Vai al contenuto

Una serata per cambiare la narrazione sul suicidio

Una serata per cambiare la narrazione sul suicidio (©Paola Longo Cantisano) - Paola Longo Cantisano

Testimonianze, musica e condivisione saranno al centro dell’incontro Cambiare la narrazione – Aprirsi al dialogo, in programma mercoledì 9 settembre 2026, dalle ore 18.30, negli spazi Plus di Aosta.

L’appuntamento è organizzato da Il Mandorlo Fiorito, sezione dell’Odv Grand-Paradis dei Volontari del soccorso, in collaborazione con l’Assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione autonoma Valle d’Aosta, nell’ambito del Tavolo interistituzionale per la prevenzione del suicidio, con il Comune di Aosta e Plus. L’incontro cade alla vigilia della Giornata internazionale per la prevenzione del suicidio, istituita ogni anno il 10 settembre dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e nasce con l’obiettivo di affrontare il tema superando silenzio, stigma e pregiudizi, mettendo al centro le persone e le loro esperienze.

Nel corso della serata sarà ripercorso, anche attraverso un video, il percorso dei primi quattro anni di attività del Mandorlo Fiorito sul territorio, caratterizzati da incontri, iniziative, testimonianze e impegno, nel corso dei quali l’associazione, supportata dall’Assessorato, ha scelto di parlare di suicidio liberamente e fuori dagli schemi.

Seguirà il dialogo tra Francesca Contessini, pedagogista ed educatrice, conosciuta sul web con il profilo @Francy.e.leoncino per i suoi podcast sulla prevenzione e sulla salute mentale, e Fabrizia Pavetto, giornalista che ha vissuto le conseguenze del suicidio di un familiare e che racconterà la propria esperienza di superstite. Un confronto tra due percorsi diversi, che permetterà al pubblico di ampliare la visione sul fenomeno da più punti di vista, favorendo conoscenza e pensiero critico.

La serata si concluderà con un aperitivo in musica, accompagnato dalle esibizioni di Maura Susanna, Mikol Frachey e Ruben Voyat con Edoardo Milleret, un momento pensato per rafforzare i legami e vivere un’occasione di vicinanza e condivisione.

«Parlare di suicidio significa parlare di vita», sottolinea Paola Longo Cantisano, referente del Mandorlo Fiorito, evidenziando l’importanza di creare una comunità nella quale sia possibile dire «non sto bene» senza vergogna e trovare qualcuno disposto ad ascoltare. Parlare di suicidio non significa togliere speranza, ma creare uno spazio perché la speranza possa trovare posto.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito delle azioni previste dal Progetto regionale di prevenzione del suicidio 2026/27, promosso dall’Assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali, che da tempo opera per il rafforzamento della rete di prevenzione attraverso interventi di sensibilizzazione, informazione e promozione del benessere psico-sociale. Le azioni sono condivise trasversalmente all’interno del Tavolo interistituzionale per la prevenzione del suicidio, motore del progetto regionale, con l’obiettivo di sensibilizzare il territorio sui segnali del disagio, sull’importanza dell’ascolto e sull’accesso ai servizi di supporto.

«L’associazione Mandorlo Fiorito assicura al progetto regionale un apporto continuo e determinante – ha evidenziato l’assessore Carlo Marzi -. La significativa e continua attività di sensibilizzazione dell’associazione, che viene restituita insieme a testimonianze dirette, mostra tutto il valore delle esperienze vissute direttamente dai familiari, nella consapevolezza che permettere alle persone di esprimere il proprio vissuto sia un primo e fondamentale passo per la prevenzione. Le iniziative di sensibilizzazione su questo aspetto sono risultate efficaci: oggi si comincia apertamente a parlare di suicidio, facendo crescere la coscienza collettiva e la volontà di contrastare insieme questo fenomeno secondo un approccio comunitario, fondato sull’impegno condiviso, sull’ascolto e sulla collaborazione. Le attività si sviluppano in prospettiva e in condivisione nel Tavolo che riunisce le componenti istituzionali, sociali e del volontariato che concorrono, ciascuna con il proprio ruolo, al benessere della nostra comunità, con il contributo di ricerca fornito dall’Università della Valle d’Aosta. Consapevoli che sul tema sia necessario continuare a sviluppare azioni a 360 gradi, l’impegno e l’attenzione da parte dell’Assessorato e di tutti gli Enti coinvolti rimangono alti».

Con questa iniziativa si intende incoraggiare le conversazioni aperte per prevenire il suicidio, con il fine di evolvere dal silenzio causato dallo stigma verso una cultura di maggiore apertura, comprensione e supporto. L’obiettivo resta quello di sistematizzare tutte le iniziative, attività ed evidenze scientifiche in una cornice più ampia orientata a prevenire i suicidi e, al tempo stesso, ad accendere una luce di speranza per chi vive momenti di difficoltà, contrastando il senso di solitudine.

Parlare di suicidio non significa togliere speranza ma creare uno spazio perché la speranza possa trovare posto.

Pubblicato / aggiornato il 05/09/2026 alle 12:27
Visualizzato volte

Categoria: Cultura