Ad Aosta, l’embolizzazione selettiva dei fibromi uterini
L’embolizzazione arteriosa rappresenta l’alternativa alla chirurgia dei fibromi uterini sintomatici. I fibromi uterini interessano circa il 35% delle donne in età fertile, anche se soltanto nel 50% dei casi diventano sintomatici. In ogni caso, sono i tumori pelvici più frequenti. La vascolarizzazione del fibroma è maggiore rispetto a quella del miometrio circostante ed è responsabile dei sanguinamenti profusi.
L’intervento si svolge in sala angiografica. Dopo l’anestesia locale, viene incannulata l’arteria femorale e realizzato il cateterismo selettivo dell’arteria uterina in modo che le microparticelle possano occludere il letto vascolare peritumorale. In sostanza, si interrompe la vascolarizzazione dei fibromi uterini. Una medicazione compressiva è posta sul punto d’ingresso e la paziente è ricondotta in reparto. Il decorso post operatorio non è doloroso. L’intervento ha una durata di circa un’ora.
L’intervento è frutto della collaborazione tra gli specialisti di tre diverse branche: la SC Ginecologia ed Ostetricia,la SC Radiologia Diagnostica ed Interventistica e la SC Anestesia e Rianimazione.
Sviluppata in Francia nei primi anni ’90, questa procedura radiologica interventistica, molto diffusa nei paesi d’oltralpe e negli Stati Uniti, rappresenta ad oggi la migliore alternativa all’intervento chirurgico nelle donne con fibromi uterini sintomatici.
Pubblicato / aggiornato
il 27/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Salute
