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Consiglio Valle del 23 e 24 settembre 2026

Consiglio Valle del 23 e 24 settembre 2026 (©consiglio.vda.it) - Il Consiglio Valle riunito il 23 settembre 2026

Il Consiglio Valle si irunisce mercoledì 23 e giovedì 24 settembre 2026, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 20, per discutere un ordine del giorno di 95 punti, di cui 39 rinviati da precedenti adunanze.

Comunicazioni del presidente del Consiglio

La seduta si è aperta con un minuto di silenzio in ricordo di Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose e Ami de la Vallée d’Aoste, e Giuseppe Nebbia, architetto e Consigliere regionale del Partito socialista italiano dal 1978 al 1983, deceduti lo scorso agosto. 

Nelle sue comunicazioni, il presidente del Consiglio Stefano Aggravi ha informato l’Aula che, nella riunione di martedì 22 settembre, l’Ufficio di Presidenza ha giudicato ammissibili due petizioni popolari depositate in Consiglio l’8 settembre. La prima, sottoscritta da 630 cittadini, chiede il mantenimento degli accessi poderali lungo la Statale 26 nei comuni di Arnad e Bard ed è stata assegnata all’esame della terza Commissione. La seconda, corredata da 771 firme, esprime la contrarietà alla realizzazione del nuovo centro commerciale nel quartiere Dora di Aosta ed è stata assegnata all’esame congiunto della terza e della quarta Commissione. Considerato il numero di firme raccolte, superiore a 500, entrambe le iniziative, una volta conclusa l’istruttoria in Commissione, saranno sottoposte all’esame del Consiglio.

Comunicazioni del presidente della Regione

Nelle sue comunicazioni al Consiglio, il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha riferito in merito alla risoluzione sulla chiusura del raccordo autostradale A5-strada statale 27, per lavori di adeguamento alle gallerie Côte de Sorreley e Signayes, approvata dall’Assemblea regionale il 9 giugno. La risoluzione chiedeva anche di attivarsi per ottenere la gratuità o una significativa riduzione tariffaria del pedaggio autostradale per i residenti valdostani nel tratto A5 tra il casello di Nus e il casello di Aosta Ovest/Saint-Pierre, per l’intera durata della chiusura delle gallerie e fino al completo ripristino della normale viabilità sul raccordo A5/strada statale 27.

«Per quanto riguarda le misure di agevolazione tariffarie del pedaggio autostradale – ha detto il presidente Testolin -, informo che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha riscontrato alla Sav in data 28 agosto 2026 la richiesta della Regione del 7 luglio, esprimendo parere favorevole alla stipula di un’apposita convenzione tra Sav, Rav e Regione finalizzata all’applicazione di un’agevolazione tariffaria sulla tratta autostradale in oggetto. Abbiamo pertanto trasmesso opportuna sollecitazione alla Sav, la quale non ha ancora provveduto a una risposta formale che dovrebbe arrivare nei prossimi due o tre giorni. Informalmente, Sav ha indicato la propria disponibilità a procedere nei tempi tecnici necessari alle varie procedure, tenuto conto anche del fatto che la bozza di convenzione dovrà essere preventivamente sottoposta dalla società al Ministero.»

Comitato regionale per le comunicazioni

Il Consiglio Valle ha eletto con 19 voti Jean Pierre Feo, professionista del ramo assicurativo e finanziario, quale nuovo componente del Comitato regionale per le comunicazioni della Valle d’Aosta (Corecom VdA). Feo sostituisce Cristiano Pivato, che ha rassegnato le proprie dimissioni il 29 luglio scorso. 

Il Corecom VdA è ora composto da Elena Boschini (Presidente), Laura Mangosio, Simonetta Padalino, Alberto Jorioz e Jean Pierre Feo. Il Comitato resta in carica fino al 2029, per la durata di cinque anni dalla sua elezione, avvenuta nel 2024.

Il Corecom VdA, istituito con legge regionale n. 26/2001, è l’organo di governo, garanzia e controllo del sistema delle comunicazioni a livello regionale e svolge, inoltre, le funzioni delegate dall’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) sul territorio regionale.

Osservatorio regionale permanente sulla legalità e sulla criminalità organizzata e di tipo mafioso

Il Consiglio Valle ha deliberato all’unanimità la costituzione dell’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e criminalità organizzata e di tipo mafioso previsto dalla legge regionale n. 1/2022. I gruppi PD-FP e AVS non hanno partecipato al voto.

L’Osservatorio risulta così composto: il presidente del Consiglio Valle, Stefano Aggravi, che lo presiede; il vicepresidente del Consiglio regionale, Massimo Lattanzi, individuato in modo da garantire l’equilibrio tra la maggioranza e la minoranza in riferimento alla carica di presidente; il presidente della prima Commissione consiliare, Marco Viérin; il presidente della Regione, Renzo Testolin; gli assessori regionali all’istruzione, Erik Lavevaz, e alle politiche sociali, Carlo Marzi; la vicesindaco del Comune di Aosta, Valeria Fadda; il presidente del Consiglio permanente degli enti locali, Alex Micheletto; i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Erika Iamonte e Claudio Albertinelli, delle organizzazioni datoriali Giorgia De Fabritiis e Edoardo Melgara, degli ordini professionali valdostani Adriano Consol e Giampaolo Marcoz, della Chambre Valdôtaine Roberto Sapia, delle associazioni antimafia, antiusura, antiracket, ambientaliste e dei consumatori Giuliana Franchi e Fabrizio Bal.

Il dibattito in Aula

Il consigliere del PD-Federalisti Progressisti VdA, Fulvio Centoz, ha annunciato che il gruppo non parteciperà alla votazione: «Eravamo contrari alle modifiche della legge e, in continuità con quella posizione, riteniamo di non partecipare al voto. Ovviamente, la legge deve andare avanti e l’Osservatorio verrà costituito, ma vogliamo così ribadire la posizione politica che avevamo già espresso in Commissione e in Aula.»

Anche il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione, ha motivato la decisione del gruppo di non partecipare al voto «in coerenza con la netta contrarietà alla legge già espressa in Commissione e in Aula al momento della sua approvazione. Avevamo proposto di mantenere un Comitato tecnico permanente e di ampliare la partecipazione dell’Osservatorio alle associazioni ambientaliste, ma gli emendamenti sono stati respinti. Ne deriva un organismo più politico e meno tecnico di quanto sarebbe stato utile. Ci auguriamo ora che il regolamento e il lavoro dell’Osservatorio possano recuperare, nella pratica, ciò che non è stato previsto dalla legge.»

Casino de la Vallée SpA nel 2025

Il Consiglio Valle ha preso atto della relazione annuale 2025 sull’andamento della Casino de la Vallée Spa, che gestisce sia la Casa da gioco di Saint-Vincent sia il complesso aziendale del Grand Hôtel Billia.

La relazione è stata illustrata dal presidente della Regione, Renzo Testolin, che ha ricordato come il 2025 rappresenti «il primo esercizio dopo la fine della procedura di concordato preventivo della società, avviato nel 2020 e modificato nel 2021 anche a causa degli effetti della pandemia. Il periodo concordatario si è concluso il 31 dicembre 2024. Con provvedimento del 28 aprile 2025, il Tribunale di Aosta ha preso atto della completa e puntuale esecuzione degli impegni assunti dalla società, rilevando che l’80% dei crediti chirografari era stato pagato già nell’ottobre 2024 e che, con il quinto e ultimo riparto, era stato raggiunto il pagamento integrale dei crediti di ogni grado, pari al 100%. Il Tribunale di Aosta ha preso atto del pieno adempimento del piano e disposto l’archiviazione della procedura nell’aprile 2025.»

Il presidente Testolin ha poi riferito che «nel 2025 la società ha proseguito il percorso di crescita e consolidamento dell’offerta. I ricavi della gestione caratteristica hanno raggiunto 78,98 milioni di euro, in aumento del 2,97% rispetto ai 76,70 milioni del 2024, con una crescita sia delle attività di gioco (+1%) sia dei servizi alberghieri (+30%). L’utile netto si è attestato a 8,46 milioni di euro, rispetto ai 16,41 milioni del 2024. La riduzione, secondo quanto evidenziato nella relazione, non è riconducibile a un peggioramento della gestione caratteristica, ma principalmente all’assenza di componenti straordinarie positive presenti nel 2024, all’incremento dei costi di gestione e alla maggiore attività di promozione e marketing. Sul fronte patrimoniale, il patrimonio netto è salito a 91,09 milioni di euro, rispetto agli 82,63 milioni dell’anno precedente. Anche la posizione finanziaria netta ha registrato un miglioramento, raggiungendo 62,35 milioni di euro, contro i 56,05 milioni del 2024.
Nel corso dell’anno sono proseguite le attività di rinnovo tecnologico, il rafforzamento dell’accoglienza e dell’offerta di intrattenimento, con l’organizzazione di tornei e gare, lo sviluppo dell’attività alberghiera, il potenziamento della comunicazione e la stipula di nuovi accordi per il Gioco online. Sono inoltre state poste le basi per nuovi interventi di efficientamento energetico e per la riqualificazione di alcune aree del Casinò e della struttura alberghiera, oltre alla prosecuzione dell’inserimento di giovani croupier. Alla fine del 2025, Casinò de la Vallée contava 447 dipendenti, di cui 336 presso la Casa da gioco e 111 nei Servizi alberghieri. La società evidenzia infine, alla luce dell’andamento dei ricavi e dei risultati, l’assenza di particolari criticità tali da compromettere l’equilibrio economico e finanziario e la prosecuzione della gestione.
Una Casa da gioco quindi che ha confermato le proprie capacità di fare impresa, creando posti di lavoro e opportunità per il territorio. Un’azienda che presenta margini di miglioramento e che necessita di un nuovo percorso che, con la nuova governance di recente nominata, è stato già avviato, con l’auspicio che le prospettive per il 2026 possano essere altrettanto confortanti.»

Il dibattito in Aula

Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alberto Zucchi, ha definito la relazione «una mera fotografia di dati e numeri relativi al periodo concordatario, che non restituisce ai Consiglieri un quadro completo e coerente, come previsto da un preciso obbligo di legge. Siamo stupiti che non sia stato fatto alcun cenno alle indagini che interessano la Casa da gioco dalla fine del 2025 e che hanno avuto ripercussioni sulla gestione. Questa poteva essere l’occasione per aggiornare il Consiglio sugli ultimi sviluppi. Ribadisco inoltre quanto sottolineato più volte dal nostro gruppo: per tre anni la relazione non è stata sottoposta al Consiglio regionale, in contrasto con quanto previsto dalla legge 36 del 2001, sulla base di una motivazione legata alla procedura concordataria. Riteniamo necessario un chiarimento sul fondamento normativo di questa scelta, anche alla luce della relazione odierna, che riconosce la continuità della governance regionale durante il concordato. Quanto all’amministrazione giudiziaria, chiediamo di chiarire il perimetro delle competenze del Consiglio di amministrazione rispetto a quelle degli amministratori giudiziari. Infine, sugli investimenti, la relazione non offre un quadro sufficientemente dettagliato degli interventi, né indica in modo organico costi, fonti di finanziamento, tempi di realizzazione e risultati attesi.»

Per il vicecapogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Eugenio Torrione, «sul piano strettamente economico, la gestione caratteristica non evidenzia un peggioramento: crescono i ricavi e si rafforzano patrimonio netto e disponibilità finanziaria. Il punto politico, però, è un altro. Il bilancio 2025 del Casinò è stato approvato il 29 giugno 2026, un mese dopo il provvedimento del Tribunale di Torino che ha disposto l’amministrazione giudiziaria della società, poi confermato a luglio. Si tratta di un fatto di assoluto rilievo, tanto più perché rappresenta, a quanto ci risulta, la prima applicazione di questo strumento previsto dal Codice antimafia ad una Casa da gioco in Italia. Eppure, nella relazione trasmessa dal Presidente della Regione non vi è alcun riferimento a questo passaggio, neppure nella parte dedicata all’evoluzione prevedibile della gestione. È un’omissione che riteniamo politicamente grave e difficile da comprendere. Per questo chiediamo chiarezza: perché tale fatto rilevante è stato ignorato? Se la Regione rivendica la responsabilità sulla governance, deve garantire trasparenza nell’informazione al Consiglio regionale.»

«Con il concordato questa maggioranza non c’entra nulla – ha sottolineato il consigliere della Lega VdA, Corrado Bellora -. È stato voluto e portato avanti dall’attuale Presidente del Consiglio Aggravi, all’epoca Assessore della Lega, e dalla Giunta Spelgatti. Se è stato una buona cosa, e noi ne siamo fermamente convinti, è giusto ricordare da chi è stato proposto e realizzato. Preoccupa però che, nell’esercizio 2025, il primo dopo la conclusione del concordato, l’utile netto sia stato dimezzato rispetto al 2024, passando da 16,4 a circa 8 milioni di euro. Un risultato legato soprattutto all’aumento dei costi del personale, cresciuti di 2,4 milioni per maggiori oneri retributivi. Questo dovrebbe farci riflettere, perché l’eccesso di personale era stato una delle cause del dissesto del Casinò, diventato una fabbrica di assunzioni degli amici degli amici. Stanno forse tornando le vecchie abitudini? Anche alla luce dell’aumento dei ricavi, sono dati che preoccupano. Condivido inoltre che non si possa ignorare un’indagine e l’amministrazione giudiziaria a cui per la prima volta è stato sottoposto un Casinò: nella relazione, su questo, due parole andavano dette. Quanto alla nuova governance, mi chiedo se fosse opportuno affidarne la gestione a due avvocati e un professore universitario, senza integrare competenze specifiche del settore. La sensazione è che nella composizione del Cda abbia prevalso una logica di spartizione tra forze politiche.»

Il capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, ha osservato: «Ci sono alcuni aspetti che ci preoccupano e sui quali chiederemo un approfondimento in Commissione, anche attraverso l’audizione dei nuovi vertici del Casinò de la Vallée. Sul personale, preoccupano i 430 mila euro di incentivi all’esodo per 25 dipendenti. Ci arrivano voci, da confermare o smentire, secondo cui alcune persone uscite con questi incentivi sarebbero oggi nuovamente assunte dal Casinò con altri contratti. Se fosse così, sarebbe un problema da chiarire. Preoccupa poi l’aumento dei nuovi clienti legato, come si legge nella relazione, a una maggiore concessione di credito. Il credito non è sempre esigibile: serve quindi massima attenzione sulle procedure, sull’ufficio Fidi e sui criteri di concessione. Infine, va approfondito il 30% di incremento dell’attività alberghiera del Grand Hotel Billia: è crescita reale o deriva anche da rapporti interni tra Casinò e hotel? Sono tre temi che non possiamo lasciare sullo sfondo: la nuova governance deve avere obiettivi chiari e agire nell’interesse del Casinò e del territorio. La situazione è complessa e dobbiamo evitare che ci sfugga di mano.»

«Per l’Amministrazione regionale, il Casino di Saint-Vincent è un valore aggiunto che dà lavoro a centinaia di persone e che, proprio per questo, abbiamo sempre cercato di tutelare – ha dichiarato il capogruppo dell’Union Valdôtaine, Aurelio Marguerettaz -. Ascoltando il collega Bellora, ho avuto l’impressione che, da parte della Giunta estiva della Lega, si sia voluto in qualche modo accreditare il merito del fatto che il Casinò esista ancora. Ricordo che la prima proposta di concordato era stata bocciata e se oggi possiamo continuare ad avere questa azienda, è perché negli anni sono state messe in campo azioni che hanno consentito di tutelare questo patrimonio. Non sarà, infatti, sfuggito a nessuno che nella relazione del Presidente Testolin, è stato detto che sono stati pagati tutti i debiti. Ciò significa che abbiamo realizzato un concordato da record. Credo, quindi, che l’approccio nei confronti della casa da gioco dovrebbe essere più sobrio, più aziendale e meno orientato alla polemica politica. Dovremmo ragionare su un bene che è di proprietà regionale e che rappresenta un valore per l’Amministrazione: perché dà lavoro a centinaia di persone, perché offre l’opportunità di realizzare iniziative di promozione turistica e perché può essere uno strumento importante per lo sviluppo del territorio.»

Il capogruppo del Centro Autonomista, Marco Viérin, ha sottolineato come «il Casino fosse ritenuto fondamentale dai padri fondatori della nostra Autonomia già nel 1946, con il decreto di apertura. Da allora si sono susseguite scelte e interventi diversi, ma negli atti del Consiglio è sempre prevalsa la volontà politica di mantenere in piedi la Casa da gioco, considerata fondamentale per il turismo, l’occupazione e anche per i proventi destinati al bilancio regionale. Ricordo inoltre gli investimenti sostenuti dalla politica, compreso il finanziamento di 60 milioni con legge speciale per completare i lavori della Casa da gioco, una vicenda che portò anche a un lungo procedimento davanti alla Corte dei Conti e al sequestro dei beni a chi la votò in quest’Aula con il silenzio assordante di Sindacati e dipendenti che per anni l’avevano sollecitata. Quando parliamo di vicenda Casinò è una cosa delicata. Possiamo discutere sulle scelte e sui tempi, ma credo che tutti concordiamo sull’indispensabilità della Casa da gioco per il nostro territorio. Partiamo da dove siamo oggi e guardiamo al futuro, affinché questa attività sia sempre più forte e consolidata, a sostegno del turismo e dell’occupazione.»

Il Consiglio ha anche preso atto della relazione annuale 2025 sull’attuazione dei principi in materia di controllo strategico e di gestione, prevista dal titolo II della legge regionale n. 30/2009.

All’attenzione del Consiglio vi era anche la relazione sull’attuazione dei principi in materia di controllo strategico e di gestione, ai sensi della legge regionale n. 30/2009.

Attività legislativa

Il Consiglio esaminerà il terzo provvedimento di variazione al Bilancio di previsione 2026/28 della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Attività ispettiva

Interrogazioni a risposta immediata

La prima iniziativa, depositata dal gruppo Lega Vallée d’Aoste, chiede conto dei pagamenti intermedi dei programmi europei Fse+ e Fesr; la seconda, presentata dal gruppo Autonomisti di Centro, vuole conoscere le novità introdotte dal Piano di controllo del lupo, approvato a settembre 2026, rispetto al Protocollo adottato a luglio 2025; la terza, infine, del gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, riguarda l’utilizzo del castello di Introd per la celebrazione dell’81° anniversario dell’Union valdôtaine.

Interrogazioni e interpellanze

In merito all’attività ispettiva sono state iscritte 28 interrogazioni e 50 interpellanze, di cui 37 rinviate dalla scorsa adunanza.

Il gruppo Alleanza Verdi e Sinistra ha presentato undici interrogazioni e tredici interpellanze: situazione del complesso Courmaison di Pré-Saint-Didier; intervento di soccorso del 25 giugno 2026 nel comune di Cogne; attivazione delle convenzioni per la Disability Card; collaboratori scolastici nei plessi regionali; avanzamento del progetto Fattoria solare Pioule a Saint-Vincent; ritardi nella riattivazione della linea ferroviaria elettrificata Ivrea/Aosta; ampliamento del bacino artificiale del Leissé a Pila; blocco dei lavori al parco giochi tematico al Crest di Ayas; aggiornamento dei dati dei suicidi in Valle d’Aosta; riparazioni degli ausili per persone con disabilità; stato di attuazione della Maison de la Montagne; integrazione degli adempimenti digitali relativi alle locazioni turistiche nell’ambito del “progetto Bandiera”; antenna di Arpuilles ad Aosta e pianificazione regionale; stato delle ricerche e valorizzazione degli insediamenti protostorici dei Salassi; realizzazione di una nuova palestra ad Aosta; costruzione di un bike park al col de Joux; introduzione del divieto di fumo lungo il percorso della Fiera di Sant’Orso; mancata costituzione di comunità di energia rinnovabile di iniziativa pubblica; accessibilità alla frazione They Dessus nel comune di Lillianes; stato dell’acqua potabile in Valle; impianto di tiro a volo di Châtillon; aggiornamento delle linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica; carenza di operatori socio-sanitari e programmazione del fabbisogno di personale; sostegno all’attività agonistica di rilievo nazionale. 

Due interrogazioni e un’interpellanza sono state depositate dal gruppo Autonomisti di Centro: intervento della Regione per fare luce sulla morte di Corrado Gex; stato di utilizzo delle sale operatorie dell’ospedale; carenza di organico all’ufficio stampa della Giunta regionale. 

Un’interrogazione e due interpellanze sono state sottoscritte congiuntamente dai gruppi AdC e La Renaissance: efficacia della promozione turistica della Regione e coordinamento con la gestione della viabilità; tempistiche e modalità degli investimenti sui bacini idrici; azioni per risolvere le criticità relative alla potabilità delle acque.

Il gruppo Fratelli d’Italia ha proposto una interrogazione e dieci interpellanze: tutela della cascata di Lenteney nel comune di La Salle; diffusione delle reti televisive francofone; coordinamento delle politiche di prevenzione e sicurezza sul territorio; assetto della governance della società Sitrasb e direzione di esercizio del tunnel del Gran San Bernardo; requisiti di competenza del nuovo Consiglio di amministrazione della Casino de la Vallée Spa e motivazioni del superamento dell’Amministratore unico; evoluzione dei fenomeni di criminalità e strumento di monitoraggio della sicurezza; stato di avanzamento degli interventi finanziati dal Pnrr e rischio di perdita o definanziamento delle risorse; esiti del Rapporto Invalsi 2026 e contrasto della dispersione scolastica; piano regionale di coordinamento della mobilità e della continuità territoriale durante i grandi cantieri; prospettive di recupero e valorizzazione del complesso storico della Fons Salutis di Saint-Vincent; gestione del rischio glaciologico, accessibilità e continuità economica della Val Ferret a Courmayeur. 

Due interrogazioni e un’interpellanza sono del gruppo La Renaissance Valdôtaine: situazione nella casa circondariale di Brissogne; disservizi presso gli uffici della Motorizzazione civile di Aosta; aumento delle rette a carico degli utenti e delle famiglie per i servizi socio-sanitari residenziali.

La Renaissance ha anche presentato un’interrogazione congiunta con il gruppo Lega VdA riguardante la Commissione disciplinare del Conservatoire de la Vallée d’Aoste.

Il gruppo Lega VdA discuterà sei interrogazioni e quindici interpellanze: mancata erogazione di borse di studio nell’anno scolastico 2024/25 e adeguatezza delle risorse stanziate; patrocinio e oneri dell’ufficio del Consigliere di parità in merito al Gay Pride 2026; accesso ai voucher di conciliazione vita-lavoro; tempi per la nomina del nuovo direttore generale dell’Usl; misure adottate a tutela della custodia dei farmaci stupefacenti a base di Fentanyl o di altri farmaci ad alto rischio; prevenzione del suicidio e valutazione dell’efficacia dei percorsi dei servizi di salute mentale; informazioni sulla nuova governance del Casino di Saint-Vincent; interventi urgenti per evitare la paralisi di Tribunale e Procura di Aosta; compatibilità e opportunità delle nomine nel CdA della Casa da gioco; aumento della criminalità ad Aosta e in altri comuni della regione; possibili provvedimenti nei confronti dei professionisti componenti la task force del Casino di Saint-Vincent; confronto sull’installazione di una stazione radio base ad Arpuilles nel comune di Aosta; azioni per invertire il calo del Pil in Valle d’Aosta; adeguamento regionale agli aumenti contrattuali 2025/27 per gli insegnanti; dispositivi di servizio per l’identità digitale dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario nelle scuole; iniziative per la tutela degli operatori locali del servizio di noleggio con conducente; lavori di metanizzazione lungo la strada regionale 46 di Valtournenche; vendita all’asta degli immobili ereditati dall’Usl a seguito di un lascito testamentario; carenze del sistema di emergenza-urgenza 118; stato dei rapporti con le associazioni di volontariato al canile-gattile regionale; aumento del fenomeno del camping sauvage

Un’interpellanza congiunta dei gruppi Lega VdA e FdI riguarda la farmacovigilanza in Valle d’Aosta. 

Con quattro interrogazioni e sette interpellanze, il gruppo PD-Federalisti Progressisti VdA chiede informazioni su: dati di traffico e impatto sulla viabilità a seguito della chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes; stato di avanzamento dei lavori di elettrificazione e tempi di riapertura della linea ferroviaria Aosta/Ivrea; tempi per la nomina del nuovo direttore generale dell’Usl; recupero delle ore eccedenti per il personale del comparto titolare di incarico di funzione presso l’Usl; ritardo nell’approvazione del bilancio 2025 di Cva Spa e tempistiche per il rinnovo degli organi sociali; approfondimenti per la valorizzazione dell’area della Vecchia centrale del latte di Aosta; applicazione delle disposizioni per la continuità dei docenti di sostegno; nuova palestra scolastica ad Aosta; riforma della legge regionale sulle politiche abitative; carenza di tecnici sanitari di radiologia medica all’ospedale Parini di Aosta.   

Mozioni

L’Assemblea tratterà cinque mozioni, di cui due rinviate dalle scorse adunanze. Una è del gruppo AVS e riguarda la tutela delle specie vulnerabili della fauna alpina. Tre sono congiunte dei gruppi Lega VdA e Renaissance: predisposizione di misure di ristoro dei costi energetici a sostegno delle famiglie; domiciliazione bancaria della tassa automobilistica regionale e riduzioni a favore dei contribuenti; salvaguardia della rete di distribuzione dei carburanti nelle vallate laterali. Una mozione è del gruppo PD-FP per chiedere la trasmissione al Consiglio dell’esito della revisione dell’impairment test richiesta a Cva Spa e l’audizione dei nuovi vertici societari.

Pubblicato / aggiornato il 23/09/2026 alle 15:18
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Categoria: Politica e Amministrazione