Santuari aperti a Charvensod
Il Comune di Charvensod, in collaborazione con la Parrocchia di Santa Colomba, organizza per i mesi di luglio e agosto 2017 l’iniziativa I nostri Santuari.
I volontari della Parrocchia garantiranno infatti l’apertura del Santuario di Notre-Dame-de-Pitié al Pont-Suaz e dell’Hermitage de Saint-Grat, dalle ore 14.40 alle 17, nelle date seguenti:
Note-Dame-de-Pitié al Pont-Suaz: 7, 14, 21 e 28 luglio 4, 11, 18 e 25 agosto
Hermitage de Saint-Grat: , 18, 15 e 22 luglio; 5, 12, 19 e 26 agosto
“Si tratta della terza edizione di questa iniziativa – dice il sindaco, Ronny Borbey -. È un modo per far conoscere e valorizzare due gioielli storici e artistici presenti sul territorio, meta nel passato di numerose processioni provenienti da tutta la Valle. Sono simboli del nostro Comune e, grazie alla collaborazione con la Parrocchia, è possibile visitarli.”.
Il santuario di Pont-Suaz si trova alla biforcazione delle strade di Charvensod e Gressan. Fu eretto, nel XVI secolo, da Ludovico Guichard di Lione, notaio e segretario del Capitolo della Cattedrale di Aosta, anche se la tradizione la vuole molto più antica. Considerata il santuario per eccellenza di Aosta, fu meta di numerose processioni. Un grande affresco esterno rappresenta la crocifissione di Cristo mentre, all’interno, si possono ammirare l’altare maggiore settecentesco e alcuni dipinti ex voto; nella piccola cripta, situata sotto il presbiterio, un gruppo di statue lignee policrome del XVI secolo rappresentano la deposizione di Gesù nel sepolcro, due giudei, S. Giovanni evangelista, Giuseppe d’Arimatea, la Madonna e la Maddalena.
L’Eremo di San Grato è il più celebre della Valle d’Aosta. Questa bianca cappella è situata ai margini della foresta, a 1773 metri sopra l’abitato di Peroulaz. La tradizione ci ricorda che San Grato, vescovo di Aosta, nella seconda metà del V secolo, amava ritirarsi in quest’angolo di montagna per meditare e pregare in solitudine. L’eremo di San Grato è citato per la prima volta in documenti risalenti al XIII secolo. A partire dal XVII secolo e fino al 1866, si ha documentazione di eremiti che dimoravano lassù durante la bella stagione. Dopo il soggiorno invernale a Charvensod, vi facevano ritorno in primavera, tempo di pellegrinaggi. Tra questi ricordiamo François Lavy di Saint Nicolas (XVII sec.) e Louis Pretél (XIX sec.). La cappella fu restaurata e ingrandita, nel 1754, dal prevosto della Cattedrale Dondeynaz, con i fondi lasciati dal prevosto Jean-Jacques Duc. La statua di san Grato, alta circa tre metri, che si può ammirare sul culmine del campanile, fu realizzata nel 1863, dallo scultore Basile Thomasset. L’eremo fu gravemente lesionato nella parte alta da una valanga staccatasi nel mese di aprile 1918. Questa parte non è più stata recuperata e fu completamente demolita. Ancor oggi è meta di una processione in onore di San Grato, la cui festa è celebrata il 7 settembre. Nella notte del 6 settembre, inoltre, si svolge “la route dei giovani”, dalla chiesa di Pila fino all’eremo.
Pubblicato / aggiornato
il 27/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Tempo libero

