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Rientro dei giovani dall’estero: in Valle d’Aosta il record nazionale di crescita

Rientro dei giovani dall’estero: in Valle d’Aosta il record nazionale di crescita (©bobine.tv con Gemini) -

Sono più di 129 mila i giovani italiani rimpatriati nell’ultimo quinquennio, secondo il Focus Il rientro dei giovani dall’estero: numeri e tendenze, pubblicato a settembre 2026 dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. Un fenomeno in forte crescita a livello nazionale, che in Valle d’Aosta registra addirittura il ritmo di espansione più alto tra tutte le regioni italiane.

A livello nazionale, i rientri in Italia ogni 100 trasferimenti all’estero erano 26 nel quinquennio 2011-2015, sono diventati 31 in quello successivo e sono arrivati a 40 tra il 2021 e il 2025. In termini assoluti, i giovani rimpatriati sono passati da poco più di 51mila nel 2011-2015 a oltre 129mila nel 2021-2025, con un incremento del 32,9% rispetto al quinquennio precedente.

Il dato valdostano

In Valle d’Aosta, nel quinquennio 2021-2025, sono stati 321 i giovani tra i 18 e i 39 anni che hanno trasferito la residenza dall’estero verso la regione, a fronte di 194 registrati nel quinquennio 2016-2020: un incremento del 65,5%, il più alto tra tutte le regioni italiane, davanti a Basilicata (54,5%) e Sicilia (52,9%), e ben superiore alla media nazionale, ferma al 32,9%.

Il rapporto tra rientri ed espatri nella regione, pur restando inferiore alla media italiana, è comunque cresciuto: da 27,1 rientri ogni 100 espatri nel quinquennio 2016-2020 a 34,7 nel 2021-2025, contro una media nazionale che nello stesso periodo è salita da 30,5 a 39,8. La Valle d’Aosta resta quindi una regione dalla quale, in proporzione, partono più giovani di quanti ne rientrino ma il divario si sta progressivamente riducendo.

Sul fronte dei trasferimenti verso l’estero, la Valle d’Aosta ha registrato 924 espatri di giovani nel quinquennio 2021-2025, in aumento del 28,9% rispetto ai 717 del quinquennio precedente: un incremento comunque inferiore a quello dei rientri, a conferma di una regione in cui il fenomeno di ritorno sta guadagnando peso rispetto alle partenze.

Il quadro nazionale: chi torna e perché

A livello nazionale, l’età media al rientro è di 29,6 anni, con il gruppo più numeroso costituito dai 30-34enni (29,4%). Tra i Paesi di provenienza prevalgono Regno Unito (16,4%) e Germania (15,1%), che insieme rappresentano quasi un terzo dei rientri complessivi, seguiti da Svizzera, Francia e Spagna. Un ulteriore 21,9% dei rientri proviene dal continente americano, con Argentina e Brasile in evidenza.

Quanto alle destinazioni interne, circa la metà dei giovani che rientrano si stabilisce nel Nord Italia (30,7% nel Nord-Ovest e 19,6% nel Nord-Est), con la Lombardia che da sola assorbe quasi un quinto dei rientri nazionali. Il Mezzogiorno, tuttavia, non è affatto marginale: vi si dirige il 31,7% dei rimpatriati, con la Sicilia che accoglie il 9,2% del totale.

Le motivazioni del rientro, secondo un’indagine condotta dalla Fondazione Studi su un campione di italiani all’estero, sono riconducibili innanzitutto alla sfera privata e familiare, indicata dal 67,7% degli intervistati, seguita dalla nostalgia per il proprio Paese (32,4%) e, a pari merito, da incentivi fiscali e qualità della vita in Italia (23,5% ciascuno). Solo il 20,6% cita interessanti opportunità di lavoro tra le ragioni del ritorno.

Significativo anche il dato sulla condizione occupazionale: meno della metà di chi rientra (48,5%) dispone già di un lavoro al momento del rimpatrio, mentre il 37,1% lo trova solo dopo il ritorno in Italia. Il 71,4% dei rimpatriati si dichiara più soddisfatto della propria situazione personale rispetto a quando viveva all’estero, mentre il giudizio sulla dimensione professionale è più articolato: il 53,5% considera la propria situazione lavorativa uguale o migliore rispetto all’estero, principalmente per la conciliazione vita-lavoro (75%) e il contesto lavorativo (67,9%), mentre le retribuzioni restano il fattore in cui l’esperienza all’estero viene giudicata più favorevole, insieme alle opportunità di crescita professionale e alla facilità di inserimento occupazionale.

Pubblicato / aggiornato il 14/09/2026 alle 13:09
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Categoria: Economia e Lavoro