Saint-Vincent e Breuil-Cervinia hanno ospitato per tre giorni, da venerdì 6 a domenica 8 marzo 2026 Azzurri in vetta, laboratorio politico sulla montagna, dove si è discusso del prossimo referendum sulla riforma costituzionale sulle carriere della magistratura, esplicitando le posizioni del sì al referendum ma anche di sanità, spopolamento, energia, ruolo dei piccoli Comuni e rapporti fra Valle d’Aosta, Roma ed Europa.
Nel Centro congressi comunale di Saint-Vincent gli esponenti di Forza Italia hanno messo al centro la nuova legge sulla montagna, le aree interne, il turismo alpino, i servizi e le autonomie speciali, con panel dedicati a giustizia, sanità, agricoltura e futuro delle terre alte.
Tra amministratori locali, rappresentanti delle categorie economiche e dirigenti azzurri, la Valle d’Aosta è stata proposta come laboratorio di politiche per contrastare lo spopolamento e tenere insieme sviluppo, autonomie e tutela dell’ambiente.
Per il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, la Valle d’Aosta è «una vera perla del nostro Paese» e un esempio di regione fatta di piccoli Comuni «oltre il 70% sotto i 5.000 abitanti», che vanno sostenuti con norme mirate, contro lo spopolamento e per valorizzare i talenti locali, a partire dal turismo.
Zangrillo ha ricordato il disegno di legge sulla montagna, pensato per dare strumenti strutturali alle comunità montane, e il piano di rilancio della PA: in sei anni andranno sostituite un milione di persone in uscita, con l’obiettivo di avere una macchina pubblica più moderna e capace di rispondere ai bisogni delle comunità, a maggior ragione in territori fragili come quelli alpini.
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha legato i destini delle vallate alpine alla crisi internazionale, spiegando come le tensioni nel Golfo Persico stiano spingendo i prezzi dell’energia, pur pesando poco l’import diretto di gas da quell’area (tra l’8 e il 10%).
Proprio perché l’Italia resta il Paese europeo più esposto al gas, ha avvertito, la vera emergenza è sul fronte dei prezzi e delle speculazioni a monte dei distributori: ogni riduzione dell’offerta globale fa salire le quotazioni europee e dunque le bollette anche nelle regioni di montagna, con effetti immediati su famiglie, imprese turistiche e impianti.

Il portavoce nazionale di Forza Italia, il deputato Raffaele Nevi ha rivendicato «il lavoro straordinario» del partito in Valle d’Aosta, ricordando le percentuali «molto significative» ottenute alle ultime elezioni regionali e il ruolo degli azzurri nel governo della Regione.
«Da Azzurri in vetta – ha sottolineato – arrivano spunti per rafforzare il progetto politico verso le prossime elezioni, con un’attenzione particolare alle zone più difficili da amministrare, come le valli alpine e le aree interne, su cui costruire una proposta mirata di centrodestra di governo».
Per Simone Leoni, responsabile nazionale di Forza Italia Giovani, Saint-Vincent ha mostrato un volto diverso della politica: meno slogan e più contenuti, dibattiti «di grande qualità» sui problemi reali della montagna e sul referendum sulla giustizia. Leoni ha rivendicato un movimento giovanile radicato anche in Valle d’Aosta, guidato da Davide Savoini, ed un partito che investe sui giovani lasciando spazio e autonomia di elaborazione, come base per costruire una nuova classe dirigente nelle terre alte.

Collegato dalla Farnesina, nella serata di sabato 7 marzo, Antonio Tajani ha spiegato che la situazione internazionale lo ha costretto ad annullare la presenza in Valle, visto che sono coinvolti nella crisi oltre centomila connazionali di cui ventimila già rimpatriati.
Pur a distanza, il vicepremier, segretario nazionale di Forza Italia, ha ribadito di considerare la Valle d’Aosta «un territorio bellissimo che merita di essere valorizzato» e ha mandato un saluto affettuoso al presidente della Regione Renzo Testolin, presente in sala, invitandolo a Roma per affrontare nel dettaglio i dossier aperti nei rapporti fra Governo e Regione.
Tajani ha rivendicato la scelta di governare la Valle d’Aosta «convintamente insieme all’Union valdôtaine», descrivendo l’attuale Esecutivo come un Governo di centro che punta alla valorizzazione delle aree interne e della montagna.
Ha ringraziato Emily Rini, segretario regionale di Forza Italia e responsabile nazionale del Dipartimento montagna del movimento, per il lavoro svolto sulla legge per la montagna, definita «una buona legge frutto della collaborazione con i territori», ed ha insistito sul ruolo delle comunità locali come «miglior garante» dell’ambiente, della sicurezza e dell’assetto idrogeologico, in un contesto segnato dal cambiamento climatico.
Sul versante istituzionale, Tajani ha richiamato la proposta di legge elettorale depositata da Forza Italia per garantire rappresentanza a Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige a tutela delle minoranze linguistiche nel Parlamento europeo, nel rispetto «dei forti sentimenti autonomisti».

Ha rivendicato anche la scelta di indicare Rini alla guida del Traforo del Monte Bianco (nominata il 20 aprile 2023 presidente della Società italiana del Traforo del Monte Bianco – Sitmb, su designazione del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale) in coerenza con l’idea che i territori debbano essere guidati da donne e uomini locali, «non da figure paracadutate da Roma», come tassello del progetto di un centro forte ispirato ai valori del popolarismo europeo e della sussidiarietà.
Sul fronte internazionale, il ministro degli Esteri ha denunciato le speculazioni sui prezzi dell’energia legate alla crisi nel Mar Rosso, ricordando che l’aumento dei carburanti non è imputabile ai benzinai ma a dinamiche finanziarie a monte, su cui stanno lavorando governo e Guardia di finanza.
Ha indicato come prioritaria la tutela delle imprese esportatrici, considerando che il 40% del traffico commerciale marittimo italiano passa da Suez, ed ha rilanciato l’idea di un’Europa più politica, «con meno burocrazia, più poteri al Parlamento europeo» ed una governance capace di difendere gli interessi dei territori di confine, come Valle d’Aosta ed Alto Adige.

Emily Rini ha rimarcato più volte le polemiche che hanno anticipato “Azzurri in vetta” parlando di «ferita per i popoli di montagna, trattati quasi se fossero sempre solo sulle piste da sci a bere il bombardino».
L’evento, ha spiegato, era nato proprio per rimettere al centro la montagna in tutti i suoi aspetti, dopo trent’anni di attesa per una legge nazionale, ora approvata ed in attesa dei decreti attuativi, per mostrare la realtà di comunità che studiano, approfondiscono e lavorano, non solo il volto ludico delle piste da sci.
In particolare domenica 8 marzo, alla chiusura a Breuil-Cervinia, Rini ha parlato di «tre giorni bellissimi e quasi incredibili», per la concentrazione di esponenti nazionali arrivati in una piccola regione, sottolineando la fatica e l’orgoglio di un gruppo «di persone di montagna, semplici e grandi lavoratori» che hanno voluto regalare a ospiti e valdostani un’occasione di confronto.
Ha ringraziato Antonio Tajani per l’attenzione costante, «è stato con noi, ha seguito i lavori nel dettaglio, ha voluto sapere le relazioni», ed ha dedicato un ringraziamento particolare a Maurizio Gasparri, indicato come esempio politico e personale per molti amministratori azzurri.

Da parte sua, Gasparri, capogruppo di Forza Italia al Senato, ha riconosciuto le difficoltà logistiche di organizzare una tre giorni in Valle d’Aosta in piena stagione turistica, ma ha rimarcato il successo dell’iniziativa, che ha riunito associazioni di categoria della montagna, operatori del turismo, guide alpine e amministratori.
Ha ricordato anche una riunione operativa che si è tenuta domenica mattina con il presidente della Regione e gli assessori, sottolineando che per Forza Italia si è trattato non solo di «stare insieme in montagna», ma di fare politica concreta, con molti contenuti e un confronto serrato sui dossier aperti con la giunta regionale.
Sul caso del “bombardino”, Gasparri ha liquidato le critiche parlando di «invidiosi» e scherzando sull’autore della battuta, il consigliere regionale del Lazio di Italia Viva Luciano Nobili, definito «talmente abituato ai tanti bombardini da non cadere mai a terra ma di rimbalzare».
Ha insistito sul fatto che, mentre altri ironizzavano, gli azzurri in Valle d’Aosta hanno lavorato su Europa, ambiente, territorio e industria, con Tajani collegato dalla Farnesina per ascoltare il dibattito e intervenire quando gli impegni legati alla crisi internazionale glielo hanno consentito.
Nobili aveva accusato Tajani di voler andare «a sciare a Cervinia tra una riunione di partito e un bombardino» nel pieno di una gravissima crisi internazionale, parlando di «imbarazzo» per il Paese e di priorità sbagliate.
Alla fine, però, proprio l’emergenza della guerra e la gestione dei connazionali all’estero hanno portato il ministro a rinunciare alla presenza in Valle d’Aosta, limitandosi al collegamento da remoto e trasformando così la polemica in uno dei temi politici che hanno fatto da sfondo alla convention.

La chiusura di “Azzurri in vetta” è stata affidata alla neve di Breuil-Cervinia, con il primo trofeo di sci alpino sulla pista Rocce bianche, alla presenza dell’olimpionica Vanda Bieler.
Nel salone della Casa dello Sport si sono svolte le premiazioni ufficiali, con podio femminile ha visto la vittoria di Benedetta Donatelli (moglie di Raffaele Nevi), davanti alle valdostane Rubina Grangeon e Valerie Desandré. Analogo risultato tra gli uomini, con il primo posto proprio di Raffaele Nevi, davanti ai locali Michele Gismondi e Luciano Giglio.
Il prossimo anno, Azzurri in vetta si terrà sulle montagne abruzzesi, a Roccaraso.