Il sindaco di Aosta Raffaele Rocco ha presentato alla IV Commissione consiliare, lunedì 13 luglio 2026, la proposta di deliberazione relativa alle tariffe della Tassa rifiuti puntuale (TARIP) e alle agevolazioni previste per l’anno 2026.
La proposta, che deve ora essere sottoposta all’approvazione del Consiglio comunale, definisce l’assetto tariffario del servizio rifiuti per il prossimo anno e individua una linea di intervento fondata su tre principi: maggiore aderenza ai dati reali di produzione dei rifiuti, gradualità nell’applicazione del nuovo sistema e tutela delle famiglie più fragili, senza compromettere la sostenibilità economica delle attività cittadine.
Il Piano economico-finanziario individua, per il 2026, un costo complessivo del servizio di 8.409.775 euro, di cui circa 4,37 milioni relativi ai costi fissi e circa 4,04 milioni ai costi variabili. I primi riguardano l’organizzazione generale del servizio, lo spazzamento, le dotazioni e la gestione amministrativa; i secondi sono invece collegati in modo più diretto alla raccolta, al trasporto, al conferimento e al trattamento dei rifiuti.
L’introduzione della tariffazione puntuale ha consentito per la prima volta di disporre di dati più precisi sulla produzione effettiva dei rifiuti da parte delle diverse categorie di utenza. Da queste rilevazioni, emerge che circa il 60% dei rifiuti complessivi è prodotto dalle utenze non domestiche e circa il 40% dalle utenze domestiche, mentre la ripartizione storica dei costi seguiva un rapporto inverso.
L’Amministrazione ha quindi scelto di avviare un riallineamento progressivo, senza trasferire immediatamente e integralmente questo nuovo dato sul piano tariffario, così da evitare effetti troppo bruschi sul sistema economico cittadino.
La tariffa prevista dalla normativa si compone di una quota fissa e di una quota variabile. Per il 2026, la ripartizione dei costi fissi resterà invariata, con il 60% a carico delle utenze domestiche e il 40% a carico delle utenze non domestiche. Per i costi variabili è invece introdotta una ripartizione paritaria, al 50% tra famiglie e attività economiche. Si tratta di una soluzione intermedia che riconosce la produzione effettiva dei rifiuti ma applica il principio di gradualità, per evitare trasferimenti improvvisi di costo.Secondo la simulazione adottata, per le utenze domestiche si determina una riduzione media di circa il 5,98% rispetto al 2025. Parallelamente, viene contenuto l’impatto sulle attività economiche per evitare aumenti più marcati che sarebbero derivati da un riallineamento immediato alla produzione reale.
Diminuisce inoltre il costo degli svuotamenti aggiuntivi del rifiuto residuo: per le famiglie passa da circa 0,083 euro a 0,074 euro al litro, mentre per le utenze non domestiche scende da circa 0,084 euro a 0,023 euro al litro.
La proposta conferma e rafforza anche la dimensione sociale della politica tariffaria comunale. Per il 2026 è prevista l’esenzione completa dalla TARIP, comprese le componenti perequative, per le famiglie residenti nel Comune di Aosta con un ISEE non superiore a 9.000 euro.
L’agevolazione riguarderà l’abitazione di residenza e le relative pertinenze e dovrà essere richiesta entro il 30 novembre 2026. La misura comunale si affianca al bonus sociale nazionale, con l’obiettivo di evitare che la transizione ambientale produca effetti insostenibili sui nuclei familiari economicamente più fragili.
I risultati raggiunti dal sistema cittadino confermano un andamento positivo: nel 2025, Aosta ha registrato una percentuale di raccolta differenziata pari all’80,16%, contenendo il rifiuto urbano residuo a poco più di 3.037 tonnellate. Pur rappresentando oltre il 20% dei rifiuti complessivamente conferiti a livello regionale, il capoluogo produce infatti solo il 16,2% del rifiuto urbano residuo regionale e intercetta quote particolarmente rilevanti di organico, carta, plastica, metalli e tessili.
L’Amministrazione evidenzia tuttavia come conferimenti errati e impurità continuino a ridurre la possibilità di riciclo, aumentare gli scarti e generare maggiori costi per l’intera comunità. Per questo, accanto alla politica tariffaria, il Comune proseguirà con attività di informazione mirata, monitoraggio dei risultati, controlli e collaborazione con cittadini, amministratori di condominio, categorie economiche e gestore del servizio.
«Non stiamo approvando soltanto una tariffa: stiamo scegliendo come governare un servizio essenziale per la città – ha affermato il sindaco Rocco -. Abbiamo deciso di partire dai dati reali, senza nasconderne le conseguenze, ma anche senza applicare automatismi che avrebbero potuto mettere in difficoltà famiglie e attività economiche.
La scelta politica è quella della responsabilità, riducendo mediamente il carico sulle utenze domestiche e tutelando integralmente le famiglie con i redditi più bassi. Iniziamo anche a correggere una ripartizione dei costi che non rispecchiava più la produzione effettiva dei rifiuti, ma lo facciamo con gradualità, perché governare significa perseguire l’equità senza provocare shock economici.
La TARIP deve premiare i comportamenti corretti e rendere più trasparente il rapporto tra ciò che ciascuno produce e ciò che paga. Allo stesso tempo, il Comune deve pretendere efficienza dal servizio, controllare i costi e aiutare cittadini e imprese a differenziare meglio».
La proposta TARIP 2026 rappresenta dunque un ulteriore passaggio verso un sistema più trasparente, misurabile e coerente con il principio secondo cui ciascuno contribuisce in relazione ai rifiuti prodotti, mantenendo insieme responsabilità ambientale, coesione sociale e tutela dell’economia cittadina.