Consiglio comunale a Courmayeur il 2 luglio 2026
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Il Municipio di Courmayeur
Il Consiglio comunale di Courmayeur si è riunito alle ore 14 di giovedì 2 luglio 2026 per la trattazione di un ordine del giorno composto da cinque punti.
Assenti giustificati consiglieri: Lavinia Brigada, Mikaela Rey, Serena Carmina ed Ephrem Truchet.
A seguito dell’approvazione dei verbali relativi alla riunione di lunedì 8 giugno 2026 sono state approvate le delibere a seguire:
Il Consiglio comunale ha approvato la sospensione, sull’intero territorio comunale, dell’applicazione della legge regionale “Piano Casa” (L.R. 24/2009), che negli ultimi quindici anni ha consentito ampliamenti volumetrici degli edifici esistenti. Il provvedimento, adottato ai sensi della recente riforma urbanistica regionale (L.R. 17/2025), avrà una durata massima di 24 mesi ed è finalizzato ad avviare un percorso di analisi e revisione degli strumenti urbanistici comunali, a tutela della residenza stabile e dell’equilibrio del territorio.
A relazionare sulla delibera è stato Alberto Motta, assessore All’urbanistica e opere pubbliche che ha evidenziato «Nel quasi ultimo ventennio è evidente a tutti l’incremento dell’attività edilizia sul territorio comunale dove invece il piano regolatore consente la realizzazione di sole nuove volumetrie a destinazione ricettiva e abitativa unicamente per la residenza primaria e permanente a favore dei residenti ( prima casa). La rilevante attività edilizia è l’effetto della Legge Regione 24 del 2009, Piano Casa Regionale, ai sensi della quale in deroga allo strumento urbanistico locale (Piano Regolatore e Regolamento edilizio) sono consentiti per i fabbricati esistenti ampliamenti volumetrici del 20% o del 35% con totale demolizione e ricostruzione. Dai dati ufficiali pervenuti dalla Regione dal 2009 a tutto il 2024 in attuazione al piano casa nel comune di Courmayeur si registra un incremento volumetrico pari a 76.089 metri cubi per un totale di 459 pratiche edilizie. Di tali dati si evidenzia che solamente il 14,8% del volume ampliato è dedicato all’abitazione permanente. Dai registri comunali risulta che successivamente al periodo rilevato dalla regione ( 2025 e prima parte 2026) il trend è rimasto costante circa 3.800 metri cubi di ampliamento per 52 ulteriori pratiche edilizie».
Gli effetti sono evidenti: realizzazione di un numero elevato di nuove unità residenziali, impatto paesaggistico, sottrazione di verde in un contesto urbanistico già saturo; sproporzionato aumento di abitazioni temporanee (seconde case) rispetto a quelle permanenti (prime case) con elevati picchi di presenze nei periodi festivi e disagi dovuti alle numerose aree di cantiere ed al loro approvvigionamento . L’impianto derogatorio del Piano Casa ha quindi minato la pianificazione urbanistica del Piano Regolatore , improntato su di una contenuta crescita edilizia, rendendo critica la sostenibilità delle reti infrastrutturali e dei servizi pubblici.
La decisione nasce da un quadro di criticità che l’amministrazione ha monitorato negli anni. Il dato più significativo riguarda l’andamento demografico: la popolazione residente è scesa da 3.059 abitanti nel 2009 a 2.548 nel 2025, una contrazione del 16,7%, a fronte di una crescita costante delle unità immobiliari a uso turistico e non continuativo, concentrate nei picchi di alta stagione (Natale, Carnevale, agosto, weekend invernali ed estivi).
A questo si aggiunge l’impatto cumulato degli interventi edilizi: solo grazie al Piano Casa, tra il 2009 e il 2024 sono stati realizzati oltre 76mila metri cubi di nuova edificazione sul territorio comunale.
L’Amministrazione segnala inoltre una pressione crescente sulle infrastrutture e sui servizi pubblici locali:
Rete idrica: «dall’analisi dei dati ISTAT, relativi agli anni dal 2009 a 2025, emerge un incremento del prelievo idrico pari 38,4% ed un aumento degli utenti serviti pari al 58,11% –ha spiegato Motta – Il dato oltre all’aspetto quantitativo deve essere letto qualitativamente, dato dall’aumento di unità immobiliari con elevati fabbisogni idrici ed energetici dovuti a dotazioni impiantistiche maggiori a quelle di un’ordinaria civile abitazione. Si è reso quindi necessario il rifacimento, l’integrazione ed il prolungamento delle reti dei sotto servizi. Necessità a fronte della quale in questi ultimi anni l’amministrazione comunale ha posto in essere e programmato interventi per un ammontare di oltre 10 milioni di euro. Il crescente impegno economico per le opere di urbanizzazione non trova però adeguata copertura con gli introiti degli oneri concessori che per i permessi edilizi di interventi in piano casa sono ridotti del 50%».
Parcheggi pubblici: disponibilità sempre più limitata, aggravata dalla mancanza, negli interventi Piano Casa, di nuovi posti auto proporzionati agli ampliamenti concessi;
Rete elettrica: necessità di potenziamento delle cabine di trasformazione e delle linee di distribuzione per far fronte ai nuovi fabbisogni energetici;
Rifiuti: gestione resa complessa dalla forte stagionalità turistica, con picchi di produzione che pesano sull’organizzazione e sui costi del servizio;
La sospensione si articola in due fasi, nel limite massimo di 24 mesi previsto dalla normativa regionale:
- primi 6 mesi: fase di analisi, monitoraggio e approfondimento delle criticità territoriali, propedeutica a eventuali ulteriori decisioni;
- 18 mesi successivi: periodo in cui il Consiglio comunale si riserva la facoltà di rimodulare le limitazioni in base agli esiti della prima fase.
Durante i primi sei mesi, gli ampliamenti previsti dal Piano Casa restano consentiti esclusivamente per le unità immobiliari adibite ad abitazione permanente o principale di residenti nel Comune di Courmayeur. Sono fatte salve le domande già presentate e protocollate al momento dell’entrata in vigore della delibera, purché complete della documentazione richiesta: tali pratiche restano “cristallizzate” nello stato in cui si trovano, senza possibilità di ulteriori integrazioni. «Significa che le pratiche presentate entro l’entrata in vigore della delibera in Albo Pretorio, se sono complete continueranno con le regole applicate fino ad oggi, se invece necessitano di integrazioni varranno le regole della nuova deliberazione» ha detto il sindaco Rota.
Il provvedimento si inserisce nel percorso, già avviato dall’Amministrazione, di predisposizione di una variante sostanziale al Piano Regolatore Generale, con l’obiettivo di riequilibrare le politiche insediative del territorio, tutelare la residenza stabile e il paesaggio alpino, e migliorare la qualità dei servizi per residenti e turisti. Nel periodo di sospensione sono previsti approfondimenti tecnici e confronti con le realtà istituzionali, economiche e sociali del territorio.
Il sindaco Roberto Rota ha voluto quindi puntualizzare alcune considerazioni: «Come detto la delibera nasce a seguito della legge regionale 17-2025 articolo 31, quando è stata data la possibilità ai Comuni turistici di riprendere in mano una parte di esenzioni che la legge Piano Casa aveva dato dal 2009. Perché questo fosse possibile abbiamo dovuto attendere la delibera di Giunta regionale n.588 del 29 maggio 2026 che determina le linee guida per i Comuni turistici. Si rende necessario prendere decisioni in materia perché i numeri di questi ultimi anni sono davvero importanti. Siamo una delle località molto ricercate per seconde case. Non vogliamo bloccare tutto e congelare gli iter come qualcuno vorrà far passare. Salvaguardato il 20% di ampliamento per i residenti, ci siamo presi 6 mesi per andare a mettere delle regole il più possibile condivise con i portatori di interesse di queste attività: costruttori, progettisti, architetti, imprese edili ecc…. bisognerà trovare un punto di sintesi tra necessità e visioni della collettività e del privato. Non sarà un liberi tutti come è stato fatto fino ad ora, ma ci saranno dei paletti entro i quali operare. Sarà un momento di rimessa in linea delle attività tecniche».
Conseguente a questa prima delibera è stata approvata l’isitituzione di una commissione consiliare temporanea per l’analisi dlle criticità derivanti dall’applicazione della legge regionale del 4 agosto 2009, n 24 Piano casa.
«Essendo un passaggio delicato e quindi prima di arrivare a decisioni definitive – ha continuato Rota – è utile istituire una Commissione consiliare, affinché la stessa possa incontrare i portatori di interesse, vedere i loro punti di vista e cercare di fare una sintesi con le necessità del Consiglio comunale che deve controllare lo sviluppo generale della comunità».
La delibera istituisce una Commissione consiliare temporanea incaricata di analizzare gli effetti dell’applicazione della legge regionale 4 agosto 2009, n. 24, il cosiddetto “Piano Casa”, sul territorio comunale. L’iniziativa nasce dalla necessità di affrontare in modo strutturato le criticità legate alla pressione turistica e insediativa che negli ultimi anni hanno interessato il patrimonio edilizio, la residenzialità stabile e i servizi pubblici locali, come evidenziato negli interventi dell’Assessore Motta e del Sindaco Rota.
La nuova Commissione, composta da tre consiglieri comunali, (Sauvage Rolla, Lavinia Brigada e Nicole Passino) avrà il compito di:
· analizzare gli effetti prodotti dall’applicazione della l.r. 24/2009 sul territorio comunale;
· approfondire le criticità territoriali, urbanistiche, paesaggistiche, ambientali e socio-economiche legate alla pressione turistica e insediativa;
· valutare l’impatto della normativa su residenzialità stabile, servizi pubblici, infrastrutture e assetto urbanistico;
· predisporre una proposta di revisione delle limitazioni attualmente in vigore, individuando quali interventi potranno tornare ad essere consentiti e quali dovranno restare soggetti a limitazione.
Ai lavori della Commissione parteciperanno stabilmente, con funzioni consultive e senza diritto di voto, il sindaco (o il vicesindaco) e l’assessore competente in materia di urbanistica. La Commissione potrà inoltre invitare a partecipare ai propri lavori tecnici comunali, funzionari regionali, professionisti, rappresentanti delle categorie economiche e sociali ed esperti della materia, qualora ciò sia utile all’istruttoria.
La Commissione eleggerà il proprio presidente nella prima seduta e dovrà trasmettere al Consiglio comunale, entro sei mesi dal proprio insediamento, una relazione contenente le proposte di eventuale aggiornamento delle limitazioni introdotte. La partecipazione alla Commissione non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio comunale.
L’ultima delibera approvata dal Consiglio comunale prende atto dell’avvenuta comunicazione, ai sensi dell’art. 175 comma 5-ter del TUEL, del provvedimento della Giunta comunale n. 88/2026 del 04.06.2026 relativa alla variazione compensativa tra le dotazioni delle missioni e dei programmi limitatamente alle spese per il personale, conseguenti a provvedimenti di trasferimento del personale all’interno dell’ente, a seguito dello spostamento di n. 1 unità di Cat. C Pos. C1 dal Servizio Amministrativo Ufficio Vigilanza al Servizio Finanziario Ufficio Tributi con decorrenza 1° luglio 2026.
In chiusura lavori il sindaco ha comunicato che a fine luglio si svolgerà un nuovo Consiglio comunale per l’approvazione di diversi punti tra cui l’approvazione della Tari.
Pubblicato / aggiornato
il 02/07/2026 alle 16:59
Categoria:
Politica e Amministrazione