Vai al contenuto

I tesori di Ayas 2026

I tesori di Ayas 2026 (©Ripartire dalle Cime Bianche) - Vallone Cime Bianche con Gran Lago

L’Associazione Ripartire dalle Cime Bianche promuove due iniziative dedicate alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio storico e geologico della Val d’Ayas, con l’obiettivo di approfondire aspetti identitari del territorio attraverso la ricerca scientifica e la divulgazione.

Il primo appuntamento è in programma venerdì 7 agosto 2026 alle ore 21, nella sala dei Vigili del Fuoco di Champoluc, dove saranno presentati i risultati del censimento dei manufatti in pietra ollare presenti nel territorio comunale di Ayas. L’indagine ha permesso di realizzare una documentazione capillare di questi elementi della cultura materiale locale, offrendo una fotografia aggiornata e affidabile di un patrimonio storico diffuso. Secondo i promotori, il lavoro costituisce anche «la costruzione di un patrimonio collettivo, un tassello nella memoria storica del territorio ayassino», destinato a rappresentare un contributo importante per la conoscenza e la valorizzazione della comunità.

Giovedì 13 agosto, sarà invece proposto un percorso geologico ad anello nel Vallone delle Cime Bianche, con partenza da Saint-Jacques. L’escursione, alla quale si partecipa su prenotazione obbligatoria (entro l’11 agosto, contattando Chiara Bonin al 3395312350 o Marcello Dondeynaz al 3355412512) , consentirà di scoprire le peculiarità geologiche di un’area considerata unica nell’arco alpino. Escursione gratuita per under 15 anni e con quota di 10 euro a persona per gli adulti.

Il Vallone delle Cime Bianche conserva infatti testimonianze dell’antico oceano che ha dato origine a questa porzione delle Alpi. Già negli anni Novanta il geologo Giorgio Vittorio Dal Piaz ne aveva proposto la tutela attraverso l’istituzione del Parco dell’Oceano Perduto, evidenziandone l’eccezionale valore scientifico. Nel vallone si ritrovano infatti, in uno spazio limitato, tutti gli elementi costitutivi del fondo oceanico – serpentiniti del mantello, gabbri e basalti della crosta oceanica, oltre agli antichi sedimenti – distribuiti su tre livelli ben distinti e caratterizzati da associazioni mineralogiche di particolare chiarezza. Una combinazione di caratteristiche che, secondo l’associazione, non trova riscontro in nessun altro luogo delle Alpi.

Pubblicato / aggiornato il 04/08/2026 alle 11:06
Visualizzato volte
Categoria: Cultura