Recuperato quello che si ritiene il corpo della donna scomparsa nel torrente Valeille
(©Parco nazionale Gran Paradiso) -
Il torrente Valeille, a Cogne
Si è conclusa, nella mattinata di lunedì 20 luglio 2026, l’operazione di ricerca della donna trascinata dalle acque del torrente Valeille, in località Lillaz di Cogne, mercoledì 25 giugno. Un corpo senza vita è stato individuato e recuperato in un anfratto del torrente, non visibile in condizioni ordinarie a causa della presenza di una cascata.
La vicenda aveva avuto inizio nella mattinata del 25 giugno, quando la Centrale unica del soccorso era stata allertata intorno alle ore 10.30 per la caduta di una persona nel torrente. Secondo quanto ricostruito, la donna era finita in acqua nel tentativo di recuperare il cane, trascinato dalla corrente. Le due figlie avevano cercato di soccorrerla e, a loro volta, erano rimaste coinvolte nell’incidente. Entrambe sono state tratte in salvo illese. Della madre, invece, si erano subito perse le tracce.
Fin dalle prime ore, era stata avviata un’operazione di ricerca coordinata dai Vigili del Fuoco, con il coinvolgimento del Soccorso Alpino Valdostano, della Protezione civile, dei sommozzatori e degli elicotteri regionali e del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Le attività avevano consentito un’ispezione preliminare di gran parte delle pozze interessate ma le condizioni del torrente avevano reso impossibile completare le verifiche.
Nei giorni successivi, le ricerche erano proseguite lungo le rive del Valeille. Giovedì 26 giugno, erano stati richiesti rinforzi con l’arrivo di sommozzatori specializzati dal Piemonte e dalla Lombardia. Anche le immersioni effettuate venerdì 27 giugno avevano dato esito negativo e, al termine della giornata, i Vigili del Fuoco avevano disposto la sospensione delle operazioni subacquee, annunciando la valutazione di una soluzione alternativa basata sulla modifica temporanea del corso d’acqua.
La sospensione delle immersioni era stata determinata dalle condizioni idrodinamiche estremamente difficili: l’elevata velocità dell’acqua, la forte presenza di vortici e la notevole portata del torrente riducevano drasticamente le possibilità di individuare il corpo ed esponevano gli operatori a rischi non accettabili.
A seguito dei sopralluoghi effettuati dai tecnici della Protezione civile regionale e dal Corpo valdostano dei Vigili del Fuoco lungo il tratto interessato, esteso per circa 150 metri, è stata quindi progettata una soluzione ingegneristica specifica. Attraverso la chiusura programmata delle tubazioni di fondo di due briglie esistenti, è stato possibile creare temporaneamente due invasi a monte, con una capacità complessiva di circa 7.000 metri cubi d’acqua. La manovra ha consentito di ridurre sensibilmente la portata del torrente, creando una finestra operativa di circa 20-30 minuti, durante la quale i sommozzatori hanno potuto intervenire in condizioni di sicurezza.
Proprio durante questa fase è stato individuato un corpo di donna, rimasto intrappolato in un anfratto normalmente nascosto dalla cascata. Il recupero è stato quindi completato con successo. Sono state avviate le operazioni di riconoscimento, per confermare l’identità della defunta.
Pubblicato / aggiornato
il 20/07/2026 alle 16:18
Categoria:
Cronaca