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Aosta Pride 2026

Aosta Pride 2026 (©Alex Rose) - L'Aosta Pride 2024

Aosta Pride torna nel calendario della città con una settimana di appuntamenti dedicati alla cultura queer, che accompagnerà la parata di sabato 26 settembre. La Pride Week si svolgerà da sabato 19 a venerdì 25 settembre, con nove appuntamenti tra teatro, cinema, arte, incontri e laboratori.

Il tema dell’edizione 2026 è A cresta alta, rappresentato dal galletto valdostano reinterpretato con i colori arcobaleno. L’immagine richiama i tre pilastri indicati dal Comitato Aosta Pride: transfemminismo, antifascismo e intersezionalità.

Il programma

Sabato 19 settembre la Pride Week si apre alle 10 alla Bocciofila del Quartiere Cogne con Identità in movimento, laboratorio di scrittura creativa ed espressione corporea per bambinə dagli 8 ai 12 anni, a cura dell’associazione Forme Vitali. Alle 21, al Teatro Plus, Matteo Fallica presenta lo spettacolo di stand-up comedy Troppo noi!.

Domenica 20 settembre, alle 15, nel Salone della Biblioteca Ida Desandré di viale Europa, la Compagnia teatrale Palinodie propone Portraits, laboratorio teatrale dedicato alla lettura, interpretazione e messa in scena di testi queer.

Martedì 22 settembre, alle 21 al Teatro Plus, appuntamento con Cinequeer, proiezione di cortometraggi realizzata in collaborazione con il Lovers Film Festival di Torino. Saranno presenti il direttore Angelo Acerbi e il programmer Alessandro Uccelli.

Mercoledì 23 settembre alle 9.15, al Teatro Plus, l’antropologa Cristina Cassese incontrerà le scuole superiori nell’ambito di Be the moment: adolescenza, istruzioni per l’uso.

Dalle 15 alle 19, nella nuova sede dell’Università della Valle d’Aosta, sarà inoltre possibile visitare l’installazione sonora immersiva Caro diario, a cura dell’associazione Creature Montane. Alle 18, sempre in Università, si svolgerà Il diritto di essere famiglie, con l’avvocato di Rete Lenford Valentina Pontillo e l’assessora del Comune di Torino e attivista Chiara Foglietta, in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati e con la partecipazione dell’Ordine degli psicologi della Valle d’Aosta.

Giovedì 24 settembre, alle 14.30 alla Biblioteca Ida Desandré, il laboratorio di attivismo creativo Pimp my Pride permetterà di preparare cartelli e striscioni per la parata.

Venerdì 25 settembre, alle 21 al Teatro Giacosa, la Pride Week si chiude con Cominciamo male e addio buoni propositi, spettacolo teatrale del duo drag Karma B.

La parata

Sabato 26 settembre sarà la giornata della Parata Aosta Pride 2026. Il ritrovo è fissato alle 14.30 in Piazza Arco d’Augusto. Percorso, ospiti e programma della giornata saranno presentati nel corso di una conferenza stampa nel mese di settembre.

Tutti gli appuntamenti della Pride Week sono a ingresso libero; per alcuni è consigliata o obbligatoria la prenotazione. Per le classi delle scuole superiori interessate all’incontro «Be the moment» è possibile iscriversi scrivendo ad aosta@arcigay.it.

L’edizione 2026 è realizzata con il supporto e il patrocinio del Comune di Aosta e della Consigliera di Parità della Regione autonoma Valle d’Aosta, con il patrocinio di CELVA e dell’Università della Valle d’Aosta e in collaborazione con Piemonte VDA Pride, nell’ambito del percorso verso EuroPride Torino 2027. Info e prenotazioni su aostapride.it.

Fratelli d’Italia contesta i contributi pubblici

Con una nota diffusa mercoledì 26 agosto 2026, Fratelli d’Italia Vd’A contesta la scelta del Comune di Aosta di sostenere, con quasi 7mila euro di risorse pubbliche, gli eventi culturali collegati all’Aosta Pride 2026. Una decisione che, secondo il partito, non può essere presentata come un semplice sostegno a una manifestazione culturale,ma assume un preciso significato politico.

La documentazione quantifica in 6.999,04 euro le spese proposte dal comitato promotore dell’evento a carico del Comune, attraverso il pagamento diretto delle diverse prestazioni.

Nel dettaglio sono previsti:
• 1.500 euro+IVA per lo spettacolo Cominciamo Male delle drag queen Karma B;
• 1.500 euro+IVA per uno spettacolo di un comico bolognese Matteo Fallica.

A questi si aggiungo 3.424,54 euro (IVA inclusa) per il service tecnico del teatro e 274,50 euro per l’assistenza tecnico-informatica all’Università della Valle d’Aosta.

«Checché se ne dica, la manifestazione non è meramente culturale ma ha un fortissimo carattere politico. Se non bastasse l’evidenza dei temi trattati, si può aprire il sito dell’evento e scorrere sul menù a tendina: si troverà un interessantissimo “manifesto politico”. Qualcuno dovrà rispondere molto bene sull’opportunità di sostenere, con i soldi di tutti i contribuenti, una manifestazione innegabilmente politica nello stesso anno in cui per una importante tradizione come i Carnavals de Montagne non si sono trovate risorse”. Lo sostiene Giuseppe Manuel Cipollone, capogruppo di Fratelli d’Italia Vd’A nel Consiglio comunale di Aosta.

Per Fratelli d’Italia la questione è netta: a essere contestata non è la libertà delle persone ma la scelta dell’Amministrazione di utilizzare risorse per sostenere  una manifestazione caratterizzata da contenuti e posizioni ideologiche chiare.

Secondo Fd’I, è proprio l’impiego di risorse pubbliche a rendere necessaria una valutazione politica della scelta: «una cosa è garantire le condizioni affinché ciascuno possa manifestare le proprie idee. Altra cosa è decidere che quelle idee e quella specifica manifestazione debbano essere patrocinate e sostenute economicamente con il denaro di tutti», aggiunge Cipollone.

La risposta del Comune di Aosta

La risposta del Comune di Aosta arriva nel giro di poche ore: «l’Amministrazione comunale ritiene opportuno chiarire il senso della propria scelta. Per questa Amministrazione tutte le persone e tutte le identità hanno eguale dignità e valore. Non esistono cittadine e cittadini i cui diritti, la cui libertà o la cui possibilità di essere rappresentati nello spazio pubblico siano meno meritevoli di attenzione da parte delle istituzioni.
Il Pride ha certamente anche una dimensione politica, nel significato più alto del termine. Nasce da una storia di rivendicazione di diritti, di contrasto alle discriminazioni e di richiesta di piena cittadinanza. Questo non lo rende una manifestazione di partito, né rende improprio che un’Amministrazione pubblica sostenga iniziative culturali dedicate alla conoscenza, al confronto, alla libertà e al rispetto delle differenze.
Il sostegno del Comune riguarda infatti una parte della programmazione culturale della Pride Week, composta da spettacoli teatrali, stand-up comedy, cinema, incontri e laboratori che attraversano diversi luoghi della città. È una scelta trasparente e pienamente rivendicata. Riteniamo che anche attraverso la cultura una comunità possa interrogarsi, conoscersi meglio e contrastare stereotipi, discriminazioni e pregiudizi.
L’utilizzo di risorse pubbliche implica certamente delle scelte. Ed è precisamente responsabilità della politica compierle e spiegarle. Tra le priorità di questa Amministrazione vi sono anche la promozione dei diritti civili, delle pari opportunità, dell’inclusione e del rispetto di ogni persona.
Sono obiettivi che consideriamo parte integrante della costruzione di una città nella quale chiunque possa sentirsi riconosciuto e libero di vivere la propria identità
».

Nella questione intervengono anche i consiglieri regionali Tuccari e Domanico

Con una nota, sulla questione intervengono anche i consiglieri regionali Massimiliano Tuccari e Aldo Domanico: «La risposta della Giunta comunale di Aosta non chiude la questione sollevata sul finanziamento dell’Aosta Pride. Al contrario, chiarisce definitivamente un punto: siamo di fronte a una scelta che l’Amministrazione stessa rivendica come politica. Proprio per questo riteniamo che il confronto debba ora uscire dalla contrapposizione tra maggioranza e opposizione e riguardare direttamente la comunità aostana.
Nessuno di noi ha mai messo in discussione la dignità delle persone, la loro libertà, la loro identità o il diritto di manifestare. Confondere questi principi con la valutazione sull’impiego delle risorse pubbliche significa rispondere a una contestazione che non abbiamo formulato. Riconoscere e tutelare un diritto non comporta automaticamente che un’Amministrazione debba finanziare una determinata manifestazione, i suoi artisti o i servizi ad essa collegati.
[…] Una manifestazione che assume esplicitamente posizioni politiche su una pluralità di temi controversi non può essere automaticamente considerata rappresentativa dell’intera comunità. Per questo la domanda non riguarda il diritto degli organizzatori a esprimersi, ma la responsabilità dell’Amministrazione nel motivare perché il sostegno economico a quella specifica iniziativa costituisca un interesse pubblico sufficientemente generale e una priorità nell’utilizzo delle risorse disponibili.
[…] Per questo riteniamo che, dopo le polemiche di questi giorni, la questione possa essere ricondotta a un principio molto semplice: i diritti delle persone si rispettano; la libertà di manifestare si tutela; le scelte politiche sono legittime. Ma il denaro pubblico appartiene alla comunità e chi lo amministra deve essere sempre in grado di spiegare alla comunità perché, come e secondo quali criteri ha deciso di utilizzarlo
».

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Pubblicato / aggiornato il 27/08/2026 alle 15:40
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Categoria: Tempo libero