Governo VdA: ancora tante incognite
Perché di questo si è trattato: di una scenetta a uso immagine. E senza commentare. Lettura delle tredici righe del comunicato e stop.
Ma gli incontri, quelli veri, si erano già svolti e si erano conclusi nel fine settimana.
Per ora è un accordo da 17+1 perché il 18° consigliere, Emily Rini, è a Bolzano. Mercoledì tornerà e si vedrà se firmerà.
E anche se presenterà le proprie dimissioni a Union valdôtaine, che si lamenta di averle apprese dai giornali (e non è l’unica cosa di cui si lamenta).
Manca il programma da presentare al Consiglio Valle, martedì 26 giugno, che sembra essere ancora tutto da scrivere. Altra cosa dai dieci punti inviati – via mail o WhatsApp – a Union valdôtaine progressiste venerdì 15 giugno, in tarda serata (messaggio al quale, peraltro, Uvp non ha dato risposta, non considerandola una condivisione valida).
Le certezze vengono dall’articolo 7 del Regolamento del Consiglio Valle, quello per l’elezione del presidente del Consiglio e dell’Ufficio di presidenza.
Al comma 2: “Per la validità dell’elezione è richiesta la presenza di almeno due terzi dei Consiglieri assegnati. Qualora nella prima adunanza non siano presenti i due terzi dei Consiglieri assegnati, l’elezione è rinviata ad altra adunanza, da tenersi entro il termine di otto giorni, nella quale si procede a nuova votazione, purché sia presente la metà più uno dei Consiglieri assegnati“.
E di adunanze alle quali si è cercato di far mancare il numero legale, ne abbiamo già viste.
Ai commi 3 e 4: “Il Presidente è eletto con votazione a scrutinio segreto, a maggioranza assoluta dei Consiglieri assegnati. Se dopo tre votazioni nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta, si procede ad una quarta votazione nella quale è eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti“.
È dunque possibile (probabile?) che la data del 26 giugno non sia risolutiva.
Pubblicato / aggiornato
il 18/06/2018 alle 12:00
Categoria:
Politica e Amministrazione
