Vai al contenuto

Continua il botta e risposta tra Arev e Legambiente VdA sul lupo

Continua il botta e risposta tra Arev e Legambiente VdA sul lupo (©legambientevda.it) - Lupo

Dopo i recenti avvistamenti di esemplari di lupo nelle vicinanze di centri abitati valdostani e la presentazione di una proposta di legge regionale, la questione è tornata al centro dell’attenzione.

In occasione della riunione del tavolo tecnico di giovedì 4 febbraio 2021, sono stati illustrati i dati sulla presenza del lupo in Valle d’Aosta, sui danni al settore dell’allevamento e i relativi rimborsi in fase di erogazione.

All’interno del progetto Wolfalps, la Regione autonoma Valle d’Aosta sta organizzando la creazione di squadre di tecnici volte a sostenere il settore della zootecnia sia per l’attuazione di migliori misure di prevenzione sia per la quantificazione dei danni in caso di attacco, ai fini di rimborso e per l’individuazione e il superamento dei punti di criticità. 

Durante il tavolo tecnico, è stata accertata, nel 2020, una diminuzione di atti predatori ai danni delle specie allevate rispetto ai due anni precedenti.  

Il Circolo Legambiente Valle d’Aosta commenta: «Plaudiamo al proseguimento del percorso iniziato ma rimaniamo severamente critici sulle iniziative annunciate da singoli esponenti politici  al solo scopo di raccogliere un facile consenso elettorale con fantomatiche proposte di legge che illudono gli allevatori attraverso pronte soluzioni (come l’abbattimento),  cercando di aggirare le leggi nazionali e internazionali che obbligano gli Enti territoriali  al rispetto di protocolli superabili solo a seguito di conclamato pericolo causato da singoli esemplari.
Lanciamo una proposta all’assessore: ora che è disponibile un primo censimento sommario della presenza del predatore, chiediamo che si inizi una rilevazione che metta a confronto il numero di ungulati censiti con il numero supposto di predatori presenti in Valle, e che questo dato sia inserito e influisca nei piani faunistico-venatori di ogni anno. In questo modo, infatti, sarebbe possibile verificare se il calo delle predazioni del lupo può essere legato a una maggiore disponibilità di prede selvatiche».

Legambiente Valle d’Aosta chiarisce che non mira a minimizzare i timori dei cittadini ma «siamo convinti della necessità che l’affrontare la questione lupo passi da una corretta e ampia informazione e formazione che coinvolga cittadini e allevatori riguardo le norme da seguire per proteggere se stessi e i propri beni, rispettando l’ecosistema».

La risposta dell’Arev

Omar Tonino
Omar Tonino

L’Association régionale des Éleveurs valdôtains ha risposto a Legambiente con una lettera aperta firmata dal presidente Omar Tonino: «Il tavolo tecnico del 04 febbraio al quale anche l’Arev ha preso parte, si è riunito per esaminare molteplici aspetti legati alla presenza del predatore in Valle d’Aosta. È sicuramente condivisibile che la questione sia affrontata con un corretta e ampia informazione e accompagnata da attività di formazione.
Durante quella riunione, con toni molto pacati tra le varie parti, sono stati riportati i dati aggiornati, da parte del corpo forestale, della presenza del lupo, degli attacchi e degli indennizzi agli allevatori. Ne è seguito il dibattito, che ha coinvolto il rappresentante degli enti locali che si è fatto portavoce del malessere dei cittadini, preoccupati nel vedere questi animali in prossimità delle abitazioni.

È stata poi la volta delle varie associazioni degli agricoltori, che hanno fatto rilevare quanto il peso economico del ritorno del lupo sia ricaduto sulle spalle degli allevatori. Quindi, anche noi, non vogliamo minimizzare e neanche enfatizzare i timori dei cittadini, ma ridurre il senso dell’intera riunione con l’espressione “diminuiscono gli atti predatori” ci sembra fuorviante rispetto alla problematica.
Infatti, è vero che gli attacchi agli animali domestici nell’ultimo anno sono diminuiti ma ciò non vuol dire che il problema stia rientrando o sia in via di risoluzione, come si vuol far intendere.
I lupi presenti sul territorio non sono di certo diminuiti nell’ultimo anno quindi gli attacchi sono solo diminuiti perché gli allevatori hanno messo in atto molteplici strumenti di difesa.
Va precisato però, che tali strumenti hanno controindicazioni, per esempio i cani da guardiania, molto difficili da gestire in un territorio che vede notevole presenza turistica; inoltre molto pesante l’impatto dei costi di gestione delle opere di recinzione e di guardiania in presenza delle mandrie. Il risultato è che le terre più marginali tenderanno sempre più ad essere abbandonate, quindi il pagamento dei danni non è in alcun modo esaustivo, perché l’allevatore è costretto a modificare il sistema di conduzione, con aggravio di costi per una gestione aziendale già di per sé poco redditizia. Problematica di non poco conto è poi il legame affettivo dell’allevatore con i propri animali. Il benessere di ovini, caprini, equini e bovini deve essere tutelato tanto quanto quello del lupo!
Inoltre riguardo alla proposta di legge, in itinere, rassicuriamo il referente di Legambiente Valle d’Aosta che gli allevatori non sono illusi che questo provvedimento permetta l’abbattimento massivo del predatore ma può essere una risposta a un conclamato pericolo causato da singoli esemplari; leggi simili, anzi più permissive, sono già in vigore in altri Stati comunitari come per esempio la Francia.
Siamo fermamente convinti che una legge simile, qualora fosse approvata, non metterebbe a repentaglio la sopravvivenza della specie lupo ma siamo ancora più convinti, proprio come lo siete voi, che la tutela ambientale sia un valore fondamentale che però in zone di montagna come la nostra, debba passare indubbiamente attraverso la tutela e la conservazione dell’attività zootecnica presente sul territorio.
In questo vi vorremmo nostri alleati, per fare in modo che la nostra categoria sia aiutata a trovare delle soluzioni per convivere con il predatore, anche se la presenza degli animali domestici appare incompatibile con la presenza del predatore stesso. Speriamo che la tecnologia e i tecnici specializzati siano utili ad apportare ulteriori soluzioni ed applicare gli studi calandoli nella nostra specifica realtà.
Ecco, cosa intendiamo per corretta “formazione ed informazione”
».

La replica di Legambiente VdA

Legambiente Valle d’Aosta, tramite una lettera aperta firmata dal presidente Denis Buttol, ha risposto all’Arev: «la lettera aperta che il presidente, a nome dell’Arev, ha inviato nei giorni scorsi alla nostra associazione rappresenta, un buon punto di partenza per avviare un confronto proficuo sul tema. Siamo ben coscienti delle perdite economiche – e anche affettive! – causate dagli attacchi del predatore, nonché dei cambiamenti nella conduzione delle aziende e nel modo di vivere la professione che il suo ritorno rende necessari. Il tema del lupo rappresenta sicuramente un fattore di difficoltà aggiuntiva per un settore che, ormai da anni, è di per sé in una fase delicata. Proprio per questo bisogna trovare risposte basate sia su evidenze scientifiche sia sul  sostegno agli allevatori. Un punto di partenza attendibile può derivare dal confronto con altre esperienze diffuse sull’arco alpino. Per questi motivi abbiamo da sempre sostenuto la necessità che la Valle d’Aosta aderisse al progetto lifewolfalps.eu. In questo quadro, ci è sembrato particolarmente interessante il dato oggettivo, diffuso nel  Tavolo Tecnico regionale, sul calo delle predazioni nel 2020, a fronte di un aumento degli esemplari sul territorio. È anche opportuno, però, rilevare che il ritorno del lupo rappresenta un successo nella tutela della biodiversità: significa che, oggi, l’arco alpino offre nuovamente condizioni favorevoli per l’insediamento del predatore, presenza che può anche rivelarsi un attrattore turistico. Il turismo dolce e naturalistico che noi promuoviamo, e che riteniamo essere la forma più autentica di approccio alla montagna, è intimamente legato alla tutela della fauna, ma anche all’agricoltura e alla zootecnia tradizionali, alla filiera gastronomica di eccellenza di cui voi siete tra i protagonisti. Su questo punto siamo veramente vostri alleati: abbiamo sostenuto la richiesta per un marchio di qualità per il latte valdostano, e crediamo che i prodotti tipici vadano tutelati e promossi in misura più incisiva. Anche a motivo dei dati scientifici, che non confermano impatti positivi sulle predazioni legate agli abbattimenti di singoli esemplari di lupo ma sottolineano, al contrario, il rischio della destrutturazione dei branchi – e quindi di un aumento degli attacchi sugli animali domestici – rimaniamo contrari agli ammiccamenti da parte di certa classe politica su ipotesi di prelievo dell’animale. “Coesistere” significa “vivere insieme con l’altro”, e noi crediamo che, se riusciremo a trovare soluzioni efficaci, la coesistenza potrà diventare un valore aggiunto per tutti. Partendo dai molti punti che ci accomunano, e tenendo anche ben presenti alcune differenti opinioni, siamo disponibili ad un confronto costruttivo».

Pubblicato / aggiornato il 16/02/2021 alle 15:12
Visualizzato volte

Categoria: Politica e Amministrazione