Una proposta di legge contro il caro-bollette
(©Consiglio Valle) -
La IV Commissione del Consiglio Valle, riunita per la proposta di legge sul caro-bollette
I gruppi Forza Italia, Union valdôtaine e Centro autonomista, il 12 ottobre 2026, hanno presentato al Consiglio Vale la proposta di Legge n. 28 volta a introdurre una misura strutturale di compensazione ambientale a favore dei residenti in Valle d’Aosta titolari di utenze domestiche presso la propria abitazione di residenza. È intitolata Intervento agevolativo a sostegno della transizione energetica e per vivere la montagna e stanzia 20,6 milioni di euro nel biennio 2026-2027 per introdurre sconti sulle bollette elettriche dei residenti. I fondi arrivano dai dividendi straordinari della Compagnia Valdostana delle Acque (Cva).
La contrarietà di Federconsumatori e Cgil
Lunedì 19 ottobre 2026 Federconsumatori Valle d’Aosta ha diffuso una nota per esprimere la propria contrarietà. «L’investimento di risorse pubbliche per contrastare l’impatto dei costi energetici è un segnale positivo – scrive l’Associazione –, ma l’impianto della norma appare profondamente distorto, iniquo e slegato dalle reali priorità di un territorio montano».
Secondo Federconsumatori i problemi sono tre. Il primo riguarda il riscaldamento: per le famiglie a basso reddito la spesa più pesante non è la bolletta della luce, che incide mediamente per 300-500 euro l’anno ma il riscaldamento, che supera facilmente i 2.000-3.000 euro a stagione. Intervenire solo sui chilowattora elettrici significa, per l’Associazione, ignorare la vera povertà energetica.
Il secondo problema riguarda gli utenti del teleriscaldamento. Il testo non considera le migliaia di famiglie della città di Aosta allacciate alla rete gestita da Telcha, spesso residenti in complessi di edilizia residenziale pubblica (case Arer). In regime di monopolio termico hanno subito, sostiene Federconsumatori, rincari «drammatici e ingiusti», e la legge riconoscerebbe loro solo un piccolo sconto sulla luce, lasciandole senza tutele davanti alle bollette termiche.
Il terzo riguarda il carattere “a pioggia” della misura, che prescinde dall’Isee: lo stesso bonus andrebbe a una famiglia in difficoltà e a una con redditi elevati. Lo sconto, inoltre, si calcola solo sull’energia prelevata dalla rete. Chi non ha efficientato la propria casa riceverebbe il massimo del beneficio, fino a 450 euro, mentre chi ha investito in fotovoltaico o pompe di calore avrebbe rimborsi minimi, pur sostenendo i costi fissi di rete legati alla “quota potenza”.
Federconsumatori chiede al Consiglio regionale un cambio di rotta con emendamenti che introducano criteri Isee stringenti, in modo che l’aiuto vada a chi è in reale stato di bisogno e non a chi possiede redditi elevati o seconde case inutilizzate, e che estendano i fondi al comparto termico, per ridurre i costi del teleriscaldamento ad Aosta e sostenere l’acquisto di com[testo troncato].
Martedì 27 ottobre la Cgil Valle d’Aosta si è unita a Federconsumatori con una presa di posizione comune. Le due organizzazioni confermano le obiezioni già espresse e vi aggiungono nuovi elementi, a partire dal fatto che la misura riguarda solo l’energia elettrica: «La luce non scalda le case – affermano –: occorre sostenere concretamente chi fatica a pagare il riscaldamento». Il testo non prevede alcun sostegno specifico per il teleriscaldamento, il Gpl e il gasolio, una lacuna che colpisce gli utenti di Aosta e della cintura urbana e i residenti delle vallate non raggiunte dalla rete del metano.
Sul fronte dell’equità, le organizzazioni segnalano anche i limiti di consumo agevolabile, che dipendono dalla potenza dell’utenza: fino a 4.500 kWh annui per le utenze da 6 kW o superiori, 2.500 kWh per quelle standard da 3 kW. Un altro punto critico è la clausola di salvaguardia finanziaria dell’articolo 3, che potrebbe ridurre le agevolazioni se le risorse non bastassero, senza garantire una priorità alle famiglie più vulnerabili. Cgil e Federconsumatori contestano infine che non ci sia stato un confronto con i sindacati, le associazioni dei consumatori e le realtà sociali e assistenziali che si occupano di povertà energetica, il cui contributo avrebbe permesso di individuare le situazioni più urgenti.
Le due organizzazioni chiedono di sospendere l’iter della proposta di legge e di avviare subito le audizioni in Commissione consiliare, con le parti sociali e i soggetti impegnati nel contrasto alla povertà. Propongono poi l’istituzione di un «Fondo Calore» per le spese di teleriscaldamento e dei combustibili non distribuiti in rete, l’introduzione di criteri di accesso legati all’Isee e alla vulnerabilità economica, misure contro la morosità incolpevole e tutele contro i distacchi delle forniture durante l’inverno.
«Non chiediamo di sprecare risorse, ma di utilizzarle nel modo giusto – concludono Cgil e Federconsumatori –. È necessario ascoltare le parti sociali e correggere la proposta prima della sua approvazione».
L’esame in IV Commissione del Consiglio Valle
La quarta Commissione del Consiglio Valle, competente in Sviluppo economico, nella riunione di giovedì 22 ottobre 2026 ha iniziato l’esame della proposta di legge a sostegno della transizione energetica e per vivere la montagna.
Il consigliere Pierluigi Marquis (FI), relatore del provvedimento, ne ha illustrato i contenuti alla Commissione, anche a nome degli altri firmatari – Josette Borre e Loredana Petey (UV) e Marco Viérin (CA).
«L’iter in Commissione proseguirà con l’audizione dell’Assessore allo sviluppo economico, per un ulteriore approfondimento– dice la presidente della Commissione, Josette Borre –. Con questa misura si vuole accompagnare le famiglie valdostane nella transizione energetica, riconoscendo alla comunità una parte dei benefici derivanti dalle risorse energetiche del nostro territorio. L’agevolazione intende contribuire a ridurre il peso dei costi dell’energia sulle famiglie, incentivando al tempo stesso l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e la progressiva riduzione della dipendenza dai combustibili fossili.»
«È un intervento che coniuga sostenibilità ambientale, sostegno economico e attenzione alla residenzialità, valorizzando le specificità di un territorio montano come la Valle d’Aosta – specifica il consigliere relatore Pierluigi Marquis –. Il contributo, che sarà riconosciuto direttamente in bolletta, è calcolato sui consumi annui ammissibili: 0,06 euro per kWh, fino a 2.500 kWh annui, per le forniture non interamente certificate come energia rinnovabile; 0,10 euro per kWh, fino a 2.500 kWh annui, per le forniture certificate al 100% da fonti rinnovabili; 0,10 euro per kWh, fino a 4.500 kWh annui, per le forniture certificate al 100% da fonti rinnovabili con potenza impegnata pari o superiore a 6 kW. Il fabbisogno finanziario stimato per il 2026 e il 2027 è pari a 20,6 milioni di euro. Le modalità e i tempi di erogazione saranno definiti con una successiva deliberazione della Giunta regionale.»
Il commento di Alleanza Verdi e Sinistra
Martedì 27 ottobre è arrivato il commento di Alleanza Verdi e Sinistra: «Non si tratta di una proposta nuova, ma piuttosto della riedizione di un testo di legge presentato dal consigliere Marquis tre anni fa, a luglio 2023, e non approvato nella scorsa legislatura quando il consigliere sedeva sui banchi dell’opposizione. Ora che è parte della maggioranza ha infine trovato il consenso dell’Uv.
Nel frattempo l’ammontare del contributo regionale per i consumi elettrici previsto dalla prima proposta si è dimezzato, passando dai venti centesimi al kWh del 2023 ai dieci del 2026.
In entrambi i casi una distribuzione a pioggia, ora di dieci milioni all’anno spalmati su circa 55.000 utenze che, detratte le spese di gestione del farraginoso sistema, risulterebbe di meno di 200 euro annui a nucleo familiare. Un piccolo bonus che comunque farà piacere a molti, ma che presenta varie criticità.
Anzitutto, contrariamente a quanto affermato dai promotori, il contributo previsto non sostiene affatto chi più si impegna e più investe nella transizione e nell’efficienza energetica. La proposta di legge dichiara sì di voler sostenere la transizione, ma poi premia i prelievi di elettricità dalla rete e dà di meno a chi ha investito per ridurre i prelievi. Confrontiamo due famiglie che hanno abitazioni di dimensioni analoghe e lo stesso fabbisogno elettrico complessivo: una preleva 4.500 kWh dalla rete e l’altra soltanto 1.000 perché ha installato dei pannelli fotovoltaici. La prima riceverebbe 450 euro dalla Regione, la seconda 100 euro: 350 euro di differenza legata al diverso prelievo dalla rete. Ma c’è di più, la famiglia con il fotovoltaico e con elettrificazione dei suoi consumi (es. pompa di calore), dovendo aumentare la potenza del contatore, vede aumentare la quota fissa, che diventa il suo principale onere in bolletta. E su quell’onere ulteriore non riceve nessuno sconto. Anzi, viene penalizzata proprio in proporzione alla riduzione dei prelievi dalla rete elettrica.
A questo si aggiunge la contraddizione fondamentale sulle fonti energetiche: il testo concede il contributo di 6 cent/kWh anche a chi acquista energia prodotta da gas e carbone, finanziando la quota fossile in palese contrasto con le finalità dichiarate dalla legge e con gli indirizzi comunitari. Premiare chi sceglie l’energia verde (come i contratti CVA) con soli 4 centesimi in più rende la misura un pallido sussidio ecologico anziché un vero incentivo alla transizione.
Inoltre la proposta non affronta il problema della povertà energetica. Il contributo regionale è “universale”, dato a tutti indipendentemente dal reddito. È evidente che in questo modo non si interviene efficacemente proprio nei confronti di chi è più in difficoltà a pagare le bollette elettriche. Occorre una misura più significativa e più incisiva per le fasce di popolazione in povertà energetica e con un basso livello Isee.
Il Gruppo consiliare regionale di Alleanza Verdi e Sinistra presenterà proposte mirate per correggere errori evidenti di impostazione, in particolare quelli citati. Speriamo che ci sia disponibilità a ragionare. È però preoccupante – e paradossale – il rifiuto della maggioranza di sentire in Commissione le associazioni dei consumatori su una legge che li interessa direttamente».
Pubblicato / aggiornato
il 27/10/2026 alle 09:56
Categoria:
Politica e Amministrazione