Consiglio comunale a Charvensod il 24 settembre 2026
(©Comune di Charvensod) -
Il Consiglio comunale di Charvensod riunito il 24 settembre 2026
Si è riunito, giovedì 24 settembre 2026, il Consiglio comunale di Charvensod, che si è aperto con l’approvazione dei verbali della seduta del 31 luglio 2026 e le comunicazioni del sindaco Ronny Borbey, che ha fatto il punto su alcuni lavori in corso. «Stanno per concludersi i lavori di sostituzione dell’acquedotto comunale Pont Suaz-Ampaillan-La Girada, quelli di sistemazione del marciapiede comunale Pont Suaz-strada regionale per Gressan e quelli di rifacimento dell’impianto di illuminazione della scuola primaria di Plan Félinaz. Sono invece stati aggiudicati i lavori per l’efficientamento energetico della tensostruttura dell’area sportiva “Guido Saba” e sono partiti quelli di rifacimento del manto erboso del campo da calcio. Si sono conclusi, poi, quelli all’impianto di condizionamento dell’edificio comunale. Siamo soddisfatti di poter parlare di questi lavori a un anno dall’insediamento, è un segnale che l’amministrazione sta lavorando per il paese».
Il gruppo di minoranza Per il paese – Pour le pays ha presentato, in apertura, un’interrogazione riguardante due bandi per la concessione/affitto degli alpeggi comunali in scadenza, presentata per chiedere chiarimenti sul mancato coordinamento temporale delle procedure. «Gli alpeggi comunali rappresentano una risorsa strategica non solo per la salvaguardia ambientale e la manutenzione del territorio montano, ma anche e soprattutto come fondamentale fonte di sostentamento economico e lavorativo per le famiglie locali e per gli operatori agricoli che vivono di zootecnia e pastorizia – ha spiegato il consigliere Pierre Savioz, sottolineando come, pur dovendo restare distinti -,l’uscita contestuale o fortemente ravvicinata dei rispettivi avvisi avrebbe consentito agli operatori del settore una visione d’insieme chiara delle opportunità pascolive disponibili, mentre così chi partecipa al primo bando non sa cosa troverà nel secondo e deve fare offerte al buio”. La minoranza ha quindi chiesto le ragioni del disallineamento tra i due bandi e se questo possa “aver penalizzato la massima partecipazione degli allevatori e condizionato la trasparenza e l’efficacia complessiva del mercato delle concessioni agricolo-pastorali”, oltre a quali forme di pubblicità straordinaria l’Amministrazione intenda adottare.
Alla richiesta della minoranza ha risposto il vicesindaco e assessore all’agricoltura Luca Jacquemod, chiarendo innanzitutto che le concessioni attuali scadono il 31 dicembre 2026 e che «la diversa tempistica delle procedure non è riconducibile a ritardi, dimenticanze o carenze di programmazione. Le due linee di monticazione costituiscono realtà distinte e, come tali, devono essere valutate nella loro specificità: la scadenza comune rappresenta un riferimento temporale unitario, ma non determina l’obbligo di avviare le nuove procedure secondo un’identica tempistica”. L’assessore ha inoltre escluso che lo sfasamento comporti automaticamente una penalizzazione per gli allevatori o problemi di trasparenza: «La trasparenza amministrativa non coincide con la contemporaneità temporale di procedure differenti, ma con la piena conoscibilità degli atti, la chiarezza delle condizioni, la pubblicità delle procedure e il rispetto delle regole applicabili”» sottolineando che saranno garantite le forme di informazione previste dalla normativa e l’utilizzo dei canali istituzionali competenti. A fronte della risposta del Vicesindaco, la minoranza si è detta non soddisfatta perché «la risposta, come spesso accade, è fuori tema, perché noi non abbiamo mai parlato di mancata programmazione. Per un’amministrazione questa è un’opportunità strategica che è stata persa: l’obiettivo non deve essere fare il “compitino”, mettendosi semplicemente a posto a livello normativo, ma approfondire con gli operatori. Avere una visione d’insieme sulle due linee di monticazione è un’opportunità per la comunità e per il patrimonio». Il consigliere Savioz ha poi chiesto ulteriori chiarimenti sul futuro del secondo alpeggio, visto il riferimento del Vicesindaco a nuove ipotesi di gestione in fase di approfondimento. Il vicesindaco Jacquemod non ha ritenuto di dover aggiungere altro rispetto a quanto già esposto, in quanto non esplicitato nel corpo dell’interrogazione.
Dopo l’interrogazione è stato approvato all’unanimità lo schema di convenzione con l’Istituzione scolastica Mont Emilius 3 per lo svolgimento, da parte di studentesse e studenti della scuola secondaria di primo grado sottoposti alla sanzione disciplinare di allontanamento dalle lezioni, di attività di cittadinanza attiva e solidale, di durata triennale. «Su richiesta della dirigente scolastica Stefania Nappo abbiamo deciso di aderire a questa iniziativa che riteniamo molto valida – ha spiegato Francesca Lucianaz, assessore all’istruzione, turismo e valorizzazione territoriale. Avevamo già aderito pochi mesi fa alla richiesta fatta dall’Institut Agricole Régional e quindi ci sembrava ancor più importante ed educativo mettere a disposizione dei ragazzi e ragazze delle nostre scuole queste iniziative. Le attività che verranno svolte saranno poi concordate con la dirigente scolastica e l’istituzione».
Sono poi state approvate all’unanimità due convenzioni. La prima, tra il Comune di Charvensod (ente capofila) e quello di Pollein, regolamenta l’esercizio in forma associata delle funzioni da svolgere mediante costituzione di servizi convenzionati, in particolare in materia di organizzazione generale dell’amministrazione comunale e segreteria generale e amministrativa, gestione delle risorse umane, gestione finanziaria e contabile, edilizia pubblica, edilizia privata, pianificazione urbanistica e manutenzioni, polizia locale e politiche culturali, giovanili e di promozione, da svolgersi mediante costituzione di Uffici unici associati. La convenzione avrà carattere transitorio dal 1° ottobre 2026 al 31 marzo 2027 per garantire la continuità dei servizi e consentire al nuovo Segretario comunale, che assumerà servizio dal 1° ottobre, di valutare l’attuale organizzazione e proporre eventuali modifiche.
È stata poi approvata la proroga per l’anno 2027 della Convenzione per i progetti di inclusione attiva per i Comuni dell’Unité des Communes valdôtaines Mont-Émilius; gli oneri relativi al coordinamento, al noleggio e all’acquisto delle attrezzature verranno ripartiti dall’Unité des Communes valdôtaines Mont-Émilius fra i Comuni proporzionalmente al servizio effettivamente svolto in ciascuno di essi, mentre i restanti oneri saranno interamente a carico dell’Agenzia regionale del lavoro.
Come settimo punto all’ordine del giorno l’adunanza ha approvato, con il voto contrario della minoranza, il nuovo Regolamento per l’utilizzo del forno comunale in località Capoluogo nel Comune di Charvensod, corredato dal Patto di corresponsabilità per l’utilizzo del Forno comunale in località Capoluogo. «Voglio ringraziare l’assessore Ilaria Linty e la consigliera Barbara Comé perché abbiamo avuto modo di incontrarci anche prima della Commissione regolamenti per condividere le nostre posizioni – ha detto il sindaco Borbey -. Non si è giunti a una condivisione delle proposte, ma abbiamo condiviso che, sebbene i percorsi siano diversi, l’obiettivo è comune: rendere il forno sempre più vivo e attrattivo. Il regolamento, che mette l’accento sulla comunità, vede nel forno un luogo di incontro, di socializzazione, di valorizzazione delle tradizioni locali. La modalità che ci sembrava più corretta, a tutela di tutti, era quella di costruire un patto di corresponsabilità tra l’amministrazione comunale, proprietaria del bene, e la Pro Loco, che ne diventa gestore. Il forno è un luogo dove la comunità si ritrova, ora è importante fare iniziative di comunicazione e attività entro un calendario e regole stabiliti dalla Pro Loco e dai volontari».
La consigliere Barbara Comé ha spiegato il voto contrario della minoranza in questi termini: «Sono andata in Commissione con uno spirito collaborativo, per dare un contributo concreto, proponendo di aggiungere un articolo alla bozza sulla modalità di organizzare la panificazione da parte dei cittadini ma purtroppo le nostre proposte non sono state recepite in alcun modo. La nostra posizione nasce da una diversa visione di ciò che il Forno comunale rappresenta per la comunità e, soprattutto, del ruolo che deve essere riconosciuto ai cittadini. La proposta che abbiamo avanzato parte da una considerazione semplice: se l’obiettivo dichiarato è salvaguardare e trasmettere la tradizione della panificazione, non possiamo limitarci a tutelare il forno come mero luogo fisico o a prevedere eventi dimostrativi. Dobbiamo tutelare la possibilità reale per i cittadini di continuare a panificare direttamente. Il Regolamento riconosce al Forno, all’articolo 1, una funzione di aggregazione e di salvaguardia delle tradizioni. Tuttavia, quando si passa alla concretezza (nell’articolo 3 e nel Patto di corresponsabilità), stabilisce che il forno possa essere utilizzato esclusivamente nell’ambito di iniziative organizzate o promosse dall’Amministrazione in collaborazione con la Pro Loco. In questo modo, non viene previsto né disciplinato un chiaro e autonomo diritto del cittadino di panificare il proprio pane. Si crea così un’evidente discrasia: da una parte si individua nella panificazione tradizionale un patrimonio da salvaguardare, dall’altra non si garantisce la partecipazione diretta dei cittadini, unico strumento mediante il quale tale tradizione può davvero essere tramandata. Non riteniamo opportuno che la possibilità concreta per i cittadini di panificare debba dipendere, di volta in volta, dalle sole scelte programmatorie della Pro Loco. La Pro Loco svolge e deve continuare a svolgere un ruolo fondamentale di gestione operativa, coordinamento, logistica e sicurezza. Ma la scelta di principio di aprire il forno ai cittadini deve trovare fondamento in questo Regolamento. Il Comune deve sancire il diritto e i principi generali; la Pro Loco deve organizzare concretamente il servizio».
La seduta si è conclusa con la mozione della minoranza sulla promozione di percorsi di educazione affettiva, emotiva e relazionale nelle scuole primarie del territorio comunale, che rilancia quella già presentata nel Consiglio dell’11 giugno, sulla quale la maggioranza si era astenuta dopo «osservazioni legate alla genericità della proposta, la compatibilità con la normativa nazionale e il fatto che sul territorio fossero già state realizzate iniziative analoghe – ha illustrato la consigliere Michelle Impérial – Abbiamo quindi elaborato un progetto denominato “Crescere insieme” che prevede un percorso di educazione affettiva, emotiva e relazionale rivolto agli alunni della scuola primaria, sviluppato attraverso attività laboratoriali, il coinvolgimento di professionisti qualificati e momenti di confronto con le famiglie, che vuole essere una base di lavoro aperta al contributo dell’Istituzione scolastica, degli insegnanti, della Commissione competente (sociale) e dell’Amministrazione comunale. Chiediamo quindi che il Sindaco e la Giunta prendano questo progetto come base concreta di lavoro e programmazione, attivando un confronto operativo e strutturato».
La maggioranza ha respinto la mozione, ribadendo di condividere le finalità generali ma contestando il metodo e lo strumento scelto. «La mozione ha il compito di indirizzare, ci eravamo astenuti proprio perché condividevamo le argomentazioni di fondo ma ritenevamo che essa dovesse essere accompagnata da qualcosa di concreto, che non può però essere un allegato della stessa in quanto un progetto si discute e si costruisce nelle sedi specifiche, con il dialogo e il confronto, con mesi di anticipo rispetto all’inizio dell’anno scolastico. I progetti devono avere il sostegno dei plessi e poi dell’Istituzione scolastica, altrimenti restano carta», ha spiegato l’assessore all’istruzione, turismo e valorizzazione territoriale Francesca Lucianaz, ricordando che il Comune può proporre iniziative, ma che queste devono poi essere condivise con docenti e organi scolastici e inserite nel Piano dell’Offerta Formativa. Lucianaz ha inoltre sottolineato come diversi obiettivi indicati dalla minoranza siano già presenti nei tanti progetti avviati dall’Amministrazione, tra cui Être Association e il percorso teatrale, da poco avviato, che lavorano su empatia, ascolto, collaborazione, gestione dei conflitti, autostima e rispetto delle diversità. «Per questi motivi, non ritenendo che la mozione sia lo strumento corretto per approvare i progetti, che devono essere condivisi in primis nelle commissioni comunali e poi con l’Istituzione, che i progetti proposti già contengano quanto indicato e per il fatto che la tematica non può ridursi con l’approvazione di una mozione, la maggioranza voterà contro». La consigliere Impérial ha concluso: «Trovo demotivante paragonare un progetto educativo come quello presentato ad una attività come l’accensione dell’albero di Natale. Il nostro non è un progetto con una scadenza: può essere per i prossimi anni. Prendo atto che il problema non è l’argomento ma da parte di chi arriva».
A Consiglio concluso, maggioranza e minoranza hanno voluto salutare e ringraziare la segretario comunale Jeannette Grosjacques, che il 30 settembre terminerà il suo servizio nel Comune di Charvensod.
Pubblicato / aggiornato
il 25/09/2026 alle 10:11
Categoria:
Politica e Amministrazione