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Cisl VdA: la pista ciclabile non penalizzi gli agricoltori

Cisl VdA: la pista ciclabile non penalizzi gli agricoltori (©Cisl Terra viva VdA) - Un tratto della pista ciclabile di Donnas

In relazione alla nuova pista ciclabile nella Bassa Valle d’Aosta, Cisl VdA mette in evidenza i rischi che comporta per gli agricoltori.

«La Valle d’Aosta vanta il primato in Italia per aver anteposto la salvaguardia delle buone terre coltivabili agli interessi legati allo sviluppo urbanistico, grazie alla legge urbanistica del 1998» segnala Cisl Terra viva VdA in una nota.

Cisl scrive: «In Italia, il consumo di suolo ammonta a 16 ettari al giorno, terreni persi in a favore della cementificazione. La Valle d’Aosta presenta il valore di suolo consumato pro-capite più elevato d’Italia: 557 metro quadrato per abitante contro una media italiana di 354,5». Sono dati dei quali non è fornita la fonte e assai difformi da quelli del rapporto Ispra 2020.

Prosegue Cisl: «Gli agricoltori non sono contrari alla nuova pista ciclabile, un elemento di valorizzazione anche dei territori agricoli, ma chiedono di non essere penalizzati da questa infrastruttura. La questione non si basa tanto sulla perdita di produzione, quanto nel rendere la vita impossibile agli allevatori che conducono al pascolo i loro animali. Il progetto prevede, infatti, di passare prevalentemente su terreni coltivati a prato stabile oppure su strade poderali esistenti, su cui gli agricoltori si spostano abitualmente con le mandrie per raggiungere le aree di pascolo e con i mezzi agricoli. Le norme di utilizzo delle piste prescrivono che si possa passare con gli animali da allevamento, ma il pastore è tenuto all’immediata pulizia e all’asporto delle deiezioni solide degli animali, operazione troppo onerosa per chi percorre lunghi tratti 4 volte al giorno. In più i trattori non sono ammessi. Sarebbe quindi opportuno privilegiare scelte che sfruttino il più possibile percorsi già esistenti, seguendo l’esempio di Donnas» ha spiegato Cisl Terra viva VdA.

Cisl Terra viva VdA chiede all’Amministrazione regionale che, oltre alle somme da destinare ai proprietari dei terreni per l’esproprio, riconosca i danni agli agricoltori affittuari per le eventuali sanzioni di Agea per il mancato rispetto degli impegni agroambientali pluriennali sottoscritti.

Pubblicato / aggiornato il 06/02/2021 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione