Scuola: lezioni in presenza scaglionate
In seguito alle nuove disposizioni nazionali e regionali, da giovedì 7 gennaio 2021 le scuole secondarie di II grado riapriranno al 100% in didattica a distanza, mentre tutte le altre scuole di ogni ordine e grado svolgeranno la loro attività scolastica in presenza.
Da lunedì 11 gennaio 2021, le scuole secondarie riapriranno al 50% in presenza e il restante 50% in dad, secondo le modalità comunicate da ogni Istituzione scolastica.
La Giunta della Regione autonoma Valle d’Aosta aveva predisposto una ripresa dell’attività didattica in presenza nelle migliori condizioni realizzabili, così come da Piano consegnato al Ministero nel mese di dicembre 2020. Data la delicata situazione epidemiologica, il Governo regionale chiede ai ragazzi, nel rispetto reciproco, di osservare scrupolosamente le disposizioni relative all’utilizzo delle mascherine e al divieto di assembramenti sia alle fermate degli autobus e alle stazioni dei treni sia negli spazi antistanti le scuole.
I trasporti pubblici
I vincoli imposti dalla normativa nazionale prevedono un coefficiente di riempimento dei mezzi pari al 50% del totale dei posti (seduti e in piedi), di conseguenza sono state inserite 90 corse aggiuntive, per un costo mensile di circa 180mila euro.
In merito al servizio ferroviario Aosta-Torino, sono previsti il raddoppio della composizione del treno in arrivo ad Aosta alle 7.38 e del treno in partenza da Aosta alle 13.40, e la disponibilità di due autobus di rinforzo per il treno in partenza da Aosta alle 6.39, nella tratta tra Ivrea e Torino, per l’utenza piemontese.
Per evitare gli assembramenti di studenti all’arrivo e alla partenza dei mezzi, nelle vicinanze delle scuole e nelle aree urbane più critiche (Aosta e Verrès), è stata coinvolta l’Associazione nazionale Alpini ed è stata prevista un’azione mirata delle Forze dell’Ordine.
Prosegue, almeno fino a fine febbraio 2021, la gratuità sui mezzi pubblici di trasporto.
Le critiche di Adu VdA
Ambiente-Diritti-Uguaglianza Valle d’Aosta afferma che i dirigenti scolastici, consultati quasi tutti i collegi docenti, sono in attesa di valutare la situazione, con l’aiuto di esperti e di dati sui contagi. «Però, l’assessore Caveri fuga ogni dubbio: non servono nuovi dati epidemiologici, si rientra al 50% dal 7 gennaio e dal 15 gennaio al 75%, se miracolosamente tutto fila liscio».
Il gruppo politico ha anche evidenziato che «vanno rimarcate alcune criticità chiave: l’avvio dell’anno scolastico senza mascherine e con distanze insufficienti, il problema di mezzi di trasporto troppo affollati e il persistere di orari non scaglionati. In merito ai trasporti, in Valle d’Aosta, si è risposto con l’aumento di pullman dalle vallate e il raddoppio delle corse ferroviarie del Minuetto, mentre, per quanto riguarda gli orari le scuole si rivelano le organizzazioni rigide di sempre, su cui sembra difficile intervenire con modifiche sostanziali».
AduVdA ha sottolineato l’attuale situazione scolastica che vede i ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado seguire le lezioni a distanza. «Stiamo chiedendo notevoli sacrifici ai giovanissimi nella fondamentale fase della loro formazione e crescita. I danni che pagheremo/pagheranno potranno essere molto gravi, in termini di dispersione scolastica, calo della motivazione, aumento del divario culturale tra gli alunni a seconda delle condizioni socio-economiche delle loro famiglie.
Per questo la comunità deve sapersi stringere attorno ai ragazzi. La politica deve garantire le misure necessarie perché, in caso di riapertura, si garantisca la massima sicurezza di alunni e docenti, predisponendo un piano progressivo di rientro in sicurezza e di monitoraggio della situazione».
Unsic: non riaprire la scuola prima delle vaccinazioni
L’Unione sindacale Imprenditori e Coltivatori, forte delle oltre 140mila adesioni alla petizione per il rinvio dell’apertura delle scuole in presenza, ha lanciato un appello ai presidenti delle Regioni italiane e al Pd, quale partito di governo, affinché facciano propria l’istanza di un numero rilevante di docenti, studenti, genitori e personale scolastico.
«La didattica a distanza, pur con i suoi limiti, ha garantito continuità d’insegnamento. Riaprire significa ricominciare con tamponi, contagi, quarantene, sanificazioni, discontinuità didattica, ricreazione chiusi in classe, ansia e preoccupazione. Tutto ciò accentuato dalle prime influenze stagionali e dalla consapevolezza che basterebbe qualche altra settimana per riaprire in una condizione resa migliore dalla crescita delle vaccinazioni e dai primi farmaci monoclonali. I problemi saranno accresciuti anche dalle turnazioni che inficiano il tempo per i compiti, le attività pomeridiane scolastiche ed extra-scolastiche».
Pubblicato / aggiornato
il 05/01/2021 alle 20:35
Categoria:
Politica e Amministrazione