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Breuil-Cervinia: ripristini entro fine estate 2028

A due anni dall’alluvione del giugno 2024, Regione autonoma Valle d’Aosta e Comune di Valtournenche hanno presentato il progetto definitivo di difesa idraulica di Breuil-Cervinia. Dopo i 29 interventi già realizzati o in realizzazione per circa 11,8 milioni di euro, partirà nel 2027 il cantiere da 7,6 milioni finanziato dallo Stato, che prevede nuove vasche di trattenuta dei detriti, il rifacimento dell’alveo del torrente Mont-Cervin, la ricostruzione di ponte e passerelle e opere progettate per proteggere l’abitato anche da eventi più intensi rispetto all’alluvione del 2024.

La sistemazione e la difesa idraulica dell’abitato di Breuil-Cervinia, dopo l’alluvione del giugno 2024, sono state presentate alla cittadinanza e agli operatori turistici nel corso di una serata svoltasi giovedì 23 luglio 2026, il giorno successivo alla chiusura dello stato di emergenza, durato due anni.

La sindaco Elisa Cicco ha aperto la serata precisando che l’Amministrazione comunale ha proceduto alla copertura dei New Jersey per restituire decoro a via Bich. Sul piano della sicurezza, rimane attivo il sistema di monitoraggio per controllare l’abitato e allertare in caso di circostanze analoghe. Nel progetto non sono previste le passerelle sul torrente, che saranno successivamente realizzate a carico del Comune.

L’assessore della Regione autonoma Valle d’Aosta, Davide Sapinet, ha annunciato che la Protezione civile nazionale ha da poco sbloccato il finanziamento di 7,6 milioni di euro.

Valerio Segor, capo della Protezione civile regionale, è partito dall’evento alluvionale per riepilogare quanto è già stato fatto e quanto sarà realizzato in termini di opere di presa idraulica sul torrente a monte dell’abitato.
Sono stati realizzati o in realizzazione 29 interventi per una spesa complessiva di circa 11,77 milioni di euro. La Regione ha gestito 17 interventi per 4,66 milioni (15 ultimati e 2 in progettazione), mentre il Comune ha gestito 12 interventi per 7,11 milioni di euro (9 ultimati, uno quasi ultimato e 2 in affidamento). Oltre agli interventi in somma urgenza e al supporto alla popolazione, si è proceduto al ripristino dell’acquedotto a monte e a valle dell’acquedotto di Anservigne, alla pulizia degli alvei, alla realizzazione di passerelle pedonali e al ripristino dell’illuminazione pubblica lungo via Bich. Restano ancora da realizzare gli interventi di mitigazione del rischio.

Per i danni subiti da famiglie e imprese, lo Stato ha erogato ristori immediati, liquidati nell’arco di un anno. Su 49 segnalazioni da parte delle famiglie, sono state presentate 13 domande: cinque sono state giudicate accoglibili e una è ancora da liquidare in attesa dei giustificativi. Cinque domande sono state escluse perché riferite a fabbricati non conformi alla normativa urbanistica e cinque per mancanza di perizia.
Per le imprese si registrano 47 segnalazioni, 36 domande presentate, 22 ritenute accoglibili e sei ancora da liquidare in attesa dei giustificativi. Sette domande sono state escluse per mancata interruzione dell’attività o per assenza di perizia, mentre altre sette sono state trasferite al Ministero del Turismo. La scadenza per le liquidazioni è fissata al 6 ottobre 2026.

Dodici interventi in somma urgenza hanno comportato una spesa complessiva di 2 milioni di euro.

La mitigazione del rischio idraulico sul torrente Mont-Cervin, a seguito di una serie di interlocuzioni istituzionali, ha visto l’avvio della progettazione nell’agosto 2024. Il progetto di fattibilità tecnico-economica è stato redatto nel novembre successivo. È stata quindi avviata la concertazione con l’Amministrazione comunale per gli aspetti di dettaglio dell’area urbanizzata.
La procedura di richiesta di finanziamento al MASE è stata avviata il 24 aprile 2025. La valutazione tecnica positiva da parte dell’Autorità distrettuale di Bacino del fiume Po (AdBPo) è pervenuta il 23 maggio 2025. La richiesta del Commissario ODCPC (lo stesso Segor) per l’inserimento dell’intervento di tipo D nel Piano risale a giugno 2025. La comunicazione del MASE relativa all’intesa per il finanziamento è giunta nell’ottobre 2025. Si è quindi verificato un rilevante problema di comunicazione tra il MASE e la Protezione civile.

Paolo Ropele, dirigente della Struttura regionale opere idrauliche, ha proseguito spiegando che, nel novembre 2025, il Dipartimento nazionale della Protezione civile ha escluso l’intervento. È stata quindi avviata la verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale (VIA). Tale verifica si è conclusa nel marzo 2026, escludendo la necessità di procedere con la VIA. Il decreto di finanziamento del MASE è pervenuto nel maggio 2026. La conferenza dei servizi relativa al PFTE (progetto di fattibilità tecnico-economica) per l’acquisizione dei pareri si è svolta nel giugno 2026, mentre l’avvio delle procedure espropriative è avvenuto nel luglio 2026 ed è attualmente in corso.
Si prevede di approvare il PFTE nell’agosto 2026, avviare la gara per la progettazione esecutiva tra agosto e settembre 2026, disporre del progetto esecutivo entro dicembre 2026, affidare i lavori nel primo trimestre 2027 e avviarli nel secondo trimestre 2027.

Il progettista Alberto Fioroni ha illustrato il progetto, evidenziando la previsione di alcune aree di trattenuta in prossimità dell’attraversamento della pista 5, con un miglioramento delle condizioni di deflusso nell’abitato fino alla confluenza con il Marmore, al limite dell’area urbanizzata. Le opere esistenti saranno integralmente demolite e ricostruite.

Quello del 2024 è stato un evento eccezionale, con un’intensità di precipitazione registrata solo una volta ogni 100 anni. In quel periodo si registrava inoltre una particolare condizione nivale, con neve diffusa oltre i 2.800 metri. La fusione improvvisa ha mobilizzato circa 120.000 metri cubi di materiale dalle pendici a monte della pista 5: circa 100.000 metri cubi si sono depositati sulla piana sospesa del tratto intermedio della pista, contribuendo a salvaguardare l’abitato. Nell’area urbana sono stati movimentati circa 50.000 metri cubi di detriti, di cui 15.000 depositati, mentre il resto è defluito a valle.

Sono state divelte le passerelle di attraversamento del torrente e si è verificata un’importante ostruzione in corrispondenza del ponte di via Carrel, che ha provocato l’esondazione sulle strade adiacenti.

Gli obiettivi progettuali prevedono l’aumento della capacità di trattenuta dei detriti a monte, mediante la realizzazione di due vasche dedicate, e il ripristino in sicurezza del tratto del torrente Mont-Cervin che attraversa l’abitato. La vasca più vicina al paese avrà una capacità di 12.200 metri cubi. Le briglie selettive saranno visibili solo da vicino.
La vasca a monte avrà una capacità di 21.700 metri cubi e sarà poco visibile, sfruttando un avvallamento naturale.
Per la realizzazione delle vasche è previsto un esubero di oltre 20.000 metri cubi di materiale. È stata individuata una soluzione di riutilizzo sostenibile: Cervino SpA prevede infatti la realizzazione di uno snow park sopra Plan Maison, nel 2027, per il quale i materiali di riporto proverranno proprio da questi scavi.

L’accesso alle vasche sarà garantito da una nuova pista permanente di circa 100 metri, evitando il transito nel centro abitato e rispettando i limiti di tonnellaggio di via Giomein.

All’interno dell’abitato è previsto il completo rifacimento delle arginature, attualmente ammalorate, e del fondo alveo, con l’eliminazione dei salti esistenti che favorivano il deposito anziché il deflusso dei detriti. In corrispondenza della curva in prossimità dell’attraversamento di via Carrel, l’alveo sarà approfondito di circa 1,2 metri, rispetto all’attuale pendenza dell’1,5%.
Il nuovo impalcato avrà una struttura leggermente arcuata, una larghezza di 4,5 metri e una destinazione pedonale, pur garantendo il passaggio dei mezzi di emergenza, sgombero neve e raccolta rifiuti. La realizzazione richiederà circa due mesi di lavori e, durante il cantiere, è prevista la realizzazione di una passerella pedonale a monte.

Dal pubblico è stata avanzata la proposta di valutare il mantenimento del ponte sgelo tramite serpentine elettriche.

Saranno riposizionate quattro delle cinque passerelle precedentemente esistenti.

La sponda destra sarà sopraelevata rispetto alla sinistra, in modo da favorire, in caso di esondazione, il deflusso verso l’area non urbanizzata. A valle del campetto, un’opera di arginatura proteggerà l’abitato sottostante. Tale muratura in cemento armato sarà dotata di una finitura architettonica curata e integrata con elementi di arredo urbano.

La durata dei lavori è stimata in 12 mesi, distribuiti su due stagioni estive. Il primo lotto prevede una spesa di poco inferiore ai 4 milioni di euro, mentre gli interventi in ambito urbano avranno un costo di poco superiore ai 4 milioni di euro.

L’intervento è progettato per garantire la protezione di Breuil-Cervinia anche rispetto a eventi di intensità superiore a quello verificatosi nel 2024.

Durante i lavori, è stato annunciato che via Bich sarà chiusa al traffico, con transito consentito a senso unico alternato su metà carreggiata, garantendo comunque il passaggio pedonale e l’operatività delle attività prospicienti.

pubblico serata ripristini breuil-cervinia
Il pubblico presente alla presentazione dei ripristini post alluvione a Breuil-Cervinia, il 23 luglio 2026

FAQ

Quali opere saranno realizzate per mettere in sicurezza Breuil-Cervinia?
Il progetto prevede due vasche di trattenuta dei detriti a monte dell’abitato, il rifacimento completo dell’alveo e delle arginature del torrente Mont-Cervin, la ricostruzione del ponte di via Carrel e di quattro passerelle, oltre a nuove opere di protezione idraulica progettate per fronteggiare eventi anche più intensi dell’alluvione del 2024.

Quando inizieranno i lavori?
Dopo l’approvazione del progetto di fattibilità nell’agosto 2026 e la progettazione esecutiva entro la fine dell’anno, i lavori saranno affidati nel primo trimestre 2027 e partiranno nel secondo trimestre 2027. La durata prevista del cantiere è di circa 12 mesi distribuiti su due stagioni estive.

Quanto valgono gli interventi e come sono finanziati?
Gli interventi già realizzati o in corso dopo l’alluvione ammontano a circa 11,8 milioni di euro. Per le opere di mitigazione del rischio idraulico è stato inoltre sbloccato un finanziamento statale di 7,6 milioni di euro, destinato alla realizzazione delle nuove infrastrutture di protezione del torrente Mont-Cervin.

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