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Consiglio comunale a Valtournenche il 27 agosto 2026

Consiglio comunale a Valtournenche il 27 agosto 2026 (©Comune di Valtournenche) - Il Consiglio comunale di Valtournenche riunito il 27 agosto 2026

Il Consiglio comunale di Valtournenche si è riunito giovedì 27 agosto 2026.

In apertura, sono stati approvati i verbali della seduta precedente.

È stata quindi adottata all’unanimità la modifica e revisione alla cartografia dei terreni sedi di frane e a rischio inondazioni. Il documento è stato illustrato dal referente dell’Ufficio tecnico. Ha spiegato che la modifica è conseguenza dell’Accordo di Programma sottoscritto con Regione autonoma Valle d’Aosta e Cervino SpA. La società ha richiesto di procederei tal senso funzionalmente alla realizzazione del nuovo impianto 3S The One. La nuova partenza è infatti prevista accanto al torrente Marmore,  in area che studi recenti indicano come inedificabile. È stata nuovamente investigata la frana di Fallinère e le risultanze sono già state condivise con la Regione anche se, formalmente, saranno trasmesse solo a seguito di questa approvazione consiliare.
La sindaco Elisa Cicco ha precisato che il Comune ha chiesto alla Regione di realizzare – in parallelo con l’intervento di realizzazione dell’impianto di risalita – un vallo a protezione dell’abitato. In questo modo, il rischio idrogeologico sarà ridotto e, successivamente, la condizione di inedificabilità potrà essere rivalutata.
Il capogruppo di opposizione Roberto Avetrani ha preso atto di quanto riferito (e che era stato anticipato in uno specifico incontro).  Ha annunciato voto favorevole pur con alcune osservazioni, che ha letto in aula: «Ci troviamo oggi di fronte alla necessità di adottare una importante variante alla cartografia dei terreni sedi di frane, inondazioni e valanghe ai sensi della legge regionale numero 11/98. Si tratta di un atto dovuto, in considerazione degli studi che la società Cervino ha condotto e che hanno messo in evidenza l’esistenza di pericoli concreti di frane e inondazioni a monte della località di Breuil-Cervinia. Pericoli testimoniati dalle nuove mappe delle cosiddette “zone rosse” che si aggiungono a quelle derivanti dai fenomeni alluvionali del giugno 2024 e che riguardano una buona parte dell’abitato esistente, oltre a una specifica area in precedenza destinata a futura edificazione con lo strumento del PUD.
Questa è una realtà di fatto con cui la nostra comunità deve confrontarsi oggi, in attesa che vengano meglio definite sia le opere di mitigazione sul torrente Cervino […] sia quelle relative al bacino del torrente Marmore […] al fine di salvaguardare almeno il tessuto urbanistico esistente e di conseguenza la vita e l’attività degli abitanti di Breuil-Cervinia. Per questo prendiamo atto con favore che l’Accordo di programma […] prevede […] la realizzazione di opere specifiche di mitigazione del rischio idrogeologico del torrente Marmore che dovrebbero portare a una rapida revisione in senso positivo degli ambiti inedificabili oggi bloccati.
Ciò detto, dobbiamo rinnovare la sollecitazione di poter disporre quanto prima possibile dei progetti esecutivi delle opere di mitigazione del pericolo idrogeologico anche sul torrente Cervino; […] a oltre 2 anni dal fenomeno alluvionale […].
Infine, le opere previste per mettere in sicurezza la località da fenomeni sfavorevoli a carico dei bacini del torrente Cervino e Marmore non possono farci dimenticare che altri punti di fragilità idrogeologica interessano il nostro territorio, citiamo per tutti la zona di Cielo Alto. […] Crediamo che gli studi e le successive opere di mitigazione necessarie dovranno tenere conto della complessità della situazione generale e che siano perciò adeguate a dare risposte durature nel tempo per garantire almeno la sicurezza degli insediamenti esistenti. […] Così come crediamo importante ribadire alla maggioranza che nel corso dell’iter di revisione degli strumenti urbanistici, la popolazione intera venga direttamente coinvolta e resa consapevole sia delle problematiche sia delle possibili soluzioni
».
La sindaco Cicco ha replicato: «Gli incontri con i referenti delle zone coinvolte, finalizzati a spiegare la situazione, sono già iniziati, poiché le informazioni devono pervenire loro direttamente dall’Amministrazione». 

Il Comune fornisce chiarimenti

Venerdì 28 agosto, il Comune di Valtournenche ha diffuso una nota per integrare le informazioni fornite in Consiglio, allo scopo di inquadrare correttamente la vicenda.

Il Comune riferisce che «Dagli ultimi studi geologici condotti dalla società Cervino SpA nell’ambito delle attività di progettazione del nuovo impianto funiviario 3S Cervino-The One, concertati con la Regione autonoma Valle d’Aosta, è emersa la necessità di modificare le cartografie degli ambiti inedificabili, approvate nel 2015. Gli approfondimenti effettuati hanno evidenziato, in particolare, la pericolosità della frana di Fallinère, situata a monte dell’abitato di Breuil-Cervinia, confermando la necessità di un aggiornamento delle perimetrazioni di rischio.
La revisione delle cartografie comporta, in particolare, l’inserimento di alcune porzioni dell’edificato di Breuil-Cervinia all’interno di aree classificate a rischio medio e alto per fenomeni franosi e di inondazione. Si tratta quindi di un aggiornamento che riguarda il quadro complessivo del rischio nell’abitato, e non soltanto l’area interessata dal nuovo impianto
».

A tal proposito, la sindaco Elisa Cicco ribadisce di aver «convenuto con la Regione di realizzare – contestualmente alla costruzione del nuovo impianto di risalita, la cui ipotizzata partenza insiste in quella zona, un vallo a protezione dell’abitato».

Prosegue la nota: «Questo intervento riguarda un dossier della Regione autonoma Valle d’Aosta, distinto da quello relativo al torrente Mont-Cervin che è legato all’alluvione del giugno 2024, sul quale l’Amministrazione non ha facoltà di intervento diretto. Su questo fronte, contrariamente a quanto lascia intendere l’articolo citato, il lavoro non si è mai fermato: la progettazione è partita nell’agosto 2024, ha completato i passaggi tecnici e autorizzativi previsti (tra cui la valutazione dell’Autorità di Bacino del fiume Po e la verifica di assoggettabilità a VIA), il finanziamento statale di 7,6 milioni di euro è stato ottenuto, e i lavori sono previsti a partire dal secondo trimestre 2027. A questi si aggiungono i 29 interventi già realizzati o in corso dal 2024 a oggi, per una spesa complessiva di circa 11,8 milioni di euro tra Regione e Comune. Questi elementi sono stati presentati pubblicamente alla cittadinanza e agli operatori economici il 23 luglio scorso.
Anche sul fronte dei ristori a famiglie e imprese colpite dall’alluvione del 2024,
[…], il percorso è in itinere con tempi definiti: alla data del 23 luglio risultavano accoglibili 22 domande su 36 presentate dalle imprese e 5 su 13 presentate dalle famiglie, con le liquidazioni ancora aperte fissate in scadenza al 6 ottobre 2026».

L’Amministrazione conferma inoltre l’attenzione riservata alle ulteriori criticità idrogeologiche del territorio, inclusa la zona di Cielo Alto, precisando che «Il territorio di Breuil-Cervinia rientra infatti nel progetto regionale di studio e monitoraggio delle deformazioni gravitative profonde di versante (DGPV), approvato con deliberazione di Giunta regionale n. 1222/2023. Nell’ambito del progetto, l’Istituto nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS) effettua indagini geofisiche sul territorio comunale, funzionali a fornire ai portatori d’interesse pubblici e privati indicazioni utili alla gestione e alla manutenzione dei beni situati nelle aree interessate». L’Amministrazione ribadisce infine l’impegno, già assunto in Consiglio, a coinvolgere direttamente la popolazione nel percorso di revisione degli strumenti urbanistici, attraverso gli incontri con i referenti di zona già avviati.

Pubblicato / aggiornato il 28/08/2026 alle 17:42
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Categoria: Politica e Amministrazione