Un confronto concreto su strumenti, modelli e casi di successo per sostenere gli investimenti strategici e accompagnare lo sviluppo dei territori: è questo il cuore dell’incontro promosso da AnFir – Associazione Nazionale delle Finanziarie Regionali, che si è svolto, a Saint-Vincent giovedì 26 febbraio 2026, nell’ambito del roadshow territoriale dedicato al ruolo delle finanziarie regionali.
L’evento, organizzato da Finaosta con il supporto di AnFir, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del sistema finanziario e del mondo imprenditoriale, offrendo un momento di approfondimento sulle politiche di investimento pubblico a sostegno della crescita, della competitività e dell’innovazione regionale.
Ad aprire i lavori, è stato l’intervento di Michele Vietti, presidente AnFir, che ha richiamato il valore delle finanziarie regionali come strumenti di prossimità, capaci di tradurre le strategie di sviluppo in interventi concreti e mirati sui territori: «Mi piace sottolineare la natura di Finaosta non confinata dentro i suoi confini ma proiettata in una dimensione interconnessa con il resto d’Italia e, in particolare, con il Nord-Ovest. Ha caratteristiche uniche che ne valorizzano l’identità come centro economico importante in determinati settori. È una sorta di boutique finanziaria regionale, che opera su progetti dall’elevata intensità di capitale umano, di valore aggiunto e contenuto tecnologico-innovativo. Una realtà di nicchia ma che rappresenta una best practice anche per tutte le altre finanziarie regionali. AnFir ha proprio questo ruolo di connettore affinché non si debba sempre ripartire da zero».Ha poi ricordato il lavoro per dare una migliore configurazione giuridica alle finanziarie: «Abbiamo perseguito l’obiettivo di pervenire a una regolamentazione ordinamentale che ci aiuti a definire chi siamo e ponga fine alla confusione e alla stratificazione dell’autorità di vigilanza. Auspichiamo una riforma organica ma abbiamo comunque ottenuto un risultato importante: a novembre 2025 abbiamo interloquito con le Commissioni congiunte Giustizia e Finanze della Camera per la riforma del Testo unico di Finanza. Dopo aver rassegnato una ricognizione esatta di ruolo e finalità delle finanziarie, abbiamo chiesto di modificare le disposizioni transitorie introducendo una previsione che fissasse in una norma di legge una definizione di società finanziaria regionale che si riconducesse a tre catteristiche (essere inhouse o intermediario finanziario vigilato; essere sottoposto a controllo da Regione o Provincia autonoma; avere finalità di natura pubblicistica pur avedo natura privatistica legata all’obiettivo di sostegno al tessuto economico dei territori di riferimento).Abbiamo chiesto al Mef di individuare un’Associazione di riferimento incaricata di redigere una rifrma organica dell’ordinamento di settore,di cui abbiamo anticipato alcuni aspetti in relazione all’autogoverno, all’elenco di adesione e al coordinamento dei rapporti fra finanziarie e autorità di vigilanza per renderla più agevolmente orientata ad aiutare i vigilati anziché a ostacolarli. L’esito dell’interlocuzione è stato molto positivo: il 17 febbraio le Commissioni hanno espresso parere sugli schemi di decreti e, in un articolo, c’è la raccomandazione al Governo di valutare l’opportunità di introdurre la figura delle società finanziarie regionali come nuova categoria di soggetti che aiutino a perseguire in via indiretta e prevalente le funzioni connesse all’ente pubblico controllante a sostegno del tessuto economico locale. Ora la palla passa al Ministero dell’Economia».
I saluti istituzionali dell’assessore allo Sviluppo Economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità Sostenibile Luigi Bertschy e del presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta Renzo Testolin hanno quindi inquadrato l’iniziativa nel contesto delle politiche regionali, sottolineando l’importanza di una collaborazione strutturata tra istituzioni e finanziarie pubbliche per affrontare le sfide della crescita sostenibile.
L’assessore Bertschy ha detto: «Mi è piaciuto sentire parlare di esperti per accompagnare l’azione politica più che di erogatori. Le Pubbliche Ammministrazioni devono sviluppare strategie di medio-lungo termine e le finanziarie possono affiancarle in questo percorso. Sul nostro territorio, Finaosta è stata fondamentale per la crescita deli impianti a fune. Si tratta di risorse che generano valore pubblico e redditività sul territorio. Abbiamo sviluppato una strategia di sviluppo complessivo affinché una programmazione attenta determini il futuro artigianale e industriale.Ora tavoli di lavoro svilupperanno queseti obiettivi. Dove i numeri sono piccoli si possono comunque sviluppare economie interessanti e diversificate a beneficio del benessere della comunità».
Il presidente Testolin ha aggiunto: «Finaosta affianca, con la sua presenza in 14 società partecipate e riveste un ruolo sociale lavorando oltre il 30% dei mutui prima casa, avendo anche un effetto calmierante sulle dinamiche del settore bancario. Importante anche il sostegno al recupero edilizio e all’efficentamento energetico. Ha anche il compito di far crescere la cultura economico-finanziaria dei propri interlocutori affinché si svilippuno nuovi slanci di crescita».
Il confronto è entrato nel vivo con la sessione Finaosta per il territorio, nel corso della quale Marco Linty, presidente di Finaosta, ha ribadito il ruolo della finanziaria regionale quale partner strategico per lo sviluppo economico valdostano. Ha detto: «Siamo strumenti pubbici ma con un approccio operativo vicino alle imprese, ai cittadini, agli Enti locali, ai progetti che generano valore. In un contesto economico che richiede rapidità, competenze e capacità di investimento, il ruolo di Finaosta è diventato sempre più rilevante perché sosteniamo la competitività, favoriamo l’innovazione, contribuiamo alla coesione territoriale e mettiamo in campo risorse e competenze per trasformare visioni in realtà. Negli ultimi anni il nostro impegno si è concentrato a rafforzare la nostra mission: essere un partner affidabile per la Regione e per il sistema economico valdostano, capace di intervenire con strumenti finanziari mirati, sostenibili e orientati allo sviluppo di lungo periodo. Abbiamo lavorato su più fronti: supporto agli investimenti strategici, sostegno alle imprese in crescita, partecipazione a progetti infrastrutturali e innovativi e collaborazione con attori pubblici e privati per generare impatti concreti sul territorio. Un impegno che guarda allo sviluppo di una Valle d’Aosta sempre più competitiva, attrattiva e resiliente».
Nel suo intervento, Mattia Michele Sisto, direttore Generale di Finaosta, ha ripercorso le principali tappe dell’evoluzione di Finaosta e gli elementi che la società sta approntando per affrontare gli investimenti strategici del presente e del futuro. Un’azione che non si limita agli interventi infrastrutturali tradizionali, ma che si estende anche a operazioni ad alto contenuto innovativo, come quelle legate alle scienze della vita, ambito nel quale si inserisce l’esperienza di Bio4Dreams.
Il direttore generale ha inoltre posto l’accento sulla riuscita collaborazione tra società partecipate, richiamando il caso della sinergia tra Pila e Skyway per lo sviluppo del progetto della Stella di Pila, esempio di integrazione tra infrastrutture, visione industriale e valorizzazione del territorio.
Ha detto: «Questo evento nasce dalla volontà di Finaosta di creare uno spazio di confronto concreto tra le finanziarie regionali, le istituzioni e i territori. Crediamo fortemente nel valore della rete AnFir come luogo di scambio di esperienze, competenze e buone pratiche, capace di rafforzare il ruolo delle finanziarie pubbliche nello sviluppo economico e sociale delle regioni.
Finaosta opera quotidianamente per tradurre le politiche pubbliche in strumenti finanziari efficaci, sostenendo investimenti, innovazione e progettualità che generano impatti reali sul territorio. Promuovere momenti come questo significa investire nella crescita di un sistema più coordinato, competente e orientato al lungo periodo.
Il confronto di oggi conferma che le finanziarie regionali possono essere attori chiave delle transizioni in atto, capaci di coniugare solidità gestionale, visione strategica e vicinanza alle esigenze di imprese, enti locali e comunità».
In questo contesto, il direttore Sisto ha evidenziato inoltre come l’azione di Finaosta abbia accompagnato alcuni dei più rilevanti investimenti degli ultimi anni, fino ad arrivare a quello che rappresenta l’investimento più importante degli ultimi vent’anni, concretizzatosi nell’aumento di capitale della società Cervino SpA.
L’aumento di capitale è stato deliberato dall’Assemblea dei Soci in massimi 43,16 milioni di euro, oltre ad un sovrapprezzo massimo pari a 39,84 milioni di euro, quindi per complessivi 83 milioni di euro. Finaosta S.p.A. ha esercitato il diritto di opzione a lei spettante per complessivi 70,56 milioni di euro, il cui versamento verrà completato entro il 31 dicembre 2026.
Ampio spazio è stato quindi dedicato anche agli investimenti nel comparto turistico e infrastrutturale in altre porzioni di territorio. Tra questi, il nuovo impianto funiviario Pila-Couis a servizio del nuovo locale panoramico denominato “Stella di Pila”, progetto strategico per il rafforzamento dell’offerta turistica e per la destagionalizzazione della città di Aosta, ma non solo.
I lavori sono stati avviati nell’autunno 2023 e hanno visto il completamento del primo tronco di impianto nel 2024. Nel 2025 è poi stato completato il secondo tronco della telecabina, con l’apertura al pubblico del bar-ristorante all’inizio del mese di dicembre. L’investimento complessivo, finalizzato sia ad una migliore fruibilità del comprensorio che all’ampliamento dell’offerta sia invernale che estiva, ha raggiunto i 51 milioni di euro.
L’intervento di Finaosta è risultato inoltre determinante per uno dei progetti più innovativi e “futuristici” per la Valle d’Aosta: la funivia Skyway Monte Bianco, che ha celebrato dieci anni di attività. Sul valore dell’opera e sulla sua “messa a terra” a favore del territorio e dell’economia locale è intervenuta Federica Bieller, presidente di Funivie Monte Bianco Spa, evidenziando i risultati raggiunti e le prospettive future.
Nel corso dell’esercizio 2024-2025 il complesso ha registrato 263 mila presenze, prevalentemente concentrate nel periodo estivo e ha occupato una forza lavoro media pari a 76 unità. Dal punto di vista economico, l’esercizio 2024/25 ha registrato ricavi per 17 milioni di euro, confermando ancor più il ruolo centrale di SkyWay Monte Bianco nel panorama turistico regionale. Da notare che, ogni anno, un milione di euro è accantonato per le manutenzioni.
La seconda parte dell’incontro, dedicata al tema Le finanziarie regionali a sostegno degli investimenti strategici, ha visto il contributo di Giampaolo Masciadri di Prometeia, società che ha supportato Finaosta nello sviluppo degli investimenti strategici e in particolare è stata “due dilegence” nell’aumento di capitale della Cervino Spa, Elisabetta Borello e Fabio Bianco di Bio4Dreams e Federico Maquignaz (Cervino S.p.A.). I relatori hanno portato esperienze e casi concreti su come l’intervento operativo e consulenziale della finanziaria regionale Finaosta sia stato leva efficace per l’implementazione di nuove eccellenze territoriali per la Valle d’Aosta e, più in generale, su come possa essere motore determinante.
Come evidenziato dal presidente della Cervino Maquignaz, il progetto Cervino The One comporterà un investimento complessivo pari a 220 milioni di euro circa e permetterà di raggiungere, da Cervinia, la zona di Plateau Rosa in 17 minuti. L’intervento prevede, oltre alla realizzazione dell’impianto funiviario di tipologia 3S, anche la realizzazione di tutti i locali di servizio e commerciali, che ospiteranno spazi fondamentali per migliorare la customer experience. «Il nostro Bilancio record ha toccato i 52 milioni di euro. Nel 2026 ci aspettiamo un’ulteriore crescita dell’8%», ha concluso Maquignaz.
A raccontare una delle ultime operazioni finanziarie di Finaosta, è stata Elisabetta Borello, co funder e VP strategy di Bio4Dreams, la società per la quale il 24 ottobre 2025 Finaosta ha sottoscritto un aumento di capitale di 1 milione di euro. Un intervento finalizzato alla creazione del Progetto VITTe (Valle d’Aosta per l’Innovazione e il Trasferimento Tecnologico), il nuovo hub regionale per l’innovazione e il trasferimento tecnologico. Borello ha spiegato: «Prima del covid, l’Ospedale Parini di Aosta (assieme all’Ospedale di Bolzano) si è prestato per introdurre tecnologie molto innovative. Un progetto di informatizzazione della diagnostica per immagini è diventato un progetto-guida per l’Italia. Da allora lavoriamo per mettere in comunicazione i territori per creare valore, occupazione e impresa. Abbiamo 54 startup incubate e abbiamo un fatturato di 7milioni di euro e siamo l’unico incubatore che chiude il Bilancio in positivo».
Fabio Bianco ha aggiunto: «La Valle d’Aosta è un ottimo posto per fare test sull’innovazione nelle scienze della vita. Cercheremo di sviluppare soluzioni e prodotti per la salute personalizzata e per la valorizzazione dei principi attivi. Lavoreremo con i soggetti del territorio per raggiungere queste finalità».
Giampaolo Masciadri ha spiegato come Prometeia supporta Finaosta nella valutazione obiettiva degli investimenti: «Siamo i verificatori della coerenza generale volendo verificare motivi di eventuale ostacolo alle iniziative in valutazione da parte di Finaosta. Per esempio, per valutare la proposta di Cervino SpA abbiamo lavorato per circa un mese. Tra le società di Bio4Dream c’è una società che produce trattamenti cutanei dal siero di scarto per la produzione della Fontina e il nostro compito è valutare anche questi aspetti. Il ruolo ponte delle finanziare fra tessuti territoriali e risorse pubbliche è anche di assetto tecnico e capacità di realizzazione degli investimenti».
In chiusura, il presidente AnFir, Michele Vietti, ha invitato i presidente delle finanziarie regionali presenti a esprimere le proprie valutazioni su quanto ascoltato.
Il presidente di Finlombarda Andrea Mascetti ha commentato: «È stato interessantissimo sentir parlare di differenziazione in una regione dalle dimensioni limitate ma dalle caratteristiche diversificate. Le grandi concentrazioni non danno buoni risultati per il territorio. In relazione al ruolo delle finanziarie e alle sue problematiche gestionali, chiedo a tutti di attivarsi per attivare la politica affinché il Parlamento ci dia le risposte neessarie sullo status giuridico».
Il presidente Filse Lorenzo Cuocolo ha chiesto: «Gli investimenti sugli impianti a fune aumenteranno le persone che accederanno. Ma quanti ne vogliamo portare e che tipo di strategia c’è per la sostenibilità e la soddisfazione del cliente? Affinché non si ripeta l’autogol dlele Cinque Terre». Il presidente Testolin gli ha risposto che il miglioramento dei servizi in montagna mira a coprire anche stagioni più ampie rispetto al solo inverno: «In quest’ottica si colloca anche il progetto di collegamento dei comprenstori di Gressoney-Ayas e Breuil-Cervinia. La finalità è anche occupazionale, favorendo una maggior stabilizzazione del personale stagionale».
Paolo Pretti, direttore generale di Trentino Sviluppo, ha affermato: «Abbiamo bisogno di una rete di protezione per far capire alla Corte dei Conti chi siamo. Ci sentiamo vicini a Finaosta per molte attività e per le politiche che si possono adottare nella gestione degliimpianti e quindi dei flussi turistici ed economici. I temi dell’attrazione dei talenti è importante come quello dell’equilibrio fra turismo e produzione (con valore aggiunto reciproco fra i due settori)».
La presidente della società finanziaria regionale siciliana, Irfis-FinSicilia SpA, Iolanda Riolo, si è aggiunta alla richiesta di dare chiarezza alle finanziarie ma anche di dar loro visibilità a livello istituzionale. Ha chiesto un collegamento con le Università perché anche il reclutamento del personale è un problema da affrontare.
Carmelo Campagna, vicepresidente di Gepafin, ha detto: «Ci interessa l’esperienza straordinaria che la Valle d’Aosta ha fatto nella gestione delle sue acque: un esempio virtuoso che permette di disporre di utili da investire in attività che generano magari ricavi inferiori ma hanno rilevanza territoriale».
Riccardo Barbieri, presidente di Sfirs, ha affermato: «Il tema dei mutui casi è molto interessante. Noi stiamo sviluppando un dibattito e sto spingendo l’intermediazione finanziaria della nostra società ma non parliamo di fare credito – perché non ha senso sostituirsi alle banche – ma di fare anticipazioni su tempistiche di erogazione di finanziamenti pubblici che possono aiutare le imprese».