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Indagine Chambre: oltre la metà delle imprese valdostane chiuderà il 2020 in perdita

Venerdì 5 febbraio 2021, sono stati presentati i primi risultati dell’indagine sull’impatto della pandemia sulle imprese valdostane, condotto dalla Chambre.

Il presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta ha annunciato che è in corso di preparazione la variazione di Bilancio che, grazie all’utilizzo dell’avanzo di amministrazione di circa 50 milioni di euro, conterrà una serie di misure in risposta alla crisi economica conseguente all’emergenza sanitaria.

«Ci siamo appoggiati alla Chambre per avere una fotografia della situazione delle imprese valdostane» ha spiegato Erik Lavevaz, dopo aver ricordate le risorse messe in campo, nel 2020, con le leggi 5 e 8. «Ora saranno messe in campo modalità diverse, con la finalità di essere più incisivi e puntuali».

Ale questionario ha risposto circa il 20% delle imprese valdostane: un campione significativo ma che si vorrebbe incrementare e quindi è stato rivolto un invito alla risposta.

La fotografia della situazione

Sono stati diffusi questionari alle 12.212 imprese registrate (10.858 sono quelle attive) e ha risposto il 18,8%. Il 31,5% delle imprese che ha risposto appartiene al settore del commercio e del pubblico esercizio; il 20,5% al turism, il 12,4% alle costruzioni, l’8,6% ai servizio alle persone, l’8,5% all’agricoltura, l’8,1% ai servizio alle imprese, il 6,8% alle attività manifatturiere, il 3,5% ai trasporti. Su tutte queste, il 31,2% delle imprese che hanno risposto hanno dichiarato di essere artigiane.
Questi sono i dati al 28 gennaio; da allora sono pervenute altre 480 risposte, che sono in corso di elaborazione.

Il 43,5% del campione dichiara di avere 2-5 addetti, mentre il 32,2% di avere un solo addetto. Il 47,9% ha dichiarato di prevedere il mantenimento della situazione occupazionale nei primi sei mesi del 2021 mentre è prevista una diminuzione nel 47,8% dei casi. Dunque un aumento è previsto solo dal 4,3% del campione. La diminuzione più significativa è stata rilevata nel settore turistico, seguito dal commercio e dai trasporti.

L’82,5% del campione ha dichiarato di aver percepito ristori, nel 2020.

In relazione alle esigenze in termini di liquidità, oltre il 38,7% delle impese ha dichiarato odi averne per una cifra inferiore a 30mila euro; per il 31,9% di aver per meno di 25mila euro.

La crisi dovuta all’emergenza Covid ha inciso negativamente sul fatturato delle imprese, causando una riduzione fino al 32% al 27,4% del campione. La riduzione è stata fra il 33 e il 50% per il 22,8% delle imprese, dal 51 al 70% per l’11,6% del campione. Il fatturato è stato invariato per il 12,2% delle imprese e l’8,2% del campione dichiara un aumento del fatturato. Turismo, commercio e trasporti le categorie più colpite. Oltre la metà delle imprese chiuderanno l’esercizio 2020 con una perdita.

Nel settore agricolo, il 27,7% delle aziende agricole ha dichiarato produzioni aziendali invariate rispetto al 2019, mentre il 33,3% ha dichiarato un aumento.

Un’intera sezione del monitoraggio ha riguardato la situazione delle imprese fornitrici della Pubblica Amministrazione, che risulta essere pagatrice puntuale nel 64,9% dei casi.

Un questionario è stato diffuso anche agli iscritti agli ordini professionali e la raccolta dei dati è in corso.

Pubblicato / aggiornato il 05/02/2021 alle 13:53
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Categoria: Economia e Lavoro / Video