Ingegnere reso invalido dalla caduta di un masso: i sassi cadevano da almeno 70 anni
Nella mattina di lunedì 2 luglio, nel tribunale di Aosta, davanti al giudice monocratico Marco Tornatore, si è tenuta l’udienza relativa all’incidente che, nel 2011, rese invalido l’ingegnere Michel Chabod.
In aula, il Pm Eugenia Menichetti, dopo aver contestato la mancanza di uno studio geologico preliminare all’allargamento della strada (opera realizzata negli anni ’80) ha interrgato alcuni testimoni. Il primo a essere sentito è stato il proprietario del terreno attiguo a quello in cui si è staccato il masso che, cadendo sulla carreggiata, aveva urtato violentemente l’automobile condotta da Chabod. “Sarà almeno 70 anni che nella zona cadono sassi, spesso anche sul manto stradale – ha affermato l’uomo -. A volte ero io stesso a togliere i massi caduti sulla strada“. Sollecitato dal Pm, il testimone ha precisato che, circa una decinna di anni fa, “ho fatto presente la situazione in Comune (di Villeneuve), il quale è intervenuto realizzando un muro di contenimento sul mio terreno“.
La situazione sembrerebbe essere confermata anche da un altro testimone, il geologo Giovanni Barla (in questa occasione sentito come testimone, ma era stato consulente della parte civile nel procedimento dinnazi al giudice di pace): “Se fosse stato realizzato uno studio geologico, ne sarebbe conseguito un intervento di messa in sicurezza“. Un esperto di messa in sicurezza dei versanti franosi ha poi confermato che “passavo spesso per la strada interessata dall’incidente. Posso confermare che, a volte, cadevano pietre grandi anche come una mano“. Infine, è stato audito un vigile del fuoco che era intervenuto sul posto: “Mentre stavo recuperando gli strumenti che avevamo utilizzato per estrarre il ferito dalla sua automobile, ho sentito delle urla. Non ho avuto il tempo di reagire. Un masso, grande più o meno come il casco che abbiamo in dotazione mi ha urtato sulla nuca e sulla schiena“. Il vigile era infatti stato portato al pronto soccorso, dove gli era stata diagnosticata la frattura della scapola.
Il giudice ha deciso di rinviare la seduta al 18 luglio, per l’eventuale revoca della costituzione di parte civile, a seguito della conclusione dell’accordo di risarcimento (in sede civile).
Pubblicato / aggiornato
il 02/07/2018 alle 12:00
Categoria:
Cronaca
