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La Clicca di Saint-Martin-de-Corléans difende il Fleyé

La Clicca di Saint-Martin-de-Corléans difende il Fleyé (©La Clicca) - La Clicca 2025

Con una nota diffusa il 13 maggio 2026, il gruppo folkloristico La Clicca di Saint-Martin-de-Corléans ha denunciato l’utilizzo «improprio e ingiustificato» del Fleyé da parte di associazioni tradizionali e culturali non valdostane, che lo hanno proposto anche in festival nazionali e internazionali.

Il gruppo ha ricordato come il Fleyé sia nato, nel 1959, grazie all’intuizione di Venance Bernin e all’estro creativo di Vittorio Bovi, che trasformarono il correggiato, antico attrezzo agricolo utilizzato per la battitura dei cereali, in uno strumento musicale arricchito con casse armoniche, nastri, campanelli e un bastoncino per la percussione. Le modalità esecutive dello strumento furono poi sviluppate, nel 197,3 da Claudio Vigna, già presidente e direttore tecnico del gruppo, oggi fisarmonicista e figura di riferimento de La Clicca.

La storicizzazione dello strumento è documentata negli archivi e nelle deliberazioni consiliari del gruppo risalenti al 1959, documenti che, secondo La Clicca, certificano in modo chiaro la paternità e le origini del Fleyé. A queste testimonianze si aggiungono quelle dei familiari degli ideatori e gli approfondimenti proposti lo scorso anno durante gli appuntamenti primaverili di Héritage en partage! Racconti di Clicca, dedicati alla storia del gruppo e alla nascita del Fleyé e dello Xilophone de la grandze, altro strumento musicale ideato (nel 1978) da Claudio Vigna.

Il gruppo ha inoltre sottolineato come il Fleyé e le sue modalità esecutive abbiano contribuito al riconoscimento de La Clicca a livello nazionale e internazionale, fino alla nomina di Gruppo folkloristico di interesse nazionale ricevut,a nel 2011, dal Ministero dei beni e delle attività culturali. I progetti di inclusione e valorizzazione promossi dal gruppo hanno inoltre portato le tradizioni valdostane in Paesi quali Corea del Sud, India, Russia, Serbia, Spagna, Turchia e Ucraina.

Secondo La Clicca, la tutela della tradizione locale si fonda su studi antropologici, etnologici, etnografici e demoetnoantropologici che hanno consentito al gruppo di costruire un repertorio composto da oltre venti danze, numerose coreografie, rappresentazioni sceniche di vita quotidiana e interventi musicali.

Il gruppo ha evidenziato come le comparazioni stilistiche, musicali o morfologiche utilizzate da alcune associazioni per giustificare l’utilizzo del Fleyé siano lontane dalle reali origini dello strumento e della tradizione valdostana. La presenza di strumenti a percussione simili in altre aree geografiche, dal Mediterraneo all’Oriente e all’Occidente, non giustificherebbe infatti, secondo La Clicca, l’appropriazione del Fleyé o la sua promozione come strumento genericamente alpino o universale.

La diffusione online di interpretazioni che attribuirebbero alla Valle d’Aosta il ruolo di semplice produttrice artigianale dello strumento è considerata dal gruppo una lettura riduttiva, che sminuisce il processo creativo e l’identità culturale che ne hanno permesso la nascita. La Clicca ritiene che tale utilizzo rappresenti una forma di appropriazione culturale che cancella il lavoro e l’ingegno di chi trasformò un attrezzo agricolo in uno strumento musicale identitario.

Da qui l’appello a una tutela più chiara e incisiva delle peculiarità folkloristiche valdostane, non soltanto per quanto riguarda prodotti enogastronomici e artigianali ma anche per usi, costumi, musiche, danze e strumenti musicali del territorio. Secondo il gruppo, ogni realtà folkloristica possiede un’identità unica costruita attraverso la propria storia, i propri membri, le musiche, gli strumenti e i costumi che la caratterizzano, elementi che meritano rispetto, valorizzazione e protezione.

La Clicca ha infine ribadito come la ricchezza del folklore risieda proprio nella diversità delle sue espressioni e come l’adozione di elementi appartenenti ad altre realtà territoriali rischi di far perdere le origini delle tradizioni, impoverendo quella varietà che rappresenta la vera forza del patrimonio folkloristico. Il patrimonio della Valle d’Aosta è stato definito dal gruppo un’eccellenza da salvaguardare per garantire alle future generazioni un legame autentico con la storia e con il territorio valdostano.

Pubblicato / aggiornato il 13/05/2026 alle 16:28
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Categoria: Cultura