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Uvp: la nostra soluzione per la questione migranti l’avevamo presentata in febbraio

Uvp: la nostra soluzione per la questione migranti l’avevamo presentata in febbraio

Il gruppo in Consiglio Valle di Union valdôtaine progressiste interviene sul diniego ad accogliere 25 migraniti siriani da parte della Regione autonoma Valle d’Aosta.

Uvp si dice non stupido dall’atteggiamento del presidente della Regione bensì imbarazzato dal silenzio di Mouv’ e Stella alpina ma, soprattutto, di Pour notre Vallée, che esprime il presiente del Consiglio, Antonio Fosson. 
Uvp ricorda che un suo gruppo di lavoro, nel febbraio 2017, aveva elaborato una proposta che è tornata d’attualità: “Un sistema ordinato e istituzionalizzato è l’unica via d’uscita per affrontare, con maturità e serietà, il tanto stigmatizzato tema dei Migranti. La comunità è consapevole delle cause profonde che costringono queste persone a lasciare il proprio Paese in condizioni d’incertezza e a rischio della propria vita.  Non avendo la possibilità di agire per rimuovere tali cause, è dovere comunque di ogni istituzione, ciascuna per il ruolo che le compete, attivarsi per lenire gli innegabili impatti che il fenomeno dei flussi migratori produce sulle comunità che accolgono i migranti. Le ricadute sono maggiori poi nelle situazioni in cui i numeri degli ospitati sono sproporzionati rispetto alla   popolazione residente. Occorre pensare e programmare in termini di modello, far uscire l’accoglienza dalla dimensione privata per entrare in quella pubblica.  I Comuni devono avere voce in capitolo sul numero e la tipologia di migranti che sono disposti ad ospitare, sulle modalità dell’accoglienza.
È tempo di delineare un’assunzione di responsabilità da parte degli Enti Locali su cui oggi ricadono le scelte di altri. In VdA, ad oggi, l’accoglienza è gestita solo attraverso i CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria) definiti sulla base delle indicazioni della Prefettura. Occorre che le Amministrazioni locali si approprino nuovamente delle strategie e degli interventi di welfare, contestualizzandole con le caratteristiche e le peculiarità del territorio. Questo vorrebbe dire dare la possibilità al Comune di scegliere la tipologia di progetto di accoglienza da realizzare individuando i destinatari da prendere in carico; creare un sistema che sia fondato sui piccoli numeri, che permetta l’applicazione di criteri di proporzionalità in relazione alla popolazione del territorio, per facilitare la gestione, il controllo ed i processi d’integrazione, sulla scorta delle esperienze pregresse di Regioni virtuose in tale ambito.
Il modello valutato dal Gruppo di lavoro, costituito ad hoc dall’ UVP, è lo SPRAR: un servizio coordinato dal Ministero degli Interni in collaborazione con ANCI che è stato attivato espressamente per gli Enti Locali, in un quadro di trasparenza amministrativa, e che si può organizzare rispettando le particolarità geografiche e demografiche della nostra Regione. Si tratta di un servizio che rimette la governance in mano al Sindaco, che può quindi tornare a decidere, insieme alla sua comunità, i numeri, le modalità e  i soggetti da coinvolgere per  organizzare l’accoglienza sul suo territorio“.

Pubblicato / aggiornato il 01/08/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione