Liceo sportivo a Saint-Vincent: il confronto si allarga e si irrigidisce
(©Google Street view) -
Edificio scolastico di scuola secondaria superiore a Saint-Vincent
Il progetto regionale di istituire un liceo scientifico a indirizzo sportivo a Saint-Vincent, come sede distaccata dell’Isiltep di Verrès, ha ampliato il confronto. I sindacati e il Consiglio d’istituto chiedono di rivedere il dimensionamento e di acquisire dati su iscrizioni, organici e ricadute organizzative.
I sindaci dell’Unité Mont-Cervin sostengono invece una rapida realizzazione del nuovo indirizzo, considerandolo utile per il territorio e per ridurre gli spostamenti degli studenti. Restano aperti i nodi sul futuro del liceo scientifico di Verrès, sull’organizzazione del personale, sulle strutture convittuali e sull’anno di avvio.
Sul liceo scientifico a indirizzo sportivo di Saint-Vincent il confronto si allarga e i toni si fanno più netti. Dopo la posizione dello Snals-Confsal, espressa martedì 6 ottobre 2026, sono intervenuti in tre: i sindacati della scuola con un comunicato unitario, arrivato in redazione lunedì 19 ottobre, i sindaci dell’Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin con una lettera aperta, arrivata mercoledì 21 ottobre, e il Consiglio d’istituto dell’Isiltep di Verrès con un comunicato, arrivato giovedì 22 ottobre. I sindacati e l’Isiltep chiedono di ripensare l’impianto della proposta regionale di dimensionamento scolastico, i sindaci di portarla avanti in tempi rapidi.
Il punto di partenza: la posizione dello Snals-Confsal
Il 6 ottobre lo Snals-Confsal della Valle d’Aosta ha espresso la propria posizione sul progetto della Regione di istituire un liceo sportivo a Saint-Vincent, come sede distaccata dell’Isiltep di Verrès. Il sindacato ha valutato positivamente la volontà di ampliare l’offerta formativa e di ristabilire un polo scolastico secondario nella località termale, ma ha manifestato opposizione a ogni ipotesi di soppressione dell’indirizzo scientifico nella stessa istituzione, che sarebbe una perdita per la tradizione scolastica della Bassa Valle.
La critica specifica riguardava l’avvio del nuovo corso con una sola classe in una sede distinta. Secondo lo Snals-Confsal, partire a Saint-Vincent già dall’anno scolastico 2027/28 comporterebbe cattedre orario da completare in altre sedi: i docenti dovrebbero spostarsi tra Verrès, Saint-Vincent e Aosta per raggiungere le ore previste, con ripercussioni sulla gestione degli orari e sul benessere del personale. Il sindacato ha chiesto all’Amministrazione regionale di valutare con attenzione tempi e collocazione del corso e ha segnalato che non risultava convocata alcuna riunione con la Sovrintendenza sugli assetti del personale e della struttura, nonostante la richiesta fatta nell’incontro del 1° ottobre sul piano di dimensionamento.
I sindacati chiedono dati e un tavolo tecnico
Nel comunicato unitario, Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Savt Scuola si dicono preoccupati per la proposta di dimensionamento 2027/30 presentata dalla Regione il 1° ottobre, in assenza di un quadro completo sui bisogni del territorio e sulle ricadute organizzative e occupazionali. Le richieste di dati demografici e statistici, di proiezioni sugli organici e di un tavolo tecnico sui criteri di programmazione, scrivono, sono ancora senza risposta.
Il piano prevede a breve un nuovo liceo scientifico a indirizzo sportivo a Saint-Vincent e guarda anche a Pont-Saint-Martin, in una prospettiva di sette-otto anni. I sindacati osservano che a Verrès si è appena concluso un lungo percorso per consolidare un polo scolastico, che rischia di essere frammentato di nuovo, e si dicono preoccupati per l’ipotesi di soppressione del liceo scientifico di Verrès. Segnalano inoltre che per una sede convittuale a Verrès si attende ancora una gara d’appalto, annunciata entro fine anno.
Il comunicato elenca anche criticità ad Aosta: palestre e nuove sedi attese da anni, la demolizione del Manzetti prevista per il 2027/28, la mancanza di laboratori per il polo scientifico, il prefabbricato del Bérard giudicato insufficiente e la collocazione ancora da chiarire del liceo linguistico. Sull’istruzione e formazione professionale notano che le scuole paritarie sono di fatto il principale riferimento, in un contesto di offerta pubblica insufficiente. La conclusione è che razionalizzare significa rendere più efficiente il sistema, non moltiplicare sedi e indirizzi senza una visione complessiva. I sindacati chiedono alla Regione di riconsiderare l’impianto della proposta alla luce di un confronto tecnico basato sui dati richiesti. Giovedì 22 ottobre partecipano all’assemblea sindacale all’Isiltep di Verrès e a novembre terranno assemblee sul territorio.
I sindaci dell’Unité Mont-Cervin: “sostegno alla realizzazione”
La posizione opposta arriva dai sindaci degli undici Comuni dell’Unité Mont-Cervin: Antey-Saint-André, Chambave, Chamois, Châtillon, La Magdeleine, Pontey, Saint-Denis, Saint-Vincent, Torgnon, Valtournenche e Verrayes. In una lettera all’assessore regionale all’Istruzione, Cultura e Politiche identitarie Erik Lavevaz e alla dirigente scolastica dell’Isiltep Antonella Dallou, esprimono “soddisfazione” per la decisione di istituire il liceo a Saint-Vincent e confermano il sostegno alla sua realizzazione.
Secondo i sindaci, il progetto è un investimento per l’intero territorio e riconosce il ruolo della Media Valle, uno dei principali bacini demografici regionali, in un territorio montano interessato da spopolamento e calo dei giovani. Il nuovo indirizzo può attrarre studenti da tutta la regione e dal vicino Piemonte e rafforzare l’Isiltep di Verrès. Per i giovani della Valtournenche e della Media Valle, un istituto più vicino ridurrebbe tempi e difficoltà degli spostamenti, mentre l’attuale concentrazione di studenti negli istituti di Aosta rende utile una distribuzione più equilibrata. I sindaci citano la presenza a Saint-Vincent di un edificio scolastico regionale moderno e propongono di valutare il Gervasone come struttura convittuale, previa verifica della fattibilità. Richiamano la Strategia Aree Interne Mont-Cervin e auspicano una programmazione che assicuri adeguate dotazioni di personale docente e ausiliario e tuteli la continuità dell’offerta esistente a Verrès. Chiedono di definire in tempi rapidi gli aspetti organizzativi ancora aperti e confermano la disponibilità al confronto.
Il Consiglio d’istituto: “difendere il Polo unico”
Il tono si alza nel comunicato dell’Isiltep, dopo la riunione del Consiglio d’istituto del 15 ottobre, a cui hanno partecipato Savt, Flc Cgil e Snals. Il documento ricorda l’incontro con l’assessore Lavevaz, la sovrintendente agli Studi Marina Fey, la dirigente del personale scolastico Lisa Furfaro e una delegazione della scuola. In quella sede la Regione ha ribadito la volontà di aprire un liceo scientifico a indirizzo sportivo nella sede staccata di Saint-Vincent dal 2028/29, mantenendo il liceo scientifico tradizionale a Verrès. La scuola e le famiglie hanno risposto che frazionare l’offerta compromette unità didattica, efficienza gestionale e qualità dell’insegnamento.
L’Isiltep sostiene che la frammentazione sia “in aperto contrasto” con la legge regionale 19/2000, che all’articolo 5 stabilisce che il dimensionamento deve assicurare stabilità nel tempo, capacità di interazione con la comunità e ottimale impiego delle risorse. Tra le ragioni a favore del polo unico indica il contrasto alla dispersione scolastica, l’inclusione degli studenti con disabilità, la collaborazione tra docenti dei diversi indirizzi, dieci anni di lavoro per costruire il polo e l’offerta del percorso Cambridge IGCSE. Ricorda anche lo studentato da 30 posti letto annunciato per Verrès, con avvio dei lavori dichiarato imminente nell’incontro.
Sul nuovo liceo il documento parla di “concreto rischio” di una progressiva contrazione delle iscrizioni in tutti gli otto indirizzi attuali, a fronte di un’operazione per la quale, afferma, non sono state fatte analisi previsionali ufficiali tra famiglie e studenti. Aggiunge i costi di una sezione staccata, con organico distinto, almeno due unità di personale ausiliario e ore dei docenti usate per le supplenze invece che per le attività extracurricolari. Teme inoltre ricadute sul liceo scientifico di Scienze naturali di Verrès e una penalizzazione per gli studenti di Saint-Vincent e per quelli con disabilità, che non potrebbero partecipare ai progetti inclusivi del polo, come Barbrilla, il laboratorio creativo, l’orto botanico e le “Diverse bici”. Il Consiglio d’istituto chiede all’unanimità all’Amministrazione regionale di rivedere la propria posizione.
I nodi in discussione
Nei documenti ricorrono alcuni punti: la sorte del liceo scientifico di Verrès, l’organizzazione di personale e cattedre, la disponibilità di un convitto o di uno studentato e la richiesta di dati e analisi previsionali. Mentre i sindaci chiedono tempi rapidi, i sindacati e l’Isiltep chiedono prima un confronto basato sui dati. Resta da chiarire anche l’anno di avvio: lo Snals parlava del 2027/28, l’Isiltep indica il 2028/29 come data ribadita dalla Regione il 6 ottobre. Il confronto prosegue con l’assemblea sindacale del 22 ottobre all’Isiltep e con il ciclo di assemblee previsto a novembre.
Pubblicato / aggiornato
il 22/10/2026 alle 17:17
Categoria:
Economia e Lavoro