Lunedì 30 marzo 2026, la I Commissione del Consiglio Valle ha audito gli ex presidenti della Regione autonoma Valle d’Aosta Carlo Perrin e Dino Viérin, nell’ambito del processo di revisione dello Statuto speciale, formalmente avviato a seguito dell’audizione del presidente Renzo Testolin, del 22 gennaio.
«In quella sede, il presidente Testolin aveva indicato come unico riferimento di partenza la riforma statutaria del Trentino-Alto Adige, già in fase avanzata di approvazione parlamentare, auspicando il contributo attivo di tutti i Commissari – evidenziano i consiglieri Alberto Zucchi (FdI), Corrado Bellora (Lega VdA), Fulvio Centoz (PD-FP), Chiara Minelli (AVS), Marco Carrel (AdC) ed Eleonora Baccini (La Renaissance) –. Su questa base, parte della minoranza aveva avanzato per iscritto la richiesta di audire il deputato Alessandro Urzì, quale presidente della Commissione dei Sei della Provincia di Bolzano nonché relatore di maggioranza della riforma statutaria del Trentino-Alto Adige, con l’intento di acquisire informazioni dirette su percorso e tempistiche. Una richiesta quindi coerente con gli obiettivi dichiarati dalla prima Commissione, visto che Urzì ha contribuito alla stesura della riforma del Trentino-Alto Adige.
La maggioranza, nessuno escluso, ha votato contro tale richiesta. Un atteggiamento che denota debolezza politica e incapacità di arrivare ai risultati. Rinunciare a informazioni aggiornate e di prima mano sul processo trentino-altoatesino, in un momento in cui la Valle d’Aosta è chiamata a ragionare sul proprio futuro statutario, è una scelta che la minoranza non condivide e che ritiene difficilmente spiegabile ai cittadini valdostani. Non solo: anche sulla richiesta, sempre di parte della minoranza, di audire in Commissione la componente regionale della Commissione paritetica, in particolare sull’iter della norma di attuazione sulle concessioni idroelettriche, la maggioranza ha votato contro. Sui temi strategici, come questi, la chiarezza del metodo e la trasparenza sui percorsi, nonché la condivisione (spesso rifiutata), sono parte della credibilità del risultato.»