Meteo: l’altezza idrometrica
Questa puntata della rubrica realizzata in collaborazione con il Centro funzionale della Regione autonoma Valle d’Aosta è stata registrata sulle sponde del torrente Dora Baltea, all’altezza dell’abitato di Aymavilles, per parlare di altezza idrometrica.
L’altezza idrometrica è la misura dell’altezza dell’acqua. Come si misura? Innanzitutto, sin dal 1800, sul fiume Po sono state utilizzate le cosiddette aste idrometriche: si tratta di un’asta graduata, la cui unità minima è il centimetro e la cui asta era appoggiata sulla sponda naturale del torrente, oppure sull’argine.

Ogni mattina, sempre alla stessa ora, un operatore munito di taccuino si appuntava il livello della misura. Questa misura, compilata una scheda, era portata in ufficio ed era archiviata. Il sistema poneva alcuni problemi: il torrente, nell’arco di ventiquattro ore, cambia e una misura giornaliera non era sufficiente per descrivere l’andamento del livello. Per ovviare a questo inconveniente, è stato creato uno strumento, l’idrometrofago: permette di misurare in qualsiasi momento l’altezza dell’acqua. In questo caso abbiamo un idrometrografo a pressione.

Esso funziona ponendo una sonda a pressione sul fondo dell’alveo e trasmette i dati a un sistema a fisarmonica che, solidale a un pennino, incide un foglio su rullo rotante. A fine giornata, si ottiene una strisciata con il dettaglio del livello del torrente. Questa strisciata, portata in ufficio digitalizzata e archiviata, è molto più accurata.
A questo punto, l’unico inconveniente è il ritardo di fruizione dei dati: dalla raccolta alla disponibilità per lo studio passa ancora molto tempo.

Alcuni anni fa, è stato inventato un nuovo tipo di strumento: l’idrometro a ultrasuoni. Un’onda meccanica, un ultrasuono, è lanciato da un sensore; l’onda colpisce l’acqua e ritorna al sensore; la velocità e il tempo sono calcolati automaticamente e la differenza con il fondo dell’alveo calcola l’altezza dell’acqua nel tempo. Tutti i dati sono archiviati in un computer locale e, di conseguenza, trasmessi in stazione per l’elaborazione. Questo permette una rilevazione in tempo reale e una fruizione in tempo reale dei dati.


A questo punto, a che cosa serve il dato idrometrico?
Esso serve a molti usi e il più importante è la sicurezza. In occasione di eventi meteorologici intensi, ossia di pioggia molto forte, il livello dell’acqua inizia ad alzarsi, a esondare e a inondare aree abitate, creando un rischio.
Il monitorare e lo stabilire delle soglie, le cosiddette soglie di allerta, oltre le quali bisogna prendere misure di protezione civile.
Di questi strumenti ve ne sono ventiquattro in Valle d’Aosta, posizionati lungo il corso principale della Dora Baltea e anche lungo i torrenti laterali.
Tutto questo permette un’analisi in tempo reale della situazione e l’utilizzo dei dati per gli studi e la gestione delle allerte.
Pubblicato / aggiornato
il 27/02/2021 alle 20:30
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