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Dimissioni di Centoz e Marcoz: bocciata la mozione

Dimissioni di Centoz e Marcoz: bocciata la mozione

Mercoledì 25 luglio, il sottotetto del Municipio di Aosta è stato infiammato dall’ennesimo dibattito consiliare incentrato sulla Porta Sud di Aosta.

Uno scontro preannunciato. In settimana, il M5S aveva indetto una conferenza in cui era stata sottolineata la necessità “di fare chiarezza in una questione piuttosto nebulosa“. Inoltre, il MoVimento aveva forse il dente avvelenato dalla mancata iscrizione all’ordine del giorno di una loro mozione legata alla Porta Sud.
La scintilla del dibattito è stata la mozione – firmata da Loris Sartore, Giuliana Lamasta, Paolo Fedi (gruppo misto di minoranza), Carola Carpinello (AltraVdA) ed Étienne Andrione (Lega) – intitolata “Per chi lavorano il sindaco e la vicesindaco?“.
Dopo aver brevemente ripercorso il dibatitto che ha preso vita nell’ultimo Consiglio, Sartore ha affermato che “alla luce di una lettura a posteriori della rassegna stampa delle settimane e dei mesi antecedenti la discussione in aula, le dichiarazioni del sindaco presentano elementi di mendacità“. Dopo aver ricordato che la vicesindaco, essendo membro del Cda di Pila Spa, “non può ritenersi all’oscuro dei fatti“, il consigliere del gruppo misto di minoranza ha aggiunto: “Riteniamo che gli accordi sottobanco siano inaccettabili in un contesto democratico, e che la mancanza di trasparenza induca a pensare che si stia lavorando contro la classe imprenditoriale e commerciale della città, anziché a favore di tutta la cittadinanza“. Sartore ha poi concluso: “Vi sono troppe coincidenze per credere a quanto affermato nella scorsa seduta dal sindaco“.
Il primo membro della maggioranza a prendere la parola, è stata la vicesindaco Antonella Marcoz: “Nell’ottobre del 2016, abbiamo organizzato alcuni incontri con la Cidac, con Aps, con VdA Structure e con Pila Spa; questo perché sapevamo che, nell’arco di un anno, la Regione ci avrebbe consegnato il parcheggio pluripiano“. Sarebbe quindi stato necessario comprendere come risolvere la criticità per cui il parcheggio pluripiano (a pagamento) risulta sempre essere vuoto; questo perché i parcheggi circostanti, compreso quello della cabinovia, sono gratuiti. Negli incontri, “si è parlato di progetti di riqualificazione di un parcheggio, nulla di più“. Passando all’incontro con Adava e i rappresentati della catena francese (che sembrerebbe essere interessata alla realizzaizone del famoso Hotel), Marcoz ha mostrato all’aula una mail inviata al Comune da Adava – datata 1 febbraio 2017 -, che dimostrebbe il fatto che sia stata la società privata a contattatre il Comune, e non viceversa. “La questione è che il pluripiano deve essere messo a reddito – ha concluso la vicesindaco -, altrimenti è un debito“.
Patrizia Pradelli (M5S), dopo aver dato lettura ad alcuni articoli di giornale che confuterebbero le dichiarazioni del sindaco, si è rivolta direttamente alla Giunta: “Voi non ci dite le cose. Ci obbligate a pensare male. Il sindaco, al posto di fare il suo lavoro, scrive su Facebook dicendo che io dico menzogne. Siamo qui per essere costruttivi tutti insieme o per farci la guerra?“.
Il dibattito è proseguito con l’intervento del sindaco Fulvio Centoz: “Non so fino a che punto abbia senso discutere, visto che non credete alle nostre spiegazioni“. Dopo aver nuovamente confermato l’avvenuto incontro con la società francese, il primo cittadino ha precisato che “un conto e chiacchierare, un altro è realizzare i progetti. Allo stato attuale non c’è nessun progetto ufficiale o anche solo protocollato. La modifica al piano regolatore è necessaria per qualsiasi eventuale intervento, ma non sarebbe sufficiente per costruire; sarebbe necessario il parere del proprietario della zona“.
Sartore ha aggiunto: “Per evitare tutto questo dibatitto sarebbe stato sufficiente dire che è stato presentato un progetto, ma che per arrivare a un’eventuale realizzazione, sarebbe stato necessario dialogare con i vari enti e società interessati e valutare una modifica al Piano regolatore“.
A calmare (parzialmente) gli animi, è stato l’intervento dell’assessore all’urbanistica Delio Donzel, il quale ha riconosciuto che, “forse, sulla questione c’è stata una cattiva comunicazione“. Relativamente alla zona occupata dal parcheggio della cabinovia di Pila, “Chiunque può venire a parlare in Comune di eventuali progetti, e così è stato. Noi abbiamo il dovere di ascoltare tutti“. Ciò detto, Donzel ha aggiunto: “Mais il y a des règles! Finché non vi è la condivisione all’interno del Consiglio comunale, in quell’area non può essere posizionato nemmeno un mattone“. Tenendo conto di un’ampia programmazione per la valorizzazione della zona, “qualsiasi progetto approderà in aula e saranno indette delle gare; tutto in maniera trasparente“.
Il dibattito si è concluso con la presa di parola, in sede di dichiarazione di voto, di Étienne Andrione (Lega): “Se la vostra intenzione è quella di procedere in modo trasparente, quantomeno siete partiti con il piede sbagliato“.

La mozione impegnava Fulvio Centoz e Antonella Marcoz “a rispondere a tutta la cittadinanza delle dichiarazioni ambigue, indicanti al minimo inaccettabile approssimazione e altrimenti vero e proprio mendacio, rilasciate nella pubblica seduta del Consiglio comunale del 19 e 20 giugno scorsi e, nel caso non possano spiegare il motivo delle loro contraddizioni, a rassegnare le proprie dimissioni dai propri ruoli elettivi“. La votazione ha avuto esito negativo: mozione respinta.

Pubblicato / aggiornato il 25/07/2018 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione