Valle d’Aosta: un quinto delle morti sotto i 75 anni sarebbe evitabile
Nel 2015, il numero di decessi di residenti in Italia ammonta a quasi 646 mila unità. Dei circa 47 mila casi di differenza tra il 2015 e il 2014, il 92% riguardano decessi avvenuti a 75 anni e oltre mentre, tra i restanti, la metà (circa 1.800) sono classificabili nell’ambito della mortalità evitabile. Si tratta quindi di una quota che incide per meno del 2% sul complesso dei decessi evitabili stimati per il 2015 (circa 105 mila casi).
Ma cosa si intende per “decessi evitabili”? Secondo la definizione fornita dall’Eurostat, la mortalità trattabile e quella prevenibile sono dimensioni diverse della mortalità evitabile: una morte è considerata evitabile se, alla luce delle conoscenze mediche e tecnologiche (oppure della comprensione delle determinanti della salute al momento della morte) tutte o la maggior parte delle morti per questa causa potrebbero essere evitate attraverso cure sanitarie di buona qualità (trattabili) o interventi di sanità pubblica nel senso più ampio (prevenibili).
Proprio riguardo ai decessi evitabili, il MEV(i) ha redatto una classifica per regioni (dati relativi alla popolazione di età inferiore ai 75 anni). La regione più virtuosa è il Trentino Alto Adige, che presenta un tasso di mortalità evitabile del 20,79% per quanto riguiarda i soggeti di sesso maschile e del 11,44% per i soggetti di sesso femminile; di questo dato, l’8,41% (maschile) e il 7% (femminile) rientrano nei casi di mortalità trattabile e il 17,64% (m) e il 9,20% (f) è prevenibile. Dati simili al Trentino sono stati registrati dalle Marche e dall’Emilia Romagna. Più in generale, sono dieci le regioni che si piazzano al di sopra della media italiana (23,36% per i maschi e 13,42% per le donne). La Valle d’Aosta, invece, si trova al diciottesimo posto per quanto riguarda i maschi e al sedicesimo per quanto attiene alla sfera femminile; un risultato scarso visto che le regioni italiane sono 20! La Valle presenta un 25,97% (m) e un 13,68% (f) di mortalità evitabile totale, di cui il 10,68% (m) e l’8% (f) trattabile, e il 21,99% (m) e l’11% (f) prevenibile.
Osservando i dati, ciò che salto subito all’occhio è la costante differenza tra le percentuali della voce “trattabile” e quella “prevenibile”; per quanto riguarda i soggeti di sesso maschile, in tutte le regioni è presente una differenza di almeno il 6%. In Valle d’Aosta, tale differenza è molto evidente, infatti, il tasso di mortalità evitabile “prevenibile” ha un +11% rispetto al tasso “trattabile”.
Nel quadro delineato, risulta interessante dedicare un breve riflessione riguardo all’incidenza che ha il cancro sui dati presentati. MEV(i) stima, per l’anno 2015, in circa 46 mila 600 il numero di decessi per tumore evitabili (quasi il 60% maschili) che complessivamente rappresentano il 44% di tutti i decessi evitabili; al netto dei decessi per i tumori esclusivamente femminili (circa 7.500 casi) la mortalità evitabile maschile per tumori è il doppio di quella dell’altro genere (27mila casi contro 12mila).
Pubblicato / aggiornato
il 04/07/2018 alle 12:00
Categoria:
Salute
