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Sottoscritto l’accordo territoriale sulla stagionalità nel commercio

Sottoscritto l’accordo territoriale sulla stagionalità nel commercio (©Google Maps) - La sede del Savt ad Aosta

Il Savt ha sottoscritto, mercoledì 15 luglio 2026, nella sede di Confcommercio Valle d’Aosta, l’Accordo territoriale che disciplina il ricorso ai contratti di lavoro stagionali nelle imprese valdostane del commercio, del terziario e dei servizi, già sottoscritto da Cisl e Uil.

L’intesa rappresenta uno strumento costruito sulle specificità economiche e occupazionali della Valle d’Aosta. L’intero territorio regionale, compreso il capoluogo, è infatti riconosciuto come area a prevalente vocazione turistica, caratterizzata da flussi di visitatori e carichi di lavoro che variano sensibilmente nel corso dell’anno.

La maggiore flessibilità riconosciuta alle aziende deve essere accompagnata da condizioni precise e verificabili. L’accordo può essere applicato soltanto dalle imprese che rispettano integralmente il Contratto collettivo nazionale del Terziario, della distribuzione e dei servizi e che aderiscono al sistema della bilateralità e del welfare contrattuale. Nel contratto individuale dovrà essere indicato espressamente il ricorso all’accordo territoriale. Le aziende saranno inoltre tenute a trasmettere all’Ente bilaterale del Commercio e del Terziario della Valle d’Aosta la documentazione necessaria, consentendo di monitorare il numero dei lavoratori interessati e la durata dei rapporti.

Il singolo contratto stagionale non potrà superare i sei mesi, mentre nell’arco dell’anno il rapporto con lo stesso lavoratore non potrà avere una durata complessiva superiore a dieci mesi.

Le parti effettueranno verifiche al termine delle stagioni estiva e invernale, analizzando il numero delle imprese che avranno utilizzato l’accordo, i lavoratori coinvolti e la durata dei contratti.

Il SavtTerziario seguirà con attenzione l’applicazione dell’intesa, affinché la stagionalità risponda alle effettive esigenze del sistema economico valdostano senza trasformarsi in uno strumento di precarizzazione permanente.

Alla firma erano presenti il segretario generale del Savt Claudio Albertinelli, la segretaria del Savt terziario Erika Donzel, e il direttore di Confcommercio Valle d’Aosta Adriano Valieri.

La contrarietà di Cgil

Venerdì 17 luglio 2026 la Filcams Cgil Valle d’Aosta esprime la propria contrarietà all’accordo territoriale sottoscritto da Savt, Cisl e Uil che disciplina il ricorso ai contratti di lavoro stagionali nelle imprese del commercio, del terziario e dei servizi della Valle d’Aosta.

La decisione di non condividere l’intesa nasce da una valutazione precisa: l’accordo aumenta la flessibilità a disposizione delle imprese senza introdurre strumenti realmente efficaci a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici stagionali, che continuano a rappresentare l’anello più debole del settore. La Filcams Cgil VdA ritiene che il riconoscimento dell’intero territorio regionale come area a prevalente vocazione turistica non possa tradursi nell’estensione di rapporti di lavoro sempre più flessibili, senza affrontare le criticità strutturali che caratterizzano il comparto. La stagionalità è una realtà dell’economia valdostana, ma non può diventare un alibi per consolidare condizioni di precarietà e sfruttamento.

La Filcams Cgil Valle d’Aosta ribadisce inoltre la propria contrarietà a un utilizzo estensivo e improprio del lavoro stagionale, che non può e non deve diventare la modalità ordinaria di gestione dell’occupazione. La normativa e la contrattazione prevedono il ricorso al contratto stagionale esclusivamente in presenza di un’effettiva variazione ciclica dell’attività produttiva; al contrario, quando una struttura ricettiva opera durante tutto l’anno o un’attività commerciale presenta esigenze di personale strutturali e continuative, non vi è alcuna ragione per qualificare quei rapporti di lavoro come stagionali. Estendere tale tipologia contrattuale oltre i casi per cui è stata concepita significa svuotarne la funzione originaria e trasformare un’eccezione in una regola, con il risultato di aumentare la precarietà, ridurre le prospettive di stabilizzazione e comprimere le tutele dei lavoratori.

L’accordo viene presentato come uno strumento capace di introdurre controlli e garanzie per preservare la qualità dell’occupazione e come un equilibrio tra competitività delle imprese e diritti dei lavoratori. Per la Filcams Cgil VdA questo equilibrio, allo stato attuale, non esiste. Le tutele previste sono insufficienti, non incidono sui problemi vissuti quotidianamente da chi lavora nel commercio, nel turismo e nei servizi, senza un reale strumento di verifica e controllo della sua corretta applicazione, con un aumento dei contenziosi tra lavoratori e aziende per il mancato rispetto dei contratti, per il corretto inquadramento professionale e per il riconoscimento di diritti economici e normativi.

Per questo motivo, secondo la Filcams Cgil Valle d’Aosta, prima di concedere ulteriori margini di flessibilità alle imprese sarebbe necessario rafforzare gli strumenti di tutela, prevedendo percorsi di stabilizzazione per i lavoratori che operano stagione dopo stagione, maggiori garanzie sulla continuità occupazionale e sul reddito e strumenti più efficaci di controllo e contrasto agli abusi.

Per queste ragioni la Filcams Cgil Valle d’Aosta rinnova la propria disponibilità ad aprire un confronto che porti a un’intesa realmente capace di coniugare le esigenze del sistema economico valdostano con la tutela dei diritti, la riduzione della precarietà e la valorizzazione del lavoro stagionale, affinché la flessibilità non si trasformi nell’ennesima occasione di indebolimento delle condizioni di chi lavora.

La replica di Confcommercio Valle d’Aosta

Confcommercio Valle d’Aosta prende atto delle dichiarazioni rese dalla Filcams-Cgil regionale a proposito dell’accordo territoriale in materia di stagionalità, sottoscritto lo scorso 11 giugno ad Aosta con Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil, e successivamente con Savt e ritiene doveroso ristabilire alcuni punti fermi, nel merito e nel metodo.

L’accordo non è un’iniziativa unilaterale del mondo datoriale ma è la puntuale attuazione dell’art. 75 del CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi, rinnovato il 22 marzo 2024 con la firma, a livello nazionale, anche della Filcams-Cgil. La disciplina della stagionalità nelle località a prevalente vocazione turistica è dunque un istituto che la stessa organizzazione ha contribuito a negoziare e a sottoscrivere. Contestarne oggi l’applicazione in Valle d’Aosta significa contestare un contratto collettivo che porta anche la propria firma. In altri territori a forte vocazione turistica, da ultimo la provincia di Como, accordi territoriali di identica ispirazione sono stati regolarmente sottoscritti dalle Confcommercio locali insieme a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil. Non è dato comprendere per quale ragione uno strumento ritenuto idoneo a tutelare i lavoratori sul Lago di Como divenga improvvisamente inaccettabile ai piedi del Monte Bianco. La coerenza, nelle relazioni industriali, è essa stessa una forma di tutela. Nel merito, l’affermazione secondo cui servono maggiori tutele rovescia la realtà dei fatti poiché le tutele stanno dentro l’accordo, non fuori. 

L’impresa che intende avvalersene è tenuta ad applicare integralmente il CCNL TDS, ad aderire all’Ente Bilaterale del Commercio e del Terziario della Valle d’Aosta, a garantire ai lavoratori la sanità integrativa tramite il Fondo Est e l’assistenza contrattuale, e a presentare un’istanza formale che consente il monitoraggio puntuale di ogni singola applicazione. Il singolo contratto stagionale non può superare i sei mesi di durata; restano ferme tutte le tutele di legge, a cominciare dal diritto di precedenza. 

Le parti firmatarie si incontreranno al termine di ogni stagione, estiva e invernale, per esaminare insieme i dati su imprese beneficiarie, lavoratori interessati e durata dei contratti; e l’intesa ha efficacia limitata al 30 aprile 2027, proprio per consentirne la verifica sul campo.

La Valle d’Aosta è, nella sua interezza, un territorio a prevalente vocazione turistica, con flussi che si concentrano in finestre stagionali strutturali. L’accordo prende atto di questa realtà economica e la disciplina, offrendo a imprese e lavoratori quella certezza del diritto che la giurisprudenza di legittimità ha reso indispensabile per chi opera nel lavoro a termine senza un’adeguata copertura collettiva. L’alternativa all’accordo non è il posto fisso ma è una stagionalità gestita con strumenti meno trasparenti e più esposti al contenzioso.

«L’intesa è pienamente efficace e operativa, essendo stata sottoscritta da organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative ai sensi dell’art. 51 del D.Lgs. n. 81/2015 – dichiarano il presidente Graziano Dominidiato e il direttore Adriano Valieri – Il tavolo di monitoraggio resta aperto e se la Filcams-Cgil vorrà tornare a sedervisi, per un confronto di merito e non a mezzo stampa, troverà come sempre la porta aperta. I lavoratori stagionali valdostani meritano tutele concrete e verificabili, non battaglie di posizionamento soprattutto in una fase storica particolarmente complessa».

Pubblicato / aggiornato il 17/07/2026 alle 15:33
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Categoria: Economia e Lavoro