Coldiretti VdA: birra artiginale rappresenta una nuova opportunità di lavoro in Valle
La birra piace sempre di più agli italiani e ai valdostani, con un consumo pro capite medio nazionale di 31,8 litri e di oltre 238 milioni complessivi all’anno. Nel primo semestre 2018, l’aumento è stato del 3%, con oltre 238 milioni di litri bevuti, e un’ulteriore progressione rispetto al +8% registrato nel 2017.
“Il consumo è diventato negli anni sempre più raffinato e consapevole – spiega Coldiretti – con la ricerca di varietà particolari e una produzione artigianale Made in Italy che si è molto diversificata con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso”. Il 77% degli italiani bevitori di birra è favorevole a sperimentare nuovi ingredienti e sapori secondo una ricerca Doxa. “Una voglia di gusto che è andata di pari passo – continua Coldiretti – con il boom dei birrifici artigianali, quadruplicati negli ultimi dieci anni, passando da poco più di 200 a oltre 860 fra brew pub, dove è anche possibile consumare sul posto la birra prodotta e micro birrifici di cui 1 su 4 agricolo con 55 milioni di litri prodotti”. Numerose, infatti, sono le iniziative progettuali agricole che si basano sull’impiego dell’orzo aziendale in un contesto produttivo a ciclo chiuso garantito dallo stesso agricoltore. Anche la Valle d’Aosta non fa eccezione e negli ultimi anni, sono spuntate diverse iniziative progettuali, agricole e commerciali.
“La birra artigianale rappresenta una nuova opportunità occupazione, soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore, con profonde innovazioni che – evidenziano Giuseppe Balicco e Richard Lanièce presidente e direttore di Coldiretti Valle d’Aosta – vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole e al territorio. Caratteristiche spesso evocate, ma non sempre a proposito, dalle etichette e dalla pubblicità dei grandi marchi industriali”.
Pubblicato / aggiornato
il 07/08/2018 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
