Consiglio Valle dell’8 e 9 aprile 2026
(©consiglio.vda.it) -
Il Consiglio Valle riunito l'8 aprile 2026
Il Consiglio Valle, riunito mercoledì 8 e giovedì 9 aprile 2026 con 50 punti all’ordine del giorno, ha affrontato principalmente tematiche legate ai trasporti (problemi autobus sostitutivi ferrovia, rincaro carburanti), sanità (truffe Cup, screening neonatale, fentanyl), energia (Fattoria solare Pioule, rinnovo vertici Cva), istruzione (borse di studio, percorsi accademici Conservatoire) e sicurezza (truffe online). Approvata all’unanimità mozione di solidarietà al popolo ucraino. Respinte le mozioni su autonomia scolastica, tariffe trasporto pubblico, screening leucodistrofia metacromatica ed escalation in Medio Oriente. Annunciato voucher sperimentale di conciliazione vita-lavoro per l’estate 2026 con 1,9 milioni di euro stanziati.
Attività ispettiva
Interrogazioni a risposta immediata
Autobus sostitutivi del servizio ferroviario
Con un’interrogazione a risposta immediata, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha posto l’attenzione sui problemi di prenotazione e utilizzo degli autobus sostitutivi alla ferrovia nella tratta Aosta/Torino.
Il consigliere Andrea Campotaro ha ricordato che «oltre ai lavori di elettrificazione della linea ferroviaria Aosta/Ivrea, sono in corso ulteriori interventi di adeguamento infrastrutturale e manutenzione sulla tratta piemontese, con conseguente sospensione del servizio ferroviario e attivazione di un servizio sostitutivo con gli autobus, che durerà fino al prossimo 26 aprile. Gli utenti segnalano problemi rilevanti nel suo utilizzo: impossibilità di acquistare i biglietti tramite i canali Trenitalia anche ore prima della partenza per un apparente esaurimento dei posti, nonostante gli autobus partano con numerosi posti vuoti, difficoltà nella prenotazione per le persone con disabilità e problemi di gestione delle coincidenze, con attese tra i 20 e oltre 50 minuti. Chiediamo all’Assessore se sia a conoscenza della situazione e quali azioni urgenti intenda adottare per garantire la piena corrispondenza tra offerta e sistemi di prenotazione, assicurando il coordinamento delle coincidenze e la piena accessibilità del servizio.»
L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, nel comunicare che «Rfi conferma la ripartenza della linea a partire dal 27 aprile», ha dettagliato le misure intraprese: potenziamento dell’offerta sulla relazione Aosta-Torino, con l’aggiunta di corse da venerdì a lunedì nei momenti di maggiore flusso di pendolari e studenti, incrementando la capacità complessiva dei posti disponibili; adeguamento degli orari, a partire dal 2 marzo, modificando alcune corse del mattino e della sera per garantire l’arrivo ad Aosta da Torino prima delle ore 8; presidio del personale Trenitalia, con maggiore presenza nei punti nevralgici per supportare l’utenza e gestire eventuali criticità operative; dialogo costante con amministrazioni e viaggiatori per recepire tempestivamente segnalazioni e adottare eventuali misure correttive; potenziamento degli sconti anche sui servizi a mercato offerti da Arriva in particolare sull’Aosta/Torino. «Quello che le strutture tecniche hanno attivato, nell’emergenza dell’emergenza, è stato straordinario – ha detto l’Assessore –, aggiungendo corse dirette su Torino, qualcosa che non si pensava fosse possibile. Le segnalazioni ricevute sono corrette, ma la difficoltà operativa deriva dal fatto che si è fatto il massimo con i mezzi a disposizione, dovendo collegare anche Ivrea e Chivasso con le relazioni regionali piemontesi. Abbiamo trovato una sintesi che ha portato all’istituzione di una navetta ogni mezz’ora, con fermate nel tratto piemontese. Per le navette dirette su Torino, ci sono tre orari con tempi di attesa di 54 minuti, ma tutte le altre navette sono servite con le navette che hanno frequenza ogni mezz’ora, nel migliore tempo possibile. Per concludere, con un dato quantitativo, nella settimana dal 9 al 15 marzo sono stati trasportati quasi 25.000 passeggeri: circa 4.000 sul tratto Aosta/Torino, 11.000 su Aosta/Ivrea e 10.000 su Ivrea/Chivasso.»
«Si tratta di un problema che ho rilevato personalmente, con autobus che partivano vuoti mentre il sistema del ticketing di Trenitalia risultava completo – ha replicato il Consigliere Campotaro –. Bene che si siano aggiunte delle navette sul tratto piemontese, ma occorre monitorare la possibilità di acquisto. Ci auguriamo che il 27 aprile si possa tornare ad una situazione di normalità.»
Rialzo prezzi carburante
È stata discussa un’interrogazione a risposta immediata dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine sull’attivazione di misure a sostegno delle famiglie e delle imprese per fronteggiare la crisi dei costi energetici e l’impennata dei prezzi dei carburanti.
Ricordando i rincari del gasolio (2,2 euro al litro) e della benzina (1,8 euro al litro) e i vari appelli lanciati dalle associazioni di categoria, tra cui la Coldiretti, il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha voluto sapere se il Governo «abbia valutato l’introduzione di misure concrete, aggiuntive e tempestive per fronteggiare l’attuale crisi dei costi energetici e dei carburanti, anche in considerazione delle recenti iniziative nazionali (proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio e credito d’imposta specifico sul gasolio agricolo) e delle specificità della regione.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha evidenziato che «l’aumento dei prezzi del carburante si è registrato in tutte le regioni italiane in maniera pressoché analoga. Secondo i dati del Ministero delle imprese e del Made in Italy, nella giornata di ieri, martedì 7 aprile, i prezzi praticati in Valle d’Aosta si attestavano a 2,152 euro per un litro di gasolio distribuito in self service alla pompa, contro 2,148 euro del Piemonte e 2,160 euro della Lombardia, mentre per la benzina erano mediamente pari a 1,793 euro per litro, contro 1,774 del Piemonte e 1,780 della Lombardia.
La situazione è monitorata dall’Osservatorio dei prezzi dei carburanti istituito presso la Chambre Valdôtaine, con la quale si hanno interlocuzioni in merito per individuare eventuali speculazioni. Inoltre, il taglio delle accise deciso dal Governo (circa 25 centesimi al litro) è a carico del bilancio regionale in quanto riduce i trasferimenti spettanti alla Valle d’Aosta. Grazie a una proficua interlocuzione con le aziende artigiane, è stato bloccato l’aggiornamento del prezziario delle imprese edili per valutarne un adeguamento coerente con i costi sostenuti dalle stesse. In questo particolare momento inflazionistico, rivestono particolare attenzione e interesse l’iniziativa sul costo fisso dell’energia, come quella proposta dalla Cva (prezzo bloccato per sette anni dal 1° gennaio 2024), e le tariffe agevolate per il trasporto pubblico, con abbonamenti Special 20, 45 e 65, che garantiscono viaggi illimitati e accesso anche ai servizi sostitutivi della ferrovia. Tutte queste misure costituiscono strumenti utili per affrontare un contesto nazionale e internazionale che sfugge, nel suo complesso, alle dinamiche e agli interventi locali.»
Il consigliere Manfrin ha definito la risposta «inaccettabile. La Valle d’Aosta è tra le regioni con il maggiore aumento dei prezzi dei carburanti e lei, invitando i valdostani a fare l’abbonamento all’autobus, minimizza la situazione. La soluzione c’era e l’abbiamo proposta ad aprile dello scorso anno: applicare uno sconto alla pompa come sta facendo il Friuli Venezia Giulia, con una proposta di legge. Voi l’avete bocciata perché non era una scelta green, una motivazione assurda, e lei sta invitando i valdostani, letteralmente, ad “attaccarsi al tram”. Noi siamo convinti della necessità di intervenire in questo settore e proporremo altre soluzioni».
Interrogazioni
Pregresso previdenziale vigili del fuoco e forestali
Nella seduta consiliare dell’8 aprile, con un’interrogazione, il gruppo Autonomisti di Centro ha portato all’attenzione il tema della copertura finanziaria per il pregresso previdenziale dei vigili del fuoco e dei forestali.
Il capogruppo Maro Carrel ha ricordato che «durante il recente dibattito che ha portato all’approvazione dei due disegni di legge sui vigili del fuoco e sui forestali, è stata condivisa da tutta l’Aula la necessità di procedere al più presto con la norma di attuazione per il trattamento pensionistico e previdenziale del personale dei due Corpi. È stata prevista l’apposita copertura finanziaria? A quanto ammonta? Visto lo stato di agitazione proclamato dai sindacati che rappresentano i vigili del fuoco, chiediamo anche come si sia conclusa la riunione di raffreddamento convocata in concomitanza con l’approvazione della legge e se vi siano stati altri incontri.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha riferito che «il tentativo di conciliazione si è articolato in due riunioni, svolte l’11 marzo e il 24 marzo 2026 e si è concluso negativamente.»
In merito alla copertura finanziaria per il trattamento pensionistico e previdenziale, il presidente ha evidenziato che «la questione è quella della quantificazione complessiva del maggiore onere che potrebbe gravare sulla Regione, derivante dal trasferimento del personale dalla cassa previdenziale Cpdel (Cassa pensioni dipendenti enti locali) alla Cassa Ctps (Cassa trattamenti pensionistici dello Stato). Tale onere deve essere quantificato dall’Inps, al fine di permettere alla Regione una valutazione completa degli impatti economici. In seguito ad una riunione tecnico/politica svoltasi a metà dello scorso mese di marzo sono stati forniti all’Inps, come dalla stessa richiesto, i dati relativi al personale in forza alla Regione (età anagrafiche, anzianità di servizio, inquadramento, imponibile previdenziale degli operatori dei due Corpi) necessari all’Istituto per fornirci nei prossimi 30-40 giorni uno scenario completo degli oneri derivanti, sui quali assumere le decisioni del caso. In ogni caso, per completezza di informazione e come si evince dal bilancio regionale, si evidenzia come lo stanziamento attualmente accantonato ammonti a 1,8 milioni di euro.»
Il consigliere Carrel ha replicato:«Vogliamo mantenere alta l’attenzione sui nostri due Corpi, soprattutto dopo l’approvazione delle due leggi riguardanti la loro organizzazione: sono un primo passo ma certamente non il risultato definitivo. Ora il percorso della norma di attuazione ci interessa particolarmente, perché i Corpi la stanno aspettando ed è lì che possiamo dare risposte concrete. Preoccupa che le riunioni di raffreddamento si siano concluse negativamente. Sappiamo che si sta lavorando all’assestamento di bilancio: è quindi importante capire quali risorse regionali inserire per poter agire realmente.»
Corso per addetti ai servizi di controllo
L’organizzazione del corso per addetti ai servizi di controllo e sicurezza nei locali notturni riservato agli stranieri è stata al centro di un’interrogazione del gruppo Lega Vallée d’Aoste discussa nella seduta consiliare dell’8 aprile 2026.
«Il bando relativo all’avvio del corso gratuito, previsto per maggio 2026 e finanziato con fondi Fse+ nell’ambito del progetto “Percorsi di Futuro”, stabilisce che possano iscriversi esclusivamente cittadini di Paesi terzi, persone straniere o di origine straniera, inclusi i naturalizzati, escludendo di fatto i cittadini italiani senza origini straniere – ha spiegato il capogruppo Andrea Manfrin -. Considerato che i fondi pubblici Fse+ sono destinati alla formazione di tutti i residenti valdostani, si chiede se il Governo ritenga che le limitazioni previste dal bando siano compatibili con i principi di parità di trattamento sanciti dalla Costituzione, dal diritto europeo e dalla normativa nazionale; per quale motivo si sia deciso di escludere i cittadini italiani da un’opportunità formativa pubblica; se sia prevista una modifica del bando per superare tale possibile discriminazione e se sia stata valutata la coerenza tra il titolo di studio minimo richiesto (diploma di scuola secondaria di primo grado) e le competenze specifiche da acquisire.»
L’assessore agli affari europei, Leonardo Lotto, ha ricordato che «il Programma Fse+ risponde ad una serie di obiettivi specifici, tra i quali l’inclusione attiva dei gruppi svantaggiati e l’integrazione socioeconomica di cittadini di paesi terzi, compresi i migranti. L’Amministrazione regionale, in coerenza con questi obiettivi, nel 2024 ha approvato un avviso per la presentazione, da parte di organismi di formazione accreditati, di progetti di formazione per cittadini vulnerabili nel biennio 2024-2026. In questo quadro, i progetti formativi finanziabili sono, complessivamente, rivolti a cittadini in età lavorativa, sia italiani che stranieri, domiciliati in Valle d’Aosta e in possesso di ulteriori specifici requisiti riguardanti, appunto, il carattere di “vulnerabilità”, individuati, di volta in volta. Si tratta di persone con disabilità o in difficoltà sociale, per cui sono previsti corsi e tirocini; detenuti della casa circondariale di Brissogne e il personale, destinatari di attività formative; cittadini stranieri (soprattutto extra-Ue), per cui sono previsti percorsi di orientamento, formazione e inserimento lavorativo. Il corso per addetti ai servizi di controllo e sicurezza riguarda proprio quest’ultimo gruppo ed è stato selezionato tramite una valutazione ufficiale da parte della struttura regionale competente. Un intervento, quindi, che può essere inteso come azione positiva a favore di una specifica categoria di cittadini vulnerabili e non certo quale discriminazione negativa a danno dei cittadini italiani. Allo stato attuale, non è stata rilevata l’esigenza di estendere il corso anche ai cittadini italiani residenti in Valle: qualora dovesse emergere in futuro, si potrà valutare un’eventuale riproposizione ad una platea di destinatari più ampia. Infine, preciso che la figura professionale per l’iscrizione all’elenco regionale è disciplinata da norme statali: tra i requisiti vi è il possesso del diploma conclusivo del primo ciclo d’istruzione, in piena coerenza con quanto previsto dall’avviso.»
«Assessore, lei ha toppato alla grande – ha replicato il Consigliere Manfrin -. Gli obiettivi che si potevano raggiungere con questi fondi erano molti, compresa l’attivazione di corsi per tutte le persone in cerca di lavoro. Preferite dare lavoro ai cittadini stranieri? Come fate a sostenere che ciò non sia discriminatorio? Voi state operando una discriminazione enorme, e i valdostani ve ne chiederanno conto, perché le persone interessate a questa abilitazione – non facile da conseguire – ci sono e non sono solo straniere. Ci auguriamo che si tratti di una macroscopica svista e che rivediate questa scelta fatta sulla pelle dei valdostani e con i nostri soldi.»
Fattoria solare Pioule
Con un’interrogazione, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto informazioni sullo stato di avanzamento del progetto “Fattoria solare Pioule”, proposto dalla società Cva Eos, che prevede la realizzazione di un impianto fotovoltaico dalla potenza di 2 megawatt, nell’area dell’ex tiro a volo a Saint-Vincent.
«Considerato che il cronoprogramma prevedeva l’avvio dei lavori entro il primo trimestre del 2026 e che tra gennaio e febbraio 2026 l’Assessorato allo sviluppo economico ha rilasciato alla Cva Eos Srl l’Autorizzazione unica per la realizzazione dell’impianto – ha affermato il Consigliere Andrea Campotaro –, chiediamo di fare il punto sull’intervento: è stato predisposto il progetto esecutivo? Quali sono i tempi previsti per la sua approvazione? Esiste un cronoprogramma aggiornato dei lavori? E per quando è previsto l’effettivo avvio del cantiere e per quando la conclusione delle opere?»
L’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy, ha riferito che «l’Autorizzazione unica (Au) per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto fotovoltaico è stata pubblicata il 17 marzo scorso sul Bur. Attualmente, Cva Eos ha trasmesso ai vari enti competenti le richieste di rilascio delle concessioni e costituzioni delle servitù necessarie ai fini dell’attraversamento del cavidotto di connessione in capo a Deval Spa, quale soggetto realizzatore del cavidotto e distributore locale. Nei prossimi giorni, Cva Eos e la Regione perfezioneranno il contratto definitivo di costituzione dei diritti reali di godimento dei terreni su cui sorgerà l’impianto fotovoltaico, ai sensi del contratto preliminare stipulato tra le parti a maggio 2024. Cva Eos sta facendo la valutazione tecnica per poter procedere all’affidamento dei lavori alla società di costruzione di impianti fotovoltaici, che si occuperà della progettazione esecutiva e della definizione del cronoprogramma definitivo. Cva ha evidenziato che l’avvio dei lavori non potrà avvenire prima del consolidamento dell’Au (120 giorni dalla pubblicazione sul Bur, ossia luglio 2026), del perfezionamento del contratto definitivo di costituzione dei diritti reali di godimento sui terreni e dell’ottenimento delle concessioni e delle servitù. In ogni caso, l’obiettivo di Cva Eos è quello di avviare i lavori non appena vi sarà il consolidamento dell’Autorizzazione unica. Le tempistiche previste per la realizzazione dell’impianto sono di circa 4 mesi, quindi si prevede che l’impianto fotovoltaico possa essere completato presumibilmente entro la fine dell’anno.»
«Questo è un tema che il Consiglio segue da ottobre 2022, eppure c’è uno scostamento temporale significativo rispetto alle previsioni di realizzazione – ha replicato il consigliere Campotaro –: lo studio preliminare, datato maggio 2025, prevedeva la conclusione delle opere entro il primo trimestre 2026. Ora, invece, la tempistica è slittata a fine anno, con i lavori che non sono ancora iniziati e soprattutto manca un cronoprogramma certo. Questa incertezza dà l’impressione che non vi sia una reale volontà operativa di portare avanti il progetto, nonostante la sua rilevanza in termini energetici e per la transizione ecologica. Il rischio è di indebolire la credibilità della programmazione: occorre definire un cronoprogramma realistico e prevedere un monitoraggio costante dello stato di avanzamento, per evitare che ulteriori criticità si traducano in nuovi ritardi.»
Truffe al falso Cup Ausl
Le truffe legate al falso Cup dell’azienda Usl sono state al centro di un’interrogazione presentata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste.
Richiamando «le notizie di stampa dei primi di gennaio relative ai falsi inviti a contattare un numero telefonico che si accredita indebitamente come Cup dell’azienda Usl», il vicecapogruppo Simone Perron ha evidenziato come «la situazione non risulti ancora risolta, dal momento che segnalazioni di tali raggiri, provenienti da numeri di cellulare che continuano a variare, sono pervenute anche nel mese di marzo. Chiediamo a partire da quale periodo le truffe siano state rilevate dall’Usl; quante segnalazioni siano state complessivamente registrate; quali risultati abbiano prodotto le azioni di contrasto intraprese; e se siano state adottate ulteriori misure oltre a quelle già comunicate dall’azienda sanitaria.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha spiegato che «le truffe al falso Cup sono un fenomeno ricorrente in Italia. I truffatori prendono di mira il Cup, punto di accesso ai servizi sanitari, perché rappresenta una porta facilmente sfruttabile e perché la necessità di servizi indebolisce le potenziali vittime. L’uso dei Cup permette, inoltre, ai truffatori di cambiare frequentemente numero di telefono e continuare le truffe.
L’azienda Usl registra mediamente 2-3 segnalazioni di questo tipo di truffa al mese da parte dei cittadini. Gli episodi devono essere denunciati alla Polizia postale, autorità deputata a raccogliere dati personali e elementi utili alle indagini. Fortunatamente, il numero di cittadini che segnala è in aumento, grazie anche alla campagna di informazione lanciata dalle Aziende sanitarie italiane, con particolare attenzione alla prevenzione. Le azioni di contrasto comprendono la pubblicazione di comunicati ufficiali contenenti avvisi e indicazioni comportamentali, diffusi tramite canali istituzionali, siti internet, pagine social e avvisi cartacei, come regolarmente attuato dalla nostra unica azienda sanitaria regionale. Le comunicazioni sottolineano chiaramente che il Cup comunica solo tramite canali istituzionali verificabili, non utilizza numeri a pagamento e non chiede dati sensibili via sms o telefono. Queste informazioni, diffuse in modo capillare e comprensibile, hanno l’obiettivo di creare regole chiare, utili a riconoscere i tentativi di truffa.»
Per l’assessore, «è fondamentale monitorare la continua evoluzione del fenomeno, ponendo particolare attenzione alle fasce più fragili e vulnerabili. In quest’ottica, è importante l’istituzione, con la collaborazione dell’Assessorato all’innovazione, presso l’Inva dello Csirt Valle d’Aosta, il Computer security incident response team della Regione, che entrerà a regime entro la fine dell’anno. Con lo Csirt si persegue l’obiettivo di gestire la sicurezza informatica a livello di enti della pubblica amministrazione valdostana: questo consentirà di realizzare attività omogenee e strutturate e di poter valutare l’opportunità di attivare, sul tema trattato, campagne informative rivolte alla cittadinanza ed eventuali accordi di collaborazione con la Polizia postale.»
«Con questa iniziativa volevamo avere informazioni più complete sulla dimensione del fenomeno, ma lei ci ha fornito solo dati generici – ha detto, in replica, il consigliere Perron -. Speculare sulle persone anziane che chiamano il Cup è tra le azioni più ignobili che si possano compiere. Continueremo a vigilare, convinti della necessità di mettere in campo, come Regione, tutte le tutele possibili.»
Interpellanze
Chaînes de télévision francophones
Avec une interpellation, le groupe Fratelli d’Italia a demandé des éclaircissements sur la diffusion en Vallée d’Aoste des chaînes francophones.
«Pendant de nombreuses années, les Valdôtains ainsi que les touristes ont pu accéder, grâce à la diffusion analogique terrestre, à ces chaînes francophones, un vecteur essentiel d’information sur les pays limitrophes et un outil efficace pour la diffusion et l’apprentissage du français – a dit le chef de Groupe Alberto Zucchi -. Depuis janvier 2022, la diffusion des programmes extra-Rai a été confiée à la société EI Towers, incluant trois chaînes obligatoires en langue française (TV5 Monde, France 24 et Radio télévision suisse), mais excluant France 2, pourtant mieux connue et appréciée du public local et touristique. Étant donné qu’aucun obstacle technique ne semble empêcher l’extension de l’offre, nous demandons si le Gouvernement considère leur réintroduction comme prioritaire et s’il entend engager ou relancer les démarches techniques et les négociations nécessaires avec les opérateurs concernés afin de permettre leur diffusion sur le territoire régional.»
Le président de la Région, Renzo Testolin, a communiqué que «au cours du mois de janvier dernier, l’Assesseur Lavevaz a eu une rencontre à Paris avec France Télévisions pour relancer la question de la retransmission en Vallée d’Aoste de leurs chaînes de télévision. France Télévisions a exprimé sa pleine disponibilité à définir un accord avec l’Administration régionale afin de réglementer la retransmission en Vallée d’Aoste de leurs chaînes, et donc non seulement de France 2, mais éventuellement aussi de France 3 Alpes, France 4 et France Info. Il y a eu ensuite une phase de confrontation entre les services techniques de l’Administration régionale et de France Télévisions afin d’examiner toutes les solutions possibles pour la réception de leur signal. Cette phase est désormais achevée et, d’ici la fin du mois d’avril, nous examinerons la situation finale afin que le Gouvernement régional puisse prendre des décisions définitives.
A ce jour le scénario le plus rapide est celui de l’extension de l’offre-. La société EI Towers, du groupe Mediaset, a remporté, en tant qu’unique concurrent, l’appel d’offres pour la concession de deux fréquences “locales” destinées aux transmissions télévisées en numérique terrestre sur le territoire régional et, depuis janvier 2022, l’Administration a signé un contrat avec cette société pour la retransmission des trois chaînes de télévision (TV5 Monde, France 24 et Rts). L’accord avec France Télévisions ouvre désormais de nouvelles perspectives, ainsi que différentes possibilités de composition du bouquet de chaînes de télévision francophones, qui seront examinées par le Gouvernement régional en tenant compte de deux aspects. Le premier, est d’ordre commercial et concerne la négociation avec EI Towers, étant donné que la retransmission d’une chaîne comporte des coûts techniques et opérationnels. Le second concerne la couverture du territoire: en effet, l’appel d’offres remporté par EI Towers exigeait la couverture de 90% de la population régionale et EI Towers, avec ses 29 sites, déclare couvrir 93% de la population valdôtaine. Toutefois, à présent, de nombreuses vallées latérales ne sont plus couvertes – non seulement pour ce qui est des chaînes francophones – notamment la Valgrisenche, la vallée de Rhêmes, la Valsavarenche, la vallée de Cogne, la haute vallée de Champorcher, la haute vallée du Lys, Saint-Barthélemy, la Valpelline et la vallée du Grand-Saint-Bernard. Quoi qu’il en soit, la phase d’approfondissement technique est désormais terminée et, par conséquent, nous prendrons prochainement les décisions nécessaires afin de formaliser l’accord avec France Télévisions ainsi que les aspects techniques avec la société EI Towers.»
«Je prends acte de votre engagement sur ce dossier – a répliqué le conseiller Zucchi –. Pour ce qui est de la couverture du territoire, l’objectif doit être clair: atteindre les 100%. Cela suppose avant tout une volonté politique ferme, car, sur le plan technique, aucun obstacle n’est insurmontable. Nous parlons d’un investissement limité – de l’ordre de 50 000 euros – pour augmenter la fréquence sans pénaliser les autres chaînes. Trop de temps a déjà été perdu par le passé. Il est désormais indispensable d’avancer avec détermination. J’espère que, dans les prochains mois, ces échanges avec France Télévisions et Ei Towers se traduiront concrètement par des résultats visibles pour nos concitoyens.»
Rinnovo vertici Cva
Con un’interpellanza, il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha chiesto informazioni sul rinnovo dei vertici societari di Cva Spa e Cva Eos Srl.
«L’operato del Consiglio di amministrazione di Cva Spa nel triennio 2022-2024 è stato oggetto di rilievi critici in Consiglio regionale, in particolare per un Piano strategico orientato a investimenti rilevanti fuori Valle e per l’abnorme proliferazione di società, a discapito della transizione energetica locale – ha ricordato la capogruppo Chiara Minelli -. Si evidenzia inoltre come, nella primavera del 2025, la Regione e Finaosta abbiano proceduto solo a un rinnovo parziale dei vertici, confermando l’Amministratore delegato, con incarico per un solo anno, rinviando al 2026 un intervento più organico, motivando la scelta con la necessità di un allineamento rispetto alla scadenza di quest’anno del CdA di Cva Eos Srl, controllata da Cva. Per questo, chiediamo se siano già stati definiti i bandi per le nomine degli organi sociali – ricordo che, in base alla legge regionale, è prevista la stessa procedura pubblica per entrambe le società – e i relativi tempi; se si intenda cogliere tale occasione per definire con maggiore chiarezza gli indirizzi della Regione e di Finaosta sul ruolo di Cva e delle sue controllate.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha risposto che «dalle informazioni acquisite da Finaosta, l’avviso pubblico per il rinnovo del CdA di Cva Spa è in fase di predisposizione e dovrebbe essere pubblicato entro la fine del mese di aprile, così da consentire la presentazione di candidature nel mese di maggio e le successive designazioni da parte della Giunta regionale in tempo per l’assemblea. Il procedimento si concluderà con la trasmissione della delibera di designazione dalla Regione a Finaosta, ai fini della nomina formale in assemblea.
Come più volte ricordato, la nomina degli organi di Cva Eos non segue la procedura stabilita dalla legge regionale n. 20 del 2016, prevista, invece, per la capogruppo Cva Spa. Secondo la disciplina del codice civile, non derogabile dalla legge regionale, Finaosta può proporre la nomina solo nelle assemblee in cui ha titolo a partecipare, ovvero in quelle in cui è socio, non in altre, come le controllate di Cva, delle quali non detiene partecipazioni.»
Il presidente si è, infine, soffermato «sulle recenti modifiche apportate allo statuto di Cva, che hanno rafforzato il ruolo dell’assemblea dei soci. Nel dettaglio, si consente ai componenti del CdA di assumere incarichi in società partecipate direttamente o indirettamente dalla Cva solo con l’autorizzazione dell’assemblea. Inoltre, è stato previsto un nuovo articolo che stabilisce come, fino alla revisione dello statuto (e comunque entro l’approvazione del bilancio 2025), operazioni rilevanti superiori al 5% del patrimonio netto della società o a 1 milione di euro possano essere effettuate solo previa comunicazione all’assemblea, accompagnata da una delibera del CdA che ne motivi congruità, correttezza e convenienza. Si sta valutando una riproposizione definitiva di questa disposizione tramite un’ulteriore modifica statutaria.»
«Già lo scorso anno il bando era uscito ad aprile e le candidature a maggio; quest’anno, considerato che la scadenza è giugno e che c’è stato un percorso diverso, si poteva anticipare, mentre non ci sono ancora date certe – ha replicato la consigliere Minelli -. Ribadisco che la differenza nelle procedure di designazione dei vertici tra Cva e Cva Eos, da lei indicata, contrasta con la legge regionale 20/2016, che prevale sulle linee guida che avete voluto scrivere. Ciò è confermato dal parere legale che avevamo richiesto ad un autorevole esperto di diritto societario. Per noi è inaccettabile che Cva sviluppi il fotovoltaico fuori regione mentre in Valle, a fronte dei 400 megawatt di potenza che si possono installare, previsti dal Piano energetico regionale, siamo fermi a 30 e senza un piano di sviluppo. Serve un cambio di rotta: bisogna riflettere bene sulle nuove nomine, nell’ottica di cambiare l’indirizzo operativo e approvare un nuovo Piano strategico che sia coerente con le necessità della comunità valdostana.»
Truffe online
Il fenomeno delle truffe online è stato al centro di un’interpellanza dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine.
«Si tratta di un problema in crescita anche nella nostra regione – ha osservato il consigliere della Lega VdA Corrado Bellora -. In un’intervista, il responsabile della sicurezza cibernetica della Polizia postale di Aosta ha evidenziato come si sia passati da 134mila euro sottratti nel 2014 a 2,8 milioni di euro lo scorso anno, con un aumento di oltre il 2.000% in dieci anni. Considerate le funzioni prefettizie in capo al Presidente della Regione, chiediamo se il Governo si sia attivato per organizzare un’efficace attività di prevenzione, soprattutto nei confronti di giovani e anziani, e se intenda promuovere iniziative informative sui pericoli delle truffe online, avvalendosi anche di strutture interne specializzate (Corecom, Dsi, Inva) e favorendo la collaborazione con enti esterni, quali il servizio di sicurezza cibernetica della Polizia postale, la Procura, il Tribunale e l’Ordine degli avvocati.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha parlato di «un fenomeno purtroppo in rapido sviluppo con truffe che si adattano con grande rapidità alle contromisure adottate dai soggetti competenti», evidenziando che «l’Amministrazione regionale è parte attiva nel sostenere azioni di prevenzione contro le truffe on line, ma resta ovviamente a disposizione di tutti i soggetti interessati per svilupparne di ulteriori.»
Il presidente ha quindi dettagliato le iniziative messe in campo. «Innanzitutto, la Presidenza della Regione si rapporta con i Comuni valdostani riguardo agli eventuali fondi governativi stanziati in questo ambito. A inizio anno, per esempio, il Comune di Aosta ha presentato, a valere su risorse messe a disposizione dal Ministero dell’interno, un progetto che sarà realizzato nel corso del 2026 per la prevenzione e il contrasto delle truffe agli anziani, che prevede tra l’altro azioni di sensibilizzazione e la produzione di materiali divulgativi. In secondo luogo, va ricordata l’attività del Tavolo tecnico permanente legalità e intergenerazionalità, istituito come ambito di confronto stabile tra tutte le istituzioni, le forze di polizia e gli enti che operano sul territorio regionale in materia di legalità e sicurezza. Il “Piano legalità e intergenerazionalità 2025-2026”, approvato dal Tavolo, presenta due canali di intervento: uno rivolto ai giovani, per promuovere la cultura della legalità e l’uso consapevole della rete e uno destinato all’intera comunità, con iniziative di informazione e sensibilizzazione sui temi della sicurezza. Nelle scuole sono attivati percorsi laboratoriali su dipendenze online, rischi della rete e cyberbullismo nell’ambito delle Settimane della legalità, mentre sul territorio si organizzano incontri pubblici con esperti, in collaborazione con enti e istituzioni attraverso i Forum di comunità. Tra questi, iniziative dedicate alle truffe online, anche a tutela degli anziani, come quella in programma domani a Saint-Vincent. Gli incontri, già numerosi, hanno registrato una partecipazione ampia e un forte coinvolgimento. Riguardo alle azioni rivolte ai giovani, ai giovanissimi e alle famiglie, il Piano prevede l’iniziativa “Educarsi ed educare alla navigazione online”, attuata attraverso il “Percorso Smartphone”, che coinvolge non solo gli studenti, ma l’intera comunità educante, con il contributo di esperti della Polizia postale e delle comunicazioni di Aosta, dell’azienda Usl VdA – SerD e dell’Ordine degli avvocati di Aosta. Il percorso affronta temi centrali come le opportunità delle nuove tecnologie, la tutela della privacy e la cybersecurity.»
Il consigliere Bellora si è detto soddisfatto della risposta: «Per contrastare questo fenomeno, l’approccio sanzionatorio si è dimostrato inefficace: l’unico strumento davvero utile è la prevenzione, a partire dall’informazione. Serve un’azione coordinata su due livelli: da un lato il lavoro delle strutture interne, dall’altro la collaborazione con i soggetti esterni. I dati mostrano una dinamica preoccupante: gli anziani sono i più esposti, pur essendo meno colpiti, mentre i giovani sono meno esposti ma più colpiti. Questo contribuisce ad ampliare il fenomeno, rendendolo particolarmente pericoloso, anche in ragione della percezione di impunità che lo accompagna. Per questo la prevenzione resta la leva decisiva. È positivo che anche il Presidente abbia fatto propria questa impostazione: è l’unica strada realmente efficace per affrontare il problema.»
Prospettive economico-finanziarie della Regione
È stata discussa un’interpellanza del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA sulle prospettive economico-finanziarie della Regione alla luce della crisi energetica internazionale e della conclusione del Pnrr.
Il consigliere Fulvio Centoz ha evidenziato come «l’escalation del conflitto in Medio Oriente stia facendo aumentare significativamente i prezzi del petrolio e dei carburanti (in Italia: benzina +9,9% e diesel +23,6% tra gennaio e metà marzo), con effetti già evidenti su inflazione, costi energetici e crescita economica, con una perdita annua del potere d’acquisto fino a 540 euro per le famiglie valdostane. Ricordo, inoltre, che, entro il 2026, si concluderanno i finanziamenti del Pnrr: ciò comporterà un aumento della spesa corrente legata agli investimenti realizzati, ai rinnovi contrattuali del pubblico impiego e agli oneri previdenziali dei Corpi regionali che accentueranno le pressioni sui conti pubblici. Vogliamo sapere se la Regione disponga di modelli per stimare l’impatto del caro energia sull’economia valdostana, quali scenari siano previsti nei prossimi mesi e quale quadro economico-finanziario si prospetti per l’autunno 2026. Chiediamo, infine, se la Giunta intenda avviare una revisione strutturale della spesa per migliorarne l’efficienza e riallocare le risorse.»
L’assessore al bilancio, Mauro Baccega, ha spiegato che «la Regione non dispone di modelli previsivi o econometrici che, in questo momento storico caratterizzato da fenomeni esogeni incontrollabili, sarebbero poco utili a prevedere i futuri scenari.Tuttavia, l’Amministrazione regionale è caratterizzata da un forte collegamento con il proprio territorio e con i portatori di interessi istituzionali: i cittadini, i Sindaci, la Confindustria, la Finaosta, le società partecipate e le forze sociali costituiscono un utile termometro degli andamenti dell’economia e anche delle previsioni e delle preoccupazioni per il futuro. I valdostani sanno che, di fronte allo svilupparsi di scenari negativi, l’Amministrazione sarà al loro fiancoe farà quanto in suo potere, come è successo in passato.
La programmazione finanziaria triennale 2026/28 include già le spese per eventuali interventi del Pnrr. Le stime di entrate e spese vengono aggiornate con il Defr 2027-2028 in base al Def statale, ma ogni previsione dettagliata è al momento prematura e sarà più attendibile dopo l’assestamento e un quadro politico internazionale più stabile.Gli investimenti del Pnrr aumenteranno la spesa corrente, soprattutto per le nuove strutture territoriali come gli Ospedali di comunità e le Case della comunità. Il Dipartimento bilancio sta raccogliendo le stime di crescita anche oltre il triennio di programmazione e la sostenibilità sarà garantita da una gestione efficace delle missioni e delle strutture. Ribadisco che il bilancio regionale è solido, come confermato da agenzie di rating e dai dati: fondo cassa a fine 2025 superiore a 1,2 miliardi e avanzo di amministrazione disponibile di 268 milioni. Non ci sono motivi di allarme, pur restando vigili rispetto a conflitti internazionali e aumento dei costi energetici.»
Quanto alla spending review, si tratta di «un processo continuo che la Giunta effettua attraverso l’attento esame degli stanziamenti e degli atti deliberativi che adotta. La revisione strutturale della spesa, in questo momento, non ha motivo di essere avviata e avrebbe l’effetto di bloccare le strutture che non avrebbero, così, la piena disponibilità delle risorse programmate.»
Per il consigliere Centoz, «questa è una non risposta: non esiste alcun modello e il polso della situazione ce lo avete andando al bar e ascoltando la gente. Questo modo di governare mi sconcerta: siete in grado di immaginare il futuro tra trent’anni, ma non sapete cosa accadrà tra trenta settimane. Avete un fondo cassa di 1,2 miliardi e un avanzo presunto di 267 milioni, eppure non mettete in campo alcuna misura concreta. Se questo è il metodo per prevedere i prossimi mesi, sono davvero preoccupato.»
Conciliazione vita-lavoro estiva
Predisporre una misura regionale strutturale e continuativa di sostegno economico alle famiglie per la frequenza dei centri estivi e dei soggiorni di vacanza per minori. È quanto ha chiesto il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra con un’interpellanz.
«Con questa iniziativa, chiediamo al Governo di predisporre, come in altre realtà alpine comparabili alla Valle d’Aosta (ad esempio le Province autonome di Trento e di Bolzano), delle misure strutturali e continuative di sostegno economico alle famiglie per la frequenza a centri estivi, soggiorni di vacanza e altre attività estive – ha detto il vicecapogruppo, Eugenio Torrione -. Misure da definire sotto forma di voucher, contributi diretti o tramite un fondo destinato agli enti locali, con criteri di accesso equi e progressivi basati sull’Isee e particolare attenzione alle famiglie numerose, ai nuclei monogenitoriali e alle famiglie con minori con disabilità. Nella definizione dei soggetti erogatori accreditati, vanno previsti dei requisiti minimi chiari quali esperienza nel settore, adeguata formazione del personale, qualità della proposta educativa e rispetto dei livelli salariali. La misura si rende necessaria per i cambiamenti del contesto sociale che, con l’innalzamento dell’età pensionabile, hanno tolto di fatto, tra l’altro, la rete di supporto dei nonni rendendo ancora più evidente il fatto che questi servizi rappresentano per i 3 mesi estivi l’unica alternativa di conciliazione vita/lavoro per i genitori che lavorano.»
«Il tema dei servizi di conciliazione, nel periodo estivo ma non solo, sta a cuore a tutti ed è uno degli obiettivi da perseguire per favorire la parità di opportunità occupazionale tra i generi e supportare la famiglia, migliorando la situazione socio-economica del nostro territorio – ha detto l’assessore allo sviluppo economico, Luigi Bertschy -. In quest’ottica, stiamo mettendo a punto un voucher di conciliazione sperimentale, che sarà attivato a partire da quest’estate. Le risorse stanziate a bilancio sono di 1,9 milioni per il 2026, 2,4 milioni per il 2027, 5,4 milioni per il 2028 e 5,3 milioni per il 2029. La misura sarà progressiva: si inizierà con una serie di servizi nel periodo estivo, con l’idea di implementare la misura e renderla strutturale se risulterà efficace, prevedendo le risorse necessarie.
In questa prima fase saranno inclusi i centri estivi, i servizi per minori e per persone anziane, senza bisogno di ulteriori risorse oltre a quelle già previste. Un gruppo di lavoro, che ringrazio, sta seguendo l’attivazione delle misure con scadenze settimanali. A livello amministrativo, stiamo definendo le disposizioni attuative per la concessione dei voucher, che non sono un sostegno al reddito ma strumenti per una migliore conciliazione dei tempi di lavoro e della famiglia. Inoltre, stiamo completando l’affidamento per lo sportello di conciliazione sperimentale per un anno, mentre la gara per la gestione automatizzata dei voucher si è appena conclusa. Nei prossimi giorni seguiranno incontri per costituire la rete di conciliazione, inizialmente ampia, per garantire opportunità anche ai territori meno serviti, puntando poi a un accreditamento più selettivo negli anni successivi.
Quanto ai criteri di erogazione del voucher, «sicuramente la base Isee ci sarà e servirà per modulare il contributo – conclude l’assessore -, con una visione inclusiva che comprenda una fascia di famiglie con genitori che lavorano, per permettere una vera conciliazione. Per definire meglio questo aspetto, dobbiamo fare una stima. Sottolineo che tutte le altre misure di conciliazione rimangono in piedi. Parallelamente al nuovo voucher, a breve pubblicheremo, con risorse regionali, il voucher di conciliazione dedicato alle famiglie con minori con disabilità. A tendere, l’obiettivo sarà portare anche questa iniziativa all’interno del voucher di conciliazione universale.»
«Accogliamo con favore la formula dei voucher, più flessibile rispetto ad altre misure – ha affermato il consigliere Torrione -. Bisognerà capire modalità, vincoli di utilizzo e costi. Ribadisco l’attenzione da riservare ai vari soggetti erogatori – parrocchie, società sportive e cooperative sociali con maggiori costi – per garantire equità nella concorrenza. Va, inoltre, approfondita la formazione del personale, mentre condividiamo il ragionamento fatto sull’Isee: va riparametrato rispetto all’effettiva disponibilità delle famiglie.»
Prima variazione al Bilancio
Con un’interpellanza, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA ha chiesto chiarimenti sulla caratterizzazione politico-programmatica della prima variazione al bilancio 2026 della Regione.
Nel dettaglio, il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz ha chiesto «se la prima variazione di bilancio, pari a 37 milioni di euro, rappresenti già una chiara espressione dell’indirizzo politico-programmatico della nuova maggioranza o se tale caratterizzazione sia rinviata a successivi provvedimenti finanziari; quali elementi concreti di discontinuità introduca rispetto al bilancio di previsione; se e in quale forma sia stato coinvolto il Consiglio regionale, comprese le minoranze, nella sua elaborazione, in coerenza con quanto emerso nel dibattito consiliare; e infine quali siano tempi e modalità con cui la Giunta intenda presentare una manovra pienamente connotata sul piano politico, capace di tradurre in scelte di bilancio il nuovo assetto di maggioranza e gli indirizzi programmatici annunciati.»
«La prima variazione è una prima chiara espressione dell’indirizzo programmatico della nuova maggioranza – ha risposto l’assessore al bilancio, Mauro Baccega –. L’importo della variazione è importante ed è pari a 37,3 milioni di euro ed è associato ad un articolato normativo composto da 37 articoli. Rispetto al bilancio di previsione, non direi trattarsi di discontinuità, bensì di incremento di risorse e riallocazione di importi già presenti nelle differenti Missioni e Programmi. Tutti questi interventi sono da considerarsi strategici e prioritari perché danno delle risposte. Certo in una fase iniziale dell’anno le nuove entrate sono limitate, 6,7 milioni, ma l’azione di rimodulazione e dei risparmi effettuata da tutti gli Assessorati e dalla Presidenza soprattutto, ha determinato quell’importo. È una variazione che interviene innanzitutto sulla spesa corrente, mentre in sede di assestamento al bilancio 2026 si provvederà ulteriormente a dare seguito agli indirizzi programmatici rivolti agli investimenti. In merito all’esame in Commissione, lunedì prossimo avrete modo di confrontarvi con gli Assessori Lavevaz, Marzi e Sapinet per ulteriori approfondimenti sui temi di loro competenza, nel pieno rispetto del vostro ruolo consiliare.
Le scelte di bilancio sono coerenti con il programma di governo – ha proseguito l’Assessore –. Per noi l’importante è dare risposte e le risposte ai valdostani sono la miglior connotazione del profilo politico della maggioranza, soprattutto in un momento congiunturale come quello che stiamo vivendo. Questa è la direzione sulla quale stiamo lavorando.»
Il consigliere Guichardaz, nella replica, ha osservato: «Durante la discussione sul bilancio 2026-2028, definito tecnico e in continuità con la passata legislatura, l’assessore aveva detto che con la prima variazione e le manovre successive sarebbe stato dato l’imprinting politico della nuova maggioranza. La prima variazione all’esame della Commissione è però di manutenzione e non crediamo che saranno i 200 milioni del prossimo assestamento a determinare un’azione diversa. La politica non si fa solo con i soldi. Finora, per fortuna, non abbiamo visto vere azioni di centrodestra: vediamo invece una continuità con la legislatura passata, quando eravamo al governo. Preoccupa, invece, il limitato coinvolgimento del Consiglio: sulla variazione si registra una carenza di dialogo con gli Assessori e il diniego di alcune audizioni.»
Aeroporto Corrado Gex
L’esternalizzazione del servizio antincendio e il futuro dell’aeroporto Corrado Gex di Aosta sono tornati all’attenzione del Consiglio regionale con un’interpellanza del gruppo Fratelli d’Italia.
Richiamando «la delibera della Giunta regionale con cui è stata disposta l’esternalizzazione del servizio, affidato alla società Falck Servizi industriali di emergenza per un periodo sperimentale triennale (dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2027)», il consigliere Massimo Lattanzi ha chiesto «quale sia il numero effettivo di personale impiegato dalla società; per quali motivi si sostengano costi per un aeroporto di quinta o sesta categoria nonostante operi in seconda fascia; quali siano i criteri e gli indicatori di valutazione della sperimentazione; quali elementi verranno utilizzati per determinare la prosecuzione o la cessazione di tale modello.»
L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha premesso che «l’aeroporto riveste un ruolo strategico: non solo per la maggiore possibilità di arrivi che potrà generare, ma in particolare per il completamento dell’offerta di servizi, infrastrutture e connessioni a disposizione della nostra regione. Si tratta di un’infrastruttura che contribuisce a qualificare l’offerta turistica, ma anche più in generale la visione economica e di sviluppo della Valle d’Aosta, sostenendo settori emergenti e attività già presenti sul territorio. L’obiettivo della maggioranza, già nella scorsa legislatura e confermato in questa, è proprio quello di arrivare al completamento di questa infrastruttura, voluta nei primi anni 2000, per metterla finalmente a disposizione della comunità.»
Rispondendo puntualmente, l’Assessore ha riferito che «il personale attualmente impiegato nel servizio antincendio è di 19 unità, organizzate su turni secondo le esigenze. Sulla scelta di sostenere costi per categorie superiori rispetto all’operatività attuale, occorre chiarire il quadro: l’obiettivo politico e tecnico è valorizzare gli investimenti fatti e portare stabilmente l’aeroporto a una categoria superiore così da potere pienamente promuovere il turismo aeroportuale nelle fiere nazionali e internazionali di settore. In fase di analisi è emersa l’impossibilità, per il Corpo valdostano dei vigili del fuoco, di garantire in modo strutturale questo servizio con l’organico disponibile. Non si tratta di una contrapposizione, ma di un limite oggettivo. La richiesta stimata era di circa 60 unità aggiuntive: un numero incompatibile con i piani di assunzione regionali, che prevedono circa 71 ingressi nel 2026 su un fabbisogno complessivo non ancora assolto già molto elevato. Una scelta in tal senso avrebbe bloccato per anni altre assunzioni e compromesso il funzionamento complessivo del sistema. Da qui la decisione di procedere con l’esternalizzazione del servizio, per garantire fin da subito un livello adeguato e consentire all’aeroporto di operare in categoria superiore in modo stabile e non occasionale. Parallelamente, si continua a investire nel Corpo dei vigili del fuoco, rafforzandone organico e competenze per tutte le altre funzioni essenziali.
Il lavoro tecnico in corso per l’esternalizzazione del servizio è nella fase finale – ha concluso l’Assessore – e si è in attesa delle ultime verifiche da parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e dell’Enac. Questa scelta va quindi letta come un investimento per il futuro: l’obiettivo è ridurre nel tempo i costi di gestione, permettere al Corpo regionale dei vigili del fuoco di avere completamente a disposizione tutti gli effettivi per garantire piena risposta alle esigenze della popolazione valdostana e soprattutto rendere l’aeroporto operativo, creando le condizioni per uno sviluppo concreto e reale. La valutazione si farà verificando il valore pubblico che questa operazione avrà generato dando la possibilità al gestore di sviluppare il segmento commerciale previsto nel Defr 2021-2023.»
Il consigliere Lattanzi ha condiviso «la necessità di qualificare l’offerta logistica e di trasporto della Valle d’Aosta. In un contesto segnato da criticità infrastrutturali, l’aeroporto deve rappresentare un tassello strategico e rispettare l’obiettivo del completamento entro il 2026, rilanciato con gli atti del 2024 ma rimasto fermo per anni. Prendiamo atto dell’impostazione: non costi, ma investimenti, anche per elevare la categoria del servizio. I dati sul personale del servizio antincendio – 19 unità – chiariscono il quadro, ma la vera verifica sarà data dalle certificazioni degli enti competenti. Solo allora sapremo se questa operazione sarà stata un investimento efficace o semplicemente un costo. Da qui nasce la nostra principale preoccupazione: la capacità della società di gestione dell’aeroporto, Adva Spa, di valorizzare questi interventi. Se gli investimenti non si tradurranno in accordi concreti con operatori e compagnie coerenti con le caratteristiche del nostro territorio, il rischio è che tutto questo resti incompiuto. In gioco ci sono risorse ingenti investite negli anni dai valdostani, e su questo continueremo a vigilare.»
Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra si è occupato di: connessione alla rete elettrica nella località Clavalité di Fénis; tempistiche di convocazione dell’Osservatorio regionale dei rifiuti; ticket e medicinali; iniziative per la riduzione del numero di alunni per classe; prospettive future della Consigliera di parità; stato dell’arte della sperimentazione della riforma della disabilità.
L’altra iniziativa degli Autonomisti di Centro era sugli obblighi di vigilanza dei docenti.
Le altre iniziative di Fratelli d’Italia erano su: richiamo della vaccinazione obbligatoria per la dermatite nodulare bovina; applicazione delle procedure di deroga agli strumenti urbanistici; seconda proroga di Siv per l’aggiudicazione dei lavori del IV lotto della fase 3 del nuovo ospedale Parini.
La Lega Vallée d’Aoste chiedeva anche informazioni su: episodi legati al mondo anarco-insurrezionalista; stato di agitazione del personale della Società di Servizi Valle d’Aosta per violazioni contrattuali; gestione del servizio Cashback tra Grand Hôtel Billia e Casino de la Vallée; overbooking degli autobus sostitutivi del treno da Torino ad Aosta; situazione occupazionale degli autisti-soccorritori; riqualificazione della struttura Beirut presso lo stabilimento della Cogne Acciai Speciali di Aosta; lavori di risanamento del ponte di Pont-Suaz tra i comuni di Aosta e Charvensod; costi per la promozione e il materiale pubblicitario della Fondazione per la formazione professionale turistica; valorizzazione dell’attività sportiva, turistica e sociale del go-kart.
Le altre interpellanze a firma congiunta dei gruppi Lega VdA e La Renaissance erano su: conseguenze dell’acquisizione di Technos Medica da parte di Casa della salute; politiche regionali per la tutela della fertilità femminile.
Le altre iniziative del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA erano su: stato di attuazione dell’accordo tra UV e FI e natura dei rapporti con il Governo nazionale; renforcement du rôle de l’Italie et de la Vallée d’Aoste au sein de l’Organisation internationale de la francophonie.
Mozioni
Solidarietà al popolo ucraino
Il Consiglio Valle ha approvato all’unanimità una mozione che esprime la rinnovata solidarietà del Consiglio regionale della Valle d’Aosta al popolo ucraino, condannando l’aggressione militare in atto e ogni violazione del diritto internazionale, e invitando la Commissione e il Consiglio europeo ad aprire al più presto la strada della diplomazia per fermare questa guerra nel continente europeo.
Il testo, inizialmente depositato dal gruppo PD-FP, è stato emendato in accordo con i gruppi Lega VdA, FdI, CA, FI, UV, AVS e La Renaissance. Invita i Presidenti dell’Assemblea e della Regione a trasmettere tale vicinanza all’Ambasciata dell’Ucraina in Italia e, per conoscenza, alle istituzioni nazionali ed europee e ai cittadini ucraini residenti in Valle d’Aosta, riconoscendone il contributo alla comunità regionale e il dolore che continua a colpire le loro famiglie. La mozione propone inoltre di promuovere, nell’ambito delle competenze regionali, iniziative di sensibilizzazione sui valori della pace, della democrazia e dell’autodeterminazione dei popoli.
«A oltre quattro anni dall’inizio dell’invasione russa, riteniamo importante che anche la nostra Assemblea rinnovi in modo formale e unitario questa posizione – ha dichiarato il capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz -. La Valle d’Aosta, che fonda la propria esperienza autonomistica sul valore dell’autodeterminazione dei popoli, non può restare indifferente di fronte all’aggressione di uno Stato sovrano. Con questa iniziativa vogliamo anche esprimere una vicinanza concreta ai cittadini ucraini che vivono e lavorano sul nostro territorio, contribuendo ogni giorno alla vita sociale ed economica della nostra comunità.»
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha parlato di «mozione concreta, che rispecchia il nostro punto di vista: per noi resta centrale il valore di un impegno che non si limita a esprimere vicinanza, ma si traduce in azioni reali. Fin dal 2022, la Regione, insieme alla Croce rossa italiana, alla Protezione civile e alla popolazione in generale ha operato con impegno e spirito di solidarietà su tutto il territorio, con 450 persone accolte e visitate al centro di Chavonne per poi essere collocate sul territorio, coinvolgendo circa 29 Comuni e tantissime famiglie valdostane che sono state il fulcro dell’ospitalità messa in campo dal sistema Valle d’Aosta. Ancora oggi prosegue il lavoro della Regione: circa quaranta persone sono tuttora ospitate al centro di Donnas, si lavora per garantire la gratuità dei trasporti pubblici per la popolazione ucraina e si mantiene alta un’attenzione che non può e non deve venire meno.»
«La Valle d’Aosta non si è limitata alla solidarietà formale: già in vista di una possibile cessazione delle misure emergenziali, ha costruito un sistema di accoglienza strutturato, garantendo accesso ai servizi, inserimento scolastico, accompagnamento al lavoro e integrazione sociale – ha osservato l’assessore alle politiche sociali, Carlo Marzi -. Oggi, l0 Stato ha prorogato le misure emergenziali fino al 2027: non è un passo indietro, ma una scelta di continuità. L’obiettivo politico è chiaro: governare e trasformare l’emergenza, costruendo le condizioni per il suo superamento.»
Autonomia scolastica
Con 22 astensioni (UV, CA, FI, AdC e La Renaissance), 7 voti contrari (Lega e FdI) e 6 favorevoli (PD-FP e AVS), l’Assemblea ha respinto una mozione del gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA volta a impegnare la Giunta a ribadire il valore costituzionale della libertà di insegnamento e dell’autonomia scolastica quali presidi fondamentali del sistema democratico. Il testo chiedeva inoltre di sostenere il pluralismo culturale nelle istituzioni scolastiche valdostane, favorendo il confronto tra posizioni diverse, e di promuovere iniziative per la valorizzazione della professionalità docente, anche attraverso la formazione continua, il riconoscimento sociale e il miglioramento delle condizioni di lavoro; si proponeva infine di vigilare affinché eventuali segnalazioni su comportamenti non conformi ai doveri professionali fossero gestite nelle sedi competenti, evitando generalizzazioni o indebite pressioni ideologiche.
«La libertà di insegnamento non costituisce un privilegio corporativo, ma una garanzia per gli studenti, affinché possano essere esposti a una pluralità di approcci culturali e sviluppare una capacità critica autonoma – ha evidenziato il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz –. Il sistema scolastico valdostano ha garantito nel tempo pluralismo, confronto e formazione di cittadini liberi. Oggi la diffusione di narrazioni generalizzate su presunti condizionamenti ideologici nelle scuole, in assenza di dati verificati, rischia di alimentare un clima di sospetto nei confronti dei docenti e di indebolire la fiducia nelle istituzioni scolastiche. Per questo riteniamo importante che il Consiglio si esprima su un principio fondamentale: il pluralismo culturale si tutela rafforzando le istituzioni, valorizzando la professionalità docente e investendo nella qualità dell’istruzione.»
Dans la réplique, l’assesseur à l’éducation, Erik Lavevaz, a souligné que «le but de cette motion est de provoquer un affrontement entre droite et gauche, alors que l’école n’est ni un champ de bataille culturel ni un lieu à surveiller ou à soupçonner. C’est une communauté de professionnels qui travaillent chaque jour avec sérieux, dans le respect de l’autonomie scolaire, de la liberté d’enseignement et des valeurs constitutionnelles. Évoquer un endoctrinement généralisé alimente la défiance envers l’école et les enseignants et affaiblit l’autorité de l’école publique. L’école doit rester en dehors des affrontements idéologiques: sa mission n’est pas de classifier les idées des enseignants ni de politiser l’acte éducatif. Rien ne justifie aujourd’hui des discours alarmistes ou des généralisations. Défendre l’école, c’est lui faire confiance, reconnaître le professionnalisme des enseignants et éviter toute instrumentalisation politique. C’est pourquoi nous rejetons cette motion.»
Tariffe trasporto pubblico locale
Respinta, con 24 astensioni (UV, CA, FI, FdI) e 11 voti a favore (AVS, PD-FP, Lega VdA, La Renaissance, AdC), una mozione del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra sulle politiche tariffarie del trasporto pubblico locale. L’iniziativa chiedeva di rivedere la maggiorazione di 5 euro prevista per il rinnovo a bordo dell’abbonamento Special20, sostituendola con un sistema premiale volto a incentivare l’uso dei canali digitali, anche attraverso riduzioni del costo per i rinnovi effettuati tramite piattaforme digitali, e di accompagnare la digitalizzazione con punti assistiti nei Comuni e campagne di alfabetizzazione digitale, in particolare per gli anziani. Sollecitava inoltre di valutare, nel medio periodo, ulteriori politiche di abbattimento tariffario del Tpl regionale, in coerenza con gli obiettivi climatici e di giustizia sociale.
Il consigliere Andrea Campotaro ha illustrato la mozione: «L’abbonamento Special20, attivo dal 1° gennaio 2024, consente ai valdostani di viaggiare illimitatamente sull’intera rete regionale al costo di 20 euro al mese: una misura importante di sostegno alla mobilità sostenibile e al contenimento del costo della vita. Dal 6 aprile 2026, il rinnovo a bordo comporta un onere aggiuntivo di 5 euro, mentre resta invariato per chi usa App, piattaforma web o biglietterie (presenti solo ad Aosta e Courmayeur). Questa decisione rischia di penalizzare chi ha difficoltà con gli strumenti digitali, spesso persone anziane, e chi vive nei territori lontani dalle biglietterie. La specificità del nostro territorio impone invece particolare attenzione all’accessibilità dei servizi pubblici, in linea con gli obiettivi ambientali e sociali. Con questa mozione chiediamo di correggere una misura imperfetta seguendo una logica diversa: non punire chi resta indietro, ma rendere conveniente andare avanti. Il servizio di trasporto pubblico è un diritto di cittadinanza che va tutelato.»
L’assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha annunciato l’astensione, ricordando che «in questa scelta rientra anche la tutela dei lavoratori, di cui non si è parlato per nulla: evitare un esagerato maneggio di denaro agli autisti va a tutela della loro sicurezza, come evidenziato anche da alcuni sindacati.» Ha quindi riferito che «nei primi tre giorni di introduzione della misura, l’84% delle ricariche è stato effettuato online e il 16% a bordo; il 68% degli acquirenti ha meno di 40 anni, mentre solo l’11% ha più di 70 anni. La digitalizzazione è una strada da percorrere insieme, ogni istituzione sta lavorando per accompagnare questo percorso, con punti digitali e attività informative che hanno aumentato l’attenzione verso il digitale. Oggi dire che non c’è promozione del trasporto pubblico è un’eresia: lo Special20 ha prodotto un forte aumento dell’uso del trasporto pubblico, consentendo viaggi illimitati giorno e notte a 0,70 euro al giorno, mantenendo inalterati tutti gli sconti previsti proprio per gli over 65 fino alla gratuità per alcune fasce sociali, per i profughi di guerra e i richiedenti asilo. Lo Special20 è stato inoltre esteso agli studenti non residenti dell’UniVdA, ai ricercatori e ai medici in formazione in Valle d’Aosta. Dobbiamo continuare su questa strada, accompagnare la trasformazione digitale, garantire servizi fruibili sul territorio e porre attenzione agli over 70; se serviranno correttivi li apporteremo, ma la risposta della comunità dimostra che è matura e pronta a cogliere questa evoluzione e la crescita degli abbonati online migliorerà i tempi di percorrenza a vantaggio di coloro che utilizzano abitualmente il servizio.»
Screening neonatale
Respinta, con 24 voti di astensione (UV, CA, FI e FdI) e 11 voti a favore (Lega, AdC, La Renaissance, PD-FP e AVS), una mozione dei gruppi Lega Vallée d’Aoste e La Renaissance Valdôtaine che voleva impegnare la Giunta regionale a potenziare lo screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica e a garantire percorsi omogenei su tutto il territorio valdostano. Il testo prevedeva l’avvio di un progetto pilota con copertura completa dei punti nascita, l’aggiornamento di un percorso diagnostico terapeutico assistenziale regionale dal sospetto alla conferma diagnostica, la formazione degli operatori e la corretta informazione alle famiglie. Inoltre chiedeva un sistema di monitoraggio annuale, da presentare in Commissione consiliare, per verificare adesione, tempi di refertazione e presa in carico, assicurando uniformità e qualità dei servizi in tutta la Valle d’Aosta.
Il capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha spiegato che «la leucodistrofia metacromatica (Mld) è una malattia genetica rara e progressiva che colpisce il sistema nervoso, determinando un grave deterioramento motorio e cognitivo. Lo screening neonatale precoce consente di individuare i bambini a rischio prima della comparsa dei sintomi, permettendo l’accesso a terapie innovative come la terapia genica, che può rallentare o arrestare la progressione della patologia. La Mld non è attualmente prevista nel panel nazionale dello Sne (Screening neonatale esteso): i progetti pilota – già sperimentati in Toscana, Lombardia e Puglia – rappresentano lo strumento più percorribile per costruire procedure, indicatori e governance. La Valle d’Aosta potrebbe inserirsi in questo percorso a garanzia del diritto costituzionale alla salute per tutti.»
L’assessore alla sanità, Carlo Marzi, ha motivato il voto di astensione spiegando che lo screening neonatale per la leucodistrofia metacromatica «non è ancora previsto nel panel nazionale obbligatorio dello screening neonatale esteso, che rappresenta l’elenco ufficiale delle malattie per le quali il Servizio sanitario nazionale garantisce a tutti i neonati un test di diagnosi precoce gratuito entro le prime 48-72 ore di vita e che attualmente permette di individuare alla nascita circa 50 malattie rare. Nel valutare l’iniziativa, è necessario un approccio serio e responsabile, che non si limiti a finanziare un ulteriore Lea aggiuntivo regionale, ma si apra a una valutazione più ampia, considerando il quadro e gli indirizzi nazionali, oltre alle peculiarità della nostra regione. I dati disponibili stimano un’incidenza molto bassa della malattia, pari a circa un caso ogni 100.000 nati, equivalente a un caso ogni due secoli per la Valle d’Aosta. Nonostante noi tutti conveniamo che anche questa remota eventualità resti importante e degna della massima attenzione, è evidente che questa stima ridimensiona significativamente l’impatto epidemiologico locale di un eventuale screening, anche tenendo conto dei potenziali benefici clinici. Nella necessità di rispettare i principi di sanità pubblica, l’evidenza scientifica e i criteri di appropriatezza clinica, adottati dall’Organizzazione mondiale della sanità e recepiti in Italia all’interno dei Lea e coordinati dal Piano nazionale prevenzione, riteniamo al momento prematuro procedere autonomamente, come Regione, con l’attivazione di un progetto pilota. Resta comunque la volontà di approfondire il tema, rivalutando l’introduzione dello screening qualora emergano indicazioni ministeriali, evidenze consolidate e criteri operativi uniformi, in grado di garantire efficacia, sostenibilità e omogeneità di accesso.»
Escalation in medio oriente
In chiusura dell’adunanza dell’8 e 9 aprile 2026, il Consiglio Valle ha trattato una mozione sull’escalation militare in Medio Oriente.
L’iniziativa, respinta con 23 voti di astensione (UV, CA, FI, Lega Vda, La Renaissance) e 6 voti favorevoli (PD-FP e AVS), è stata presentata dal gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA e chiedeva al Presidente della Regione di farsi portavoce presso il Governo italiano e le rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti, di Israele e dell’Iran, delle preoccupazioni dell’Assemblea regionale per l’escalation militare in Medio Oriente, promuovendo soluzioni diplomatiche e richiamando l’attenzione sulle conseguenze umanitarie, economiche e geopolitiche dei conflitti, anche per i cittadini europei.
«Con questa mozione – ha evidenziato il capogruppo Jean-Pierre Guichardaz – abbiamo voluto affermare una posizione di responsabilità e di equilibrio di fronte a una crisi internazionale molto grave. Condanniamo le violazioni dei diritti umani del regime iraniano, ma allo stesso tempo riteniamo che l’escalation militare in Medio Oriente – nonostante si parli di tregua – rappresenti un rischio enorme per la stabilità della regione. Le scelte unilaterali del Governo israeliano, sostenute dagli Stati Uniti e non condivise con gli alleati europei, mostrano la marginalità dell’Europa e dell’Italia in decisioni che hanno però effetti diretti anche sui nostri territori. Questa spirale di violenza aggrava le crisi umanitarie e ha già conseguenze economiche concrete, anche per realtà come la Valle d’Aosta. Per questo chiediamo di rafforzare ogni iniziativa diplomatica e un ruolo più attivo dell’Italia e dell’Europa per la de-escalation.»
«Questo dibattito è stato utile per approfondire temi complessi e per confrontarci su questioni che, pur essendo di respiro internazionale, hanno ricadute anche sulla nostra realtà – ha affermato il presidente, Renzo Testolin –. Tuttavia, riteniamo importante riportare il confronto entro ambiti in cui possiamo realmente incidere, valorizzando il nostro ruolo e il nostro contributo, come lo è stato per la mozione di solidarietà al popolo ucraino, approvata ieri, in cui ci siamo fatti parte attiva di un percorso di accoglienza. Quando, invece, le impegnative non risultano sufficientemente chiare e incisive – come in questo caso – diventa difficile sostenerle con convinzione. Per questo motivo, la nostra posizione sarà di astensione: non per sottrarci al confronto, ma con la volontà di contribuire in modo più efficace e concreto, nel rispetto dei principi che ci guidano, come la pace, la democrazia e la non belligeranza.»
Una mozione anche per il gruppo AdC che chiede l’allineamento dei valori di deflusso minimo vitale/deflusso ecologico rilasciato a tutte le derivazioni idroelettriche per far fronte ai maggiori costi derivanti dalla crisi energetica.
Vi era un’altra mozione proposta dal gruppo PD-FP: tutela dell’autonomia scolastica, della libertà di insegnamento e del pluralismo culturale nelle istituzioni scolastiche valdostane.
Alcune mozioni erano state sottoscritte congiuntamente. La prima è dei gruppi AVS, Lega VdA, La Renaissance, PD-FP, FdI, AdC, ed è volta ad approfondire in prima Commissione l’iter e le procedure delle norme di attuazione e il funzionamento della Commissione paritetica. Una seconda mozione è stata depositata dai gruppi UV, CA, AVS, AdC, Lega VdA, per sollecitare la revisione della disciplina sull’origine doganale dei prodotti agricoli e alimentari. Altre due mozioni sono congiunte ai gruppi Lega VdA e La Renaissance: revisione delle regole di accesso e assistenza familiare nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per garantire la presenza nelle fasi critiche e terminali di vita; organizzazione di un evento per celebrare gli atleti, i tecnici e gli staff valdostani che hanno partecipato ai Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026.
Il Consiglio si riunirà nuovamente mercoledì 22 e giovedì 23 aprile.
FAQ
Quali misure sono previste per il caro carburanti in Valle d’Aosta?
Il presidente Testolin ha spiegato che il taglio delle accise governativo (circa 25 centesimi al litro) è a carico del bilancio regionale riducendo i trasferimenti spettanti. La Regione monitora la situazione tramite l’Osservatorio prezzi della Chambre Valdôtaine, ha bloccato l’aggiornamento del prezziario edile e promuove tariffe agevolate per il trasporto pubblico (abbonamenti Special 20, 45 e 65) e il prezzo fisso dell’energia Cva. La Lega ha criticato duramente questa risposta, definendola “inaccettabile” e chiedendo interventi diretti come sconti alla pompa.
Cosa prevede il nuovo voucher di conciliazione vita-lavoro?
L’assessore Bertschy ha annunciato un voucher di conciliazione sperimentale che partirà dall’estate 2026, con risorse stanziate di 1,9 milioni per il 2026, 2,4 milioni per il 2027, 5,4 milioni per il 2028 e 5,3 milioni per il 2029. Nella prima fase includerà centri estivi e servizi per minori e anziani, con criteri di erogazione basati sull’Isee. L’obiettivo è renderlo strutturale se si dimostrerà efficace, implementandolo progressivamente per garantire una vera conciliazione tra tempi di lavoro e famiglia.
Qual è la situazione dell’aeroporto Corrado Gex?
L’assessore Bertschy ha confermato che l’aeroporto riveste un ruolo strategico per la Valle d’Aosta. Il servizio antincendio è stato esternalizzato alla società Falck con 19 unità operative per consentire l’elevazione della categoria dell’aeroporto (attualmente in seconda, con possibilità di salire fino alla quinta/sesta). La scelta è motivata dall’impossibilità del Corpo valdostano dei vigili del fuoco di garantire il servizio con l’organico disponibile (servirebbero 60 unità aggiuntive). I lavori sono in fase finale, in attesa delle ultime verifiche di Enac e Corpo nazionale vigili del fuoco.
Pubblicato / aggiornato
il 10/04/2026 alle 08:54
Categoria:
Politica e Amministrazione