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Benedikter ad Aosta per parlare di autonomia e democrazia diretta con Rete civica

Benedikter ad Aosta per parlare di autonomia e democrazia diretta con Rete civica
 

Thomas Benedikter è un esponente politico con una cultura di sinistra, ma proviene da una famiglia di ceppo autonomista. È uno dei sei figli di Alfons Benedikter che per vari decenni è stato un esponente di spicco della SVP e ha occupato un ruolo di primo piano nella Giunta provinciale di Bolzano.

Benedikter ha dedicato la prima parte della sua esposizione proprio all’Autonomia Sud Tirolese. Ha detto che tale autonomia è un bene prezioso, una realtà che ha avuto un successo studiato a livello internazionale, uno strumento giuridico che è stato in grado di pacificare una terra dalla storia tormentata e che è anche un volano di sviluppo e prosperità. Per il futuro, ha detto Benedikter, la strada è tracciata: vogliamo un Alto Adige/Südtirol con sempre più competenze e quindi più autonomia, un modello alternativo per un’Italia sempre meno centralistica. Autonomia ma anche europeismo. L’Alto Adige/Südtirol , ha detto Benedikter, “si trova nel cuore d’Europa e noi abbiamo l’Europa nel cuore. Non quella delle grandi banche e della burocrazia di Bruxelles, ma un’Unione che diventi sempre più democratica e attenta al benessere dei cittadini con politiche fiscali e sociali eque. Un’Europa che tenda verso una federazione di regioni da un lato, ma che sappia anche parlare con una voce unica ed autorevole quando si tratta di confrontarsi con le potenze che dominano il mondo, per difendere sempre i suoi, i nostri valori fondanti.”

Nella seconda parte della sua esposizione Benedikter ha parlato degli strumenti di democrazia diretta. Ha evidenziato l’importanza del momento per la democrazia diretta in Italia. Alla Camera dei deputati si sta infatti discutendo una Proposta di legge del Ministro Fraccaro che prevede l’introduzione nella Costituzione italiana del referendum propositivo e un modifica sostanziale dell’attuale quorum di partecipazione, che è troppo elevato e di fatto favorisce le campagne astensioniste. Il testo approvato in Commissione ed ora all’esame dell’Aula prevede la scomparsa del quorum di partecipazione del 50% degli elettori e lo sostituisce con un quorum di approvazione. Un referendum è approvato se il 25% degli aventi diritto al voto si esprime con un “si”. Secondo Benedikter questo 25% è ancora una soglia troppo elevata. Nel dibattito che è seguito è proprio sulla questione del quorum che ci sono stati più interventi. Alcuni hanno concordato con Benedikter sulla necessità del quorum zero. Altri si sono espressi invece sulla necessità di mantenere un quorum partecipativo o approvativo fra il 25 ed il 30 per cento, che renderebbe difficile le campagne astensioniste. Un accenno è stato fatto anche alle due situazioni regionali dove il referendum propositivo già esiste e viene usato: la Regione autonoma Valle d’Aosta e la Provincia Autonoma di Bolzano.

Sul Team K, Benedikter ha evidenziato che il successo è stato determinato soprattutto dalla credibilità della lista presentata, dalla autorevolezza di molti suoi candidati e dalla concretezza delle proposte. Agli elettori è stato presentato un “Progetto per il SudTirolo” e la parola d’ordine è stata “#algoverno”. TeamK si è presentato come portatore di un progetto di governo alternativo a quello della SVP.

La serata è stata organizzata da Rete civica.

 


Pubblicato / aggiornato il 16/01/2019 alle 12:00
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Categoria: Politica e Amministrazione