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Arpa: Pm10 in aumento nell’aria di Aosta

Arpa: Pm10 in aumento nell’aria di Aosta (©Sara Favre) - Uno strato di nubi creato dall' inversione termica

L’Arpa Valle d’Aosta (Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente) ha redatto un primo bilancio sulle osservazioni della qualità dell’aria nel 2020 considerando due principali inquinanti: gli ossidi di azoto e le polveri aerodisperse (Pm10).

«Il 2020 ha obbligato il mondo a stravolgere la normale organizzazione della società. Anche l’ambiente ha registrato gli effetti indotti dalla situazione, ma in controcorrente e l’aria ne ha risentito immediatamente» ha spiegato l’Arpa.

Biossido di azoto

Per limitare la diffusione del virus Sars-Cov2 le Amministrazioni hanno adottato misure di confinamento.

Sono stati esaminati gli andamenti delle concentrazioni medie giornaliere rilevate nel corso del 2020 e, successivamente, sono stati confrontati con i valori medi rilevati nei quattro anni precedenti.

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Le concentrazioni medie rilevate a inizio anno sono più elevate della media riferita agli anni precedenti. Il periodo del primo lockdown, dal 9 marzo al 3 maggio 2020, ha visto una drastica riduzione delle fonti inquinanti, in particolare del traffico autoveicolare che ha raggiunto fino all’80% di transiti in meno. 

Le concentrazioni di biossido di azoto, un inquinante emesso da diverse fonti di inquinamento, tra cui la più rilevante è il traffico autoveicolare, ha subito una repentina riduzione rispetto alla media nello stesso periodo dei quattro anni precedenti. Durante il secondo periodo di lockdown vi è stata una netta riduzione, soprattutto nel mese di dicembre, dovuta probabilmente alla riduzione del traffico turistico che quest’anno è venuto meno.

Le polveri fini aerodisperse Pm10

Numerose sono le sorgenti di emissione di polveri fini. Le combustioni di carburanti fossili e di biomasse, utilizzate nei trasporti e nel riscaldamento domestico, sono tra le principali.

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Durante i periodi di lockdown i valori di concentrazione di Pm non si sono ridotti, ma il valore medio annuo è aumentato rispetto agli ultimi anni, pur rimanendo inferiore al valore di riferimento (20 µg/m3) indicato dall’Oms. L’ipotesi più probabile che giustifica questo aumento dei livelli di polveri è un maggior utilizzo del riscaldamento domestico complessivo, a causa del permanere a casa di una grande percentuale di popolazione.

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Le medie annuali della concentrazione di PM10 rilevate negli ultimi 10 anni

Pubblicato / aggiornato il 14/01/2021 alle 19:23
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Categoria: Politica e Amministrazione