle società e degli enti partecipati, che dal 31 marzo prossimo sarà incardinata nella struttura del Segretario generale della Regione, a intrattenere i rapporti con le società partecipate direttamente e indirettamente dall’Amministrazione regionale, in raccordo con gli amministratori e i Dipartimenti competenti per materia, assicurandone la coerenza strategica con i piani e i programmi di settore. Le singole strutture regionali competenti in specifiche materie tengono invece rapporti diretti con le società partecipate dalla Regione dal punto di vista operativo.
L’elenco delle informazioni periodiche che le società partecipate trasmettono alla Regione, il procedimento di trasmissione, i relativi destinatari, le modalità e le finalità del loro utilizzo sono contenuti nell’allegato alla delibera della Giunta regionale n. 899 del 2024, che ha aggiornato le linee guida sulla disciplina applicativa della legge regionale n. 20 del 2016 (Disposizioni in materia di rafforzamento dei principi di trasparenza, contenimento dei costi e razionalizzazione della spesa nella gestione delle società partecipate dalla Regione). Nel dettaglio, la struttura competente in materia di società ed enti partecipati riceve dalle società partecipate i bilanci e le relazioni sul governo societario e da Finaosta i report sui bilanci delle società partecipate indirettamente. È inoltre istituito un tavolo di controllo analogo congiunto per la società Inva per la definizione di indirizzi, obiettivi e del bilancio, a cui partecipano la Regione, il Comune di Aosta, l’Azienda Usl, le Unités des Communes e altri enti. Infine, la Struttura controllo delle società e degli enti partecipati effettua autonomamente un’analisi complessiva di tutte le società partecipate per verificarne il mantenimento o eventuali strumenti di razionalizzazione, approvata dal Consiglio regionale nel piano di revisione ordinaria delle partecipazioni regionali.
Il gruppo PD-FP ha accolto con favore l’istituzione di una struttura direttamente dipendente dal Segretario generale che intrattenga i rapporti con le società partecipate, a condizione che abbia una visione a 360 gradi sulle società, sappia raccogliere le informazioni e fare sintesi. È naturale che ciascuna struttura e ciascun Assessorato si interfacci direttamente con le partecipate per le materie di propria competenza, ma affinché l’impatto sulla Regione sia realmente positivo, è necessario disporre di un unico centro di coordinamento, una sorta di “cervello” che operi a monte.
Aggressioni in autobus
Con un’interrogazione, i gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno chiesto chiarimenti sui recenti fatti di cronaca che hanno riguardato la linea di autobus Aosta/Courmayeur.
Citando alcuni articoli di stampa che riferivano di un episodio di aggressione fisica avvenuto il 29 gennaio sul pullman partito da Aosta e diretto a Courmayeur, i gruppi hanno voluto sapere se la ricostruzione giornalistica fosse confermata e corretta; quante denunce siano state presentate e quante persone coinvolte; se vi siano state ulteriori segnalazioni di episodi analoghi e quali risultati abbia prodotto il servizio di vigilanza a bordo sperimentato sulla linea notturna Aosta/Pont-Saint-Martin.
Nella risposta, l’assessore ai trasporti ha confermato la corretta ricostruzione giornalistica di quanto avvenuto lo scorso 29 gennaio sulla linea Aosta/Courmayeur. Dalle verifiche effettuate tramite la società Arriva, è emerso che durante il viaggio è salito un passeggero che si è rifiutato di pagare il biglietto. L’autista lo ha correttamente invitato a regolarizzare la sua posizione o, in alternativa, a scendere. Al suo rifiuto, l’autista ha contattato le Forze dell’ordine. Nel frattempo, il passeggero ha iniziato ad aggredire altri viaggiatori e alcune persone presenti sono intervenute riuscendo a farlo scendere dall’autobus. L’autista ha presentato regolare denuncia alla Questura (i mezzi sono, infatti, dotati di videosorveglianza), mentre quanto ai soggetti coinvolti – l’autista e i passeggeri – non sono disponibili ulteriori dettagli perché si tratta di dati sensibili.
Riguardo alla ricorrenza di episodi analoghi, Arriva ha segnalato agli uffici del Dipartimento trasporti che, nelle ultime settimane, se ne sono verificati alcuni sulla linea Aosta/Pont-Saint-Martin delle 19.15 e delle 20.15. L’assessore ha ricordato che la vigilanza a bordo non è attiva solo sulla linea notturna Aosta/Pont-Saint-Martin ma su tutte le linee regionali tramite controlli a campione. Su quelle più problematiche, il controllo è pressoché quotidiano, con miglioramenti nella qualità del viaggio riscontrati dai passeggeri. Vista l’impossibilità di essere presenti contemporaneamente su tutte le circa 800 corse giornaliere della rete, a seguito di questo episodio sono state valutate misure per potenziare la vigilanza sulla linea Aosta/Courmayeur. In futuro, continueranno gli investimenti sul servizio: non è pensabile avere un vigilantes su ogni mezzo, ma l’obiettivo è monitorare con la massima attenzione le linee più critiche e avviare percorsi formativi rivolti a utenti e istituti scolastici, per garantire la sicurezza di passeggeri e autisti e prevenire nuovi episodi spiacevoli.
I gruppi Lega VdA e La Renaissance, nella replica, hanno riferito di segnalazioni relative a episodi di degrado sulla linea Aosta/Courmayeur, tra cui l’utilizzo di sigarette elettroniche e il consumo di alcolici, denunciando una situazione che scoraggia i cittadini onesti a salire sui mezzi pubblici, nonostante le misure messe in campo dalla Regione per incentivarne l’utilizzo. Auspicando che episodi simili non si ripetano, i gruppi hanno sollecitato l’Assessore a rafforzare la vigilanza, sottolineando la necessità di maggiori misure di sicurezza per rendere la Valle d’Aosta una regione all’avanguardia, con i mezzi di trasporto adeguatamente presidiati.
Uffici regionali con funzioni prefettizie
È stata discussa un’interpellanza del gruppo Fratelli d’Italia riguardante il potenziamento degli uffici regionali con funzioni prefettizie.
Ricordando il decreto luogotenenziale del 7 settembre 1945, che attribuisce al presidente della Regione le funzioni prefettizie, il gruppo ha voluto sapere se l’attuale organizzazione sia ritenuta adeguata, se il personale impiegato nello svolgimento di tali funzioni sia numericamente sufficiente e adeguatamente valorizzato e se vi sia l’intenzione di potenziarne l’organico, riconoscendone competenze e professionalità anche attraverso specifiche attività formative.
Il presidente della Regione ha premesso che le funzioni prefettizie non sono esercitate personalmente, ma sono svolte trasversalmente attraverso i servizi e le strutture dell’Amministrazione regionale, cui sono attribuite le relative competenze operative. La Struttura organizzativa affari di prefettura raccoglie una parte importante delle funzioni prefettizie, ma non tutte: l’attuale distribuzione di queste funzioni prevede infatti il riparto su diverse strutture e il nuovo assetto organizzativo dell’Amministrazione regionale, che decorrerà dal 1° aprile 2026, ha confermato l’attuale organizzazione prevedendo comunque, come per tutte le strutture, una verifica intermedia, a un anno dall’approvazione della delibera.
Il presidente ha poi evidenziato come le problematiche del personale non impattino in modo particolare sulle funzioni prefettizie, ma è evidente che la questione interessa l’intera Amministrazione regionale e gli enti presenti sul territorio, che non possono dire in generale di poter contare su organici ottimali. Le difficoltà di reclutamento e l’elevato turn over, legati a un mercato del lavoro dinamico, ostacolano la stabilità e la crescita di competenze specialistiche. Si tratta di una problematica strutturale che coinvolge anche gli uffici periferici dello Stato, per i quali la Regione si è attivata in più casi per sostenere il reperimento di personale qualificato e stabile. Il rinnovo contrattuale 2022-2024 ha introdotto un’indennità specifica per il personale di categoria D che svolge funzioni prefettizie con delega di firma del Presidente della Regione, attualmente riconosciuta ai funzionari delle Strutture affari di prefettura e sanzioni amministrative: si tratta di un segnale concreto di valorizzazione, attrattività e responsabilizzazione del ruolo.
Per quanto riguarda la formazione, il Presidente ha confermato l’impegno a garantirne continuità e sviluppo, anche in collaborazione con le scuole nazionali di amministrazione e iniziative ministeriali, come peraltro già avviene, nell’ambito del Piano formativo 2026-2028: il percorso formativo è infatti considerato un investimento strategico per la crescita e la fidelizzazione del personale.
Per il gruppo FdI, l’unico elemento positivo è l’apertura sulla formazione in raccordo con gli uffici ministeriali; per il resto, le risposte sono apparse insussistenti ed evasive non chiarendo l’adeguatezza dell’attuale organizzazione. Se si rivendica con forza il mantenimento delle funzioni prefettizie in capo alla Regione, allora occorre assumersene fino in fondo la responsabilità politica e amministrativa, destinando risorse e priorità a questo settore. Diversamente, si trasmette l’idea che si voglia mantenere la titolarità senza garantirne la piena efficacia. Servono scelte chiare e investimenti mirati, non giustificazioni generiche.
Porteurs al Casino
I gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine hanno chiesto chiarimenti sulla gestione dei clienti di rilievo del Casino de la Vallée di Saint-Vincent e sul ruolo dei cosiddetti porteurs.
Richiamando l’indagine penale in corso, i gruppi hanno voluto sapere come vengano gestite queste figure, i loro eventuali rapporti con la dirigenza aziendale e le forme di remunerazione previste, inclusa l’eventuale attribuzione di percentuali sulle giocate o di aperture di credito ai clienti. È stato inoltre chiesto quali misure siano adottate per prevenire possibili aggiramenti della normativa antiriciclaggio e se la Presidenza della Regione, in qualità di rappresentante della proprietà, sia informata di tali rapporti e intenda vigilare sul rispetto della legalità all’interno dell’azienda.
Il presidente della Regione ha risposto che, secondo quanto comunicato dalla Casino de la Vallée, i cosiddetti “porteurs”, secondo una prassi comune nei casinò italiani ed esteri, svolgono attività di segnalazione e gestione di clienti ad alto livello di gioco, regolata da contratti specifici di promozione commerciale. I “porteurs” sono remunerati con una percentuale sulla capacità di gioco dei clienti segnalati; i contratti non prevedono aperture di credito e la Società non gestisce direttamente le relazioni tra “porteurs” e clienti.
La Casino de la Vallée ha ribadito che tutto il sistema di controllo della Casa da gioco è volto a prevenire violazioni della normativa antiriciclaggio. Il sistema è stato esaminato dagli organi istituzionali nazionali competenti e oggetto di confronto costante per il miglioramento continuo; eventuali operazioni sospette sono segnalate come previsto dalla normativa.
Infine, la Società ribadisce la propria responsabilità nel vigilare sul rispetto della legalità all’interno dell’azienda, disponendo degli strumenti necessari, mentre l’Amministrazione regionale esercita le proprie funzioni di controllo come azionista all’interno degli organi sociali e come titolare della concessione attraverso gli organi di controllo regionali.
Il gruppo Lega VdA, nella replica, ha espresso preoccupazione per l’attuale governance del Casino di Saint-Vincent. Sebbene siano stati illustrati interventi e task force, permane la sensazione di una gestione inefficace e poco coerente: sembra che questa Casa da gioco stia riprendendo strade che sembravano abbandonate. Per la Lega VdA, è clamoroso che l’Amministratore unico non abbia sporto querela per i fatti che hanno coinvolto il Casinò: questo fatto, unito a decisioni controverse nella gestione del personale, conferma un approccio casuale. Il gruppo ha sottolineato la necessità di una governance più rigorosa e responsabile, in grado di prendere decisioni mirate e ponderate, per evitare il ritorno di situazioni problematiche che, con la messa in sicurezza operata dal concordato, sembravano superate.
Metaldetector nelle scuole
L’utilizzo del metaldetector nelle scuole è stato oggetto di un’interpellanza illustrata dal gruppo Fratelli d’Italia nella seduta consiliare dell’11 febbraio 2026.
Evidenziando un aumento delle segnalazioni di disagio nei poli scolastici di Verrès, Aosta e Morgex e richiamando i casi di La Spezia e Varese, replicabili per emulazione da parte degli studenti, il gruppo ha chiesto se si intenda adottare, su indicazione del Ministro all’istruzione e al merito, l’uso dei metaldetector o di strumenti simili per verificare l’eventuale presenza o il trasporto di armi nelle scuole e individuare l’istituto scolastico più a rischio in cui sperimentare tecniche o pratiche per la prevenzione e il contrasto di tali situazioni.
Premettendo che la situazione non va sottovalutata, nella risposta l’assessore all’istruzione ha evidenziato come in Valle d’Aosta il controllo puntuale di eventuali situazioni di disagio sia facilitato dalla presenza di scuole considerate piccole perché al di sotto dei mille studenti. Come concordato nella riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cosp) del 6 febbraio scorso, allo stato attuale non si riscontrano criticità tali da richiedere l’utilizzo di strumenti di controllo, come i metaldetector, agli ingressi degli edifici scolastici.
La recente direttiva congiunta dei Ministri dell’interno e dell’istruzione ha previsto, inoltre, un monitoraggio puntuale di eventuali situazioni problematiche nelle singole scuole, quali comportamenti violenti o episodi reiterati di bullismo. Tali casi potranno essere segnalati dai dirigenti scolastici al Presidente della Regione nell’ambito delle sue competenze prefettizie, tramite la Sovraintendente agli studi, nell’ambito di specifiche riunioni del Cosp, con l’obiettivo di individuare soluzioni calibrate sulle diverse realtà. Il monitoraggio consentirà anche di valorizzare le buone pratiche locali e di rafforzare la prevenzione attraverso iniziative condivise tra scuole, forze dell’ordine e servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile.
L’Aassessore ha concluso ricordando che, proprio in questi giorni, all’Isiltep di Verrès si stanno svolgendo le “Settimane della legalità”, iniziativa volta a sviluppare una strategia complessiva per la creazione di contesti educativi sicuri, capaci di favorire relazioni positive e percorsi di crescita consapevole.
Nella replica, il gruppo FdI ha riconosciuto il valore delle iniziative avviate, utili nel lungo periodo, ma ha sottolineato la necessità di azioni immediate per far fronte alle situazioni di pericolosità e di disagio segnalate nelle scuole. Auspicando che tali episodi non degenerino in fatti più gravi, il gruppo ha dichiarato che manterrà alta l’attenzione sul tema e continuerà a vigilare.
Una scuola che ascolta
Con un’interpellanza, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA ha chiesto conto del progetto “Una scuola che ascolta”, che prevede l’attivazione di sportelli di ascolto psicologico rivolti a studenti, famiglie e personale scolastico nelle scuole secondarie di secondo grado della regione.
In particolare, il gruppo ha voluto avere informazioni sullo stato di attuazione del progetto avviato nell’anno scolastico 2025-2026, sul numero di istituti coinvolti e sulla sua possibile estensione alle scuole paritarie, oltre a una prima valutazione sull’impatto dell’iniziativa e le intenzioni della Giunta per il suo sviluppo futuro, garantendo come già previsto l’ampliamento del servizio alle scuole secondarie di primo grado.
L’assessore all’istruzione ha confermato che il progetto si sta svolgendo regolarmente in tutte le 6 scuole superiori dipendenti dalla Regione e che sono stati programmati anche incontri con i coordinatori delle scuole paritarie per valutare attività da proporre e tempistiche. Le 4 scuole superiori paritarie proseguono i servizi di sportello psicologico attivati l’anno precedente e, entro maggio 2026, potranno partecipare al nuovo Avviso per il servizio di psicologia scolastica 2026-2027.
Entrando nel dettaglio del progetto, l’assessore ha riferito che, tra settembre 2025 e gennaio 2026, sono stati organizzati tre incontri della Cabina di regia interistituzionale con la partecipazione di referenti degli Assessorati dell’istruzione e della sanità, Azienda Usl, Ordine degli psicologi, Università della Valle d’Aosta e dirigenti scolastici. Durante gli incontri sono stati discussi aspetti organizzativi, illustrate le principali iniziative e presentati gli strumenti di monitoraggio dei percorsi psicologici (“griglie a caldo”). Sono in fase di preparazione, in collaborazione tra Università e Sovraintendenza, i questionari finali che saranno somministrati a maggio a studenti, docenti, personale scolastico e famiglie per valutare il servizio psicologico e un eventuale adeguamento delle attività per il prossimo anno. Il progetto per le 6 scuole proseguirà come previsto e, compatibilmente con le risorse, il finanziamento Fse per le 4 scuole paritarie sarà oggetto di un Avviso a maggio 2026, con la possibile estensione futura alle scuole secondarie di primo grado.
Il gruppo PD-FP si è detto soddisfatto della risposta: la volontà di proseguire il progetto di supporto psicologico nelle scuole mette la Valle d’Aosta tra le Regioni più evolute, insieme a pochi altri esempi in Italia. È un’iniziativa utile non solo per i ragazzi, ma per tutti gli attori del percorso educativo: docenti, dirigenti, personale scolastico, famiglie ed enti locali. Permette di mappare bisogni e punti critici dei diversi territori, considerando le specificità sociali e culturali di ciascuna vallata, e di migliorare il benessere psicologico degli studenti. Il progetto offre inoltre strumenti di prevenzione e monitoraggio che possono supportare la programmazione politica e la progettazione dei poli scolastici e dei luoghi di aggregazione, contribuendo a costruire un modello di scuola centrato sul benessere e sulla comunità.
Collegamento intervallivo Cime Bianche
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha interpellato il Governo sul Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) relativo alla realizzazione del collegamento intervallivo di Cime Bianche, approvato dalle società Monterosa e Cervino il 27 febbraio 2025.
Secondo il gruppo AVS, il Documento – che sembra coincidere in tutto e per tutto con gli “Studi propedeutici e preliminari alla valutazione di fattibilità del collegamento intervallivo” consegnati ben tre anni fa e su cui il Consiglio regionale non si è mai espresso – non si configura come un Docfap, non è aggiornato, liquida in poche righe l’opzione zero e, soprattutto, non ne è stata data comunicazione pubblica. Ha quindi chiesto quali siano le effettive differenze tra i due documenti, se la segretazione del Docfap dipenda dalla volontà delle due Società o dell’Amministrazione regionale e se si ritenga questo atteggiamento coerente con una corretta politica di trasparenza e confronto democratico. È stato, inoltre, chiesto se la Regione intenda rendere pubblico il Documento, consentendo ai portatori di interesse di confrontarsi e di esprimere le proprie posizioni.
L’assessore allo sviluppo economico ha sottolineato che gli studi propedeutici e preliminari contengono tutte le caratteristiche e i requisiti per essere qualificati come Docfap ai sensi del “Codice dei contratti pubblici”, comprendendo analisi dettagliate, elaborati grafici, valutazione delle possibili soluzioni progettuali, impatti sul contesto territoriale, ambientale, paesaggistico, culturale e archeologico, oltre a una stima dei costi. Entrambi i documenti analizzano le diverse possibili soluzioni progettuali, compresa l’ipotesi di non realizzazione e quella del tunnel stradale, i cui costi risultano significativamente più elevati rispetto all’opzione del collegamento funiviario. La soluzione deliberata dai Consigli di amministrazione delle Società, per la quale è stata richiesta l’attivazione di una conferenza di programma, è quella ritenuta migliore sotto il profilo tecnico, funzionale e ambientale, nonché quella che comporta la minore interferenza con gli habitat e le specie faunistiche.
Riguardo all’accessibilità della documentazione, l’assessore ha risposto che il Docfap è stato reso disponibile e il documento denominato “Studi propedeutici” è stato trasmesso a tutti i consiglieri regionali; dal 10 maggio 2025, è stato anche reso disponibile sui siti delle Società, accessibile a chiunque richieda le credenziali. Ad oggi, 208 persone ne hanno già usufruito. La messa a disposizione dei documenti è stata decisa dalle Società, in accordo con la Regione, per garantire piena trasparenza. L’Assessore ha parlato di un percorso di un progetto, che è portato avanti anche attraverso il confronto con il territorio e con le comunità locali, a cui il Governo tiene molto.
Per il gruppo AVS, si è voluto fare una forzatura, perché lo studio preliminare è datato novembre 2022, poi aggiornato a marzo 2023: tutte le opzioni hanno la Valutazione di incidenza ambientale negativa. L’aggiornamento economico obbligatorio non è stato effettuato, rendendo l’equiparazione a Docfap fuorviante. Senza contare che non si è mai affrontato compiutamente il nodo della percorribilità giuridica dell’opera, in una zona Zps-Zsc (Zone di protezione speciale e Zone speciali di conservazione). Il gruppo ha lamentato infine che mentre gli studi preliminari sono stati presentati in pompa magna, il Docfap è passato sotto silenzio ed è disponibile solo su richiesta con credenziali. Ha quindi sollevato dubbi su trasparenza e partecipazione pubblica, esprimendo perplessità sulla modalità di confronto con le comunità.
Sostegno alla mobilità ciclistica
Con un’interpellanza, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto chiarimenti sulle iniziative di sostegno alla mobilità ciclistica.
In particolare, il gruppo ha voluto sapere quali Comuni abbiano attivato progetti come “Pedibus” o “Boudza-tè” per promuovere la mobilità dolce e sostenibile nei tragitti casa-scuola, casa-lavoro e nel tempo libero; se siano stati raccolti dati sul loro utilizzo; se l’Amministrazione regionale intenda promuovere o incentivare tali iniziative e a che punto sia la stesura del Piano regionale della mobilità ciclistica, indicando tempi di approvazione e pubblicazione.
Premettendo che una raccolta di informazioni così estesa (tutti i Comuni e tutte le scuole della Regione) non è compatibile con i tempi di risposta ad un’interpellanza ma verrà condotta quanto prima, l’assessore allo sviluppo economico ha citato i dati relativi all’app “Boudza tè” che coinvolge i Comuni di Fénis, Gressan, Quart, Saint-Christophe e Saint-Marcel, contando 331 iscritti e 338 itinerari creati. I chilometri percorsi sono stati 33.064,95 (6.402,60 euro accumulati) nel 2025; 47.000,30 (9.005,85 euro) nel 2024; 50.139,97 (9.600,84 euro) nel 2023. Il periodo di maggior utilizzo va da metà marzo a metà novembre. In cinque anni, il tempo dedicato dagli utenti all’attività è stato di 15.026 ore (626 giorni) per un totale di 29.389 chilogrammi di CO2 risparmiati.
La Regione, da tempo impegnata a promuovere la mobilità ciclistica, ha recentemente ottenuto dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica un finanziamento per riprendere l’iniziativa “Boudza tè” ed estenderla a tutto il territorio regionale. L’iniziativa prevede l’erogazione, per tutti gli iscritti, di un incentivo a chilometro percorso in bicicletta, nel tragitto casa-lavoro o casa-scuola e sarà accompagnata da una campagna di comunicazione volta a illustrare le ricadute positive sulla qualità dell’aria e sulla salute connesse alla mobilità attiva. Potranno partecipare tutti i residenti con più di 16 anni e il credito accumulato a fine mese potrà essere utilizzato per fare acquisiti negli esercizi convenzionati. Il monitoraggio degli spostamenti, il calcolo e l’erogazione del credito avverrà mediante un’app unica per tutti gli utenti valdostani.
Riguardo alla bozza del Piano regionale della mobilità ciclistica, l’Assessore ha riferito che è stata trasmessa e discussa dalla Consulta nella seduta del 16 dicembre scorso: sono stati raccolti i suggerimenti e le osservazioni emerse ed è in corso l’aggiornamento del documento che potrà essere approvato non appena sarà concluso l’iter relativo al Piano regionale dei trasporti.
Nella replica, AVS ha definito la mobilità ciclistica una scelta di campo, evidenziando i tempi lunghi necessari sia per realizzare le infrastrutture sia per superare la “pigrizia culturale” all’uso della bicicletta che caratterizza la nostra società. Per il gruppo, la Regione deve fare da stimolo e da pungolo alla cittadinanza, investendo nelle opere necessarie e promuovendo una comunicazione efficace che metta in luce i vantaggi degli spostamenti in bicicletta rispetto all’uso dell’auto.
Futuro carrozzerie e officine meccaniche
È stata discussa un’interpellanza del gruppo Fratelli d’Italia sulle criticità e le prospettive future delle carrozzerie e delle officine meccaniche valdostane.
Nel dettaglio, il gruppo ha chiesto quali iniziative il Governo intenda adottare per favorire il ricambio generazionale, anche tramite i percorsi di formazione professionale, apprendistato e collaborazione con le istituzioni scolastiche; se preveda di semplificare gli adempimenti burocratici delle imprese del settore; quali azioni preveda per rendere sostenibile l’applicazione delle normative ambientali garantendo al contempo tutela ambientale e continuità economica e come intenda valorizzare il ruolo di queste attività nella riduzione dell’impatto ambientale e nel sostegno alla mobilità e alla coesione sociale.
Ricordando che in questi giorni è in corso l’iniziativa #VdaOrienta, che supporta gli studenti delle medie e delle superiori nella scelta del proprio futuro dando pari visibilità e dignità a tutti i percorsi formativi, l’Assessore allo sviluppo economico ha sottolineato che l’istruzione e la formazione professionale dei giovani sono un tassello fondamentale, che parte da un proficuo lavoro di confronto con le associazioni di categoria pronte a investire su questo aspetto. Purtroppo, il calo demografico (646 nati nel 2025) condiziona in qualche modo l’attivazione di nuovi percorsi di formazione professionale e la distribuzione su tutto il territorio. Il numero minimo di iscritti è stato abbassato a 12 per non comprometterne la sostenibilità. Si segnala il crescente interesse per i percorsi di istruzione e formazione professionale e per l’apprendistato di primo livello all’interno di tutti i percorsi per formare i giovani.
Dal 2017 sono state formate 113 persone in meccatronica (meccanici, carrozzieri e gommisti). Inoltre, carrozzerie e officine meccaniche rientrano nella legge regionale 26/2025, che sostiene progetti di sviluppo e innovazione delle imprese industriali e artigiane, anche attraverso consulenze qualificate per favorire riorganizzazione e ricambio generazionale. Sul fronte della semplificazione burocratica, l’Assessore ha riferito che a breve tornerà a riunirsi il Consiglio per le politiche del lavoro che coinvolge le associazioni di categoria con l’obiettivo di approfondire e individuare gli ambiti su cui è possibile intervenire. In molti casi, tuttavia, le competenze fanno capo allo Stato, trattandosi di materie regolate da direttive europee. Il Governo regionale resta comunque disponibile a intervenire sulle norme di propria competenza, a sostegno del mondo del lavoro.
Riguardo all’applicazione delle normative ambientali, la legge regionale 26/2025 sostiene le imprese che investono per migliorare le prestazioni ambientali, con interventi di efficienza energetica, uso di rinnovabili e riduzione dei combustibili fossili, in coerenza con il Piano energetico ambientale regionale 2030. Sono previsti contributi a fondo perduto e maggiorazioni per le imprese certificate. Quanto alle misure di supporto al settore attraverso i servizi accessori, questi sono forniti generalmente dalle concessionarie, afferiscono al privato e sono difficilmente riconducibili a un ambito pubblico. Il Governo regionale ha, invece, previsto delle misure a favore della mobilità sostenibile che prevedono contributi per l’acquisto di automezzi a basso impatto ambientale e che contribuiscono a favorire una mobilità sostenibile in Valle d’Aosta.
In conclusione, l’assessore ha sottolineato che la carenza di risorse e di vocazione all’impresa riguarda tutti i settori artigianali: ben venga provare a costruire dei percorsi per il loro sostegno che guardino al futuro per rendere sostenibili queste imprese, così importanti per la nostra comunità.
Il gruppo FdI, pur condividendo quanto evidenziato dall’assessore, ha rilevato come l’esistenza di un unico polo per la formazione professionale, situato in media Valle, limiti l’accesso e coinvolga un numero troppo ridotto di studenti. Ritenendo che la presenza di più sedi potrebbe favorire un maggiore ricambio generazionale nel settore, il gruppo ha annunciato l’intenzione di tornare sul tema in futuro.
Caregiver familiare
Èstata discussa un’interpellanza del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA sul riconoscimento del caregiver familiare, alla luce delle evoluzioni normative regionali e nazionali.
Ricordando l’avvio della sperimentazione della riforma della disabilità, con la delibera 1418 del 24 ottobre 2025, e il riconoscimento del caregiver – per cui il Governo nazionale ha istituito un apposito registro – come figura chiave nella definizione del Progetto di vita, il gruppo ha chiesto se la Giunta intenda armonizzare quanto previsto dalla delibera regionale con le nuove disposizioni nazionali; se si voglia superare la logica delle delibere attuative approvando una legge regionale organica sul caregiver, come auspicato nel dibattito consiliare del giugno 2025; quali strumenti di supporto psicologico siano stati previsti per prevenire burnout e isolamento sociale e se si intenda aumentare le risorse regionali per garantire contributi più equi e inclusivi rispetto ai criteri nazionali.
L’assessore alle politiche sociali ha chiarito che la delibera del 2025 non riguarda direttamente la figura del caregiver, ma serve ad avviare la sperimentazione della riforma prevista dal decreto legislativo 62/2024. La delibera non modifica servizi o sostegni esistenti: ridefinisce invece il modello organizzativo e le procedure per arrivare alla valutazione multidimensionale e ai progetti di vita individuali. La Regione sta lavorando alla revisione della legge regionale 14/2008 (Sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità) con un percorso condiviso, in atto, che ha visto ieri un altro incontro, nell’ottica di una legge quadro sulla disabilità, che includerà anche la valorizzazione e il riconoscimento del ruolo del caregiver familiare, con riferimenti espliciti alla sua partecipazione alla definizione del progetto di vita. Il percorso è condiviso con le associazioni ed è coerente con la riforma nazionale sulla disabilità.
L’assessore ha poi ricordato che a livello nazionale, la nuova legge sui caregiver non è ancora approvata e il suo iter è complesso e dai tempi incerti. Attualmente l’unico riferimento concreto è la legge di bilancio 2026 (legge 199/2025), che istituisce un Fondo nazionale per i caregiver con risorse disponibili realisticamente non prima del 2027. Il disegno di legge nazionale prevede, tra le novità anticipate, un contributo fino a 400 euro mensili erogato dall’Inps, ma destinato solo a caregiver conviventi che assistono persone con disabilità gravissima per almeno 91 ore settimanali e con requisiti economici molto restrittivi (reddito sotto i 3.000 euro annui e Isee sotto i 15.000 euro). La Regione Valle d’Aosta, invece, ha già attivi contributi più ampi e strutturati con importi mensili da 440 a 2.000 euro e una soglia Isee fino a 70.000 euro, che consente maggiori possibilità di accedere ai contributi. Nel 2025 sono stati erogati 862.000 euro a favore di 71 beneficiari.
L’assessore ha rivendicato per la Valle d’Aosta di essere stata anticipatoria nel riconoscimento del ruolo del caregiver – figura centrale nel sistema di welfare – e ha ritenuto responsabile attendere l’approvazione definitiva della legge nazionale prima di adottare ulteriori norme regionali, anche per valutare eventuali nuove risorse e misure. All’approvazione della legge statale, saranno valutate eventuali integrazioni regionali, con l’obiettivo di mantenere e rafforzare il livello di tutela già garantito ai caregiver e alle persone con disabilità.
Il gruppo PD-FP ha riconosciuto che la Valle d’Aosta è più avanti dello Stato nel sostegno ai caregiver e che è positivo poter contare su risorse regionali proprie, soprattutto considerando che i fondi statali previsti sono esigui e progressivamente ridotti. Tuttavia, per il gruppo, il problema è politico: non basta il sostegno economico, pur importante. Si chiede che, accanto alla revisione della legge 14/2008, venga previsto un riconoscimento più ampio della figura del caregiver, che vada oltre l’aspetto finanziario. In particolare, si sollecita il riconoscimento di uno status giuridico definito e una tutela anche previdenziale, per chi rinuncia al lavoro e alla propria vita personale per assistere un familiare. La Valle d’Aosta potrebbe diventare regione pilota non solo nella sperimentazione organizzativa, ma anche nel riconoscimento pieno della figura del caregiver.
Le altre iniziative del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra erano su: composizione e funzionamento del Tavolo permanente sui trasporti delle Regioni Piemonte e Valle d’Aosta; interventi di edilizia scolastica nelle scuole secondarie di secondo grado di Aosta; presenza di cloro nell’acqua potabile dell’acquedotto comunale di Challand-Saint-Anselme; carenza di personale al Tribunale di Aosta e nella sede del Giudice di Pace.
Il gruppo Autonomisti di Centro ha chiesto anche chiarimenti sulle prospettive per la tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier dopo l’offerta di utilizzo da parte di una società svizzera.
Le iniziative del gruppo Fratelli d’Italia erano su: premi di risultato, valutazione dei dirigenti regionali e rotazione degli incarichi; stato di attuazione della legge regionale sull’equo compenso e la tutela delle libere professioni; riapertura della riserva di pesca in Val Ferret.
Il gruppo Lega Vallée d’Aoste ha presentato cinque iniziative, di cui due interrogazioni e tre interpellanze: funzionamento dell’Ospedale di Comunità; difficoltà di accesso al bonus caregiver; misure a sostegno dei costi energetici per le famiglie; reperimento del personale amministrativo e trattamentale per il carcere di Brissogne; verifiche su episodi di molestie negli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
I gruppi Lega VdA e La Renaissance Valdôtaine hanno proposto altre iniziative: gestione dell’ufficio stampa del Comune di Aosta e rispetto della normativa in materia di informazione e comunicazione nelle pubbliche amministrazioni; intenzioni del Governo sulla proposta da parte di una società svizzera di gestione della tratta ferroviaria Aosta/Pré-Saint-Didier; composizione e requisiti del Consiglio di amministrazione della Fondazione per la formazione professionale turistica.
Porta, invece, la firma dei gruppi Fratelli d’Italia, Lega VdA e La Renaissance Valdôtaine una interrogazione sullo stato di perfezionamento dello studio affidato dalla Regione a Finaosta sulle eventuali soluzioni di privatizzazione del Casino e delle strutture alberghiere connesse.
Le altre iniziative del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA erano su: valutazioni dell’assessore al bilancio sul bilancio di previsione triennale 2026-2028 e coerenza rispetto alle posizioni espresse nella precedente legislatura; accessibilità per giovani e giovani coppie ai mutui prima casa gestiti da Finaosta; servizi di ristorazione per le scuole secondarie; educazione socio-affettiva nelle scuole valdostane; iniziative di monitoraggio dell’orientamento politico dei docenti.
Mozioni
All’ordine del giorno figuravano anche undici mozioni, di cui cinque rinviate dalla precedente adunanza.
Distaccamento VvF in Bassa Valle
L’Assemblea ha approvato all’unanimità una mozione dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, così come emendata su proposta del presidente della Regione, che impegna le Commissioni seconda e terza, di concerto con il Governo regionale e i proponenti della mozione, a predisporre un ordine del giorno al disegno di legge sui Vigili del fuoco che declini puntualmente il percorso di valutazione più consono alla possibile creazione di un distaccamento dei Vigili del fuoco anche in bassa Valle.
Il gruppo Lega VdA ha evidenziato il forte aumento degli interventi del Corpo valdostano dei Vigili del fuoco così come la necessità di rendere più tempestivi gli interventi nelle aree più distanti dalla caserma di Saint-Christophe e nelle valli laterali. Alla luce della carenza organica, degli eventi meteorologici estremi del 2025 e dell’attuale percorso di riforma della legge 37/2009 del Corpo valdostano, per Lega VdA e La Renaissance è giunto il momento di assumere una chiara volontà politica sulla presenza di un distaccamento in bassa Valle, anche per offrire un servizio essenziale a tutti i cittadini valdostani.
Il presidente della Regione, nel proporre un emendamento alle premesse e all’impegnativa, ha apprezzato il contenuto della proposta, sottolineando la necessità di una valutazione seria sui parametri e sulle possibilità di aprire o potenziare distaccamenti dei Vigili del fuoco, in bassa come in alta Valle, considerando la nuova normativa, le risorse disponibili, le nuove assunzioni e il coinvolgimento dei volontari. Il nuovo ordine del giorno che definirà il percorso da seguire per questi approfondimenti verrà discusso assieme al disegno di legge relativo al nuovo ordinamento dei Vigili del fuoco, già all’esame delle Commissioni.
Solidarietà alle Forze dell’Ordine
Il Consiglio ha approvato, con il voto contrario di AVS e l’astensione di FP-PD, una mozione sottoscritta dai gruppi FdI, Lega VdA, La Renaissance, UV, CA, FI, AdC che esprime solidarietà e vicinanza ai giornalisti e agli agenti della Polizia di Stato aggrediti a Torino a Milano e, più in generale, a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati quotidianamente nella tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza. Il testo condanna in modo chiaro e senza ambiguità ogni forma di violenza e aggressione nei confronti degli operatori di pubblica sicurezza, indipendentemente dal contesto in cui tali atti si verificano; ribadisce che il diritto di manifestare non può mai trasformarsi in pretesto per atti violenti o intimidatori; invita le associazioni, i sindacati, i movimenti politici e i cittadini ad evitare la promozione di manifestazioni provocatorie che inneggiano a fenomeni terroristici, estremiste, anarchicoinsurrezionalisti o comunque violenti e a promuovere a livello organizzativo forme di autocontrollo che assicurino la denuncia e l’immediato isolamento dei partecipanti che adottano comportamenti illegali e contro l’ordine pubblico; invita il Governo nazionale a proseguire l’implementazione dell’organico delle forze dell’ordine riconoscendo loro un adeguato trattamento salariale nonché una dotazione corretta di mezzi e strumenti.
L’iniziativa approvata è sostitutiva delle mozioni inizialmente depositate una, dal gruppo Fratelli d’Italia, e l’altra, dai gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine, a seguito di un confronto con i gruppi di maggioranza.
I gruppi AVS e PD-FP avevano depositato una risoluzione collegata alle mozioni iniziali, poi decaduta per la presenza di un nuovo testo.
Accordo programmatico Uv-FI
Respinta, con 17 voti contrari (UV, CA, FI), 1 astensione (Consigliere Sorbara) e 15 voti a favore (PD-FP, FdI, Lega VdA, AVS, La Renaissance, AdC), una mozione del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA che voleva impegnare la Giunta a riferire periodicamente, sia in Commissione consiliare che in Aula, sullo stato di attuazione dell’accordo politico-programmatico tra Union Valdôtaine e Forza Italia. Il testo chiedeva anche di presentare una prima relazione dettagliata sullo stato di costituzione della Commissione di monitoraggio prevista dall’accordo, sul numero delle riunioni svolte e le principali attività intraprese, sulle interlocuzioni istituzionali avviate con i rappresentanti nazionali individuati, sui risultati concreti conseguiti fino ad oggi.
Il gruppo ha sottolineato che l’accordo politico-programmatico ha influenzato la composizione della maggioranza consiliare e l’indirizzo politico della legislatura, costituendo la base del programma di governo. Un accordo che determinerà scelte che condizioneranno la vita dei valdostani: la trasparenza sugli impegni, sulle modalità di attuazione e sui risultati è quindi fondamentale per la correttezza istituzionale, così come la rendicontazione periodica favorisce responsabilità e coerenza dell’azione politica, a beneficio del Consiglio, della maggioranza, della Giunta e dei cittadini valdostani.
Il presidente della Regione ha evidenziato che ciò che conta per il Consiglio è il programma di legislatura, che rappresenta l’unico riferimento politico e amministrativo. Le scelte della nuova maggioranza derivano dal consenso elettorale ricevuto e rispondono a valutazioni pragmatiche su ciò che può garantire maggiore efficacia nell’azione di governo. La maggioranza, ha detto il Presidente, si dichiara pronta a rendere conto del proprio operato sugli obiettivi raggiunti, su quelli non raggiunti, sulle difficoltà incontrate. Non vi è timore nel riconoscere eventuali risultati non conseguiti, ma l’impegno è quello di tradurre il programma in progetti concreti, assumendosi la responsabilità delle decisioni prese. Il Presidente ha quindi rivendicato l’autonomia politica e organizzativa della maggioranza, ribadendo che l’agenda dell’azione di governo sarà dettata dal programma condiviso e non da pressioni esterne o da forze politiche di opposizione.
Norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche
Con 7 voti a favore (AVS, PD-FP e AdC) e 27 astensioni (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, La Renaissance), il Consiglio ha respinto una mozione a firma congiunta dei gruppi Alleanza Verdi e Sinistra, PD-Federalisti Progressisti VdA e Autonomisti di Centro, che voleva esprimere preoccupazione per la mancata approvazione, ad un anno dal voto in Consiglio regionale, da parte del Governo italiano del decreto legislativo recante la norma di attuazione dello Statuto speciale in materia di concessioni di derivazione d’acqua. Il testo chiedeva anche al Presidente della Regione di sollecitare la Presidente del Consiglio dei Ministri ad approvare tale decreto e a sensibilizzare i Capigruppo della Camera dei Deputati e del Senato.
Il gruppo AVS ha sottolineato che la mozione riguarda un tema centrale per l’Autonomia valdostana: la titolarità delle acque pubbliche e la possibilità per la Regione di disciplinare con propria legge le concessioni idroelettriche, in vista della scadenza nel 2029 di numerose concessioni oggi in capo alla Cva. Ha ricordato che l’istruttoria è durata sei lunghi anni e che il parere del Consiglio regionale sulla norma, un anno fa, era stato unanime. L’iter è ancora fermo a Roma, nonostante l’accordo tra UV e FI che la indicava come prioritaria. La mozione ribadisce l’urgenza della norma per permettere alla Regione di legiferare e esercitare pienamente le proprie competenze in questo settore strategico. Il gruppo ha espresso tutto il suo sconcerto nell’apprendere che il decreto non sarà approvato in via definitiva nella forma che era stata votata in Consiglio e ha espresso tutta la sua preoccupazione riguardo al nuovo iter che si apre ora.
Nella replica, il presidente della Regione ha, infatti, ricordato che, dopo l’approvazione all’unanimità in Consiglio regionale, lo schema di norma di attuazione è stato trasmesso al Ministero per gli affari regionali. Il testo dovrà ora essere approvato dal Consiglio dei Ministri, previa acquisizione di nuovi pareri dei Ministeri competenti, già elaborati e attualmente oggetto di confronto politico in vista del via libera definitivo. Da quando si è insediato – lo scorso novembre – ad oggi, il Governo regionale ha coinvolto i parlamentari valdostani per sollecitare l’approvazione della norma, così come era stata licenziata dal Consiglio, e si sono susseguite diverse interlocuzioni con il Ministro agli affari regionali e i Ministeri incaricati di elaborare i nuovi pareri richiesti. Motivando l’astensione, il Presidente ha sottolineato che è stato fatto tutto il possibile e che si continuerà a lavorare in questa direzione collaborando con tutte le forze politiche, comprese quelle di opposizione interessate a portare a casa il risultato.
Era del gruppo AdC una mozione per uno studio che riveda i parametri Isee.
Un’iniziativa del gruppo Lega VdA proponeva azioni specifiche per monitorare e potenziare la sicurezza dei trasporti valdostani.
A firma congiunta dei gruppi Lega Vda e La Renaissance la richiesta di intitolazione di un’aula dell’Università della Valle d’Aosta all’attivista americano Charlie Kirk.
Il gruppo PD-FP chiedeva: disposizioni per la garanzia del salario minimo e la tutela delle imprese sane negli appalti regionali; informazione obbligatoria all’utente e percorso di tutela per tutti a garanzia del diritto alle cure; condivisione degli indirizzi strategici per la nomina del direttore generale dell’Ausl.
I lavori sono conclusi. Il Consiglio si riunirà nuovamente martedì 24 e mercoledì 25 febbraio 2026.
FAQ
Quali sono stati i principali temi affrontati in apertura di seduta?
Il Consiglio ha commemorato il Giorno del Ricordo del 10 febbraio, istituito con la legge 92 del 2004, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano-dalmata. I gruppi hanno espresso posizioni differenti sul piano storico e politico, ma con una condanna condivisa delle violenze e un richiamo al valore della memoria, della convivenza e della responsabilità istituzionale.
Cosa cambia con la convalida dell’elezione di Andrea Campotaro?
A seguito della sentenza del Tar della Valle d’Aosta, Andrea Campotaro è stato convalidato consigliere per Alleanza Verdi Sinistra al posto di Cristina Machet. Il Consiglio ha quindi aggiornato la composizione della I, III e V Commissione consiliare, che dovranno ora completare il proprio assetto con la nomina dei vicepresidenti dove previsto. La maggioranza perde un consigliere e l’opposizione ne guadagna uno.
Quali questioni concrete sono emerse dalle interrogazioni?
Tra i temi principali: la forte carenza di personale amministrativo in Procura e Tribunale, la richiesta di spazi adeguati per la pausa pranzo dei dipendenti Usl, il rafforzamento della vigilanza sui bus dopo episodi di aggressione, il ruolo di coordinamento della Regione sulle società partecipate, la gestione dei porteur al Casino di Saint-Vincent, la prevenzione del disagio nelle scuole senza ricorso attuale ai metal detector, lo sviluppo del progetto di ascolto psicologico nelle superiori e il confronto sul Docfap relativo al collegamento Cime Bianche, oltre agli incentivi regionali per la mobilità ciclistica.
Pubblicato / aggiornato
il 13/02/2026 alle 08:23
Categoria:
Politica e Amministrazione