Cannabis light, a rischio la vendita dopo il parere del Consiglio superiore di sanità
A partire dal 2016, a seguito dell’entrata in vigore della legge contenente le Disposizioni per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa, in Italia e in Valle d’Aosta si è assistito al proliferare di attività commerciali in cui è possibile acquistare la cosìddetta Cannabis Light.
La legge citata non prevede la vendita di prodotti a base (o contenenti) cannabis, tuttavia, non ne vieta nemmeno la distribuzione. Proprio in questo vuoto normativo, si è inserito un nuovo mercato basato sulla Cannabis light (prodotti contenenti una bassissima percentuale di Tch).
In Valle d’Aosta, sono state aperte nuove attività commerciali incentrate sulla vendita del prodotto e numerosi tabacchini e rivenditori di sigarette elettroniche si sono organizzati per fornire ai clienti anche i prodotti a base di Cannabis.
Dai principali organi di informazione nazionali, si evince che il Consiglio superiore di sanità ha comunicato al Ministero della salute un parere secondo cui, mancando la certezza scientifica della non pericolosità della Cannabis light, sarebbe opportuno sospenderne la vendita. Tale parere (non vincolante) era stato richiesto dal ministro uscente Beatrice Lorenzion in data 19 febbraio. L’attuale ministro alla sanità Giulia Grillo ha commentato: “Seguo con grande attenzione la questione della commercializzazione della cosiddetta cannabis light. Il Consiglio si è espresso il 10 aprile scorso e il ministro ha investito della questione l’Avvocatura generale dello Stato per un parere anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell’Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti). Non appena riceverò tali indicazioni assumerò le decisioni necessarie, d’intesa con gli altri ministri“.
Tornado al vuoto normativo presente nella legge del 2016, è interessante ricordare che i prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di Cannabis sono venduti come un prodotto da collezione, dunque non destinato al consumo.
Pubblicato / aggiornato
il 21/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Economia e Lavoro
