È stato pubblicato il Rapporto nazionale Invalsi 2026, che coinvolge anche la Valle d’Aosta e descrive la trasformazione del sistema educativo italiano. In un quadro che vede l’Italia avvicinarsi con largo anticipo agli obiettivi europei di contrasto alla dispersione scolastica, la nostra regione mette in evidenza eccellenze e trova spunti di riflessione che meritano un approfondimento.
Il Rapporto propone un quadro generale ma anche un’analisi disaggregata per ordini di scuola (categorie 2 e 5 per le primarie di secondo grado, 8 per le secondarie di primo grado e 13 per le secondarie di secondo grado). Nella lettura del documento la Valle d’Aosta si conferma nella parte alta della classifica per regione in tutte le rilevazioni, costruite su prove che, in base al grado di studio, propongono prove di italiano, matematica, inglese e competenze digitali. Tra le eccellenze consolidate, spiccano i risultati ottenuti nel Grado 8 (terza media), che si confermano tra i migliori d’Italia a testimonianza di una tenuta solida delle competenze di base in italiano e matematica per chi studia in Valle d’Aosta.
Un altro risultato positivo emerge sul fronte dell’innovazione, con la nuova rilevazione sulle competenze digitali (quadro DigComp): secondo i dati raccolti, gli studenti valdostani sono allineati ai migliori standard delle regioni del Nord. Anche nell’apprendimento delle lingue straniere si conferma la qualità dei risultati: a spiccare sono anzitutto gli esiti delle prove di reading, che vedono i nostri allievi primeggiare.
Un tema che necessita attenzione è la dispersione scolastica esplicita: il tasso di abbandono precoce a livello nazionale è sceso all’8,2% nel 2025 e, secondo le stime Invalsi, potrebbe scendere al 7,3% nel 2026. In questo scenario, la Valle d’Aosta registra un dato del 10,4%: un valore che, pur inserito in un percorso di miglioramento rispetto al passato, evidenzia la necessità di un ulteriore impegno programmatico per convergere verso la media nazionale. L’obiettivo dell’Amministrazione regionale è quello di intensificare le azioni di orientamento e di sostegno per ridurre questo divario, avvicinando progressivamente la soglia del 10,2% prevista dal PNRR e puntando al dato nazionale dell’8,2%.
Il Rapporto 2026 evidenzia anche un miglioramento a livello nazionale della dispersione implicita – ovvero la quota di studenti che pur completando il ciclo di studi non raggiunge le competenze adeguate – scesa per il secondo ciclo d’istruzione dall’8,7% (2025) al 6,3% (2026). Anche qui la Valle d’Aosta presenta un dato particolarmente positivo, con un 2,5% che è il quarto dato su base nazionale.
Parallelamente, cresce la quota di eccellenze, che sale al 13,1% del totale degli studenti: qui gli studenti valdostani fanno registrare un solido 17,6%, in linea con il quadro generale delle regioni del Nord Italia.
Questi indicatori nazionali tracciano la rotta per le politiche educative regionali: la sfida non è solo garantire il completamento del percorso di studi, ma assicurare che ogni studente possa raggiungere il proprio potenziale massimo, supportando chi è più fragile e valorizzando al contempo i talenti più brillanti.