Meteo: cos’è il vento e perché si forma
Nell’appuntamento settimanale con la rubrica realizzata in collaborazione con il Centro funzionale della regione autonoma Valle d’Aosta, parleremo del vento e del perché si forma.
Innanzi tutto che cos’è il vento? Il vento è un movimento che l’aria compie nelle tre direzioni. Anche se le persone avvertono con più facilità il movimento orizzontale, è giusto ricordare che il vento compie un movimento verticale e questo movimento verticale, seppur più debole, è importante per esempio per la formazione dei temporali.
Perché si forma il vento? Il vento si forma principalmente per il sole, difatti il sole è la causa determinante per tutti i cambiamenti e fenomeni di cambiamento dell’atmosfera e del tempo.
A seconda della vastità del fenomeno, si possono raggruppare tutti i tipi di venti in due grosse categorie: i venti di natura sinottica, i venti a scala locale. I venti a scala locale dipendono dall’olografia del territorio. I venti di natura sinottica sono originati dalle differenze bariche. Ovvero: il sole riscaldando la superficie terrestre, in maniera disomogenea, forma le alte e le basse pressioni; questo determina uno spostamento di una massa d’aria che si sposta da un’alta pressione a una bassa pressione. Nel nostro emisfero, proprio per questa regola, come diceva Buys Ballot, possiamo stabilire che, se noi ci mettiamo con il vento alle nostre spalle, avremo la bassa pressione avanti a noi sulla sinistra e l’alta pressione in basso sulla nostra destra.
I venti di natura orografica sono determinati dalla conformazione del territorio, per esempio le catene montuose. Le Alpi, in Valle d’Aosta, determinano uno sbarramento per quanto riguarda delle masse d’aria. Oppure, la differenza di riscaldamento dei versanti alpini determina comunque un movimento dell’aria che poi origina un cambiamento del tempo e poi del vento. Ad esempio il Foehn e lo Stau. Spesso, in Valle d’Aosta, sentiamo parlare di Foehn. Il Foehn è un vento di caduta: è indispensabile, perché questo fenomeno esista, che tra i due versanti alpini ci sia una differenza barica molto importante. Spesso il Foehn è associato all’arrivo di aria umida e all’arrivo di qualche perturbazione. Facciamo un esempio più chiaro per capire: quando arrivano delle perturbazioni da Nord-Ovest spesso in Valle d’Aosta abbiamo uno sbarramento opposto dalle Alpi e quindi esse bloccano e confinano quasi tutta la perturbazione sul versante Nord Alpino, il cosiddetto versante sopravvento appunto. In questo versante si scaricano quasi tutte le precipitazioni e la massa d’aria anche riesce a superarlo, proprio per la differenza barica, diventa un vento di caduta. Questo vento di caduta tende a riscaldarsi durante la discesa e approssimativamente guadagna un grado ogni cento metri di discesa. Questo comporta ad esempio il Muro del Foehn. Qui in Valle d’Aosta, in condizioni di vento da Nord-Ovest, si ha una sensazione visiva di un muro di nuvole attorno alla catena di confine, dove magari avvengono le ultime precipitazioni, mentre su media e bassa Valle la situazione potrà essere irregolarmente nuvolosa e mediamente prevarrà il sole rispetto al maltempo.
Allo stesso modo lo Stau, per lo stesso principio ma per fenomeno inverso: quando in Valle d’Aosta soffiano correnti da Sud-Est, passa una perturbazione che si scarica principalmente nella regione, mentre nei versanti nord alpini, Francia e Svizzera, ci sono condizioni di clima più mite.
Il Foehn è molto importante per gli alpinisti, infatti non bisogna farsi ingannare: ad Aosta abbiamo una temperatura di 10 gradi con una sensazione di clima mite, insomma si sta bene, mentre in montagna a 2.500 metri si hanno -10 gradi con venti forti e raffinati.
Associando venti forti e temperature basse possiamo aprire una parentesi sul Windchill. Il Windchill è un effetto prodotto dal vento. Mentre la temperatura è un valore misurabile, quantificabile, la sensazione che noi abbiamo di caldo o di freddo è una sensazione molto soggettiva. Questa sensazione soggettiva può essere influenzata proprio dalla presenza di vento. Infatti, fuori dal nostro corpo, abbiamo un sottile strato di calore e più siamo soggetti a vento forte e più questo strato si allontana da noi, aumentando l’evaporazione. Questo fenomeno comporta la sensazione di più freddo in presenza di vento. Facendo un esempio numerico, vi sono molti modi per calcolare con una formula questa temperatura percepita, esempio con un vento che soffia a 30 km l’ora e una temperatura di zero gradi, la temperatura percepita da noi sarà di circa -6 gradi centigradi. Non confondiamoci: la temperatura reale, misurata con un termometro, rimarrà di zero gradi.
Un’altro vento di cui parlare sempre a scala locale e che non è presente tutto l’anno è la brezza: essa è presente sopratutto nei mesi più caldi e inizia farsi sentire quando il sole influenza maggiormente il nostro territorio. Le brezze sono diurne e notturne ma quella che si prende in considerazione e più importante è la brezza diurna. Qui in Valle d’Aosta, la brezza soffia sempre da Est verso Ovest: questo perché il sole, nel periodo dell’anno che scalda maggiormente, ha più effetto nel nostro territorio che sulla pianura. Questa differenza termica determina che l’aria nella nostra regione è più calda e tende a salire, cosicché vi è un richiamo di aria più fredda dalla pianura, in Piemonte, e arriva sulla nostra regione. La brezza è molto importante perché, nei giorni di grande caldo, può assumere valori molto alti specialmente in bassa Valle d’Aosta. Del resto, possiamo dire che la brezza notturna si manifesta per il fenomeno inverso: l’aria fredda tende a scendere dalle montagne, essa comunque è molto minore rispetto alla brezza diurna.

Pubblicato / aggiornato
il 16/01/2021 alle 20:30
Visualizzato volte
Categoria:
Cultura / Video