Nino Migliori espone ad Aosta: La dialettica del reale
(©Fondazione Nino Migliori Ets) -
La foto Il tuffatore di Nino Migliori
Venerdì 9 ottobre 2026, alle ore 18, sarà inaugurata, nel Centro Saint-Bénin di Aosta, la mostra Nino Migliori. La dialettica del reale.
Nell’anno in cui Nino Migliori (Bologna, 1926), tra i protagonisti assoluti della fotografia italiana del Novecento, festeggia il centesimo compleanno, una retrospettiva ad Aosta celebra il maestro con immagini che raccontano il Paese e le sue contraddizioni: dalla dignità della miseria al boom economico, dall’industria moderna all’energia del segno astratto.
La mostra, curata da Mauro Zanchi, riunisce alcune fra le serie più iconiche realizzate da Migliori negli anni Cinquanta e ne segue l’evoluzione fino agli esiti più recenti. Attraverso 160 immagini, molte delle quali entrate nella storia della fotografia italiana, la rassegna ripercorre la stagione del Neorealismo andando oltre la lettura documentaria, per restituire la complessità dello sguardo di Migliori: dal confronto tra un’Italia ancora arcaica e un Paese in trasformazione, fino alle prime sperimentazioni sul linguaggio fotografico. Alla luce degli studi più recenti, il percorso espositivo propone una rilettura della fotografia italiana del dopoguerra, mostrando come già negli anni Cinquanta il documento si trasformi, nell’opera di Migliori, in una ricerca sulle possibilità espressive dell’immagine.
«Sin dalla scelta dei titoli, Gente dell’Emilia, Gente del Delta, Gente del Sud e Gente del Nord, – commenta Daria Jorioz, curatore del programma espositivo del Centro Saint-Bénin – Nino Migliori pone al centro della ricerca espressiva l’umanità nella sua interezza colta in relazione con la propria terra. Pur collocandosi nel solco della fotografia documentaria e di reportage, il linguaggio di Nino Migliori ne attraversa i confini con grande libertà e spirito di sperimentazione, componendo un’indagine che da antropologica si fa intensamente lirica, sottilmente malinconica, a tratti divertita o ironica, ma sempre autentica e priva di retorica». Nino Migliori si fa testimone delle contraddizioni dell’Italia del dopoguerra, elaborando una grammatica visiva capace di trasformare il reportage, ciò che si vede, in un’indagine esistenziale, ciò che significa. L’arco cronologico scelto, tra il 1950 e il 1959, coincide non solo con l’apice del Neorealismo, ma anche con la sua progressiva crisi e con l’avvio di una ricerca destinata ad aprirsi a esiti sempre più sperimentali. Il catalogo bilingue italiano/francese della mostra, La dialettica del reale, edito da Dario Cimorelli Editore, raccoglie le 160 opere esposte attraverso un ricco apparato iconografico, affiancato dai saggi critici di Mauro Zanchi e Daria Jorioz, e da una conversazione con l’artista.
Nino Migliori (Bologna, 29 settembre 1926) è tra i più autorevoli e originali protagonisti della fotografia italiana del Novecento. Inizia a fotografare nel 1948, sviluppando fin dagli esordi una ricerca che oscilla tra immagini realiste e una continua sperimentazione sui materiali e sui processi fotografici. Nascono così cicli come Ossidazioni, Pirogrammi, Cellogrammi, Lucigrammi e Idrogrammi, nei quali indaga le reazioni della materia, il ruolo del caso, del tempo e dell’intervento dell’artista nel processo fotografico. Agli anni Cinquanta appartengono le celebri serie Gente dell’Emilia, Gente del Sud, Gente del Nord e Gente del Delta, che documentano una ricerca costantemente sospesa tra memoria e sperimentazione. Nel 1982 fonda Abrecal – Gruppo di Ricerca Percezione Globale, cui aderiscono autori provenienti da differenti ambiti espressivi, accomunati dalla volontà di superare linguaggi e schemi precostituiti.Nel 1998 avvia Trasfigurazioni, rielaborando digitalmente immagini residuali ricavate da fotografie istantanee. Successivamente inventa nuovi strumenti, come il Caleidoscopio per ritratti (2005), e dal 2006 sviluppa la serie a lume di candela Lumen, inaugurata con Terra Incognita.Nel 2018 la Maison Européenne de la Photographie di Parigi gli dedica un’importante mostra personale, consacrandone il ruolo tra i grandi protagonisti della fotografia contemporanea.
Biglietti: Intero 8 euro, ridotto 6 euro. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni. Mostra inserita nel circuito Abbonamento Musei. Orari di apertura: martedì-domenica, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18.
Pubblicato / aggiornato
il 03/10/2026 alle 11:49
Categoria:
Cultura