L’Assemblea di Cva approva il Bilancio 2025 e nomina i nuovi vertici
(©Cva S.p.A.) -
La sede operativa di Cva S.p.A. a Châtillon.
L’Assemblea di Cva Spa, venerdì 21 agosto 2026, ha approvato il Bilancio di esercizio, le modifiche statutarie e, su designazione della Giunta regionale, ha nominato i nuovi componenti del Consiglio di Amministrazione.
Alla guida della società sono stati indicati Monica De Virgiliis, nel ruolo di presidente del Consiglio di Amministrazione, e Giovanni Gianfilippo Mancini, nel ruolo di amministratore delegato.
Monica De Virgiliis, ingegnera elettronica, è stata fino al 2025 presidente di Snam Spa, società quotata, leader a livello mondiale nel settore delle infrastrutture energetiche.
Gianfilippo Mancini, manager di lunga esperienza, per circa 8 anni ha ricoperto le cariche di amministratore delegato e direttore generale di Sorgenia, tra le più grandi aziende che operano sul mercato libero dell’energia elettrica e del gas naturale; attualmente è senior advisor della banca d’investimento Equita Spa.


Completano il Consiglio di Amministrazione: Patrick Actis Perinetto, avvocato, esperto in materia di compliance antitrust e di regolamentazione dei settori energetici e dei servizi a rete; Helga Garuzzo, avvocato, partner dello studio legale Pavesio e associati di Torino, attuale consigliere indipendente di Banca Sella; Alessandra Ferrari, general counsel, con una lunga esperienza di responsabile degli affari legali in società multinazionali e quotate, anche operanti nel settore dell’energia; Stefano Distilli, commercialista e revisore dei conti, già Presidente della Cassa nazionale di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti e da ultimo Presidente del consiglio di amministrazione di Sitrasb Spa, Laura Broccardo, docente di Economia aziendale all’Università di Torino.
L’Assemblea ha anche approvato alcune modifiche statutarie, con lo scopo di dotare la società di nuovi strumenti di governance, in un’ottica di equilibrio dei rapporti con il socio unico.
«Il bilancio approvato conferma la solidità di Cva e restituisce un risultato positivo, che va riconosciuto – dichiara Marco Linty, presidente di Finaosta –. Occorre però leggerlo con equilibrio e senso di responsabilità, tenendo conto del contesto in cui è maturato: l’andamento del mercato dell’energia ha inciso positivamente sui risultati dell’intero settore. Il confronto con altre realtà comparabili mostra che esistono ancora margini di crescita e di miglioramento. Per questo, la nuova governance sarà chiamata a lavorare con visione industriale, rigore gestionale e attenzione alla valorizzazione piena del potenziale di CVA. In questa fase, anche alla luce del nuovo quadro che si apre sulle concessioni idroelettriche, sarà fondamentale rafforzare il ruolo della società come strumento di sviluppo per la comunità valdostana, capace di generare valore, sostenere investimenti e accompagnare le scelte strategiche del territorio con competenza e responsabilità».
«Cva rappresenta un asset strategico per la Valle d’Aosta – sottolinea il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta, Renzo Testolin – non soltanto per il suo valore economico e industriale, ma anche per il ruolo che svolge nello sviluppo sostenibile del territorio e nella transizione energetica. Le nuove nomine e le modifiche statutarie approvate rispondono all’esigenza di garantire alla società competenze qualificate e strumenti di governance adeguati, con attenzione alla solidità dell’impresa, alla qualità degli investimenti e alla ricaduta positiva per la comunità valdostana. A nome mio personale e della Giunta ringrazio il presidente, l’Amministratore delegato e i consiglieri uscenti per l’impegno e per il lavoro svolto, augurando buon lavoro ai nuovi componenti designati».
Per CVA si apre una nuova fase: una fase che guarda al consolidamento del suo posizionamento nel mercato di riferimento, alla qualità degli investimenti e alla piena valorizzazione del ruolo della società nel sistema energetico regionale e nazionale.
La lettera aperta di Ezio Roppolo
Anteriormente alla nomina, lunedì 17 agosto 2026, Ezio Roppolo ha scritto una lettera aperta a coloro che saranno chiamati a guidare Cva SpA: «Chi scrive il presente messaggio al neo eletto CdA è un cittadino consapevole dell’importanza, sia del Vostro nuovo incarico, sia soprattutto della Società che state prendendo in carico. CVA è LA fondamentale infrastruttura per i circa 130.000 residenti in questa Regione, in ultima analisi i vostri datori di lavoro in quanto proprietari dell’impresa. Sono una persona che ha contribuito alle lotte sviluppate in questi ultimi dieci anni per correggere situazioni molto discutibili nella gestione dell’azienda. Faccio riferimento, ad esempio, alla vicenda delle “turbine cinesi”, alle quasi 5000 firme presentate al Presidente della Regione per contrastare l’ipotesi di vendita della società e/o della sua quotazione in Borsa, ma anche al cambiamento di Vision e Mission iniziali deciso inopinatamente dal management aziendale e alla “ripulitura” di mezzo miliardo di riserve ad opera del socio unico. Non a caso, infatti, questo è il terzo cambio dei vertici nell’arco di una decade.
Una Società il cui nucleo vitale è il settore della produzione idroelettrica, un business davvero fantastico in termini di redditività, in un mercato strettamente oligopolistico, non concorrenziato: un business gestibile anche da un team dirigenziale di media levatura. Una Società che ha però attraversato troppi anni in una specie di limbo, nell’attesa della decisione a livello di Governo centrale e di un vuoto di responsabilità voluto dalla maggioranza regionale permettendo almeno ufficialmente ai vertici aziendali di fare il bello e il cattivo tempo. Ora che la decisione c’è (pare) e tutti i politici ne vogliono il merito con motivazioni spesso ridicole, il limbo rimane, almeno per un altro anno.
Dato che la stampa informa di un processo selettivo ampio e basato sul merito, noi cittadini ci attendiamo che siate un vero team e di altissimo livello, in grado di realizzare un exploit e non solo di “fare soldi” come chi vi ha preceduto. Quello di cui i valdostani hanno davvero bisogno è, tornando alla Vision originale di mettere in atto la Mission: fare di questa Regione un territorio energeticamente autonomo e completamente decarbonizzato: i numeri dicono che è possibile. Un decennio è stato perduto a causa della “insipienza” politica… ma, con veri top manager, si può recuperare!
Con sinceri auguri di buon lavoro».
Il commento di Alleanza Verdi e Sinistra
Poche ore prima dell’annuncio delle nomine, Alleanza Verdi e Sinistra ha scritto: «Nel giro di un anno tutto il management che aveva gestito CVA per quattro anni e con ambiziosi programmi è stato azzerato. L’anno scorso sono stati cambiati il Presidente e tre consiglieri, quest’anno anche l’Amministratore delegato.
Un cambiamento radicale e necessario, visto che la conduzione della società nel quadriennio 2022-2025 è stata caratterizzata non solo da strategie che Rete civica – Alleanza Verdi e Sinistra Valle d’Aosta ha sempre ritenuto sbagliate e dannose, ma anche da comportamenti gestionali che presentavano grosse criticità. Tanto da determinare l’avvio, già nel 2024, di una indagine della Corte dei Conti, da indurre Finaosta ad una verifica della gestione e del bilancio 2025 e, pare […], a consigliare un cambiamento. La completa sostituzione del CdA e dell’Amministratore delegato era a questo punto inevitabile. Ma le criticità strategiche e gestionali non si risolvono solo scegliendo altri amministratori: è fondamentale soprattutto un mutamento negli indirizzi politici da parte di chi è proprietario di CVA, cioè la Regione e Finaosta. In questi anni il Presidente Testolin e la sua Giunta hanno rinunciato a esercitare un ruolo di indirizzo e di controllo nei confronti di CVA, ed hanno quindi, in sostanza, le stesse responsabilità degli amministratori azzerati. Se non si parte da questa constatazione e dalla necessità che la Regione riprenda il suo compito di indirizzare e controllare, anche rivedendo la normativa vigente, la situazione non cambierà e CVA sarà sempre meno un bene comune dei valdostani. E’ la politica che deve stabilire qual è il vero ruolo di CVA, cioè decidere se si vogliono rispettare e tornare a perseguire gli obiettivi fondamentali delle origini, o se ci si vuole avventurare in ambiziosi e onerosi progetti a livello nazionale in concorrenza con altre grandi società operanti nel settore energetico.
AVS ritiene che CVA debba tornare ad essere un bene della comunità valdostana, che opera per fornire energia a costi contenuti alle famiglie ed alle imprese locali, e che inoltre lavora attivamente per la transizione energetica della nostra regione. In questo modo CVA avrà la possibilità di ottenere il rinnovo delle 29 concessioni idroelettriche di prossima scadenza, che è questione essenziale.
Altre strade, come quella imboccata nel quadriennio 2022-2026, sono avventure pericolose».
Pubblicato / aggiornato
il 21/08/2026 alle 12:21
Categoria:
Economia e Lavoro