Union valdôtaine: una serata sul nuovo ospedale Parini
(©Angelo Musumarra per bobine.tv) -
Un momento dell'incontro organizzato dall'UV sui lavori di ampliamento dell'ospedale regionale
La serata informativa sui lavori di ampliamento dell’ospedale Parini, organizzata giovedì 28 maggio 2026 dal gruppo consiliare dell’Union Valdôtaine, si è trasformata in un dibattito acceso con alcuni dei principali esponenti dei comitati e delle liste contrarie all’ampliamento della struttura sanitaria.
I contrari in casa UV
L’incontro, voluto dal gruppo UV in Consiglio Valle, ha visto la presenza di diversi assessori e consiglieri regionali, anche di opposizione, ai quali si sono aggiunti, terminati i lavori del Consiglio comunale, alcuni esponenti della Giunta di Aosta. Ampio spazio è stato riservato agli interventi di chi, negli ultimi anni, si è opposto al progetto di ampliamento del Parini.
Sono infatti intervenuti gli ex consiglieri regionali Diego Lucianaz e Adriana Viérin, candidati alle ultime regionali con Valle d’Aosta Futura; Enzo Blessent, ex dipendente dell’Azienda Usl ed ex esponente del comitato Vallée Santé che era candidato con Fratelli d’Italia; Yulia Yuzvikova, candidata con Rassemblement Valdôtain.
In particolare, Lucianaz ha ripercorso i tre anni di opposizione in Consiglio Valle, denunciando una scarsa trasparenza sui documenti progettuali e contestando un “ospedale verticale” addossato alla strada più trafficata di Aosta, con criticità viabilistiche e di contesto urbano. Adriana Viérin ha rivendicato il voto per un nuovo ospedale fuori città al referendum e ha chiesto se sia mai stata fatta una comparazione seria tra ampliamento sull’area archeologica e costruzione altrove, sul piano dei costi e della logistica. Enzo Blessent ha richiamato la propria esperienza all’ufficio tecnico dell’ospedale per sostenere la proposta di un presidio orizzontale, nel verde, con camere singole o doppie e parcheggi gratuiti in zona periferica, da realizzare in 4-6 anni, lasciando l’area archeologica e il “buco” del Parini a funzioni turistiche e di accoglienza.

Ricorso al TAR, imprese e “stesso progetto” da anni
In apertura, il capogruppo UV Aurelio Marguerettaz ha ricordato che la serata era nata per fornire informazioni su progetto e tempi, e ha inquadrato il contenzioso amministrativo che blocca l’avvio del cantiere.
Il ricorso è stato presentato al TAR di Aosta da chi si è classificato secondo nella gara per il quarto lotto della fase 3 (corpo K, Hospital street e nuovo parcheggio P) e, secondo Marguerettaz, genera un ritardo che non è imputabile all’Amministrazione ma discende dal legittimo diritto di impugnazione riconosciuto a chi partecipa alle gare pubbliche, «un ricorso non si nega a nessuno».
La procedura di gara si era conclusa con l’aggiudicazione, il 15 aprile, al raggruppamento temporaneo di imprese composto da CMC Ravenna (capogruppo mandataria), Guastamacchia e Strever, e il ricorso è stato depositato, nell’ultimo giorno utile, il 18 maggio, dal Consorzio Stabile Eteria (mandataria del raggruppamento secondo classificato, che vede al loro interno il Gruppo Caltagirone ed il Gruppo Gavio, due tra le principali holding industriali italiane), che ha impugnato l’aggiudicazione a CMC Ravenna chiedendo al TAR Valle d’Aosta anche un provvedimento cautelare di sospensione.
Fabio Fabiani, presidente di SIV (Société Infrastructures Valdôtaines, società in house della Regione autonoma Valle d’Aosta), ha precisato che il ricorso riguarda aspetti tecnici dell’aggiudicazione e non la vicenda societaria che ha portato al subentro di CMC Ravenna nei confronti della Manelli SpA (affittata da quest’ultima) come mandataria del raggruppamento, ricordando che l’aggiudicazione definitiva è stata deliberata il 15 aprile e che i termini per il contratto si sono aperti contestualmente. Dal primo esame del calendario del TAR, SIV ipotizza che la parte cautelare del ricorso possa essere discussa a luglio e il giudizio di merito si possa avere in autunno, con una conseguente procrastinazione dei tempi di consegna dei lavori rispetto alla data indicativa di metà giugno.
Sul piano dei contenuti, è stato ribadito che il progetto in discussione è lo stesso presentato da quasi due anni: corpo K come nuovo ospedale per acuti, con Pronto soccorso di secondo livello, diagnostica integrata, otto sale operatorie e degenze per intensità di cura; corpo L (Hospital street) come nuova porta di accesso, costruita valorizzando i reperti archeologici; corpo P come ampliamento del parcheggio Parini, fino a circa 900 posti auto complessivi; centrali tecnologiche G3 e sistemi di geotermia, teleriscaldamento e fotovoltaico quale «cuore energetico» del complesso.
Per quanto riguarda i tempi di realizzazione, Fabiani ha insistito sui quattro anni previsti per completare corpo K, Hospital street e parcheggio P, spiegando che il cronoprogramma punta su lavorazioni a turni prolungati e che, in assenza del ricorso, SIV era già in contatto con il Comune per coordinare le fasi più impattanti sul traffico.

Testolin difende la scelta, “coerenza” e responsabilità
Dopo l’illustrazione tecnica, il presidente della Regione Renzo Testolin ha difeso la scelta politica di portare avanti l’ampliamento, rivendicando che il cantiere è già in parte realtà con le centrali tecnologiche in corso di realizzazione Saint‑Martin de Corléans «che quasi non si percepisce» e definendo l’intervento «una risposta seria» e di lungo periodo alle esigenze della sanità valdostana.
Rispondendo a Lucianaz, che ha parlato di mostro urbanistico e di informazione carente, Testolin ha osservato che nel dibattito si tende spesso a «sentirsi più ingegneri degli ingegneri e più medici dei medici», ricordando che le opere devono superare verifiche tecniche, certificazioni e controlli e che chi governa deve assumersi la responsabilità delle decisioni.
Marguerettaz tra urne, realtà e tempi del cantiere
Aurelio Marguerettaz è tornato più volte sul tema della coerenza tra programma e azione di governo, ricordando che il progetto di ampliamento del Parini era esplicitamente contenuto nelle proposte con cui l’UV si è presentata alle elezioni regionali.
Ha sottolineato che le liste che proponevano scenari alternativi hanno già avuto la possibilità di confrontarsi con gli elettori, ottenendo risultati «non tali da cambiare la linea di maggioranza», e non ha mancato di far notare, con una battuta, che in sala sedevano esponenti che alle urne «non hanno convinto a sufficienza», non essendo stati eletti.
Subito dopo, però, lo stesso capogruppo ha preso le distanze da una lettura puramente numerica del mandato: ha precisato di non essere tra quelli che pensano «mi hanno votato e faccio quello che voglio», rivendicando la necessità di tenere insieme il rispetto del voto con l’ascolto delle critiche e con la responsabilità di non bloccare le opere.
Marguerettaz ha richiamato anche l’esperienza della pandemia e le valutazioni di chi, nel mondo sanitario, ha sottolineato come una struttura moderna avrebbe consentito una gestione diversa dell’emergenza, con servizi più adeguati e minore sofferenza per la comunità valdostana. Per il capogruppo UV, rinunciare oggi al progetto equivarrebbe a riaprire un percorso lunghissimo di ricerca di nuove aree, varianti urbanistiche e progettazioni ex novo, con il rischio di lasciare la Valle d’Aosta in una «terra di nessuno» per molti anni a venire.

L’interrogatorio tecnico a Fabiani: parcheggi, G3, elisuperficie
Una parte consistente della serata si è concentrata su quesiti di dettaglio rivolti a Fabiani, che ha finito per dichiarare il proprio disagio per una dinamica percepita come un “interrogatorio” più che come un confronto.
Adriana Viérin ha incalzato sui costi complessivi, chiedendo quanto peserà economicamente la trasformazione del «vecchio Mauriziano», oltre all’ampliamento, e ha domandato se, per effetto delle norme ENAC, l’elisuperficie potrà essere utilizzata per un solo atterraggio al giorno, mettendone in dubbio la convenienza. Fabiani ha ricordato che la piazzola sul tetto è a progetto e che in conferenza di servizi erano stati fissati limiti indicativi di due atterraggi diurni e uno notturno, spiegando che la materia è in evoluzione e che esiste un dibattito aperto anche nel mondo medico sul rapporto fra elisuperficie ospedaliera e utilizzo dell’aeroporto cittadino.
Su questo punto è intervenuto anche Marguerettaz, che ha sottolineato come, in caso di necessità estrema, l’urgenza di salvare una vita prevalga sui limiti formali: un eventuale terzo atterraggio, oltre le soglie autorizzate, sarebbe comunque giustificato dalla situazione di emergenza e difficilmente sanzionabile. L’esempio è stato collegato al caso del chirurgo Gianluca Iob, finito sotto inchiesta per aver operato un paziente positivo al Covid in una situazione ritenuta a rischio ma poi assolto perché la scelta aveva salvato la vita al malato: per Marguerettaz, un segno del fatto che la responsabilità di chi decide in prima linea non coincide con l’agire “contro” il proprio territorio.
Sul parcheggio P, Fabiani ha chiarito che l’opera consisterà in tre piani di posteggi integrati con il Parini esistente, con un piazzale a raso su via Roma che fungerà da tetto e da area di accesso al Pronto soccorso. Quanto al G3, ha illustrato il sistema di monitoraggio adottato per gestire le vibrazioni sul laboratorio analisi, assicurando che i piani di emergenza predisposti non sono stati, finora, nemmeno attivati e rivendicando un approccio prudente ma efficace.
Alle domande di Yulia Yuzvikova sulla diagnostica, Fabiani ha risposto che il corpo K ospiterà un blocco diagnostico di rilievo per interni ed esterni, integrato con il blocco operatorio e il DEA, mentre altre attività radiologiche rimarranno, ampliate, nelle posizioni attuali. Ha inoltre annunciato un lavoro di ridistribuzione complessiva delle funzioni, che SIV sta predisponendo per Ausl e per gli organi decisionali, con l’obiettivo di sfruttare appieno le potenzialità del nuovo impianto ospedaliero.

Un nuovo appuntamento fra sei mesi o un anno
In chiusura, Marguerettaz ha proposto di non considerare l’incontro come un punto di arrivo ma come una tappa di un confronto destinato a proseguire. Ha quindi lanciato l’idea di rivedersi «fra sei mesi o un anno» per verificare sul campo lo stato di avanzamento del progetto, alla luce delle decisioni del TAR e dell’eventuale avvio del cantiere del corpo K, dell’Hospital street e del parcheggio P.
L’impegno è quello di tornare nella stessa sala con dati aggiornati, criticità emerse e soluzioni adottate, mantenendo aperto il dialogo con cittadini, Comitati e opposizioni su quello che, per la politica valdostana, resta uno dei dossier più sensibili e divisivi dell’intera legislatura.
Pubblicato / aggiornato
il 29/05/2026 alle 12:05
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Categoria:
Politica e Amministrazione