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Minetti lascia la presidenza di Pro libera scelta

Minetti lascia la presidenza di Pro libera scelta

Stefano Minetti ha rassegnato le dimissioni da presidente dell’Associazione Pro Libera Scelta: carica che rivestiva dalla fondazione.

Lo ha fatto con una lettera indirizzata agli associati, nella quale scrive: “Ricordo ancora quando decidemmo di fondare l’Associazione: eravamo convinti di essere pochi, pochissimi, a nutrire dubbi sull’utilità dei vaccini e sulle strategie di ‘big Pharma’, ci sentivamo delle autentiche mosche bianche. Ci sentivamo un po’ soli. Poi, grazie alla pubblicazione del decreto Lorenzin (e alla sua successiva conversione in legge), abbiamo progressivamente preso coscienza che siamo tanti, che siamo una forza“.
Minetti ricorda le iniziative portate avanti dall’Associazione e ringrazia tutti per l’impegno dispiegato. Poi arriva al nodo della questione: “Come spesso capita, col passare del tempo, sono emerse differenze di vedute, punti di vista, strategie alternative per raggiungere il medesimo fine. Così nascono discussioni, critiche e, spesso, fraintendimenti. Normalmente, queste situazioni dovrebbero portare a una crescita, a un affiatamento tra chi lavora a stretto contatto. Purtroppo, però, non sempre riesce e sovente si creano delle fratture all’interno del gruppo. L’Associazione si è trovata, intorno a fine maggio, priva di due tasselli importanti: Jennifer, che seguiva tutta la parte di segreteria (da quando si è dimessa Josette), e Cristiana, che seguiva tutta la parte legale in tandem con l’Avvocato Tucci”.
Col passare del tempo, Minetti ha iniziato a notare che il suo punto di vista era sovente minoritario: “Evidentemente l’Associazione o, per lo meno, il suo direttivo, stava cambiando approccio, indirizzo nella gestione. Niente di male, in ciò: è nella natura delle cose evolvere, trasformarsi. Al contempo, però, ho iniziato a trovarmi in disaccordo sulle strategie, sugli obiettivi e, soprattutto, a diventare progressivamente insofferente per le critiche“.
A ciò si sarebbe aggiunto il fatto che “ci sono state diverse situazioni in cui mi sono reso conto che erano state prese decisioni senza che lo sapessi, oppure che erano stati stretti accordi in nome e per conto dell’Associazione, senza che ne fossi al corrente“. Sentendosi escluso dal direttivo che aveva contribuito a creare, ha messo in dubbio il proprio ruolo: “Forse, sono io che non riesco più a essere interprete attivo dell’indirizzo che il direttivo intende imprimere all’Associazione. In ogni caso, è opportuno che io ne prenda atto e che faccia, a mia volta, un passo indietro per lasciare s

Pubblicato / aggiornato il 05/08/2018 alle 12:00
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Categoria: Tempo libero