Porta sud, la raccolta firme degli albergatori accende il Kung-fu mediatico
Stimolato da Luca Ghiorzi, albergatore che ha presentato un dossier in cui 37 aziende alberghiere si opponevano alla creazione di un hotel nel parcheggio della funivia di Pila, il sindaco di Aosta Fulvio Centoz ha commentato la protesta.
“Si è venuta a creare una situazione folle” scrive su Facebook Centoz. “Stiamo (state) ragionando come se domani mattina aprisse una nuova struttura alberghiera nella zona sud di Aosta, ma non è così. Lo sai tu e lo sanno benissimo i consiglieri comunali che continuano a fare polemica“. Dopo aver confermato per l’ennesima volta il fatto che ci siano stati degli interessamenti, il sindaco ha precisato che “nessun Piano regolatore è ancora stato modificato e soprattutto la Regione non si è ancora espressa in proposito“. “Direi quindi che le vostre osservazioni paiono un tantino in anticipo sui tempi – continua il primo cittadino -. Più utile sarebbe stata una discussione, anche pubblica, sul tema. E quando vuoi io ci sono. Ma tant’è, avete preferito la raccolta firme…“.
Come anticipato, il commento di Centoz in esame è stato pubblicato in risposta a un post di Luca Ghiorzi, albergatore proponente della raccolta firme. Ghiorzi, infatti, aveva dedicato uno scritto sui social alle affermazioni di Centoz, diffuse a mezzo stampa, a seguito della presentazione in Comune del dossier firmato da 37 albergatori. Nell’articolo di giornale ripreso da Ghiorzi, il sindaco di Aosta aveva tendenzialmente ribadito quanto scritto su Facebook il 23 luglio: “In un qualsiasi Paese al mondo l’idea che ci possa essere un investitore privato disposto a investire di tasca propria ingenti somme di denaro per avviare un’attività imprenditoriale (che dunque crea indotto e occupazione) verrebbe quantomeno preso sul serio e si discuterebbe su come conciliare tale intervento con gli interessi della città. Qui invece si preferisce fare polemiche gratuite, sollevare polveroni senza conoscere e magari arrivare ad un nulla di fatto“. Ghiorzi quindi è partito all’attacco: “Mi spiace che anzichè entrare nel merito delle osservazioni tecniche, senza riferimento alcuno alla politica, anzichè replicare istituzionalmente da sindaco per iscritto, ti affidi ai media per esplicitare le tue opinioni superficiali e, consentimi, senza esperienza alcuna in materia turistica“. “Informati bene su cosa sia un contratto di affiliazione in franching alberghiero o un contratto di gestione affidato a una catena alberghiera rispetto a cosa voglia dire investire del denaro e rischiare del denaro – continua l’albergatore di Sarre -. Inoltre, sempre se credi, vedi che effetti virtuosi possano aver avuto nel mondo e quanto ci abbiano fatto risaltare sulla cartina geografica le passate affiliazioni di alberghi/catena internazionali“.
Riguardo al documento presentato in Comune, quindi, Centoz ha scritto: “Io non contesto la raccolta firme. Non la condivido ma la posso anche capire: ogni imprenditore cerca di tutelare la propria impresa e quindi è giustamente preoccupato da potenziali nuove strutture che possono mettersi in concorrenza. Credo sia più che normale e legittimo. Il politico però deve occuparsi di tutti, deve avere uno sguardo complessivo sulla società“. Entrando più nel merito, il post continua: “La tua relazione si basa su numeri, quindi è inconfutabile. Domanda: tu credi che un’importante catena alberghiera internazionale decida di investire su Aosta e la Valle d’Aosta e non prepari prima un dossier? Non si informi sui numeri? Non studi prima approfonditamente il mercato in cui intende investire? Non è gente che investe a caso“.
Infine, il sindaco risponde a un’affermazione di Ghiorzi: “Sostieni che io non abbia alcuna esperienza in materia turistica e quindi non abbia titolo a parlare. Quindi chi mi ha preceduto aveva un master in turismo? Soltanto un medico può fare il ministro alla sanità, un agricoltore il ministro all’agricoltura e un albergatore il ministro o l’assessore al Turismo? Troppo complicato distinguere il ruolo politico dal ruolo tecnico? Un politico si affida ai tecnici per risolvere o capire le situazioni più complicate“.
Le polemiche sulla questione della Porta sud di Aosta, tema che ha infuocato più volte il Consiglio comunale, non sembrano placarsi. Una cosa è certa, come scrive Ghiorzi, è stato avviato un “kung-fu mediatico“.
Pubblicato / aggiornato
il 30/07/2018 alle 12:00
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Categoria:
Politica e Amministrazione
