Porta Sud di Aosta: un ingresso al centro città o un hotel?
Martedì 19 giugno, la questione della Porta Sud di Aosta (fine via Torre del Lebbroso, parcheggio della cabinovia di Pila) è approdata in Consiglio comunale di Aosta.
Numerosi albergatori valdostani avevano manifestato la loro contrarietà riguardo alla notizia secondo cui il Comune di Aosta avrebbe la volontà di realizzare un albergo (voluto da una società francese con un fatturato superiore ai 5 miliardi di euro) nel parcheggio adiacente alla cabinovia per Pila. Oltre all’albergo sembrerebbe che, nel progetto proposto dalla società privata, sia presente anche un centro commerciale.
Il sindaco di Aosta Fulvio Centoz ha precisato: “Credo che sulla questione siano emerse valutazioni e aspettative errate. Attualmente, la zona ha un’indentificazione dal punto di vista urbanistico, infatti, l’area ha vincoli riguardanti l’edificazione da parte dei privati“. Il primo cittadino ha ricordato inoltre come, nel 2011, il Comune di Aosta e la Regione autonoma Valle d’Aosta avevano siglato un accordo per la realizzazione di un imponente palazzo della Regione; la realizzazione del parcheggio pluripiano nei pressi della Cogne sarebbe collegata alla realizzazione dell’edificio. “Il pluripiano, al momento, non è oggettivamente utile in quanto è presente, a pochi metri, un parcheggio gratuito – ha spiegato il sindaco -. Per questo motivo, abbiamo iniziato a ragionare con l’Amministrazione regionale uscente e abbiamo intenzione di proseguire il discorso con la nuova Giunta che si insedierà a Palazzo regionale“. La Giunta Centoz ha affidato uno studio esplorativo a un architetto di Torino al fine di comprendere quali tipologie di intervento siano realizzabili nella zona: “Credo che la priorità condivisa da tutti sia di collegare il centro città con la zona sud quindi è evidente che, tra le alternative che proporrà l’architetto, il Consiglio selezionerà quella più in linea con tale intento. Lo studio commissionato rappresenta il primo passo di un percorso atto a decidere se e come modificare il piano regolatore“.
In Consiglio, sono approdate tre mozioni sulla questione. La prima, proposta da Étienne Andrione (Lega Aosta nel cuore), mirava a impegnare la Giunta “ad assicurare la massima trasparenza anche nella preparazione dell’iter eventuale di modifica del Prgc e, ove a conoscenza di progetti urbanistici di grande impatto, a renderne edotto il Consiglio ben prima di proporre la modifica indicata“. Inolte, Andrione ha ribadito la necessità di evitare che sia costruito “un intralcio urbanistico al collegamento tra il centro urbano e la zona Sud di Aosta“.
A seguito della risposta del sindaco, Andrione ha commentato: “Si sono arrampicati sugli specchi. Hanno ammesso di aver incontrato i delegati della società internazionale interessata alla realizzazione di un albergo, ma a quanto dicono non hanno parlato di alberghi. E di cosa hanno discusso allora? Inoltre, lo studio, costato 19 mila euro, su cosa verterà? Perché è stato affidato a un architetto di fuori Valle? Il sindaco afferma che era necessario per evitare conflitti di interessi con gli architetti valdostani“.
Una seconda mozione è stata presentata da Patrizia Pradelli (MoVimento 5 stelle): “Chiedo al sindaco e alla Giunta di impegnarsi a prendere in considerazione il progetto presentato durante l’Aosta Future Camp (sovrapassaggio pedonale e cicabile in grado di collegare la fine di via Torre del Lebberoso con il parcheggio sopracitato)”. Secondo il consigliere pentastellato, “il fatto che Adava abbia fatto da tramite nell’incontro tra il sindaco e i rappresentati della catena di hotel rappresenta un segnale grave per gli operatori turistici. Noi chiediamo che, in Consiglio, si possa discutere sulle possibilità di sviluppo dell’area prima di intraprendere iniziative unilaterali e non condivise rispetto alla destinazione della zona in oggetto“. Pradelli ha aggiunto che, quando sarà presentato lo studio di fattibilità, sarà necessario un incontro con gli operatori commerciali e turistici, in quanto “sono fondamentali la trasparenza e la condivisione“.
Mentre le prime due mozioni sono state bocciate dal Consiglio, la terza, presentata da Loris Sartore (gruppo misto di minoranza) è stata ritirata. “Si tratta di un’area importante ma priva di una fisionomia – ha spiegato Sartore -. La mozione è stata ritirata in quanto qualunque sarà l’alternativa scelta, la questione dovrà necessariamente passare dal Consiglio comunale per l’approvazione di una variazione al Prgc“. Infine, Sartore ha sottolineato l’importanza di rendere la zona “una vera porta, in grado di permettere un afflusso di turisti verso il centro di Aosta“.
Come evidenziato dal sindaco, “al momento non vi sono progetti definitivi. Una società alberghiera ha presentato una legittima aspirazione, ma non vi sono progetti definitivi o speculazioni“.
Ma cosa ne pensano gli albergatori? Abbiamo sentito l’unico albergatore presente durante i lavori consiliari, Luca Ghiorzi: “Io e i vari albegatori che ho sentito sulla questione siamo preoccupati. I tassi di occupazione degli alberghi di Aosta e dintorni su base annua non giustificano l’ampliamento dell’offerta“. Dello stesso avviso si è detto anche il referente Adava per Aosta Marco Bich: “Non critico l’operato di Adava, però spero che non sponsorizzi le volontà della società francese, bensì si limiti al suo compito di informazione nei confronti degli albergatori“.
Pubblicato / aggiornato
il 20/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione

