Casino: ognuno faccia la sua parte, nei tempi dettati dal Consiglio
A distanza di alcune ore, trapelano le prime informazioni in relazione a quanto accaduto, in maggioranza, durante l’incontro di venerdì 3 agosto con i vertici del Casino.
In fondo è proprio come detto dal comunicato: si va avanti nel rispettare l’impegno assunto dal Consiglio Valle: definire i rapporti entro l’adunanza di settembre del Consiglio regionale.
Per arrivarci, ci sono volute quattro ore. Nel corso delle quali posizioni assai distanti fra chi voleva l’erogazione ora, a prescindere dall’analisi sui risultati dell’azione di risanamento condotta, e chi si irrigidiva sul rispetto dei passaggi amministrativi hanno trovato una mediazione.
Dunque, se la situazione di contesto non subirà modifiche (ovvero se gli istituti bancari che garantiscono l’attuale apertura di credito alla casa da gioco per 11,5 milioni non ritireanno la loro fiducia) il Casino ha risorse proprie di cassa per arrivare sino alla scadenza di fine estate. Ma non può andare oltre. E, entro quella data, se si vuole garantire la continuità aziendale e la continuità nella gestione del piano di ristrutturazione aziendale, occorre che i sei milioni siano erogati.
Occore purtuttavia prendere atto che la situazione del gioco legalizzato, in Italia, non è rosea: il Casino di Campione è fallito (spauracchio che è stato sventolato di fronte agli occhi dei politici seduti al tavolo di venerdì) e gli altri hanno visto contrarsi i ricavi. Dunque gli obiettivi dati all’amministratore unico e alla governance necessitano di una revisione al ribasso e di un maggior tempo di conseguimento.
Ma dire, oggi, quali saranno soluzioni e tempistiche resta impossibile. Certo è che il Casino dovrà fornire alla proprietà la documentazione richiesta e funzionale all’approvazione del Bilancio e all’analisi dei risultati gestionali conseguiti. Certo è che ci sono le spinte di Alpe, Pour notre Vallée e Stella alpina (a diversi gradi di intensità) per garantire la fiducia all’amministratore scelto nell’aprile 2017. Certo è che Lega e Mouv’ mal digeriscono l’atteggiamento di un fiduciario che si arrocca su precedenti concessioni senza prendere atto che gli interlocutori sono cambiati e che adotta una condotta rispetto alla trasparenza e all’efficacia della quale sollevano perplessità.
Quindi c’è stata mediazione, venerdì 3 agosto, ma non soluzione, poiché paiono prefigurarsi diversi scenari fra i quali scegliere senza il ricatto di una sola e unica opzione. E questi scenari non escludono aprioristicamente la richiesta di una più elevata partecipazione dei dipendenti al processo di risanamento, pur di evitare la consegna dei libri contabili in Tribunale.
Pubblicato / aggiornato
il 03/08/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
