Nuova vita per il mulino di Prariond a Valgrisenche
(©Pro Loco Valgrisenche) -
Il Mulino di Prariond a Valgrisenche
Venerdì 31 luglio 2026, in occasione del patrono del villaggio Saint Germain, si sono aperte le porte del mulino di Prariond a Valgrisenche, recentemente restaurato grazie al co-finanziamento dei fondi PnRR.
L’architetto Elisabetta Comin ha presentato i lavori di recupero del fabbricato: si è trattato di un intervento di risanamento conservativo di un edificio di piccole dimensioni, a pianta rettangolare e parzialmente crollato, con una copertura a due falde.
Nel corso dell’incontro si è inoltre dato conto delle notizie storiche acquisite sul fabbricato e sul suo utilizzo nel passato.
Costruito sopra il torrente omonimo, che costeggia il villaggio verso nord, la presenza del mulino di Prariond risulta già documentata, unica in tutta la valle, in una antica cartografia risalente al 1734. Tale cartografia, presente negli archivi del Comune di Valgrisenche nonché negli archivi storici della Regione autonoma Valle d’Aosta, fu commissionata per dirimere una controversia sui confini di proprietà, presentando il territorio e i principali punti di interesse – strategico, logistico, economico – da Planaval alla testata della Valgrisenche.
Nel 1809 il mulino figura tra i dieci mulini ad acqua in attività nella Valgrisenche, ridottisi (per abbandono e/o distruzione per calamità naturali) a n. 7 nel 1865, ed a n. 5 nel 1933. Il mulino di Prariond funzionava per circa un mese l’anno e produceva dai tre ai quattro quintali di segale, per ognuna delle sei famiglie utilizzatrici.
Nell’ambito di un’indagine del 1865 richiesta dalla Prefettura di Torino, il mulino di Prariond attribuito in proprietà a Isidoro Vierin e a tutt’oggi è ancora la famiglia Vierin, con i relativi eredi, a detenerne la comproprietà.
Si tratta dell’unico “sopravvissuto” degli antichi mulini di Valgrisenche – un motivo in più per averne cura.
Pubblicato / aggiornato
il 04/08/2026 alle 08:33
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Categoria:
Cultura