Protesi vertebrale all’argento: primo impianto al Parini
(©Ausl Valle d'Aosta) -
La protesi in titanio trattata con argento utilizzata nell'intervento neurochirurgico al Parini. - ©Azienda USL Valle d'Aosta
All’Ospedale Parini di Aosta, l’équipe di Neurochirurgia, ha eseguito il primo intervento in Italia di impianto di una protesi sostitutiva di una vertebra cervicale trattata con ioni d’argento. L’innovazione tecnologica, ideata da Pier Federico Pretti, punta a elevare gli standard di sicurezza nel trattamento delle patologie tumorali che colpiscono la colonna vertebrale.
Il ruolo dell’argento contro il biofilm batterico
La peculiarità di questo dispositivo risiede nel trattamento di superficie del titanio. Attraverso un sofisticato processo di ionizzazione, l’argento è legato in modo permanente alla struttura della protesi. Tale soluzione è stata adottata per contrastare la formazione del biofilm, una matrice protettiva creata dai microrganismi che aderisce agli impianti rendendo le infezioni estremamente resistenti alle terapie antibiotiche convenzionali. In un distretto anatomico critico come quello cervicale, caratterizzato dalla vicinanza immediata con il midollo spinale e le radici nervose, la prevenzione di tali complicanze è fondamentale.
La fragilità del paziente oncologico e la continuità delle cure
Per i pazienti oncologici, il rischio di infezioni post-operatorie non rappresenta solo una complicanza clinica ma una minaccia diretta alla sopravvivenza. L’insorgenza di un processo infettivo a carico della protesi può infatti costringere l’équipe medica a posticipare o interrompere bruscamente i protocolli di chemioterapia o radioterapia. Garantire l’integrità del sito chirurgico attraverso la protezione antibatterica dell’argento consente di proseguire senza ritardi il percorso di cura antineoplastica, un aspetto cruciale per la prognosi complessiva del paziente.
Il caso clinico: un intervento ad alta complessità
L’intervento è stato eseguito su un paziente affetto da una patologia oncologica renale, che aveva determinato una metastasi localizzata alla quinta vertebra cervicale (C5). La neoplasia aveva causato una grave instabilità vertebrale con conseguente compressione midollare e dei nervi deputati al controllo del braccio, esponendo il paziente al rischio di deficit neurologici irreversibili. Data l’elevata vascolarizzazione tipica delle metastasi da carcinoma renale, la fase preliminare è stata gestita dalla Neuroradiologia interventistica: tramite un’embolizzazione selettiva, i vasi che alimentavano la lesione sono stati chiusi, riducendo drasticamente il rischio di emorragia intraoperatoria.
La tecnica chirurgica: corpectomia e stabilizzazione
La procedura neurochirurgica è stata condotta per via anteriore. Sotto la guida del microscopio operatorio, l’équipe ha proceduto alla corpectomia, ovvero alla rimozione della vertebra C5 infiltrata dal tumore, liberando le strutture nervose compresse. Lo spazio creato è stato colmato mediante l’inserimento di una mesh cava in titanio trattata con argento, successivamente fissata con placche e viti. L’operazione, eseguita con estrema precisione millimetrica, è terminata con il trasferimento del paziente in Rianimazione, dove il risveglio è avvenuto in buone condizioni e, soprattutto, in assenza di nuovi deficit neurologici.
Collaborazione multidisciplinare e prospettive future
Questo successo è il frutto di una sinergia tra diversi dipartimenti dell’Ospedale Parini, tra cui Anestesia e Rianimazione, Oncologia e Radioterapia, che hanno lavorato in un modello di collaborazione multidisciplinare. Tale traguardo apre ora la strada a nuove applicazioni cliniche: la tecnologia basata sull’argento potrà essere estesa in futuro ai pazienti immunodepressi, soggetti affetti da diabete o obesità, e in tutti i casi in cui sia richiesto un reintervento in siti ad alto rischio infettivo, confermando l’Ospedale Parini come centro di riferimento per la chirurgia ad alta complessità.
Pubblicato / aggiornato
il 07/10/2026 alle 10:15
Categoria:
Salute