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Comitato per il no al referendum 2026

Valle d’Aosta Aperta ha lanciato, giovedì 18 dicembre 2025, la proposta di un Comitato del no per il prossimo referendum sul testo di legge costituzionale sulle Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253, serie generale, il 30 ottobre 2025), la cosiddetta riforma sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Il movimento, che non ha raccolto eletti alle recenti elezioni regionali e comunali, intende comunque proseguire la sua attività politica anche fuori dalle Istituzioni e Francesco Lucat, di Uniti a Sinistra, ha evocato la possibilità che referendum sia fissato «addirittura ai primi di marzo», comprimendo di fatto tempi e discussione pubblica su un tema che, per Valle d’Aosta Aperta, riguarda la tenuta dell’equilibrio costituzionale.
Lucat ha legato la riforma a un’idea di attacco all’indipendenza della magistratura: «la tutela e la salvaguardia della totale indipendenza della magistratura dal potere politico è uno dei fondamenti della democrazia liberale», ha sostenuto, richiamando la separazione dei poteri come architrave dello Stato di diritto.

Valle d’Aosta Aperta lancia quindi un appello verso «forze democratiche, Anpi, sindacati, partiti e associazioni» per provare a costruire in Valle una mobilitazione organizzata per il no.

Ivan Palmieri, rappresentante del Movimento 5 Stelle, ha rimarcato l’impegno su pace e lavoro, collegandolo alle scelte di Bilancio e denunciando le politiche di riarmo come drenaggio di risorse da sanità e welfare da parte di una Regione che, a suo giudizio, è «molto più a destra di quello che si pensa».

Raimondo Donzel, coordinatore di Valle d'Aosta Aperta
Raimondo Donzel, coordinatore di Valle d’Aosta Aperta

Le leggi di Bilancio della Regione 2026/28, approvate dal Consiglio Valle, sono state il tema delle analisi di Raimondo Donzel, di Area Democratica, coordinatore di Valle d’Aosta Aperta, che ha definito il documento «per nulla tecnico ma molto politico» per l’atto «più importante» di un’Amministrazione, in un quadro che vede la Regione «in sintonia» con ciò che accade a livello nazionale. Per Valle d’Aosta Aperta la «svolta a destra» dell’Union valdôtaine «non è assolutamente da minimizzare», e la prova sarebbe anche nell’attribuzione dell’Assessorato regionale al bilancio a Mauro Baccega: «l’assessore al bilancio è di Forza Italia e ha parlato di Bilancio nella continuità».
Raimondo Donzel ha trattato anche il tema della rappresentanza criticando la nascita di gruppi consiliari «costruiti con escamotage», sia in Consiglio regionale e sia al Consiglio comunale di Aosta, attaccando un sistema che, a suo dire, consente visibilità e risorse a formazioni nate subito dopo il voto o con numeri minimi «c’è chi si ritrova a fare il presidente del Consiglio comunale pur avendo raccolto meno voti di noi» ha rimarcato, citando implicitamente Samuele Tedesco.

Infine, l’appello esplicito alle redazioni giornalistiche: «non dimenticatevi di Valle d’Aosta aperta», perché anche senza eletti, ha rivendicato Donzel, «restiamo un soggetto politico con una visione alternativa che intendiamo portare avanti anche dopo le elezioni».

Incontri pubblici

Il Comitato valdostano per il No al Referendum ha organizzato un ciclo di incontri pubblici in diverse zone della Valle d’Aosta per informare e coinvolgere la cittadinanza sul referendum del 22-23 marzo 2026, chiamato a confermare o bocciare la cosiddetta riforma Nordio, una riforma costituzionale della magistratura che modifica sette articoli della Costituzione.

Il primo incontro pubblico si svolgerà sabato 14 febbraio alle ore 17.30 ad Aosta, nella sala conferenze dell’Hotel Omama in via Torino. All’iniziativa parteciperanno Edmondo Bruti Liberati, già procuratore della Repubblica di Milano ed ex presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Magistrati, e Barbara Benzi, sostituto procuratore della Procura della Repubblica di Milano, insieme a Roberto Louvin, professore associato di diritto pubblico comparato all’Università di Trieste, e Carlo Curtaz, avvocato del Foro di Aosta.

L’incontro rappresenta un momento di confronto pubblico per spiegare le ragioni del NO a una riforma che, secondo il Comitato, non migliora il funzionamento della giustizia, ma modifica profondamente l’equilibrio costituzionale tra i poteri dello Stato. Una riforma che, approvata con una procedura “blindata” priva di un reale confronto parlamentare e sociale, indebolisce l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, eliminando l’elezione dei rappresentanti togati, non migliora la giustizia per i cittadini perché non affronta problemi concreti come i tempi lunghi, la carenza di personale e di risorse e si inserisce in un clima politico che mira a ridurre il controllo di legalità sul potere politico esercitato dalla magistratura.

Secondo il Comitato, la riforma rappresenta un intervento di natura politica che incide su uno dei pilastri della Costituzione e che si inserisce in un disegno più ampio di riduzione degli equilibri democratici, oggi con la giustizia, domani con ulteriori riforme istituzionali. L’unica risposta possibile è quella democratica: partecipare al referendum e votare NO, dopo un percorso di informazione e confronto consapevole, per difendere l’impianto democratico della Costituzione italiana. Gli incontri pubblici organizzati dal Comitato nascono proprio con l’obiettivo di sensibilizzare e informare i cittadini, offrendo gli strumenti necessari per comprendere a fondo le ragioni del No.

Il Comitato valdostano per il No al Referendum è composto da: Cgil Valle d’Aosta, Anpi, Arci Valle d’Aosta, Libera Valle d’Aosta, Attac Aosta, Legambiente Valle d’Aosta, Valle Virtuosa, Sunia Valle d’Aosta, Federconsumatori, Cittadinanza Attiva, Valle d’Aosta Aperta – Ambiente Diritti Uguaglianza (Adu), Area Democratica – Gauche Autonomiste, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista, Partito Democratico Valle d’Aosta, Alleanza Verdi Sinistra – Europa Verde, Rete Civica Valle d’Aosta, Sinistra Italiana.

Il Comitato ha annunciato un nuovo ciclo di appuntamenti informativi sul territorio regionale, volti ad approfondire i temi legati all’ordinamento giudiziario e alla Costituzione attraverso il contributo di magistrati, avvocati e docenti universitari.

Il secondo appuntamento è fissato per sabato 28 febbraio 2026 alle ore 18 a Morgex,nella sala Gabencel. Il dibattito vedrà la partecipazione di Barbara Benzi, Sostituto Procuratore alla Procura della Repubblica di Milano, affiancata dagli avvocati del Foro di Aosta Carlo Curtaz e Nilo Rebecchi.

La settimana successiva, lunedì 2 marzo 2026 alle ore 20.30, il confronto si sposterà a Châtillon nella Sala Paolo Chasseur. Oltre a Barbara Benzi e Carlo Curtaz, interverrà Adriano Consol per offrire una prospettiva tecnica e giuridica sulla materia trattata.

Venerdì 13 marzo, alle ore 20.30, Libera Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Anpi della Valle d’Aosta, organizzerà una serata nella sede di Libera per esplicitare le ragioni del NO al referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. L’appuntamento prevede gli interventi di Giulia De Luca, giudice presso il Tribunale di Aosta e Giovanni Roteglia, sostituto procuratore della Procura di Milano.

Il ciclo si concluderà sabato 14 marzo 2026 alle ore 20.30 a Pont-Saint-Martin, nella sala polivalente del Palazzetto dello Sport. Per questa occasione è previsto un tavolo di relatori di rilievo nazionale: Edmondo Bruti Liberati, già Procuratore della Repubblica di Milano ed ex Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, dialogherà con Roberto Louvin, professore di Diritto pubblico comparato all’Università di Trieste; Enrico Grosso, professore di Diritto Costituzionale all’Università di Torino e presidente del comitato Giusto dire No, e Carlo Curtaz.

Potere al Popolo Valle d’Aosta

In vista del referendum sulla riforma della giustizia, Potere al Popolo Valle d’Aosta annuncia la scelta di votare No e promuove due momenti di informazione pubblica ad Aosta. Gli attivisti saranno impegnati in attività di volantinaggio sabato 14 marzo e martedì 17 marzo 2026 ad Aosta per illustrare le ragioni della loro posizione.

Secondo il movimento, la riforma non risponde ai bisogni reali della popolazione e non affronta le principali criticità del sistema giudiziario italiano. Tra queste viene indicata la carenza di magistrati rispetto alla media europea, con circa 12,5 giudici ogni 100mila abitanti a fronte di una media dell’Unione europea pari a 20. Un’altra questione evidenziata riguarda la presenza di personale precario negli uffici giudiziari, con circa 12mila assistenti assunti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza il cui contratto è in scadenza nel mese di giugno 2026.

Potere al Popolo Valle d’Aosta richiama inoltre l’attenzione sulla situazione del sistema carcerario italiano, caratterizzato da un elevato livello di sovraffollamento. Il movimento ricorda che nel corso del 2025 si sono registrati 80 suicidi all’interno degli istituti di detenzione, sottolineando la necessità di garantire dignità e rispetto dei diritti umani anche nell’esecuzione della pena.

Il movimento ritiene che questi temi non siano affrontati nella riforma della giustizia promossa dal ministro Carlo Nordio e sostiene che il dibattito politico si sia concentrato in modo prevalente sulla separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti, considerata un falso problema perché già presente di fatto dal 2006 e ulteriormente rafforzata durante il governo guidato da Mario Draghi.

Secondo Potere al Popolo Valle d’Aosta il nodo principale della riforma riguarda invece il funzionamento degli organi di autogoverno della magistratura. Il movimento evidenzia che l’eventuale approvazione della riforma comporterebbe la creazione di un secondo Consiglio superiore della magistratura e la modifica delle competenze disciplinari, con il trasferimento di tali funzioni a un’Alta corte. Viene inoltre sottolineata la previsione di un sistema di sorteggio per la selezione dei membri togati e dei membri laici degli organi di autogoverno, con una possibile maggiore incidenza dei componenti di nomina parlamentare.

Nel documento diffuso dal movimento la riforma della giustizia è inserita in un contesto più ampio di rafforzamento del potere esecutivo che, secondo Potere al Popolo Valle d’Aosta, non riguarda solo l’Italia ma diversi sistemi politici contemporanei. Per queste ragioni il movimento invita alla mobilitazione e al voto contrario nel referendum costituzionale, affermando la propria opposizione a quelle che definisce svolte autoritarie e politiche di rafforzamento dello Stato di polizia.

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