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Cogne, lavori urgenti per messa in sicurezza del Lago glaciale Grand Croux

Cogne, lavori urgenti per messa in sicurezza del Lago glaciale Grand Croux

Lunedì 16 luglio, a Cogne, inizieranno le operazioni di svuotamento programmato del Lago glaciale Grand Corux, zona ritenuta pericolosa per un possibile cedimento e conseguente riversamento di circa 60 mila metri cubi di acqua nella Valnontey.

Al fine di inquadrare la questione, è utile ricordare che il lago glaciale ha iniziato a formarsi nei primi anni 2000; se nel 1999 il lago ancora non esisteva, nel 2005 il bacino presentava una superficie di circa 3300 m quadri. Raggiuna una superficie di 7000 m quadri, nel 2013 il Lago diventò un “osservato speciale” nell’ambito del piano di monitoraggio del rischio glaciale sul territorio valdostano.
Il 16 agosto 2016, si è verificato uno svuotamento improvviso del lago attraverso un processo di ampliamento e collasso del reticolo di deflusso subglaciale; fortunatamente, la piena del torrente di Valnontey non procurò danni a persone e infrastrutture.
Nel maggio di quest’anno, la Fondazione montagna sicura ha svolto una serie d’indagini volte a definire l situazione di rischio. Gli esiti delle verifiche sono i seguenti: attualmente, il Lago risulta completamente riempito e copre una superficie di circa 12 mila 500 metri quadri. Tenuto conto della profondità dell’acuqa, il volume attuale può essere ricompreso tra i 55 mila e i 70 mila metri cubi.
La soluzione tecnica ideata prevede lo svuotamento parziale del lago mediante l’uso di 10 idrovore: 6-8 lavoreranno in contemporanea, mentre le restanti saranno utilizzate come scorta. Tale intervento dovrebbe permettere lo smaltimento di circa 7-9 mila metri cubi di acqua al giorno, permettendo così di abbassare significativamente il livello nell’arco di una settimana. Parallelamente all’intervento proseguiranno valutazioni e studi su possibili approcci al problema.
I lavori vedranno la collaborazione di Fondazione montagna sicura, Corpo valdostano dei Vigili del fuoco, Protezione civile e Parco nazionale del Gran Paradiso.
Secondo quanto riferito dall’assessore alle opere pubbliche Stefano Borrello, i costi dell’operazione sono molto contenuti e si limitano alle spese legate all’utilizzo dell’elicottero e delle motopompe.

Pubblicato / aggiornato il 13/07/2018 alle 12:00
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Categoria: Economia e Lavoro