La Lipu Valle d’Aosta (Lega italiana Protezione Uccelli) ha inviato una lettera aperta agli orginaizzatori della Festa di San Giorgio e Giacomo, mercoledì 29 luglio 2026.
Vi si chiede «di sostituire, dalla prossima edizione, i tradizionali fuochi d’artificio ad alta rumorosità con un finale a minore impatto acustico e ambientale».
Secondo la Lipu, «Il problema non sono la luce, i colori o il desiderio di concludere la manifestazione con un momento spettacolare. Il problema sono i boati improvvisi e violentissimi, percepiti dagli animali come un pericolo immediato […].
Negli uccelli selvatici i botti possono provocare panico, involi notturni improvvisi, perdita dell’orientamento, collisioni con edifici, vetrate, cavi e altre infrastrutture, oltre a un forte e inutile dispendio di energie. In uno studio condotto su alcuni uccelli, la frequenza cardiaca è passata da circa 50 a 170 battiti al minuto durante i fuochi. Nelle forme acute l’animale può morire quasi immediatamente per miocardiopatia, ovvero danno iperacuto con infarti e necrosi della muscolatura cardiaca che portano all’arresto cardiocircolatorio.
Altre ricerche effettuate mediante radar meteorologici hanno documentato l’involo contemporaneo di centinaia di migliaia di uccelli, rimasti in movimento per almeno 45 minuti e arrivati a volare a centinaia di metri di altezza.
Per i piccoli passeriformi, per gli animali giovani e per gli uccelli che riposano nei dormitori collettivi o si trovano ancora nel periodo riproduttivo, una fuga notturna disordinata può avere conseguenze particolarmente gravi. La stessa LIPU ha più volte richiamato il rischio di ferimenti e decessi causati dal disorientamento, dalle collisioni e dal panico generalizzato».
Ma «Il disagio non riguarda soltanto l’avifauna. Anche cani, gatti, cavalli e altri animali domestici possono tentare di fuggire, smarrirsi o ferirsi. I boati possono inoltre provocare paura e sofferenza nelle persone anziane, nei bambini molto piccoli e in quanti presentano una particolare sensibilità ai rumori improvvisi».
Lipu segnala inoltre che «I fuochi d’artificio producono PM10, PM2,5, nanoparticelle, carbonio e residui di metalli utilizzati per ottenere i diversi effetti cromatici. Studi sulla qualità dell’aria hanno misurato aumenti significativi di queste sostanze nelle ore successive agli spettacoli pirotecnici, soprattutto in condizioni atmosferiche sfavorevoli alla dispersione degli inquinanti».
Come soluzione minima e transitoria, Lipu sostiene che «si potrebbero utilizzare esclusivamente fuochi a ridotto impatto acustico, privi degli artifici a prevalente effetto detonante, prevedendo nel capitolato limiti sonori verificabili, una durata contenuta e precise garanzie tecniche. Non sarebbe una soluzione priva di conseguenze, ma rappresenterebbe comunque un miglioramento rispetto ai fuochi tradizionali. D’altronde lo stesso Comune di Aosta ha proibito i botti di fine e inizio anno!».